Virtus Bologna – LeMans: il post partita di VNera

Champions League
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La Virtus schiaccia LeMans e passa ai quarti di finale e incontrerà Nanterre

GAME INFO

RISULTATO: vittoria 81-58

ANDAMENTO PARTITA: la Virtus scappa subito nel primo quarto complice una grande difesa e passandosi la palla +15 fine primo quarto (25-10); provano a reagire in attacco i francesi ma la Segafredo non sbaglia un colpo in attacco e fine primo tempo è +18 (43-25). Nella ripresa LeMans non segna nei primi cinque minuti di gara e la Virtus si trova anche sopra di 30 poi con i liberi di Ray è 65-37 al trentesimo; ultimo quarto è puro garbage time LeMans prova a ridurre lo svantaggio e dopo 40 minuti il punteggio è 81-58 Virtus.

https://youtu.be/Nv27dejvH6w

FATTORE X DELLA PARTITA: l’energia e la concentrazione con la Virtus ha approcciato la partita. Che non si vedeva da tempo. 17/23 da due all’intervallo. Partita ai limiti della perfezione.

PLAYOFF: dopo la vittoria contro LeMans, sarà un’altra squadra francese ad incontrare la Virtus ai quarti di finale di basket Ball Champions League: infatti il Nanterre ha battuto il Besiktas.

PROSSIME PARTITE: la Virtus torna in campo domenica alle 12.00 a Torino, per la ventiduesima giornata di campionato.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

SASHA DJORDJEVIC E DEJAN KRAVIC

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. WHAT A DEFENSE!

Il cambio è servito. La partita di ieri sera ha trasformato difensivamente questa squadra, soprattutto su i giochi in Pick and roll (meno show a contenere ma più comunicazione) e tanti palloni sporcati e recuperati su passaggi sbagliati. 58 punti sono il punteggio più basso subito dalla VNera in stagione. Bravi così!

2. TOGETHER

Il titolo non è un caso ma è la nuova parola finale nell’urlo di squadra. Una squadra che si cerca di più e prova a mettere in ritmo tutti i suoi giocatori, facendo toccare almeno una volta il pallone in attacco. Muovere la palla genera anche un sacrificio fisico ulteriore ai nostri avversari e questo può essere un vantaggio nella nostra metà campo difensiva.

25 assist di ieri sera sono il record in stagione!

3. BALDI sniperOSSI

L’abbiamo scritto nel post partita di Cantù, Filippo in questa squadra come caratteristiche è molto importante e si è visto nell’ultima partita contro LeMans: 12 punti e grande prestazione su i due lati del campo. Questa è un’ottima cosa per aumentare la qualità nel ruolo di ala grande dove negli scorsi mesi per tanti minuti era occupato nel bene e nel male stabilmente da Amath M’baye.

4. PIÙ MINUTI PER TUTTI

Ok non è la partita ideale per poter analizzare il minutaggio di ogni singolo giocatore, ma nel primo tempo la Virtus ha giocato con 9 giocatori effettivi, in particolar modo nel ruolo di guardia e ala sono stati cambiati e provati tanti giocatori. Questa è la riprova della logica con cui è stata fatta la squadra e tutti quindi possono dare in un modo o in un’altro il proprio mattoncino in qualsiasi momento della partita, basta metterlo nelle condizioni per farlo.

5. NON SI SGARRA

Infine l’ultimo punto di una partita dove comunque la V ha dominato dal 1º al 40º minuto, riguarda il rigore tattico di coach Djordjevic: tanti timeout nonostante il punteggio già acquisito e molti cambi immediati subito dopo errori difensivi e offensivi di qualunque giocatore in campo. Insomma una gestione più manageriale del campo e una gestione dove l’allenatore è il leader ed i giocatori sono collaboratori che portano alla vittoria.

Cantù – Virtus Bologna: il post partita di VNera

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La Virtus crolla a Cantù: terza sconfitta consecutiva in campionato e al momento è fuori dai playoff

GAME INFO

RISULTATO: sconfitta 96-94

ANDAMENTO PARTITA: nonostante un grande Jefferson in attacco, la Virtus finisce sopra di 2 dopo 10′ (20-22); nel secondo quarto la partita diventa molto nervosa ma nessuno dei due riesce a prendere il comando della gara (42-42); nella ripresa Gaines Jefferson e Blakes scappano sopra il possesso di distacco, ma la Segafredo cerca comunque di colmare il gap senza mai pareggiare l’incontro (68-62); ultimo quarto Gaines e soci spingono Cantù fino a +10 (83-73) a 7 minuti dalla fine ma Punter entrato in partita solo nella ripresa trascina la Virtus al pareggio 4 minuti più tardi (88-88). Sempre lo stesso Gaines congela la partita con cinque punti nei momenti più importante della gara ed insieme ai suoi si portano avanti nel punteggio. La Virtus spreca occasioni decisive e dopo 40′ cede il passo alla squadra brianzola dopo gli errori al tiro di Taylor Punter e M’baye (96-94).

