Recap Torino-Virtus: bastano dieci minuti per spegnere la FIAT

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Parte bene anche in campionato la Virtus targata Djordjevic. Con un avvio di partita dirompente (+22 in apertura di secondo quarto) i bianconeri hanno la meglio di una FIAT Torino piuttosto arrendevole. I padroni di casa tornano a -5 nel terzo quarto, ma poi vengono definitivamente affondati. Calo di pressione per Punter che non rientra nel secondo tempo.

RISULTATO FINALE: vittoria per 80-64.

FIAT TORINO
VIRTUS BOLOGNA
64PUNTEGGIO FINALE80
11PRIMO QUARTO27
26 (15)SECONDO QUARTO38 (11)
45 (19)TERZO QUARTO54 (16)
64 (19)QUARTO QUARTO80 (26)
SUPPLEMENTARI
1 (1-0 1′)MASSIMO VANTAGGIO33-11 (12′)
1CAMBI VANTAGGIO1
0:24TEMPO IN VANTAGGIO39:25

FATTORE X DELLA GARA: la differenza di voglia e intensità del primo quarto. Torino passeggia, la Virtus aggredisce la gara e mette il break (27-11 il primo quarto, 33-11 al 12°) che vale la vittoria.

IL TABELLINO

TORINO: Moore 11, Hobson 9, Cotton 10, Jaiteh 16, McAdoo 6, Poeta 4, Wilson 5, Cusin, Portannese 3, Marrone NE, Guaiana NE, Anumba NE. All. Galbiati

VIRTUS: Taylor 16, Punter 8, Martin 12, Baldi Rossi, Moreira 6, Pajola 3, Cournooh 3, Aradori 17, M’Baye 6, Kravic 9, Cappelletti NE, Berti NE. All. Djordjevic

STATISTICHE DEI SINGOLI

FIAT TORINO
VIRTUS BOLOGNA
16 JaitehPUNTI17 Aradori
12 JaitehRIMBALZI10 Moreira
6 HobsonASSIST5 Taylor
4 MoorePALLE PERSE3 con due
3 HobsonPALLE RECUPERATE2 Moreira
1 McAdoo e JaitehSTOPPATE1 Kravic e Martin
34 JaitehVALUTAZIONE21 Taylor
-2 Jaiteh+/-17 Taylor

STATISTICHE DI GIOCO

FIAT TORINO
VIRTUS BOLOGNA
15/33 (45%)Tiri da 222/39 (56%)
6/25 (24%)Tiri da 310/28 (36%)
16/24 (67%)Tiri liberi6/13 (46%)
26Rimbalzi difensivi28
9Rimbalzi offensivi12
35Rimbalzi totali40
15Assist19
12Palle perse11
7Palle recuperate7
2Stoppate2
13Falli25

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Coming Soon

PROSSIMO IMPEGNO

Virtus di nuovo in campo sabato 23 marzo alle 20:30, in anticipo al PalaDozza contro la Vuelle Pesaro.

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Torino-Virtus: la prima di Djordjevic in campionato per riprendere la marcia

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Dopo la bella vittoria di mercoledì in Coppa la Virtus si rituffa nel campionato, dove è scivolata fuori dalle posizioni playoff. Coach Djordjevic (che dovrà lasciare in panchina due stranieri) proverà a ridare slancio alla squadra anche in patria, partendo dalla gara in casa di una Fiat Torino che ha problemi dentro e fuori il campo.

GAME INFO

Quando: domenica 17 marzo, ore 12

Dove: Pala Vela, Torino

TV: Eurosport 2, Eurosport Player

All’andata: vittoria Virtus per 82-79.

PROBABILI QUINTETTI

FIAT TORINOVIRTUS BOLOGNA
Dallas Moore Tony Taylor
Tekele CottonKevin Punter
Darington Hobson Pietro Aradori
James Michael McAdoo Amath M’Baye
Mouhammadou Jaiteh Dejan Kravic

INDISPONIBILI

Torino: David Okeke

Virtus: nessuno

Andamento Torino: la stagione della FIAT è stata un lungo calvario fin qua. Dall’esperimento fallito con Larry Brown, ai problemi di infortuni, con in mezzo una girandola di giocatori quasi infinita (diciassette tesserati, ad oggi) e ora i problemi finanziari saltati fuori da poco. Al capitolo stipendi i giocatori sarebbero in arretrato di due mensilità e anche ex giocatori vantano crediti dalla passata stagione. Il tutto mentre la proprietà, criticata a più riprese dal proprio stesso pubblico, starebbe cercando di passare la mano in una complicatissima trattativa col gruppo Leonis. In campo le cose sono andate male, per non dire malissimo: trentuno partite tra Eurocup (0-10) e campionato (6-15), e venticinque sconfitte complessive. In piena lotta per non retrocedere i piemontesi ora cercano punti vitali. Arrivano da due sconfitte in trasferta, a Milano e Brindisi, mentre in precedenza avevano sfruttato il fattore campo, vincendo contro Reggio Emilia e Sassari (sconfitta che portò alle dimissioni di Esposito sulla panchina della Dinamo).

