Il calendario più facile? Quello della Virtus

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Lungo periodo di pausa dopo le fatiche di Coppa Italia. Ci sono le Nazionali. Aradori è via con l’Italia. M’Baye con la Francia. Si riprenderà a giocare solo a inizio marzo.

E’ un buon momento, allora, per tirare le somme di quanto accaduto fin qua in campionato e, soprattutto, dare uno sguardo al futuro, cercando di capire cosa riserverà alla Virtus l’ultimo terzo di stagione.

I bianconeri dovranno cercare di fare il meglio possibile per agguantare le vittorie necessarie ad agganciare almeno quel quarto posto che garantirebbe un primo turno di playoff con fattore campo.

Per capire quella che sarà la situazione in serie A alla ripresa dei giochi, fino a fine regular season, ci siamo affidati a una statistica conosciuta come Strenght of Schedule, una formula che, nomen omen, cerca di calcolare la difficoltà del calendario residuo di una squadra tenendo conto del record delle avversarie da affrontare e del fattore campo delle partite. Il valore che ne esce, più e alto più indica la difficoltà del calendario residuo.

Come sempre, è una statistica che cerca di stimare un valore, di dare una predizione della situazione futura. Va sempre presa con le molle e non come un’indicazione assoluta. Semmai come il suggerimento di una possibile tendenza sulla quale, però, andranno a pesare fattori che la formula matematica, chiaramente, non può tenere in conto (infortuni, nuove acquisizioni, squadre che a fine campionato giocano senza motivazioni…).

Ciò nonostante, quello che ne viene fuori è un quadro decisamente interessante per la Segafredo.

Secondo la S.O.S la Virtus, nelle ultime undici partite, ha il calendario più morbido di tutta la serie A (neanche di poco).

E, in effetti, guardando le partite residue dei bianconeri ci si accorge come non solo non ci siano gare “impossibili” per gli uomini di Sacripanti, ma anche che l’alternanza casa/trasferta potrebbe giocare a favore della V Nera.

La Virtus affronterà in casa Venezia, Brindisi, Trento e Varese, mentre delle attuali prime otto incontrerà lontano dal Paladozza la sola Sassari. In mezzo gare abbordabili con le varie Cantù, Torino, Pesaro, Pistoia, Reggio e Brescia.

La situazione per la Segafredo si fa ancora migliore guardando il calendario delle dirette avversarie: Avellino, Brindisi, Varese e Sassari hanno tutte calendari sensibilmente più difficili, mentre dalle retrovie attenzione alla solita Trento, che assieme alla Vanoli Cremona ha un valore S.O.S relativamente basso e potrebbe effettuare l’ennesima rimonta di questi ultimi anni.

Chiaro: tra il dire e il fare passa sempre di mezzo il mare. E se la Virtus andrà in campo con l’atteggiamento sbagliato visto in alcune occasioni quest’anno anche le partite sulla carta semplici diventeranno ostacoli insormontabili.

Ma, per ora, teniamoci questa indicazione: se i bianconeri mostreranno la loro faccia migliore in maniera costante, il calendario sarà pronto a dare una mano.

Semifinale Coppa Italia, Virtus-Cremona: il pre partita

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Dopo la sbornia di giovedì sera contro Milano, la Virtus torna in campo contro la Vanoli Cremona per le semifinali di Coppa Italia. Gli uomini di Sacchetti, fin qua, sono stati la bestia nera della Segafredo.

GAME INFO

QUANDO: Sabato 16 febbraio, ore 18

DOVE: Mandela Forum, Firenze

TV: Eurosport 2 e Rai Sport HD

PROBABILI QUINTETTI

VANOLI CREMONAVIRTUS BOLOGNA
Travis DienerTony Taylor
Wesley SaundersKevin Punter
Andrew CrawfordPietro Aradori
Peyton AldridgeAmath M’Baye
Mangok MathiangYanick Moreira

INDISPONIBILI

Virtus: nessuno

Cremona: nessuno

IL CAMMINO DI CREMONA

La Vanoli ha vinto il suo quarto di finale per 82-73 contro Varese, di fatto controllando sempre la partita, tranne nella fase centrale del primo tempo. Gli uomini di Sacchetti hanno mostrato di essere superiori a una OpenjobMetis in calo e che sta dando l’impressione di aver esaurito la spinta del suo ottimo avvio di stagione. Cremona ha vinto con una grande prestazione del suo duo di esterni terribile: Wesley Saunders-Drew Crawford. 42 punti, 12 rimbalzi, 5 assist combinati per quello che è il segreto di Pulcinella della squadra gialloblù. Diener e compagni hanno retto bene l’urto a rimbalzo di una squadra forte nel fondamentale come Varese (49.4% di total rebound) e messo a referto la bellezza di 22 assist su 28 canestri complessivi realizzati.