FATTORE X DELLA PARTITA: A un minuto dalla fine la Virtus arriva al -1 palla in mano. E’ il possesso decisivo, ma finisce con una palla persa malamente. Da lì, Cantù chiude i giochi dalla lunetta.

CLASSIFICA: con la sconfitta contro Cantù e le vittorie di Trento e Trieste la Virtus scende al decimo posto a 20 punti.

PROSSIME PARTITE: Si torna in campo mercoledì 13, alle 20.30, con la decisiva partita di ritorno contro Le Mans, per gli ottavi di finale Champions League.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

STEFANO SACRIPANTI

https://youtu.be/wKhPcMyOC-8

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Virdiscontinuità

Ormai possiamo sostituire la parola discontinuità e metterci dentro Virtus, intanto è uguale… Ennesima partita dai mille volti ed ennesima partita che andiamo a giocar l’ultimo immeritato possesso per portarcela a casa. È già capitato altre 11 volte e il bilancio totale è 5 vittorie e 7 sconfitte.

2. Loro in forma eh ma noi in difesa…

Capisco che non è semplice giocare una partita del genere dopo i fatti che sono successi questa settimana ma l’atteggiamento che ha tenuto la V in particolare in difesa per tutti 40 minuti e inaccettabile: abbiamo subito tanto concedendo facili tiri a difesa schierata.

3. Moreira go to guy?!?!

Nelle ultime partite abbiamo notato una Virtus che preferisce appoggiare o affidare il possesso offensivo al proprio centro angolano piuttosto che costruire il gioco dal Pick and Roll come eravamo abituati a vedere ad inizio stagione: questa soluzione purtroppo sta dando risultati altalenanti soprattutto perché Yannick non è un eccelso giocatore spalle canestro e un mediocre tiratore di liberi.

4. AAA cercasi minuti per Baldi Rossi

Prosegue il periodo contagocce per Filippo Baldi Rossi: ieri addirittura fuori dalle rotazioni.

Per noi di VNera poteva essere ultile visto le difficoltà difensive di Kravic e Moreira contro Jefferson e per una maggiore copertura a rimbalzo (quarto miglior giocatore in TRB con 13.1% di palloni catturati quando è in campo e nei pressi dell’area, il primo che non è considerato un centro)

5. Che ti è successo Kelvin?

Ancora una partita in affanno soprattutto in difesa per Kelvin Martin: 18 minuti, 7 punti con 100% al tiro ma 4 falli personali.

L’impressione è che il giocatore non riesca più a trovare la serenità e consapevolezza difensiva in campo, al punto che la sua presenza che prima era un valore aggiunto nella nostra metà campo ora non lo è più.

VNera Risponde: perché la V sta esonerando Sacripanti?

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Ci siamo calmati? Siamo a freddo?

Sicuramente i modi sono stati sbagliati.

Sicuramente il momento è sbagliato.

Ma perché l’hanno fatto?

La V con questa mossa non si nasconde più e come avevamo scritto nel diktat, ha una grossa ambizione come club europeo e vuole entrare in un certo tipo di fascia e stabilirsi nel mercato/reputazione cestistica.

Gli obbiettivi in questo momento sono ancora a portata di mano, quindi hanno pensato di prendere questa decisione anche in un momento così delicato e concitato.

Sono disposti a spendere a tutti i costi per riuscirci, anche rovinando rapporti presi in estate.

Pino Sacripanti ultimamente non aveva più il controllo della squadra, si vedeva: una squadra che dal secondo tempo in poi, usciva dal piano partita e veniva raggiunta o surclassata dagli avversari.

È successo senza risultato con Milano in coppa, è capitato due volte con Cremona, è successo contro Venezia e stava per capitare contro LeMans.

Non riusciva quindi più a trasformare la pressione in quell’obbiettivo societario.

Si era rotto qualcosa e più che passavano i giorni più la V e lo staff tecnico se ne accorgeva.

Si era rotto qualcosa anche all’interno anche a livello societario al punto che per placare, è arrivato un nuovo uomo di sport che ha lavorato per la Segafredo.