L’analisi dell’ultima sconfitta della FIAT sul campo di Brindisi

FATE IL VOSTRO PRONOSTICO!

Coming Soon

5 APPUNTI SU TORINO

1. Attenzione al loro attacco

La FIAT, che ora ha assunto una conformazione definitiva a livello di roster, certo non manca di talento individuale. E i numeri offensivi lo dimostrano: sono il sesto attacco per punti segnati (83,5) e terzi per percentuale da dietro l’arco (38,9%). Hanno problemi nello sviluppo del gioco (tredicesime per turnover percentage con 16,4%), ma se trovano la giornata giusta possono fare male a tutti con i vari Moore, Hobson, Wilson e Cotton. L’approccio difensivo dovrà essere quello visto mercoledì in Coppa, per evitare di far prendere ritmo a un gruppo problematico ma con del potenziale.

2. Tra le mura amiche hanno fatto vedere le cose migliori

Certo, all’interno di una stagione orribile, ma fin qui Torino ha trovato i punti che la stanno tenendo in vita sul proprio campo. Se in trasferta gli uomini di Galbiati sono 1-10 in trasferta, in casa il bilancio è in parità, con cinque vittorie e altrettante sconfitte. E’ soprattutto la difesa che sale di un gradino: fuori casa la FIAT viaggia in versione groviera (118.7 di defensive rating), mentre al Pala Vela concede dieci punti in meno per cento possessi, attestandosi su un più umano 108.5 di rating difensivo.

3. La difesa resta il primo problema

Il talento c’è. L’attacco è stato capace di produrre, pur senza continuità, buone cose. Da dove vengono i problemi principali per l’Auxilium? Dalla difesa. Che sì, cresce nelle partite casalinghe, ma in generale resta un problema. L’aver costantemente cambiato giocatori, ed essere passati anche da un cambio in panchina, non ha permesso di costruire una difesa di squadra affidabile, pur avendo qualche elemento che nella propria metà campo potrebbe farsi valere (Cotton, Jaiteh, Cusin). I piemontesi concedono quasi 88 punti di media, col 56% da due e il 37% da tre (terzultimi in entrambe le statistiche). E anche a rimbalzo lasciano il 29% di rimbalzi offensivi agli avversari, quintultimi nella speciale graduatoria.

4. Dallas Moore e Darington Hobson: gli osservati speciali

Immagine di una squadra che ha cambiato completamente pelle: Moore e Hobson sono attualmente i leader della squadra. Entrambi non c’erano nella partita del Paladozza. L’ex Pesaro è la principale fonte d’attacco dei gialloblù. Playmaker nominale, che gioca molto per la soluzione personale. Dal suo arrivo (a fine novembre) produce quasi 17 punti di media col 45% da tre punti, su oltre cinque tentativi a partita. Hobson, invece, dopo un periodo di ambientamento (è arrivato a inizio dicembre), sta rendendo alla grande: nelle ultime sei ha segnato 16 punti di media, con 5.1 rimbalzi e 6.3 assist (10 contro Sassari), col 48% dal campo e il 39 da tre.

5. Quanto peserà l’extra campo?

Ce lo eravamo chiesti per la Virtus nel pre partita della gara di ritorno con Le Mans. La stessa domanda, anche se basata su motivazioni differenti, ce la possiamo porre per Torino: se è vero che nelle tasche dei giocatori mancano alcuni stipendi, quanto questo peserà sulla loro prestazione? Non è una domanda banale, perché una Torino sfilacciata e senza voglia di vincere è un’avversaria di un certo tipo. Di tutt’altro se i giocatori si metteranno alle spalle i problemi e scenderanno in campo con l’intenzione di dare il 100%.

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Che cos’è lo stile Virtus?

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Premetto: non voglio criticare le dirigenze post Cazzola e neppure fare la morale, ma tutti avrete sentito parlare, almeno una volta nella vostra vita del famigerato “stile Virtus”. 

