Bayreuth-Virtus: il post partita di VNera

Champions League
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Quarta vittoria consecutiva per la Virtus, che passa con autorità sul campo del medi Bayreuth e guadagna la qualificazione matematica alla seconda fase di Champions League. Minuti per Qvale, cose positive da Cappelletti, Punter e Taylor trascinatori: una serata davvero felice.

GAME INFO

RISULTATO: vittoria per 93-83.

La progressione di offensive rating e punteggio della partita

ANDAMENTO PARTITA: Virtus sempre avanti e che, di fatto, controlla la partita costantemente, conducendo per 40′ filati. La indirizzano Punter nel primo quarto e poi un ottimo Cappelletti nel secondo. 22-18 dopo 10′, 48-36 all’intervallo. Bayreuth (che era senza lo squalificato Kassius Robertson, cosa che non avevamo sottolineato nel nostro pre partita), dopo essere precipitata -19 (41-60), le prova un po’ tutte per rientrare, affidandosi alla zona in difesa. Torna fino al -5 (71-76), ma lì sono Taylor, Martin e Punter a mettere le giocate decisive, siglando il parziale buono per mandare i titoli di coda.

Gli highlights della gara

FATTORE X DELLA PARTITA: Quando Bayreuth risale la china fino al -5 (71-76 a 5:56 dal termine), arriva un parzialino di 6-0 tutto grifato Martin-Taylor che rimette la Virtus a distanza di sicurezza.

Muro difensivo, jumper dalla media e windmill in contropiede: la ditta Taylor-Martin mette i sigilli sulla partita

CLASSIFICA: Virtus che con la vittoria di ieri mette in cassaforte la qualificazione ai playoff, ora matematica. Resta da difendere il primo posto negli ultimi tre turni in cui i bianconeri incontreranno tutte le dirette isneguitrici (Besiktas in casa, Strasburgo in trasferta e poi Patrasso in casa).

PROSSIME PARTITE: i bianconeri sono attesi da un doppio turno casalingo, domenica alle 18 contro Trieste e poi mercoledì alle 20.30 con il Besiktas.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

STEFANO SACRIPANTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. E’ il momento di Alessandro Cappelletti?

L’infortunio di David Cournooh ha lasciato i bianconeri con un discreto buco in posizione di guardia, dove, al momento, “di ruolo” c’è solo Kevin Punter. Servirà così contributo da chi fino ad oggi ha vissuto un po’ più ai margini. E la partita con Bayreuth è stato il banco di prova ufficiale per Alessandro Cappelletti, usato meno del solito ultimamente. La risposta dell’ex Siena è stata ottima: 6 punti in 12′, ottimo contributo offensivo nel terzo quarto, ma soprattutto la sensazione di poter stare in campo senza che la squadra calasse di rendimento (32-30 il parziale pro Virtus con lui sul parquet). Segnale incoraggiante per le prossime settimane in cui i bianconeri saranno orfani del proprio numero 25.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

2. L’incredibile continuità europea di Kevin Punter

Altra grande prestazione per Kevin Punter, che se in Italia va più ad alti e bassi, in Champions League ha una continuità di rendimento impressionante: undici partite, dieci doppie cifre, unica sotto i dieci punti la gara con Lubiana di mercoledì scorso dove, comunque, si è fermato a quota otto. Con lui in campo la Virtus veleggia a quasi 121 punti per cento possessi, non troppo distante dal suo offensive rating individuale di 125,4.

3. La striscia di Taylor prosegue

Parlando di doppie cifre in termini di punti, arriva a quota otto partite consecutive, in Coppa, con almeno dieci punti segnati Tony Taylor, che si conferma uno dei giocatori più in forma di questo momento bianconero. Notevole, ancora una volta, la sua capacità di accendersi nel finale e mettere le giocate risolutive, dopo una prima fase di partita dove non era stato particolarmente brillante.