I soci ma in particolare Zanetti, non vogliono perdere tempo e sono disposti a spendere pur di riuscirci.

Magari con modi bruschi, ma vogliono ottenere quello che hanno sempre pensato, ma non hanno detto alla stampa.

Ecco perché pare tutto così strano ed anche una decisione del genere pare scellerata o schizofrenica.

C’è stato un evidente quindi errore di comunicazione e alcuni ruoli sono stati pestati da altri.

Lo staff dirigenziale quindi ha preso un suo uomo, una figura che ha già lavorato con loro in azienda e si fida con lui al comando.

Un uomo che conosce l’ambiente, ma che in passato non ha mai avuto l’opportunità di centrare grandi obbiettivi.

Ma colui che appena arrivato ha portato un ex Nba Mario Chalmers e l’allenatore della Serbia Sale Djordjevic per riuscirci.

Con Martelli e Dalla Salda in uscita, la V tenta l’ennesima rivoluzione societaria ma più che rivolta è un anno zero.

Sacripanti viene esonerato nel momento più delicato della stagione, con ancora tutto in gioco ma incrinato.

In coppa si parte da un’ incredibile 0-0 ma in campionato doveva assolutamente fare 5 o 6 vittorie nelle ultime 10 per accedere ai playoff scudetto.

Ci sarebbe riuscito Sacripanti?

Questo ha pensato la proprietà dopo Venezia e si è decisa dopo LeMans.

“Società corta e panchina lunga” forse dalla prossima stagione sarà davvero così.

I modi e metodi non sono stati belli e hanno salutato persone molto valide, ma il cammino della V non si ferma e non intende aspettare.

Con questi arrivi societari la Virtus ha fatto intendere che vuole raggiungere Venezia come budget e iniziare ad impensierire Milano.

Meno di una squadra su quattro di quelle che hanno raggiunto le semifinali scudetto negli ultimi 10 anni aveva un allenatore al primo anno.

Se da questo dato si esclude Milano, che per budget ha senz’altro avuto un vantaggio su tutte le altre, il dato è ancora più impressionante: meno di una squadra semifinalista su dieci aveva cambiato allenatore in estate.

Solo una volta negli ultimi dieci anni una squadra ha raggiunto le semifinali cambiando allenatore in corsa. Ed era sempre Milano.

Dato con Milano 9/40 -> 22.5%

Dato depurato da Milano 3/34 -> 8.8%

Se cambi in corsa: 1/40 e quell’una è stata Milano.

Una grafica delle ultime semifinali scudetto

Quindi questa mossa è ancora più coraggiosa statisticamente, mettendosi incredibilmente davanti rispetto all’arrivo di Mario Chalmers con un anno pieno di inattività.

Riuscirà a raggiungere questi obbiettivi? Lo scopriremo in futuro, ma una cosa è certa: la Virtus vuole essere protagonista, investendo tanto e questa per i tifosi è la notizia migliore.

Le Mans-Virtus: il post partita di VNera

Champions League
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Solita partita della Virtus ultima versione: 35′ di controllo del punteggio, senza scappare troppo, ma sempre col naso avanti. Poi il calo finale, con sorpasso Le Mans. Alla fine un tap in di Moreira firma un pareggio che rimanda tutti al ritorno di mercoledì prossimo.

GAME INFO

Risultato finale: Pareggio (!) 74-74.

La progressione di offensive rating e punteggio della partita

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Partita che procede in equilibrio per un quarto, dove però la Virtus comincia già a mettere il naso avanti, soprattutto segnando molto. 24-21 dopo 10′. Le Mans è soprattutto in Bigote e Kendrick Ray, ma la Segafredo fa meglio, grazie anche a un buon Kravic in attacco. Il +2 del 20esimo suona come stretto ai bianconeri, che vedono anche l’esordio di Mario Chalmers, autore di tre assist in quattro minuti. Il rientro in campo coincide col momento migliore dei bianconeri, spinti da Tony Taylor fino al +8. Non c’è, però, grande lucidità. Punter e Aradori sparacchiano. M’Baye marca visita e a rimbalzo si va sotto di brutto. I padroni di casa pian piano rientrano, sempre con i canestri di Bigote e Ray, che con tre liberi sorpasso a 22″ dal termine. L’ultimo possesso è per la Virtus sul -2. Punter sbaglia ancora da tre, Moreira corregge a rimbalzo. Si va al Paladozza sullo 0-0 virtuale.