Non voglio parlare qui delle famose 4 F alla base della SEF Virtus nata nel 1871 (ovvero fermo franco forte fiero), ma di quelle caratteristiche che, secondo noi di Vnera e anche secondo Ezio Liporesi di Virtuspedia, sono la base dell’identità della V: organizzazione, silenzio, sacrificio, pazienza, rispetto. Tutti sostantivi espressione di un comportamento che ha creato un modello vincente come quello della V; ma dove affondano queste radici?

LA FAMIGLIA PORELLI: LA BASE DELLO STILE VIRTUS

Ogni Virtussino che si rispetti deve sapere che se la Vnera è diventata famosa, gran parte del merito si deve all’idea della polisportiva di affidare la sezione pallacanestro, dopo i 6 scudetti vinti tra il 1945 e 1955 al vice presidente Gianluigi Porelli che già stava seguendo la sezione tennis.

La famiglia Porelli (sì, anche la moglie Paola fu fondamentale) dopo un anno di apprendistato, nonostante i risultati altalenanti, trasformerà una semplice squadra bolognese dal passato glorioso in una società professionistica invidiata in tutta Italia e in Europa.

Una prima definizione dello stile Virtus si può cercare proprio in questo senso: la famiglia Porelli aveva dato organizzazione e rigore ad una società cestistica, cosa quasi introvabile all’epoca. Fu l’Avvocato, aiutato appunto dalla moglie Paola ed in primis nei confronti dei più giovani, ad introdurre un modello di comportamento esemplare da tenere in ogni circostanza come monito per ricordare sempre e comunque di far parte di una Squadra diversa dalle altre. Fondamentale per determinare questo comportamento fu anche il silenzio come risposta ad ogni tipo di polemica (soprattutto nei confronti delle decisioni arbitrali) e, non di meno, la grande abilità oratoria delll’Avvocato davanti ai microfoni.

Per iniziare ad ottenere i fantastici risultati per cui è ricordato ed iniziare a vincere, la Vnera di Porelli ha dovuto però aspettare otto lunghi anni. Anni caratterizzati da una programmazione fatta di tanta pazienza nel dichiarare il vero alla stampa e ai tifosi e nell’aspettare i giocatori curando i rapporti con essi in ogni modo; da un palazzo sempre pieno facendo felici i tifosi ad una stampa mai troppo critica verso i metodi dell’avvocato e, non da ultimo, dall’attesa nei confronti dei giocatori fuori condizione, il che gli ha fatto crescere la giusta fiducia che ha portato ai risultati.

Altro aspetto non trascurabile dello stile Virtus è l’attenzione sempre mostrata nei confronti dei grandi giocatori: la Vnera divenne precursore a fine degli anni ’70 dell’acquisto di grandi talenti italiani non avvezzi a risparmiarsi in campo. Giocatori che attraverso il sacrificio ottenevano grandi risultati in campo: Villalta, Brunamonti. Fu in quegli anni che iniziò a diffondersi anche il concetto di cestista da Virtus, ossia polivalente sul piano tattico e disciplinato nell’eseguire qualsiasi ordine dettato dal mister. Un’ottima sintesi del prototipo di uomo, prima ancora che di giocatore che si formava pian piano con la Virtus. 

Capite quindi perché un Ndoja ha fatto breccia nel cuore più di un qualsiasi americano? Perché questi giocatori sputavano sangue in campo e non risparmiavano colpi pur di ottenere la vittoria in futuro, come ricordiamo sicuramente di Sasha Danilovic o Manu Ginobili. Questo è il motivo per cui le cosiddette “teste calde” , quando indossavano la maglia Virtus, hanno sempre dovuto affrontare un dilemma: sacrificarsi per il bene comune oppure pregiudicare il proprio percorso nella squadra bolognese.

DI PROPRIETA’ IN PROPRIETA’

La metodologia di lavoro di Porelli non è andata persa anche quando nel 1991 è arrivato Alfredo Cazzola: sotto la guida del nuovo presidente,  la Vnera ha arricchito il suo palmares con 5 scudetti, 3 coppe Italia e, soprattutto, 1 Eurolega. Con la conquista del grande slam nel 2001 ha ottenuto le attenzioni di tutto il mondo, non solo dell’Europa, sempre però non cambiando gli ideali di Porelli: rispettando l’avversario. Gli applausi al rivale di sempre Carlton Myers il 19 giugno 2001 in finale scudetto in casa sono l’emblema dello stile Virtus. Rispetto e ironia che erano il comportamento da utilizzare, dopo le partite perse o le cocenti sconfitte durante le pochissime finali perse: una specie di temperamento preventivo che era diventato un atteggiamento da utilizzare quando le cose non andavano bene.