4. L’impatto di Kelvin Martin

E’ ormai quasi pleonastico sottolineare l’importanza di Kelvin Martin per questa Virtus, ma i numeri da quando è tornato a disposizione di Pino Sacripanti sono talmente impressionanti da meritare un piccolo capitolo a parte: nelle quattro vittorie ottenute dalla partita con Brescia la Virtus con lui in campo è +48 con 136,6 di offensive rating e 106,8 di defensive, mentre con il numero 1 in panchina in numeri passano a -20, 106,3 e 115,8. Lunga vita a Kelvin.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

5. L’esperimento Qvale-Kravic

Come aveva preventivato nella presentazione della gara, Sacripanti ha fatto uso di quintetti con Brian Qvale e Dejan Kravic in campo assieme. Una cosa provata una sola altra volta fin qua, nella sconfitta interna contro Sassari, indotto più che altro dalle pessime prestazioni di M’Baye e Baldi Rossi, più che da una vera volontà. Com’è andata questa volta? Non male. 5’13” insieme, 11-10 il parziale favorevole. Vuoi anche per la cattiva serata di tiro pesante di Bayreuth, la coppia ha funzionato discretamente sui due lati del campo. Rimane una soluzione residuale, ma che dimostra di poter avere un senso.

Date un giudizio alla prestazione della Virtus contro Bayreuth

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Varese-Virtus: il post partita di VNera

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Una Virtus bella come (quasi) mai sbanca Varese, si mette in tasca un posto per le Final Eight (già sicuro prima della palla a due, in verità) e infila la terza vittoria consecutiva, mantenendo l’imbattibilità nel nuovo anno. Apprensione per l’infortunio alla caviglia di David Cournooh.

GAME INFO

RISULTATO: Vittoria per 86-79.

La progressione di offensive rating e punteggio della partita

ANDAMENTO PARTITA: La Virtus, a differenza di quanto fatto con Lubiana, approccia la gara alla grande. Chirurgica in attacco e con un mix efficace di difese dietro. Subito avanti largamente, con un M’Baye clamoroso nel primo quarto (15 punti, da lì in avanti sparito): 34-22, 47-33 in apertura di secondo tempo. Poi il solito black out, con Varese che rientra e sorpassa sul finire di terzo quarto (56-54). E’ la gara dei bianconeri, però, che subito reagiscono, infilando un break di 14-2 tra terza e ultima frazione che spezza le reni ai padroni di casa. Taylor è il mattatore, l’11/17 da tre punti aiuta, Martin fa il califfo anche in attacco e Moreira, subito in quintetto, esordisce alla grande (13+6 rimbalzi).

FATTORE X DELLA PARTITA: La lucidità della Virtus nel momento di maggior difficoltà. Quando Varese nel terzo quarto rientra e sorpassa, i bianconeri giocano forse i cinque minuti migliori della propria gara, costruendo tiri puliti e chiudendo la strada alla Openjobmetis in difesa.

CLASSIFICA: Virtus che chiude il girone d’andata all’ottavo posto, con otto vittorie e sette sconfitte, pari a Sassari e Brindisi, avanti però per scontro diretto. Posizione già guadagnata prima della palla a due grazie alla vittoria della stessa Brindisi sul campo di Trento e alla sconfitta di Trieste in casa con Milano. I meneghini, così, saranno gli avversari della Segafredo nei quarti di finale di Coppa Italia, il 14 febbraio alle 18.

PROSSIME PARTITE: Virtus che tornerà in campo mercoledì alle 20 sul campo del medi Bayreuth, per l’undicesimo turno di Champions League. Poi domenica alle 18 prima giornata di ritorno, al Paladozza contro Trieste.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

STEFANO SACRIPANTI NEL POST PARTITA

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Il bicchiere mezzo pieno…

Partita di estremi per la Virtus, che per violare Masnago ha tirato fuori la miglior partita offensiva stagionale (129,8 l’offensive rating) contro la terza miglior difesa del campionato. 11/17 da tre punti, ovviamente season high, 55,2% di assist percentage (16 assist totali, replicato il dato della partita con Brescia) anche qui high stagionale in campionato. Il tutto con il duo Punter-Aradori fermo a sei punti complessivi e 2/8 al tiro.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

2. … e quello mezzo vuoto.