PRONOSTICO VNERA: Cremona 55% Virtus 45%

QUOTE DELLA PARTITA: Cremona 1,67 – Virtus 2,10 (riferite al testa a testa)

5 APPUNTI SU CREMONA

1. Sono la bestia nera della Virtus fin qua

Poco da aggiungere. La Virtus in stagione ha perso due volte nettamente contro la Vanoli, dando l’impressione di aver contro una squadra contro cui non aveva le armi per competere alla pari. 66-84 a Bologna, 87-70 a Cremona. Problemi di accoppiamento difensivo con Saunders e Crawford. Sofferenze contro i centimetri di Mathiang. Problemi a gestire i ritmi offensivi proposti dalla squadra di Sacchetti. Le due gare di campionato sono state una Caporetto per la Virtus: 91.1 di offensive rating a Bologna, 96.9 a Cremona. 115.9 di defensive al Paladozza, 120.5 al Palaradi.

2. Il tiro da tre è la discriminante

Nei due scontri diretti la Virtus ha messo assieme due delle tre peggiori prestazioni stagionali al tiro pesante: 5/23 all’andata, 5/20 al ritorno. E il tiro da tre per i bianconeri è molto importante: 43% nelle vittorie in campionato, 29% nelle sconfitte. Questo è stato frutto anche di una difficoltà a decifrare i ritmi della partita, facendosi prendere dalla foga di un tiro veloce piuttosto che cercare conclusioni più ragionate. Spesso stendendo così il tappeto rosso al gioco in transizione dei cremonesi.

3. Taylor vs Diener il matchup chiave

Chi ha sofferto più di tutti la Vanoli è stato probabilmente Tony Taylor: 12 punti totali con 5/15 al tiro, cinque assist, quattro palle perse, -32 complessivo di plus/minus. Il suo duello diretto con Travis Diener sarà cruciale per la Virtus, anche in ottica difensiva, con il professore arruolato storicamente da Sacchetti che è il metronomo della sua truppa e impartisce ritmo ai suoi compagni in maniera mirabile, infischiandosene bellamente dei 36 anni denunciati dalla carta d’identità.

4. Il roster più lungo potrà essere un fattore?

Cremona, di fatto, gioca ruotando otto uomini e anche giovedì con Varese ha fatto così, con gli effettivi lombardi che sono stati tra i 36′ di Saunders e i 18 di Ricci. La Virtus, a sua volta, ha dovuto asciugare le rotazioni per avere la meglio su Milano (sette giocatori tra i 32′ di Taylor e i 16 di Martin), ma dall’altra parte ha avuto solo 19′ totali tra Punter, Pajola e Baldi Rossi. Dal bomber bianconero ci si aspetta una partita di riscatto dopo i problemi di falli patiti nei quarti di finale, ma anche Pajola potrà avere un ruolo non secondario. Nelle due partite contro Cremona ha dimostrato di poter tenere il campo (17′ complessivi) e sarà importante che riesca a dare una decina di minuti di riposo a un Taylor che arriverà con ancora nelle gambe un po’ di scorie della battaglia di giovedì. Occhio anche ad un possibile inserimento in corsa di Cappelletti per qualche minuto.

5. Qvale o Kravic?

Si pone la scelta per lo staff tecnico virtussino. L’avversario sembra essere molto più nelle corde del serbo, e infatti Qvale non ha giocato in entrambi i precedenti in campionato. Se contro Milano la scelta di portare nei dodici l’americano ha avuto perfettamente senso, oggi si potrebbe andare verso una scelta diversa. Ritenendo Moreira, al momento, inamovibile (uno dei pochi a salvarsi nella sconfitta di sabato scorso).

Coppa Italia, Virtus-Milano: il post partita di VNera

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Capolavoro Virtus, che elimina ai quarti di finale delle Final Eight di Coppa Italia la favoritissima Olimpia Milano giocando una partita a tratti perfetta, attacco e difesa. Avanti fino al +13 le VNere tremano nel finale pur avanti di 5 a 3″ dal termine. Ma l’instant replay è salvifico.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: Vittoria per 86-84.