FATTORE X DELLA PARTITA: La Virtus subisce la capacità dei francesi di abbassare le percentuali da tre punti degli avversari e chiude con 4/21 da dietro l’arco. I 16 rimbalzi offensivi concessi agli avversari, poi, permettono a Le Mans di trovare i secondi tiri necessari per tenere aperto il discorso qualificazione.

PROSSIME PARTITE: Si torna in campo domenica 10 alle 17 sul campo di Cantù in campionato.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Pino Sacripanti e Pietro Aradori

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Punter e Aradori non pervenuti

La partita ha lasciato, in linea di massima, l’amaro in bocca. La sensazione era che si potesse tornare in Italia con un buon bottino di punti di vantaggio per il ritorno. Ma c’è da considerare che le chance di qualificazione sono completamente immutate pur avendo avuto un 5/21 complessivo al tiro da Kevin Punter e Pietro Aradori, che, tra l’altro, hanno avuto due dei rating offensivi più bassi di squadra per quello che riguarda la statistica On/Off: con entrambi la Virtus ha girato abbondantemente sotto al punto per possesso. Certo, è un trend da invertire al più presto.

2. Se a rimbalzo soccombi anche contro Le Mans…

Il disastro a rimbalzo (46 carambole per i francesi, 16 offensivi, 37% di offensive rebound percentage, contro il 27 scarso che avevano prima dell’incontro) è stato totalmente inaspettato. Le Mans non è una squadra pessima a rimbalzo, ma, come si è potuto vedere, non svetta certo per i centimetri dei suoi giocatori. Questo, comunque, non ha impedito alla Virtus di soffrire sotto i tabelloni come suo solito. Ormai una tendenza sempre più consolidata.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

3. L’esordio di Mario Chalmers

Primi minuti in maglia Virtus per Mario Chalmers. 11’44” in cui l’ex Miami Heat ha fatto vedere già un po’ di cose (tipo tre assist nei primi quattro minuti in campo). La conoscenza della squadra è ancora, ovviamente, minima, con solo due allenamenti alle spalle. Ma la sensazione è che il giocatore ci sia per davvero: un paio di accelerazioni notevoli, l’autorità di chiedere il pallone in post basso per punire mismatch fisici, il rispetto degli arbitri che gli hanno riconosciuto un paio di fischi decisamente generosi. Vediamo come proseguirà il suo inserimento.

4. L’ultimo quarto di Tony Taylor?

Dopo essere stato decisamente il migliore dei suoi (13 punti e 6 assist alla fine) per tre quarti, Tony Taylor si è letteralmente eclissato nell’ultimo quarto. In campo per 9’22” non ha tentato neanche un tiro, giocando spesso di sponda e non attaccando come avrebbe potuto, a maggior ragione con il diretto avversario, Michael Thompson, presto gravato di quattro falli. Una ricorrenza, peraltro, ripetuta dopo quando accaduto contro Venezia non più tardi di sabato.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

5. La grinta difensiva però c’è stata

97,4 di defensive rating testimonia di una prestazione difensiva comunque grintosa della squadra. Certo, Le Mans è un attacco abbastanza lacunoso, tolti Bigote, Ray e qualche spunto di Richard Hendrix, non è che abbia grandi armi a proprie disposizione. Ma certo la Virtus, con le proprie debolezze (tipo la difesa sul pick & roll di Kravic o della coppia Aradori-M’Baye), ha fatto il possibile per rendere difficile segnare ai padroni di casa. Questo impatto difensivo e una mira, si spera, un pelo migliore in attacco, devono essere la base per la gara di ritorno.

Coming Soon

Virtus Bologna – Reyer Venezia: il post partita di VNera

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Sanguinosa sconfitta per la Virtus Bologna in casa contro Venezia dell’anticipo della 20ª giornata di serie A; un grande primo tempo purtroppo con pochi punti di distacco, poi nella ripresa è arrivata la rimonta Reyer con pareggio e sorpasso però a un minuto dalla fine.

GAME INFO

RISULTATO: sconfitta per 76-77

La progressione di punteggio e offensive rating di Virtus-Venezia

ANDAMENTO PARTITA: partita senza strappi per i primi cinque minuti, Aradori e Kravic approfittano del calo delle seconde linee di Venezia e dopo 10′ è 22-16; nel secondo quarto la Reyer continua a perdere tanti palloni e la Virtus ne approfitta e scappa a +14 fino ad un gioco da tre punti di Watt per il -11 (41-30). Nella ripresa la V continua ad allungare fino a +13 con M’baye, ma Haynes segna un 7-0 ma non basta e finiti i 30′ è sempre +9 Segafredo (63-54). Ultimo quarto: Bologna non segna per 4 minuti, Venezia alza la pressione in difesa ma non riesce a contenere le palle perse e Cournooh in contropiede completa un gioco da tre punti (70-59) al 35′; sembra fatta ma la Virtus inizia a sprecare tanti possessi e Tonut pareggia la partita ad un minuto dalla fine (72-72). Bologna sbaglia tanti liberi e possessi e una bomba di Bramos e liberi Watt completano e vincono la gara, nonostante la tripla di Aradori per il definitivo -1 sulla sirena (76-77).