Ma qualche ombra comunque c’è stata: 119,4 il defensive rating, contro un attacco non proprio siderale. 19 rimbalzi offensivi lasciati a Cain (8 da solo) e compagni, con vittoria a rimbalzo per i lombardi 37-32 e 53,6% di total rebound percentage e doppia cifra di palle perse (12), dato non usuale per una squadra abituata a perdere pochi palloni.

3. Martin-Cournooh-Baldi Rossi i soliti sospetti

Lo avevamo già sottolineato dopo la vittoria di mercoledì in Coppa, ma ci fa piacere ribadirlo: il terzetto qui sopra continua ad essere una garanzia in uscita dalla panchina. Sono ancora loro tre ad avere i migliori dati nell’ On/Off. Con loro in campo insieme il parziale è stato di 26-15 in favore. Martin ha fatto una super prestazione anche in attacco (14 con 6/11), Cournooh (dita incrociate per la sua caviglia) da dietro l’arco sta diventando una sentenza (49% in stagione) e Baldi Rossi ha messo quel canestro pesantissimo a fine terzo quarto, che Varese ha decisamente accusato.

4. Dr. Amath e Mr. M’Baye

Partita dai due volti, se ce n’è stata una, da parte di Amath M’Baye. Iradiddio nel primo quarto (15 punti con 5/6 dal campo), incontenibile in ogni situazione. Totalmente sparito dal campo nei restanti 30′ (zero punti, 0/4 al tiro in 15′), anche per un’ottima marcatura di Scrubb, quando, inizialmente, era stato seguito prevalentemente da Natali e Archie. Avendo imparato a conoscerlo sappiamo bene che ha alti e bassi anche di questa magnitudine all’interno di una partita, ma certo, per Sacripanti non deve essere una variabile semplice da gestire all’interno di un match.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

5. Per una Virtus grande ci vuole un grande Taylor

Che Tony Taylor sia un po’ il barometro della squadra non è proprio una novità. Quando il numero sette ingrana marce alte la Segafredo spicca praticamente sempre il volo. Anche ieri, 21 punti e 6 assist, con una vittoria che è passata parecchio dalle sue mani. Le cifre cosa dicono? Nelle otto vittorie Taylor ha 16.1 punti di media col 44% al tiro, nelle sette sconfitte scende a 10 col 36%.

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Virtus-Olimpia Lubiana: il post partita di VNera

Champions League
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Con grande fatica, una Virtus poco concentrata e un po’ superficiale, supera l’Olimpia Lubiana, ultima nel girone D di Champions League. Decisivo lo sprint finale nel quarto periodo.

GAME INFO

RISULTATO: vittoria per 87-84.

La progressione di offensive rating e punteggio della partita

ANDAMENTO PARTITA: Approccio alla partita disastroso per la Segafredo, che parte lentissima, fuori partita, poco concentrata. 4/18 al tiro nel primo quarto, 36 punti concessi in meno di 15′, quando il tabellone segna un impietoso -14. Poi inizia la risalita, con il solito Kelvin Martin a dare la scossa con le sue difese. Nonostante troppi tiri da fuori, a metà partita è -4 grazie a un parziale di 12-0 e va anche grassa. Nel secondo tempo c’è più energia, ma ancora poco ordine. Ci si scambiano i vantaggi più volte, ma al 30esimo è avanti ancora l’Olimpia per 63-61. Poi entra in scena Pietro Aradori: 3 punti con 1/7 fino a lì, 14 con 4/4 dal campo negli ultimi 10′. Grazie a lui la Virtus mette la testa avanti per davvero, arrivando fino al +5 a poco più di un minuto dal termine. Nonostante questo si arriva comunque agli ultimi secondi punto a punto: Lapornik da tre fa -1, Taylor dai liberi 1/2 e a 10″ dal termine Lubiana ha palla in mano per pareggiare. La gestione del giovane Samanic, però, non è ottimale. Palla rubata da M’Baye e titoli di coda.