ANDAMENTO PARTITA: L’avvio di partita sembrava non far presagire a una serata da leoni, soprattutto per la vena realizzativa di James Nunnally, subito caldissimo. Milano avanti fino al +8. Ma da quel momento si iniziava a capire che sarebbe stata una gara particolare. Meneghini senza Tarczewski e Gudaitis, oltre a Nedovic e Bertans. Affidati nel pitturato a un quasi impresentabile Omic. E Virtus, quindi, a far la partita sotto i ferri con un grande Moreira, chiudendo, al contempo, ogni pertugio in area dall’altra parte del campo. Guardia spietata del duo Cournooh-Taylor montata su Mike James, totalmente fuori partita. Parziale nel secondo quarto e gara ribaltata all’intervallo, proprio con una tripla dell’ex Cantù (41-36). Al rientro in campo fantasmi in vista per Milano incapace di trovare la via facile al canestro, con James a sparacchiare. Solo Nunnally abile a produrre qualcosa in attacco e biancorossi a fatica in partita grazie ai rimbalzi in attacco. 63-54 Virtus al 30esimo e massimo vantaggio di lì a poco sul 74-61, con M’Baye e Taylor sugli scudi. Il tap in di Martin per il +8 a 30″ dal termine pareva chiudere i conti, ma Milano dava un ultimo colpo di coda: due triple di Jerrels per il -2 a 1″ dal termine. Errore di Martin sulla rimessa, intercetto di Brooks e pazzesco fadeaway da sei metri. Ma fuori tempo massimo. Dopo un lungo conciliabolo gli arbitri annullavano. Game, set, match Virtus.

Il momento in cui abbiamo perso qualche anno di vita

FATTORE X DELLA PARTITA: la prestazione totale di David Cournooh. 27′ da mastino in campo. Su James, su Nunnally, su Micov. In generale su chiunque gli si sia parato davanti. +17 di plus/minus dando solido contributo offensivo anche (9 punti e 4 rimbalzi con 3/6 dal campo).

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PROSSIMA PARTITA: si torna in campo domani alle 18 contro Cremona per la prima delle due semifinali.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

David Cournooh e Pietro Aradori a fine partita

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. La difesa all’improvviso

La Virtus ha vinto la partita prima di tutto in difesa. Proprio laddove era andata a fondo pesantemente a Cremona non più tardi di cinque giorni prima. Pressione sulla palla, concentrazione, rotazioni di squadra col giusto timing. Il vantaggio in termini di centimetri, per via delle assenze di Milano, è stato concretizzato nella propria metà campo, dove l’Armani ha fatto una fatica tremenda a trovare canestri facili, alla lunga dovendo affidarsi alle invenzione di Nunnally e Micov. Decisivi i quarti centrali: 46-32 il parziale, con 136 di rating offensivo e 87 difensivo, tenendo, in quel lasso di tempo, gli avversari al 37% (10/27) da due punti, quando in campionato viaggiano ben oltre il 58%. Alla fine concesso 108.8 di offensive rating all’Olimpia, che in campionato viaggia a 122.

2. M’Baye con la partita dell’ex

Al terzo tentativo Amath M’Baye è riuscito a farsi rimpiangere almeno un po’ dai suoi ex tifosi. Partita tutta sostanza per il francese, che specie nei quarti centrali, quelli decisivi, ha fatto vedere il meglio, con un paio di highlights davvero da urlo. In mezzo i suoi canestri attaccando dalla media distanza, rimbalzi, intimidazione difensiva. Insomma, l’Amath che sempre vorremmo in campo.

3. Tutta l’esperienza di Pino Sacripanti

Stefano Sacripanti è, tra gli allenatori in attività, quello con più presenze alle Finali di Coppa Italia. Dal 2000 a oggi questa è la sua dodicesima partecipazione. Un’esperienza decisiva, che ieri si è vista tutta nella conduzione di gara. Dalla scelta a inizio partita di lasciare Aradori in panchina per cercare di mettere da subito un freno a Mike James con David Cournooh. A un paio di uscite dai time out gestite ottimamente. Alla bravura nello sfruttare sistematicamente i vantaggi vicino a canestro. La squadra in campo ci ha messo molto del suo, ma la partita è stata preparata alla perfezione.

