Virtus – Pistoia: il post partita di Vnera

Tempo di lettura 4 minuti
158 letto

La Virtus perde in casa contro l’ultima in classifica Pistoia e si complica la rincorsa ai playoff.

GAME INFO

Risultato finale: sconfitta 67-78

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: c’è Cappelletti per la prima volta in quintetto e dopo 6 minuti il punteggio è 3-11 con la Virtus che concede tantissimi rimbalzi e l’attacco a Pistoia; la V continua a non far canestro entrano Aradori e Baldi Rossi ma Mitchell con la tripla arrotonda a -11 dopo 10 minuti di gioco 11 a 22. La V nel secondo quarto rientra nervosa e se la prende con gli arbitri ma Krubally mette 2 triple inaspettate viste le medie in stagione e gli ospiti arrivano +17; si sveglia Bologna con M’Baye e Chalmers tornando a -7 (33 a 40) ma nuovamente Mitchell mette un’altra tripla allo scadere per il 33-45 all’intervallo. Nella ripresa Djordjevic si prende un fallo tecnico e si ritorna tutto ad un tratto -15 con ancora tanti secondi tiri concessi agli avversari (35-50) l’attacco non gira e Krubally rimane un bel problema, Taylor fa anche in tempo a sbagliare una schiacciata clamorosa e alla fine del terzo quarto il risultato è di 50-61; M’baye in attacco ci prova e arriva a -8 ma Mitchell inbeccato dal pubblico si esalta e con nove punti (in particolare 2 triple marcato da Cournooh) chiude quasi la contesa; il pubblico si arrabbia e contesta e dopo il gioco da tre punti di Mesicek a tre minuti dalla fine è già garbage time fino alle 67-78 conclusivo.

FATTORE X DELLA PARTITA: la schiacciata sbagliata di Tony Taylor e la differenza 38-47 nel conto dei rimbalzi totali a fine partita.

CLASSIFICA: si complica ancor di più la corsa playoff, la Virtus non può più sbagliare nelle prossime 5 gare.

PROSSIMA PARTITA: Virtus torna in campo domenica 14 aprile alle 20.45 al Paladozza contro Brindisi, per la ventiseiesima giornata di campionato.

LE PAROLE DEI PROTAGNISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Rimbalzi concessi

Purtroppo tocca dire “l’avevamo detto” che una delle voci delicate avrebbe potuto essere quella dei rimbalzi, si, anche contro l’ultima del lotto. Pistoia, terzultima in stagione ma comunque davanti alla Virtus in questa voce statistica, è migliorata a rimbalzo con gli innesti di Crosariol ma anche di Mitchell. Krubally è uno dei migliori individualmente e, purtroppo, continua la tendenza dei 4 avversari a sembrare tutti Rasheed Wallace o Karl Malone, scegliete voi, contro i nostri pariruolo, evidentemente non esenti da colpe. Sul banco degli imputati in particolare M’Baye, autore di una prova sinceramente sconcertante e davvero di carta velina in difesa. Krubally ringrazia e piazza la miglior prestazione stagionale.

2. Difesa ragazzi dai

Qui non si sa da dove cominciare. 78 punti concessi al peggior attacco del campionato. Percentuali – tutte – concesse sia da 2 che da 3 punti sopra alla media stagionale. Sotto canestro, però, la difesa è arrivata a livelli di indecenza ancora non visti. Riportiamo qui solo le statistiche di Krubally, non importa ricordare chi difendeva su di lui perché lo abbiamo visto tutti. 9/10 da 2, 2/2 da 3, 6 tiri liberi (tutti a bersaglio, ma su quelli almeno non si difende). 16 rimbalzi di cui 5 offensivi, solo 1 palla persa, una. 1 fallo fatto, tra l’altro, uno. Se si aggiunge il 6/8 di Auda con 7 rimbalzi (e ci ha graziato con uno 0/4 ai liberi) credo che siano inutili ulteriori commenti.

3. Atteggiamento da rivedere

La Virtus è apparsa molle, priva di energia, di convinzione, di interesse quasi a recuperare la partita. Anche qui si fatica a trovare parole per commentare. Si tratta di una squadra che ha nel suo DNA la discontinuità. Più che un coach servirebbe un analista o un motivatore, chissà. Il primo, sicuramente sarebbe utile a chi era al Paladozza mercoledì e domenica. Non siete bipolari ragazzi, non avete le allucinazioni, è solo che quest’anno va così.