FATTORE X DELLA PARTITA: Pietro Aradori, che dopo tre quarti latenti alla partita, si accende e illumina la scena con 14 punti cruciali. Importanti anche una tripla di M’Baye e, ovviamente, la sua rubata finale su Samanic.

CLASSIFICA: A fatica la Virtus tiene il primo posto solitario con l’ottava vittoria in dieci partite. Patrasso, battendo Bayreuth, prossimo avversario della Virtus, rimane a due punti, mentre Strasburgo, sconfitto in casa dal Beisktas, rimane a sei vittorie.

PROSSIME PARTITE: domenica, ore 20.45, si va a Varese per prendersi la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Quasi obbligatoria la vittoria per farcela.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Un Aradori in formato “Italia”

Per una sera abbiamo ammirato anche in Champions League un Pietro Aradori in modalità “campionato”. Fino a qui il bresciano ha avuto un andamento opposto tra campionato (oltre 15 punti di media, col 48% al tiro e 124 di offensive rating) e Coppa (poco sopra i 10 punti, col 39% dal campo e 111 di rating offensivo). Fino al terzo quarto, per la verità, sembrava un’altra partita poco ispirata, poi la decisiva esplosione nei 10′ finali, giocati davvero da gran campione. Quattro tiri dal campo senza errori, per 14 dei suoi 17 punti finali. Glaciale la tripla del +6 a un minuto dalla fine in step back.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

2. Una panchina di trascinatori

Filippo Baldi Rossi, Kelvin Martin, Dejan Kravic, David Cournooh. Da loro è passata la risalita virtussina dopo l’inizio da incubo. Con loro in campo il rendimento della squadra si è impennato: +8 il plus/minus di Baldi Rossi con +32.1 di net rating di squadra, +9 e +32 per Cournooh, +14 e +30.2 per Martin, +8 e +15.6 Kravic. Avere una panchina che in una serata partita così male riesce a darti un simili impatto ha un valore inestimabile.

3. Qvale in caduta libera

14, 15, 12, 8. Sono i minuti giocati da Brian Qvale nelle ultime quattro partite, con in mezzo la gara saltata a Trento. Un chiaro segnale di come, in effetti, la sua condizione fisica sia tornata ad essere un serio problema che non gli consente di essere performante in campo. Ieri solo 8′ in campo, soffrendo terribilmente Begic nei primi possessi. In campo nuovamente per una breve apparizione nella ripresa, capendo però subito che non era aria. L’arrivo di Moreira (finalmente in città!) è certamente un tocca sana: per la squadra, che avrà una nuova importante opzione sotto canestro, e per Brian, che potrà curarsi al meglio pensando solo a tornare in campo una volta ripresosi al 100%.

4. I problemi di approccio alle partite

Ne avevamo parlato qualche giorno fa per quanto riguarda il campionato, ma anche in Coppa, ultimamente, si sta verificando un problema di approccio alle partite che spesso penalizza la Virtus. Nelle ultime tre gare di Champions, infatti, la Segafredo in media perde di quasi tre punti il primo periodo (17 punti segnati di media contro 19,7 subiti), mentre nel resto dell’incontro è più costante (in media più di 21 punti segnati per quarto dal secondo in poi). Eventualità che si è materializzata anche ieri, con dieci punti di ritardo accumulati già alla prima sirena. Come già detto in passato: può succedere, come è avvenuto, di riuscire a recuperare. Ma, alla lunga, partenze del genere ti mettono alle corde.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