4. Tony Taylor e il conto in sospeso con Milano

Che Tony Taylor sia un giocatore amante delle sfide difficili lo sapevamo. Ma le sue prestazioni contro una squadra del calibro dell’Olimpia Milano non possono lasciare indifferenti. Dopo i 23 punti di ieri, nelle tre partite fin qua disputate contro i biancorossi l’ex Banvit gira a 19 punti e 4 assist di media, col 56% dal campo in 30′. Un segnale abbastanza inequivocabile di come il numero sette sia un giocatore su cui fare serie riflessioni in ottica futura.

5. Una sofferenza a rimbalzo motivata

La Virtus ha sofferto parecchio a rimbalzo: 18 rimbalzi offensivi concessi, 39% di offensive rebound percentage per l’Olimpia. Numeri pesanti ma con dietro una motivazione abbastanza precisa. Molti dei rimbalzi offensivi milanesi sono stati frutto degli sforzi extra fatti dalla Virtus per impedire tiri facili. Laddove un uomo riusciva a battere il suo difensore sul perimetro, l’aiuto sotto canestro è sempre arrivato puntuale. Si è sempre cercato di mandare un uomo extra a contestare il tiro in ogni situazione, obbligando Milano a dover contare su percentuali al tiro da fuori che non l’hanno premiata. Certo, in questo modo sbilanciando la squadra a rimbalzo, dove Brooks in particolare è stato molto bravo a conquistare palloni.

Pre partita Final Eight Coppa Italia: Olimpia Milano – Virtus Bologna

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Quarti di finale di Coppa Italia per la Virtus, qualificata come ottava al termine del girone di andata della Regular Season, che affronta Milano, prima.

GAME INFO

Quando: Giovedì 14 febbraio, ore 21

Dove: Firenze, Mandela Forum

TV: RaiSport HD, Eurosport 2, Eurosport Player

PROBABILI QUINTETTI

OLIMPIA MILANO VIRTUS BOLOGNA
Mike James Tony Taylor
Amedeo Della Valle Kevin Punter
Vladimir Micov Pietro Aradori
Jeff Brooks Amath M’Baye
Alen Omic Brian Qvale

INDISPONIBILI

OLIMPIA: Gudaitis assente; in dubbio Tarczewski, Cinciarini e Nedovic

VIRTUS: Nessuno

Andamento Milano: Milano arriva da un ottimo momento di forma. Non fosse per lo 0-20 a tavolino di Pistoia, le vittorie consecutive tra campionato e Eurolega sarebbero sei. In serie A i meneghini tengono ben saldo il primo posto, con due vittorie di vantaggio su Venezia, mentre in Eurolega, con undici vittorie in ventidue partite, si insegue affannosamente l’ottavo posto, in lotta con Bayern Monaco e Baskonia.

PRONOSTICO VNERA: Olimpia 70% Virtus 30%

QUOTE DELLA PARTITA: MILANO 1.15 VIRTUS 5.25 (quote riferite al testa a testa)

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Chi vincerà stasera?

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5 APPUNTI SU OLIMPIA MILANO

1. Davide (un po’ acciaccato) contro Golia (col raffreddore)

Che dire, sfida chiusa se ce n’è una. Però la Coppa Italia, con la sua formula, la sua gara secca, la sua tradizione di sorprese anche recenti, è forse il terreno ideale per poter sperare in quello che sarebbe – inutile negarlo – un clamoroso upset. La Virtus, come dice giustamente Bucci, non è nel suo miglior momento; molto discontinua nelle ultime uscite, alcuni interpreti in difficoltà di condizione, Martin su tutti. Milano sta recuperando gli assenti e sconta il serio infortunio di Gudaitis; nessuna illusione però, i “sostituti” sono giocatori da Eurolega. Però insomma, questo prepartita bisogna pur scriverlo e allora cerchiamo di trovare qualche fessura nel muro rosso di marmo che ci troveremo davanti.

2. Che squadra avremo contro?

Milano arriva, come detto, un po’ incerottata all’appuntamento. Più che problemi per la mancanza di alcuni giocatori – abbiamo visto la lunghezza impressionante dell’Olimpia – si può sperare che il reinserimento dei tanti al rientro crei qualche problema di squilibrio e qualche imbarazzo nella scelta. Tarzcewski se giocherà sarà alla prima in più di due mesi. Nunnally è arrivato da poco, Nedovic è alla seconda dopo tre mesi di dentro e fuori dall’infermeria e anche Cinciarini e Brooks non sono al meglio. La speranza è che Pianigiani “azzecchi” qualche quintetto “sbagliato”, senza grandi automatismi, o che azzardi qualche scelta sul turnover (Nedovic per Jerrells o Tarzcewski per Bertans) e che la Virtus sia brava ad approfittarne. Di contro, Sacripanti è chiamato a scegliere due dei suoi tre centri. Noi di Vnera, dovendo sbilanciarci, metteremmo in campo Brian Qvale e Yannick Moreira.