4. Fermi contro la zona

Tatticamente, si è tornati alla peggior versione della Virtus di Sacripanti. Attacco fermo, isolamenti, poca capacità di lettura (altra caratteristica ahimè sempre più riscontrabile in questa squadra), tendenza a giocare da soli alla prima difficoltà. La zona a fronte pari non è quasi mai stata attaccata a centro area, né a fronte delle scarse percentuali la Virtus è stata capace di sfruttare il vantaggio a rimbalzo che la zona concede sempre agli attacchi, a patto di andare con aggressività a rimbalzo offensivo. Di tutto questo, poco e nulla.

5. Virus intestinale: alibi o scusa?

La condizione anche fisica della squadra è sembrata a più riprese precaria. Chalmers stenta (eufemismo) a trovare una forma accettabile. Da M’Baye e Moreira, contro lunghi che cedono loro quasi 10 centimetri, ci si aspetta una prova di fisico ed atletismo certamente diversa. Taylor è parso l’ombra del giocatore decisivo di mercoledì sera. Ci auguriamo che con il virus intestinale passino anche gli alibi. Questa squadra ha ancora da giocare 7 partite sicure. Vincerne 4 o vincerne 6 (figuriamoci 7) cambierebbe radicalmente il giudizio su questa stagione.

Recap Virtus – Pistoia: sconfitta e mai in partita si complica la corsa playoff?

Tempo di lettura 1 minuto
161 letto

La Virtus cade malamente contro l’ultima della classe Pistoia e si complica la vita per la qualificazione playoff scudetto.

RISULTATO FINALE: sconfitta per 67-78.

VIRTUS
PISTOIA
67 PUNTEGGIO FINALE 78
11 PRIMO QUARTO 22
33 (22) SECONDO QUARTO 45 (23)
50 (17) TERZO QUARTO 61 (16)
67 (17) QUARTO QUARTO 78 (17)
SUPPLEMENTARI
MASSIMO VANTAGGIO 17
0 CAMBI VANTAGGIO 1
00:00 TEMPO IN VANTAGGIO 39:12

FATTORE X DELLA GARA: la schiacciata sbagliata di Tony Taylor e la differenza 38-47 nel conto dei rimbalzi totali a fine partita.

IL TABELLINO


VIRTUS: Punter 2; Moreira 0; Pajola NE; Taylor 3; Baldi Rossi 8; Cappelletti 4; Kravic 13; Chalmers 13; Aradori 13; Berti NE; M’Baye 8; Cournooh 3. All. Djordjevic


PISTOIA: Bolpin 0; Della Rosa 3; Peak 6; Krubally 26; Auda 12; Di Pizzo 0; Querci 0; Crosariol 2; Mesicek 8; Odum 0; Mitchell 21. All. Moretti

STATISTICHE DEI SINGOLI

VIRTUS
PISTOIA
13 Kravic e Chalmers PUNTI 26 Krubally
7 Kravic RIMBALZI 16 Krubally
4 M’baye ASSIST 5 Mitchell
3 Chalmers PALLE PERSE 4 Mitchell
3 Baldi Rossi PALLE RECUPERATE 2 Peak e Udom
1 Kravic STOPPATE 1 Crosariol
18 Kravic VALUTAZIONE 43 Krubally
1 Cappelletti +/- 21 Krubally

STATISTICHE DI GIOCO

VIRTUS
PISTOIA
15/46 (32%) Tiri da 2 17/38 (44%)
5/18 (27%) Tiri da 3 9/23 (39%)
22/29 (75%) Tiri liberi 17/28 (60%)
16 Rimbalzi offensivi 17
20 Rimbalzi difensivi 30
38 Rimbalzi totali 47
15 Assist 12
11 Palle perse 15
8 Palle recuperate 4
2 Stoppate 1
26 Falli 23

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Grazie della collaborazione con Sport Press


PROSSIMO IMPEGNO

Virtus torna in campo domenica 14 aprile alle 20.45 al Paladozza contro Brindisi, per la ventiseiesima giornata di campionato.

Pre partita Virtus Bologna – Pistoia: vincere per trovare continuità nella corsa ai playoff.

Tempo di lettura 3 minuti
122 letto

Dopo aver conquistato le Final Four di Basketball Champions League la Virtus ri-scende in campo sempre in casa contro Pistoia.