5. Decisivo il controllo dei palloni

In una partita finita con soli tre punti di scarto e con le due squadre che hanno tentato quasi lo stesso numero di tiri (73 la Virtus, 70 Lubiana), un peso decisivo lo hanno avuto le palle perse: sette per gli uomini di Scaripanti, ben 16 per gli ospiti che hanno subito molto il pressing messo in campo dalla Segafredo nel secondo. Un numero che, peraltro, ha mitigato non poco l’effetto dei 15 rimbalzi offensivi catturati dagli sloveni.

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Virtus-Brescia: il post partita di VNera

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Seconda vittoria alla Unipol Arena per la Virtus, che inaugura il 2019 con un bel successo sulla Germani Basket Brescia. Dopo aver sprecato un vantaggio in doppia cifra, gli uomini di Sacripanti decidono la partita nei primi cinque minuti di ultimo quarto, con un parziale di 20-8 che manda KO gli ospiti.

GAME INFO

RISULTATO: Vittoria per 88-80.

ANDAMENTO: La Virtus, finalmente al completo, impatta bene la partita, offensivamente e difensivamente, partendo forte e andando subito avanti 15-4. 42-34 all’intervallo. Sembra una partita tranquilla, in controllo. Ma controllare le gare non è il tratto distintivo della Segafredo. Così Brescia rientra, pareggiando e passando anche diversi minuti in vantaggio, seppur di poco, nel terzo quarto, che si conclude 63 pari. Il momento decisivo della partita è nell’avvio di ultimo periodo, dove la Virtus mette il freno all’attacco bresciano e in attacco vola, con i numeri di Taylor e le triple di M’Baye. Dall’83-71 i bianconeri non si voltano più indietro e restano in corsa per un posto nelle otto di Coppa Italia.

La progressione di punteggio e offensive rating della partita

FATTORE X DELLA PARTITA: la freddezza di Tony Taylor, che scala le marce al momento giusto, scavando il solco e sfruttando al meglio le difficoltà di Brescia in posizione di playmaker.

CLASSIFICA: Virtus che si arrampica, per una domenica, fino all’ottavo posto, in compagnia di Sassari e Brindisi, avanti per lo scontro diretto, e Trieste, ultima nell’avulsa a quattro. Prossima settimana sarà tutto in ballo, ma servirà quasi certamente una vittoria a Varese per confermare la qualificazione.

PROSSIME PARTITE: Torna la Champions League questa settimana. Virtus che mercoledì 9 alle 20.30 sarà di scena al Paladozza contro il fanalino di coda Olimpia Lubiana. Poi domenica 13, nel posticipo delle 20.45, tutti a Varese a cercare una vittoria per le Final Eight.

STEFANO SACRIPANTI NEL POST PARTITA

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. MIGLIOR ATTACCO DELLA STAGIONE

La Virtus si è guadagnata la settima vittoria stagionale nella metà campo offensiva: miglior prestazione stagionale in attacco con 121.3 di rating offensivo, 88 punti in 72 possessi e diversi numeri che sono stati massimi stagionali o quasi. Come ad esempio il 59% da due punti (23/39), miglior dato fin qua in campionato, che ha aiutato a ovviare a un brutto inizio da dietro l’arco (1/7 nel primo quarto, poi 8/17 nel resto dell’incontro). Bene anche la circolazione di palla, con 16 assist che sono il secondo miglior dato dell’anno, e a rimbalzo offensivo, col 33% di carambole offensive catturate, anche qui secondo miglior rilievo stagionale.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui la pagina con tutte le partite)

2. L’IMPORTANZA DI ESSERE KELVIN

La partita con Brescia era importante anche perché segnava l’agognato ritorno in campo di Kelvin Martin. Dopo due mesi pieni d’assenza l’ex Cremona è tornato a calcare il parquet. Logicamente lontano dal 100% della sua forma, ha dato lo stesso 18′ alla causa. Il risultato? Parziale di 44-34 per la Virtus in quel frangente, 137.7 l’offensive rating di squadra, 107.6 il defensive. Kelvino, ci sei mancato!