FATTORE X DELLA PARTITA: 17/29 ai liberi per la Virtus e quella tripla di Michael Bramos per il sorpasso nell’ultimo minuto.

CLASSIFICA: con questa sconfitta Bologna è per fortuna settima ma perde l’occasione per raggiungere staccarsi dal nuovo e preoccupante gruppone a 20 punti.

PROSSIME PARTITE: La Virtus scenderà in campo tra 3 giorni mercoledì 5 marzo alle 20:30, per l’andata contro LeMans Sarthe Basketball.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

STEFANO SACRIPANTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Vantaggi buttati: un’abitudine ormai ricorrente

Trieste, Torino, Pesaro, Sassari, Klaipeda, Ostenda, Reggio Emilia, Strasburgo, Patrasso, Milano e infine Venezia. L’elenco delle partite dove la Virtus ha buttato all’aria vantaggi corposi (fortunatamente non sempre perdendo alla fine) nei modi più variopinti è ormai chilometrica. L’ultimo quarto con Venezia è stata solo l’ultima pennellata su un quadro che non vorremmo vedere esposto: 13-23 il parziale, 4/19 al tiro, 4/9 ai liberi. La sensazione impietosa di una squadra che inizi ad avere una paura terribile di vincere, figlia di un’incapacità di chiudere le partite ormai conclamata.

2. Se il Punter(o) è spuntato

Altra partita enigmatica di Kevin Punter. Che in passato più volte abbiamo lodato per la capacità di non intestardirsi eccessivamente nel caso in cui non fosse in serata buona. E invece, come già accaduto nella semifinale di Coppa Italia con Cremona, contro Venezia ha forzato l’impossibile al tiro, spesso anche in situazioni di semplice lettura e contro una difesa che gli ha proposto contro marcatori di stazza che spesso gli hanno coperto la visuale a canestro. 17 tiri per segnare 16 punti non sono quello di cui la Virtus ha bisogno. L’impegno in campo continua ad essere lodevole, ma serve assolutamente più lucidità.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

3. Nelle percentuali ai liberi c’è il sintomo di poca tranquillità?

Partita segnata terribilmente dal 17/29 dalla lunetta della Virtus. E se, in parte, la spiegazione sta negli undici tentativi complessivi della coppia Moreira-Kravic, che non sono certo specialisti e il cui 5/11 può anche essere messo in conto, lasciano più perplessi i cinque errori di tiratori affidabili come Punter, Taylor, Aradori, M’Baye. La sensazione, che si ricollega al discorso della gestione vantaggi, è che ci sia scarsa serenità nel momento in cui bisogna mettere i punti decisivi per chiudere le partite.

4. Rotazioni sempre più corte

Se c’è una pregio che questa Virtus può fregiarsi di avere è quello di essere, tutto sommato, lunga nel proprio organico. Ci sono sempre, infortuni permettendo, almeno dieci giocatori da fare ruotare. Ma va notato come ultimamente Sacripanti stia asciugando sempre di più la propria gestione degli uomini. Ormai Filippo Baldi Rossi è ai margini, come testimoniano i soli 5′ contro la Reyer e i 16 complessivi delle ultime quattro gare. Sotto i dieci minuti anche Pajola (cosa più normale in realtà) e appena sopra (12) Kelvin Martin. La Virtus sta perdendo per strada un vantaggio, recuperarlo in qualche modo potrebbe solo giovarle, specialmente ora che entrerà anche Mario Chalmers.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

5. Ripartire dai primi 35′

Si perché per tre quarti e mezzo la Virtus ha fatto un’ottima partita, correggendo con l’approccio difensivo un attacco che non ha quasi mai brillato. Quella vista nei primi 35′ di partita è stata una Virtus col sangue agli occhi, concentrata, pronta a sporcarsi per avere la meglio degli avversari, tenuti a 59 punti fino a quel momento. Il KO finale rischia di aver compromesso la risalita verso le prime quattro posizioni, ma ripartire da lì deve servire per chiudere al meglio l’ultimo spezzone di dieci partite che deve portare ai playoff nella miglior posizione possibile.