GAME INFO

Quando: domenica 7 aprile ore 19:05

Dove: PalaDozza, Bologna

TV:Eurosport player, Eurosport 2

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUS BOLOGNAPISTOIA
Tony Taylor Jacob Odum
Kevin Punter Tony Mitchell
Pietro Aradori L.J. Peak
Amath M’bayeOusman Krubally
Yannick Moreira Andrea Crosariol

COME STA : Pistoia non vince sul campo da 10 giornate (escludiamo ovviamente il 20-0 con Milano per il caso Nunnally), cioè dalla penultima giornata di andata, in casa con Varese. Era il 6 gennaio. Domenica scorsa contro Brescia si è vista una squadra in leggera ripresa, dopo la disastrosa partita casalinga contro Reggio e l’esonero di Alessandro Ramagli. Ciononostante, inutile nascondersi: arriva a Bologna una squadra disperata, che può virtualmente fare la corsa solo su Torino, che ha però ben altri valori tecnici da schierare.

VOTATE CON NOI!

5 SPUNTI SULLA PARTITA

1. CHE PISTOIA?

Rispetto alla squadra incontrata nel girone di andata Pistoia è cambiata moltissimo, vero paradigma delle porte girevoli in cui si sono trasformate purtroppo molte squadre soprattutto del fondo classifica. Alessandro Ramagli è stato esonerato dopo la bruttissima sconfitta interna con Reggio Emilia, sostituito da Paolo Moretti, al debutto stagionale, che ha firmato solo fino a fine anno; l’ossatura della squadra è completamente cambiata, tra l’altro con la partenza di Dominique Johnson, faro dei toscani nel girone di andata, e di Keron Johnson, e l’inserimento tra gli altri di Tony Mitchell, uscito da Cantù, e Andrea Crosariol sotto canestro. Sappiamo come l’effetto del cambio allenatore si veda soprattutto nelle prime uscite e questo è un elemento che di certo può far presagire una squadra che metterà in campo energie che forse non abbiamo viste negli ultimi turni.

2. VIRTUS IN CERCA DI CONFERME

La Virtus affronta in casa l’ultima in classifica in una condizione di non grande forma, e poteva andare peggio, vista la grande quantità di energie fisiche ed emotive spese mercoledì nella bellissima vittoria con Nanterre. Dopo l’incidente di percorso di Sassari l’obbiettivo è riprendere il cammino di ricerca della nuova identità avviato dall’arrivo di Djordjevic, fatta di difesa, extrapass, energia, rotazioni allungate. Tenere Pistoia sotto i 70 punti sarebbe un bel modo per confermare i progressi difensivi che paiono in via di consolidamento. Parola d’ordine: nessuna distrazione.

3. COME STA IL CAPITANO?

Momento difficile per Pietro Aradori, forse figlio anche di una condizione fisica apparsa non al meglio. Anche per lui c’è l’opportunità di riprendere il cammino interrotto nel duello con Tony Mitchell, attaccante pericoloso ma certo non mastino difensivo. Ci piacerebbe vedere un Aradori coinvolto in attacco e impegnato in difesa pur contro un avversario certamente ostico da contenere, e con la probabile esclusione dai 12 di Kelvin Martin per non rischiarlo dopo l’impiego a sorpresa contro Nanterre questo diventa ancora più importante.

4. OCCHIO AI RIMBALZI

Pistoia è tra le ultime, o ultima, praticamente in tutte le voci statistiche. Ce n’è una però dove è davanti alla Virtus, quella – indovinate un po’ – dei rimbalzi, dove siamo ahimè penultimi, davanti a Torino e dietro proprio a Pistoia. La cosa peggiora ancora un filo se consideriamo invece che le medie rimbalzi la Rebound Percentage, statistica che ci vede desolatamente ultimi (con Pistoia peraltro terzultima). Attenzione però, con l’arrivo di Crosariol affiancato a Kroubally, che individualmente è tra i migliori del campionato, nelle ultime tre giornate Pistoia ha sostanzialmente impattato la partita a rimbalzo a Sassari (e abbiamo visto che fatica abbiamo fatto noi) ed a Brescia, perdendola però contro Reggio nel disastro collettivo. Cerchiamo di essere solidi in questo fondamentale e non concedere seconde opportunità

5. FATTORE PANCHINA

Pistoia ruota praticamente sette giocatori, gli stranieri più Crosariol. Dalla panchina salgono praticamente solo Della Rosa e Bolpin, che hanno avuto spazio a inizio campionato ma sono oggettivamente giocatori che faticano ad essere un fattore. La lunghezza della panchina della Virtus dovrà ancora una volta essere un fattore soprattutto per garantire una difesa continua sui principali terminali di Pistoia, Mitchell soprattutto e in subordine Peak, Krubally e Auda.