3. IL QUINTETTO CHE HA SPACCATO LA PARTITA

Il break virtussino, come abbiamo detto, è arrivato nel quarto periodo: 20-8 il parziale in circa cinque minuti che ha mandato i titoli di coda sulla partita. Un parziale completamente costruito da un quintetto particolare. Fuori Aradori e Punter, dentro Martin e Cournooh, assieme a Tony Taylor e a una coppia che sotto canestro ha spesso fatto fatica a convivere, Dejan Kravic e Amath M’Baye. Vuoi per l’equilibrio difensivo che danno Cournooh e Martin, vuoi per una chimica di squadra che col tempo sta aumentando, questi cinque hanno registrato un plus/minus di +13 nei minuti passati in campo, lasciando un segno indelebile sulla partita.

4. AMATH A TUTTO TONDO

Ancora una partita ricca di numeri per Amath M’Baye, non sempre lucidissimo in attacco (4/11 al tiro), ma coinvolto in tutti gli aspetti del gioco. Vicino alla doppia cifra a rimbalzo (9 dopo gli 11 di Trento) e decisivo con le due triple che hanno definitivamente indirizzato la partita. Forse la consapevolezza, con l’arrivo di Moreira, di non essere più a rischio lo ha fatto giocare con maggiore serenità.

Il dettaglio dei quintetti schierati contro Brescia (qui la pagina con tutte le partite)

5. ROTAZIONI PIU’ LUNGHE = MIGLIORE GESTIONE DEI MINUTAGGI

Il ritorno a ranghi completi, ovviamente, ha consentito a Pino Sacripanti di poter gestire le rotazioni al meglio, di fatto spremendo al massimo solo M’Baye (35′). Soprattutto sono stati limitati i minuti di Pietro Aradori (26′, una volta sola, nelle ultime sette, sotto i 30′ in campionato) e Kevin Punter (22′, secondo minor minutaggio in campionato). Un dato da non sottovalutare se teniamo conto di questa statistica: nelle vittorie della Virtus in campionato Aradori gioca 27′ di media e Punter 24, che diventano 30 per entrambi nelle sconfitte. Less is more. E un Martin in più fa veramente gran comodo in questo senso.

Che giudizio date alla partita della Virtus?

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Trento-Virtus: il post partita di VNera

Tempo di lettura 3 minuti
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Si chiude male il 2018 per la Virtus Bologna. Senza Aradori, Martin e Qvale i bianconeri lottano, ma alla fine cedono alla Dolomiti Energia Trento, compromettendo, forse in maniera definitiva, le proprie chance di qualificazione Final Eight.

GAME INFO

RISULTATO: Sconfitta per 71-65.

ANDAMENTO: Avvio da incubo per la Segafredo, totalmente assente dal campo. 12-0 Trento in 4′, con l’inerzia che non cambia di molto per tutto il primo quarto (20-9). Fino all’intervallo sembra una partita segnata, con i padroni di casa che arrivano fino al +20 (35-15) e sono ancora a +15 al 20esimo (41-26). Poi, al ritorno in campo, la zona ordinata da Sacripanti cambia le carte in tavola. Le triple di Punter lanciano l’attacco virtussino, che perviene al pareggio e si va a giocare la partita punto a punto nel finale. Lì, però, sono i tiri liberi (9/21) a risultare fatali per i bolognesi.

FATTORE X DELLA PARTITA: Tra tutti i liberi sbagliati il più pesante è probabilmente quello di David Cournooh a poco più di un minuto dal termine. Con Trento avanti 65-63, l’ex canturino manca la parità, mentre sul ribaltamento Aaron Craft mette il piazzato del +3. La frittata la completa Tony Taylor, sempre dai liberi, facendo ancora 1/2 e lasciando 25″ con due punti di vantaggio all’Aquila.