3. Imparare dall’ultimo scontro diretto

La Virtus ha perso abbastanza nettamente a Milano, nonostante il rientro d’orgoglio del terzo quarto. Ci hanno fatto male alcuni fattori: la difesa di Brooks, l’attacco di Jerrells e la presenza vincente in ogni momento importante della partita di Micov. Mike James ci ha massacrato nel primo quarto senza poi rientrare per un piccolo problema fisico. L’ultima partita ha ricordato che Milano ha alcuni giocatori che semplicemente non puoi contenere se non si limitano da loro, a mio parere James e Micov su tutti. Il primo per capacità di fare canestro (e non solo) in ogni occasione, il secondo per il brutto vizio di sbagliare una scelta ogni venti partite ed accendersi praticamente sempre quando c’è da decidere il match. Però a farci male sono stati anche giocatori più “normali”, con punti deboli. Jerrells, per esempio, che ci ha fatto malissimo nel ritorno di campionato, è un difensore 1vs1 francamente pessimo, che a Milano non siamo mai stati in grado di attaccare; Brooks è un giocatore fantastico ma contro Qvale potrebbe soffrire in stazza; Omic se attaccato sulla intensità e sul contatto va in difficoltà; dovesse mancare Cinciarini e, come probabile, stare fuori Nedovic, Milano non ha grandi difensori sul portatore di palla, a meno che James non decida di difendere (non lo fa quasi mai in Eurolega, vuoi che lo faccia domani?). Queste sono piccolissime crepe in cui, forse, infilarsi. Forse.

4. La prima partita dentro/fuori anche per loro

Il fattore pressione è senz’altro più pesante per Milano che per la Virtus, che non ha molto da perdere. Milano è alla prima vera gara dentro-fuori della stagione. Ha giocatori esperti e vincenti, certamente in grado di affrontarla. Ma se dovessimo restare in partita a lungo, chissà, magari la palla potrebbe pesare anche nelle mani dei giocatori dell’Armani.

5. E se Punter…?

Durante la bella puntata di Basketland di domenica scorsa Pino Sacripanti ha osservato come nella gara di andata Milano abbia sofferto molto i lunghi della Virtus. Sia perché Brian Qvale giocò una gran partita, sia perché Milano era preoccupata da Kevin Punter. Pianigiani scelse di uscire fortissimo sui pick and roll per la nostra guardia con l’idea di togliergli il tiro, consentendo un gioco di lato e sponda per servire Qvale in posizione profonda, dove il nostro capitano è estremamente pericoloso. Se Kevin Punter entrasse subito in partita e costringesse Milano ad uscire molto su di lui, magari con il miglior difensore sugli esterni (Cinciarini) non al meglio, potrebbe riproporsi questo tema tattico. Più in generale, per vincere contro Milano la Virtus deve fare una partita offensiva e difensiva straordinaria, e fare qualcosa di inatteso obbligando Milano ad adeguarsi. Un po’ di zona allungata, attaccare James per fargli spendere qualche fallo, usare molto M’Baye fronte a canestro contro Kuzminskas. A Sacripanti verranno in mente sicuramente molte idee. Non è semplice, ma è possibile. Raccogliamo un sassetto e armiamo la fionda, chissà.

Cremona-Virtus: il post partita di VNera

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Cremona resta indigesta per la Virtus e nella gara di ritorno contro la squadra di coach Sacchetti, la Segafredo perde ancora non dando mai l’idea di poterla vincere

GAME INFO

RISULTATO: sconfitta per 87-70

ANDAMENTO PARTITA: la Virtus non difende nei primi 4 minuti subendo un 11-4, poi Punter e Aradori e Kravic pareggiano 22-22 all’undicesimo; Stojanovic e Saunders continuano a far male alla squadra di Sacripanti e al 19′ portano i suoi sopra di 10 punti (42-32). Nella ripresa tre stoppate e transizioni insieme alla tripla di Punter riportano tutto di nuovo in gioco tornando sotto di 2 al 29′ (60-58) ma la Vanoli nell’ultimo quarto continua a far male alla difesa bianconera e dopo le triple di Ruzzier e Aldridge la Virtus si arrende al 36′ per un rotondo 87-70 finale.