VNera Notes: la Virtus alla ventiquattresima giornata di campionato.

Tempo di lettura 1 minuto
88 letto

Eccoci a VNera Notes: la rubrica con tutte le curiosità statistiche stavolta sulla ventiquattresima giornata di campionato della Virtus.

369– sono i punti realizzati fin qua da Kevin Punter, 1 punto a toccare quota 370.

511 e 490– sono i falli fischiati contro ed i falli subiti fin qua in Legabasket.

69– manca una stoppata per toccare quota 70 in stagione.

Almeno 39– statisticamente sono i rimbalzi di media che ha conquistato nelle sue dodici vittorie.

21 e 16– sono gli assist totali di Pajola in 129 e gli assist totali di Amath M’baye in campionato in 337 minuti.

Sotto la doppia cifra – i rimbalzi offensivi di Kevin Punter 4, 8 quelli di Tony Taylor, 2 quelli di Aradori, 6 quelli di Cournooh, 3 Pajola e Cappelletti ancora a 0 Chalmers.

11 palle recuperate– i palloni che statisticamente la Virtus deve catturare in media nelle sue vittorie in campionato.

0– ancora senza nessun pallone recuperato per Mario Chalmers in campionato.

23 e 23– il conto dei rimbalzi totali difensivi e offensivi di Brian Qvale.

268 e 312– le palle perse fin qua e gli assist totali in campionato.

1 – Pistoia ha vinto una sola volta a Bologna contro la Virtus, nella stagione 2013/14: Granarolo Bologna-Oriora Pistoia 70-77. (Fonte Legabasket)

3- Bologna ha vinto le ultime 3 gare consecutive contro Pistoia (1 in casa e 2 in trasferta). (Fonte Legabasket)

Precedenti coach- I due allenatori si sono già affrontati in una gara nella stagione 2005/06 quando Djordjevic era sulla panchina di Milano e Moretti su quella di Livorno: vittoria dell’attuale coach di Bologna per 94 a 86. (Fonte Legabasket)

Carta d’identità: Aleksandar Djordjevic descritto da Dario Ronzulli

Tempo di lettura 3 minuti

151 letto

Dopo un corteggiamento che è durato tutt’estate Aleksandar Djordjevic, 11 marzo 2019 è il nuovo allenatore della Virtus Bologna.

L’attuale commissario tecnico della nazionale serba dopo aver avuto l’ok dal presidente Predrag Danilovic e quindi da parte della federazione, è arrivato con tutto il suo staff, nuovamente sotto le due torri ma nelle vesti d’allenatore.

LA CARRIERA da GIOCATORE

Aleksander Djordjevic è stato un’icona della pallacanestro europea tra gli anni 80’ fino al 2000.

È il figlio di Bratislav coach che ha vinto negli anni Settanta due scudetti jugoslavi con la Stella Rossa, ma a differenza di suo padre è cresciuto ed esploso tra i rivali del Partizan Belgrado.

In prima squadra vince tre scudetti nazionali, una coppa Korac, ma si ricorda in particolare il suo canestro della vittoria in Coppa Campioni battendo gli spagnoli della Juventud Badalona con il suo Partizan Fuenlabrada (esiliato in Spagna dopo le guerre jugoslave).

Successivamente prova senza successo la carriera in America con i Boston Celtics ma nel 1992 firma con Olimpia Milano dove vince un’altra coppa Korac da trascinatore, diventando anche decisivo in nazionale (vincendo successivamente tre europei) e nel 1994 ci sarà un primo contatto con Bologna: approdando alla Fortitudo.

Due anni senza vittorie e con il soprannome di Sale datogli dalla Fossa dei Leoni differenziandolo da Sasha Danilovic, nel 1996 riprova la carta Nba ai Portland Trail Blazers dopo aver vinto un argento alle Olimpiadi di Atlanta quell’anno in Nazionale, ma ancora senza grossa convinzione.