Craft stampa in faccia a Kravic il tiro che decide la gara

CLASSIFICA: Virtus che scivola al decimo posto con sei vittorie e sette sconfitte. Guardando in ottica Final Eight, si nota come il confronto diretto sia a sfavore con tre di quattro potenziali concorrenti (Brindisi, Trento, Sassari).

PROSSIME PARTITE: Si torna in campo all’Epifania. Il 6 gennaio alle 18.15, alla Unipol Arena arriva la Leonessa Brescia.

STEFANO SACRIPANTI NEL POST GARA

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Troppe, troppe, troppe palle perse

Nelle condizioni menomate in cui si era presentata la Virtus sarebbe servita una prestazione molto attenta, se non vicina alla perfezione, per uscire vincenti dalla BLM Group Arena. Si capisce che la partita della Segafredo sia stata tutto tranne che perfetta e il dato delle palle perse ne è chiara testimonianza: 16, massimo stagionale, un dato del tutto anomalo per quella che, fino a ieri, era la miglior squadra del campionato nella gestione del pallone.

IL DETTAGLIO DEI QUINTETTI SCHIERATI DALLA VIRTUS

2. Insospettabili errori ai liberi

Abbiamo già detto e ribadito di come il 9/21 ai liberi dei bianconeri sia stato il fattore principe della sconfitta. Quello che ha davvero fatto male è stato che la maggior parte degli errori siano arrivati da giocatori solitamente molto affidabili dalla lunetta: 3/8 Taylor (prima della partita 73%), 2/5 M’Baye (prima della partita 76%), 1/3 Kravic (70%). Forse un segno di come le sconfitte inizino ad incidere un po’ anche sulla psiche dei giocatori.

3. La solita asfaltata a rimbalzo

Purtroppo è ormai una ricorrenza commentare le prestazioni scadenti della Virtus a rimbalzo. La partita di Trento non ha fatto eccezione, con l’aggravante che i padroni di casa non fossero esattamente dei rimbalzisti di primordine (15esimi per total rebound % prima della partita). 15 i rimbalzi offensivi lasciati per strada, 34,9% di quelli disponibili. I 5 di Hogue possono anche starci, quelli che fanno davvero male sono i sei equamente divisi tra Pascolo e Forray.

4. Kravic mai così male

Con l’assenza di Brian Qvale ci si aspettava una partita grintosa da parte di Dejan Kravic, che invece è stato, largamente, il peggiore della Virtus. 3 punti in 17′, -24 di plus/minus, con lui in campo la Virtus ha avuto un net rating di -69,2. Quasi sempre fuori posizione in difesa, mai puntuale a rimbalzo, travolto dall’energia di Dustin Hogue (che gli rende circa quindici centimetri). Ultima dell’anno davvero da dimenticare per il centrone serbo.

IL DETTAGLIO CAMPO/PANCHINA DEI GIOCATORI VIRTUS

5. Baldi Rossi, invece, mai così bene

Se non altro, una buona notizia c’è stata nella prestazione molto confortante di Filippo Baldi Rossi, conferma delle cose discrete fatte già con Reggio Emilia. Dal tabellino non ha numeri scintillanti (7 punti, 4 rimbalzi), ma la sua presenza in campo è stata ossigeno puro per la Virtus. Preciso in attacco, uno dei pochi puntuali in difesa. Con lui sul parquet la Virtus ha sempre avuto i suoi momenti migliori (+19 il plus/minus, +44,9 il net rating di squadra). Il suo quinto fallo nel finale, tra l’altro, è stato subito pagato a caro prezzo, con Craft abile a sfruttare il cambio con Kravic, entrato a sostituirlo, per mettere il jumper del +3.