FATTORE X DELLA PARTITA: le due triple di Ruzzier nell’ultimo quarto.

CLASSIFICA: con questa sconfitta Bologna è sempre ottava e perde l’occasione per raggiungere Cremona tra i primi posti.

PROSSIME PARTITE: la Virtus scende in campo giovedì 14 febbraio ore 20:45 per le semifinali di coppa Italia contro l’Olimpia Milano.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

STEFANO SCARIPANTI

https://youtu.be/1cKhSjbFG4I

5 APPUNTI SULLA PARTITA

(By Nicola Bonazzi)

1. Taylor dà dipendenza

Come era già successo contro Patrasso, due falli in un amen per Tony Taylor, questa volta prima del quinto minuto del primo quarto. Anche in questo caso, però, Pajola e (con più difficoltà) Cappelletti il loro lo fanno, la Virtus con loro in campo tiene. Addirittura Pajola ha il miglior +/- della squadra. Il problema nello spot di PG è stata proprio la cattiva serata del 7 che perde la sfida con Ruzzier e Diener non provando mai ad andare in post basso (Pajola lo fa due volte) e nel decisivo ultimo quarto, sui due lati del campo, concedendo due tiri da tre punti all’ex Fortitudo ed andando poi a sfondare sempre sul play triestino in tre decisive azioni nel finale.

 

2. Il primo passo!!!

La Virtus ha avuto in difesa – olte ad un atteggiamento generale non particolarmente aggressivo – un problema ricorrente che non è mai riuscita a risolvere nel corso dei 40 minuti. Abbiamo subito il superiore atletismo e la fisicità degli esterni di Cremona che hanno giocato insistentemente 1vs1 ed hanno regolarmente preso vantaggio sul primo passo, riuscendo spesso ad arrivare al ferro.
Né Punter, né Aradori, nemmeno Martin riescono a tenere Saunders, Stojanovic e Crawford quando puntano il canestro e Cremona arriva all’anello quando vuole. Solo la zona molto mobile del terzo quarto riesce a spezzare questa tendenza, ma non viene riproposta nel finale.
Cremona cavalca questa soluzione e tira da tre punti “solo” 25 volte, ben 5 in meno della media, segnando 8 volte. Non è da oltre l’arco che la Virtus ha perso la sua battaglia difensiva.

 

3. I rimbalzi e gli aiuti di Mathiang

Gran partita del centro di Cremona che chiude con 14 + 10 con 7/9 dal campo e ben 4 rimbalzi offensivi, ma anche con una costante presenza nella propria area in aiuto sugli esterni ed in chiusura sui lunghi della Virtus. Anche nel ruolo di centro Cremona ci sovrasta dal punto di vista fisico e Moreira, pur autore di una buonissima partita, spesso subisce la fisicità di Mathiang non risultando spesso più efficace fronte a canestro.

 

4. Rotazioni un po’ corte

Rispetto ad altre partite Sacripanti usa meno la sua panchina, in particolare nei lunghi. Kravic non va oltre i 13′ e Baldi Rossi – per scelta tecnico tattica, per non abbassare il livello di atletismo, dirà Pino in conferenza stampa, ne gioca solo 3. M’Baye difende bene su Ricci ma perde la sfida contro Payton Aldridge, sparendo a tratti dal campo come a volte gli capita, ma a sua scusante c’è da dire che gioca 34′ dopo i 30 abbondanti ed eccellenti di mercoledì. Contro squadre di questo tonnellaggio non avere Brian Qvale a pieno regime resta un piccolo rimpianto.

 

5. Sempre sotto, ma due bei rientri

Chiudiamo con una nota positiva l’analisi di una partita non brillante. La Virtus è stata in grado di ricucire per due volte altrettanti strappi di Cremona, si conferma la caratteristica della squadra di non mollare mai. In una partita dove la difesa non è stata sufficiente per larghi tratti e dove molti giocatori, Martin e Taylor su tutti, sono stati molto sottotono, siamo stati a due possessi da Cremona fino a metà dell’ultimo quarto. Nei 5′ finali, giocati senza Punter (un po’ pollo sul quinto fallo), può forse aver pesato un po’ lo sforzo fatto con Patrasso mercoledì.