La difficoltà a rimbalzo della Virtus nasce dal tipo di tiri concessi?

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Siamo a poche ore dal primo fondamentale snodo della stagione virtussina. Negli ultimi giorni è successo di tutto. E si è finiti a parlare quasi solo di extra campo, dimenticandosi, con la parentesi canturina di domenica, del 28×15. Torniamo allora a discutere di basket, cercando di fare il punto su quello che è stato uno dei maggiori problemi della Virtus in questa stagione: i rimbalzi offensivi concessi agli avversari.

Una difficoltà ventilata già da prima che la stagione partisse, vedendo le caratteristiche dei giocatori nel nuovo roster. Ma che spesso si è presentata in maniera davvero incontenibile. Problemi di mobilità dei giocatori, di attitudine, fondamentali (leggasi tagliafuori). Ma anche problemi nella difesa di squadra.

Il rimbalzo è sempre una conseguenza di quanto è stato fatto nei secondi precedenti dell’azione. Si vanno a mischiare la capacità avversaria di attaccare e quello che la difesa concede. E proprio su quello che la difesa Virtus concede agli attacchi avversari ci andremo a concentrare, per cercare di trovare una delle ragioni delle difficoltà bianconere a rimbalzo.

In particolare leggendo la tipologia di tiro che viene concessa agli avversari, distinguendo tra tiri da due e da tre punti. Tipologie di tiri che generano possibilità di rimbalzo offensive molto diverse. Prendo un paragrafo di un recente articolo dell’ottimo Cleaning The Glass:

Un tiro al ferro significa che il tiratore è un potenziale rimbalzista, cosa che raramente accade con un tiro da fuori. Ma soprattutto, un tiro nei pressi del canestro muove gli aiuti della difesa, situazione che libera i rimbalzisti offensivi, perché il proprio uomo, impegnato nell’aiuto difensivo, non può tagliarli fuori.

Ora, le statistiche a nostra disposizione non permettono di dividere perfettamente i tiri concessi dalla Virtus. Abbiamo a disposizione solo il dato grezzo di tiri da tre punti e tiri da due punti, mentre aiuterebbe ancora di più avere il dettaglio di tiri concessi al ferro, dalla corta/media distanza e da tre. Ma già così possiamo farci un’idea di quello che succede.

Prendiamo il dato del campionato: la Virtus è la peggiore per percentuale di rimbalzi offensivi concessi agli avversari. Il 31.2% dei tiri sbagliati contro i bianconeri torna in possesso degli attaccanti. Un numero enorme. Di contro, Sassari è la migliore, concedendo solo il 23.5%.

Vediamo ora la distribuzione dei tiri concessi agli avversari (attenzione, non parliamo di percentuali di realizzazione, ma del semplice numero di tiri tentati dagli avversari). La Virtus è la squadra che concede il maggior numero di tiri da due punti: il 52,3% dei possessi avversari si conclude con un tiro da dentro l’arco. Di contro è terz’ultima per frequenza di tiro da tre punti concessa, il 24,9%. Di per sè un dato non necessariamente negativo: spesso buone difese si fondano sulla capacità di impedire tiri da tre punti, che ovviamente, sono i più pericolosi. Ma, come visto sopra, sono anche quelli che, in termini di rimbalzo difensivo, garantiscono una maggiore tutela.

Sempre da Cleaning The Glass:

Come neutralizzare una rimbalzista offensivo? Per assurdo, il lavoro comincia ancor prima che il tiro sia tentato: tenendo il tiratore lontano dal canestro. In questa stagione [in NBA] il 38% dei tiri sbagliati al ferro sono stati recuperati dall’attacco, rispetto al 31% dei tiri dalla media, il 20% dei tiri da due da lontano e il 23% dei tiri da tre punti.


Come detto, un maggior dettaglio statistico aiuterebbe, e parliamo di cifre riferite alla stagione NBA. Ma la tendenza segue queste linee guida, come vedremo: non è che un errore su tiro da tre punti annulli le possibilità di rimbalzo offensivo, ma certo, se collegato a un buon lavoro difensivo di squadra (un tiro da tre punti concesso aperto con metri di spazio invalida il discorso…), aiuta parecchio i compiti nel pitturato.