Quindi passerà in Spagna precisamente al Barcellona e vincerà due campionati spagnoli e la terza coppa Korac fino all’approdo ai rivali del Real Madrid nel 2000.

Con i blancos riuscirà però a vincere “solo” il suo terzo campionato spagnolo, tornando poi nel 2003 in Italia alla ScavoliniPesaro.

Nella squadra marchigiana ottenne la finale di coppa Italia persa con Treviso e la qualificazione in Eurolega ma due anni dopo nel 2005 tornò all’Olimpia Milano.

Nella squadra milanese verrà ricordata la sua stagione per la gara5 persa contro la Fortitudo, dove un canestro allo scadere di Douglas fu il primo ad essere convalidato dopo instant replay.

LA CARRIERA da ALLENATORE

L’anno successivo dopo quella terribile sconfitta in finale scudetto nel 2006 diventa allenatore senza patentino dell’Olimpia Milano, ottenendo un buon piazzamento ma uscendo contro la sua futura squadra: la Benetton Treviso.

Dopo aver preso il patentino nel 2011 arriva appunto in Veneto per un anno, fino alla rinuncia della società al professionismo e la chiamata come allenatore della nazionale serba conquistando nel 2014 un argento ai Mondiali di Spagna.

Nel 2015 ritenta la carta di club approdando al Panathinaikos ma verrà esonerato dopo esser stato eliminato ai quarti di finali in Eurolega dal Baskonia Vitoria.

L’anno successivo ottiene un argento alle Olimpiadi di Rio e una nuova chiamata stavolta in Germania al Bayern Monaco: due anni con una sola coppa nazionale conquistata, troppo poco e dopo disguidi con la proprietà ed eliminazione in Eurocup contro il Darussafaka e la sconfitta contro Alba Berlino in campionato verrà esonerato il 29 marzo 2018.

Dopo un anno di inattività con il club e il suo nome molto caldo in estate arriva appunto alla Virtus 11 marzo 2019 dopo l’esonero di Pino Sacripanti.

Per avere un punto anche esterno sul nuovo allenatore della Virtus abbiamo chiesto a un grande fan di Djordjevic: Dario Ronzulli.

ATTACCO

Come giocano in attacco le squadre di Sale?

“È presto per fare valutazioni generali, ma possiamo dire vedendo giocare la Virtus e la nazionale serba che l’attacco è legato a due aspetti: l’utilizzo del pick and roll se ha interpreti di valore e il coinvolgimento di tutti giocatori in attacco e non un solo delegato al compito offensivo.

L’attacco quindi si focalizza sui principi della della pallacanestro serba: un attacco di squadra dove tutti sono pericolosi e tecnici.”

https://youtu.be/vur3GTHjjNY

DIFESA

Come difendono le squadre di Sale?

“in questo aspetto abbiamo avuto dopo il cambio in panchina la trasformazione più evidente, più netta.

Una difesa che non ha problemi nel cambio sistematico di squadra, ed è molto aggressiva.

La Virtus di Djordjevic vuole forzare le decisioni in attacco non attendere.

Nelle fin qui poche partite giocate, abbiamo visto tanti punti in contropiede, quindi un aumento del numero di possessi e una transizione che si focalizza appunto dal lavoro in marcatura nella propria metà campo”

RAPPORTO CON MEDIA

Com’è il rapporto con la stampa?

“il rapporto con la stampa è molto simile alla mentalità serba: una ricerca dell’ironia e della battuta però i rapporti sono distanti e non alla ricerca di simpatia da parte della carta stampata. Sa molto bene qual è il suo ruolo e quello dei giornalisti.”

GENERALE

Cosa manca per essere considerato un grande allenatore?

“ bellissima domanda. Djordjevic A grandi qualità conosce il gioco come pochi grande carisma forse quello che gli manca e scendere a patti: capacità di volare un po’ le sue idee.

È un idealista con molta autostima ha però bisogno di fare un passo indietro, nonostante abbia un palmares prestigioso: è molto bravo ad allenare in palestra, sa crescere i giovani e le sue squadre hanno un’anima ben definita, forse dopo la batosta tra Bayern Monaco e Panathinaikos, è arrivato nel contesto giusto alla Virtus: entrambe hanno una gran voglia di rilancio.”

https://youtu.be/_TFJpO8tPIY