Può bastare a spiegare che cos’è lo stile Virtus?

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Virtus Bologna – LeMans: il post partita di VNera

Champions League
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La Virtus schiaccia LeMans e passa ai quarti di finale e incontrerà Nanterre

GAME INFO

RISULTATO: vittoria 81-58

ANDAMENTO PARTITA: la Virtus scappa subito nel primo quarto complice una grande difesa e passandosi la palla +15 fine primo quarto (25-10); provano a reagire in attacco i francesi ma la Segafredo non sbaglia un colpo in attacco e fine primo tempo è +18 (43-25). Nella ripresa LeMans non segna nei primi cinque minuti di gara e la Virtus si trova anche sopra di 30 poi con i liberi di Ray è 65-37 al trentesimo; ultimo quarto è puro garbage time LeMans prova a ridurre lo svantaggio e dopo 40 minuti il punteggio è 81-58 Virtus.

https://youtu.be/Nv27dejvH6w

FATTORE X DELLA PARTITA: l’energia e la concentrazione con la Virtus ha approcciato la partita. Che non si vedeva da tempo. 17/23 da due all’intervallo. Partita ai limiti della perfezione.

PLAYOFF: dopo la vittoria contro LeMans, sarà un’altra squadra francese ad incontrare la Virtus ai quarti di finale di basket Ball Champions League: infatti il Nanterre ha battuto il Besiktas.

PROSSIME PARTITE: la Virtus torna in campo domenica alle 12.00 a Torino, per la ventiduesima giornata di campionato.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

SASHA DJORDJEVIC E DEJAN KRAVIC

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. WHAT A DEFENSE!

Il cambio è servito. La partita di ieri sera ha trasformato difensivamente questa squadra, soprattutto su i giochi in Pick and roll (meno show a contenere ma più comunicazione) e tanti palloni sporcati e recuperati su passaggi sbagliati. 58 punti sono il punteggio più basso subito dalla VNera in stagione. Bravi così!

2. TOGETHER

Il titolo non è un caso ma è la nuova parola finale nell’urlo di squadra. Una squadra che si cerca di più e prova a mettere in ritmo tutti i suoi giocatori, facendo toccare almeno una volta il pallone in attacco. Muovere la palla genera anche un sacrificio fisico ulteriore ai nostri avversari e questo può essere un vantaggio nella nostra metà campo difensiva.

25 assist di ieri sera sono il record in stagione!

3. BALDI sniperOSSI

L’abbiamo scritto nel post partita di Cantù, Filippo in questa squadra come caratteristiche è molto importante e si è visto nell’ultima partita contro LeMans: 12 punti e grande prestazione su i due lati del campo. Questa è un’ottima cosa per aumentare la qualità nel ruolo di ala grande dove negli scorsi mesi per tanti minuti era occupato nel bene e nel male stabilmente da Amath M’baye.

4. PIÙ MINUTI PER TUTTI

Ok non è la partita ideale per poter analizzare il minutaggio di ogni singolo giocatore, ma nel primo tempo la Virtus ha giocato con 9 giocatori effettivi, in particolar modo nel ruolo di guardia e ala sono stati cambiati e provati tanti giocatori. Questa è la riprova della logica con cui è stata fatta la squadra e tutti quindi possono dare in un modo o in un’altro il proprio mattoncino in qualsiasi momento della partita, basta metterlo nelle condizioni per farlo.

5. NON SI SGARRA

Infine l’ultimo punto di una partita dove comunque la V ha dominato dal 1º al 40º minuto, riguarda il rigore tattico di coach Djordjevic: tanti timeout nonostante il punteggio già acquisito e molti cambi immediati subito dopo errori difensivi e offensivi di qualunque giocatore in campo. Insomma una gestione più manageriale del campo e una gestione dove l’allenatore è il leader ed i giocatori sono collaboratori che portano alla vittoria.

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VNera Pod: puntata 16

VNera Pod
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Causa morte temporanea di Facebook il post partita live di Virtus-Le Mans l’abbiamo portato direttamente in versione Podcast.

Riflessioni sulla netta vittoria bianconera, sull’esordio di Djordjevic e su quello che potrà essere nel futuro prossimo.

Come sempre con Nicolò Fiumi e Davide Trebbi.

Ascolta “VNera Pod – Puntata 16” su Spreaker.
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