Osserviamo ora la te tabelle seguenti, che incrociano queste due statistiche.

Dati riferiti al campionato di serie A: la linea di tendenza indica come l’aumentare dei tiri da due punti concessi abbia una connessione con l’aumentare dell’offensive rebound percentage avversaria.
Dati riferiti al campionato di serie A: la linea di tendenza indica come il diminuire dei tiri da tre punti concessi abbia una connessione con l’aumentare dell’offensive rebound percentage avversaria.

Il confronto tra Virtus e Sassari, che sono i due estremi della classifica di offensive rebound percentage concessa, parla chiaro. La Dinamo, oltre ad essere squadra con giocatori più propensi sotto canestro, ha un rapporto di tiri concessi molto più equilibrato tra due e tre punti (45,6% da due, dodicesima, e 31,6% da tre, quinta). Meno tiri da due punti lasciati a scapito di qualche rischio in più da dietro l’arco. Ma con la consapevolezza che, in caso di errore, difficilmente l’attacco avversario avrà una seconda chance.

In Champions League i dati globali cambiano un po’, inficiati anche da un numero di partite giocate inferiore e, soprattutto, da un livello di competizione molto più eterogeneo. Ma per quanto riguarda la Virtus non modificano l’assunto.

Dati riferiti alla regular season Champions League: la posizione della Virtus nel grafico è speculare rispetto a quella vista per il campionato, lo stesso vale per Murcia, squadra che concede la minor percentuale di rimbalzi offensivi
Dati riferiti alla regular season Champions League

Detto del livello di competizione diverso rispetto al campionato italiano (il doppio delle squadre, con “code” di livello molto inferiore, vedi Opava, il punto estremo alla destra dei due grafici, che quasi da solo “inclina” la linea di tendenza), se mettiamo in correlazione la Virtus, ventesima per offensive rebound percentage concessa con 27,8%, e Murcia, la migliore della competizione col 23,4%, vediamo speculare il discorso fatto sopra nel confronto con Sassari.

I bianconeri sono primi per frequenza di tiri da due punti concessi (55%) e ultimi per frequenza di tiri da tre (20,9%). Murcia è ventiduesima nel dato da due punti (46%) e diciassettesima da tre (27,9%).

Un dato che non è sempre frutto di una scelta, ma spesso specchio del rendimento difensivo: Murcia è la miglior difesa della Champions League con chilometri di vantaggio sulla seconda, 93.7 di defensive rating, rispetto al 106.4 virtussino.

Contro gli spagnoli, in breve, si fa più fatica a tirare da due punti perché la difesa non lo permette e obbliga spesso l’attacco a prendere tiri da tre punti non per volontà, ma perché costretto. Murcia è terza per percentuale di tiro da tre concessa agli avversari, con solo il 30,7% di realizzazione. La Virtus, al contrario, è terz’ultima, col 39,1%.

Di contro, i demeriti della difesa Virtus li conosciamo bene, con l’attacco che spesso trova gioco facile a battere i difensori sul perimetro, semplicemente non avendo bisogno di prendere un tiro da tre punti perché si presenta prima un tiro comodo da due.

Quando puoi prendere tiri da due di questa qualità, le triple, semplicemente, non servono

Insomma, il discorso è abbastanza chiaro: coach Djordjevic sa certamente che avrà da lavorare sui rimbalzi. E per farlo dovrà anche andare sui meccanismi difensivi della squadra, non solo sul semplice dettaglio sotto canestro. Concedere qualcosa in meno di facile agli avversari, aumentando nel caso il numero di tiri da tre subiti, ma solo come conseguenza della maggiore pressione difensiva. Perché al momento, questa distribuzione estrema di tiri concessi agli avversari è più frutto del lavoro insufficiente nella propria metà campo che risultato di una volontà precisa dei bianconeri.

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Nickfiumi

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