VNera Risponde: Abbiamo trovato in Pajola il vice Martin?

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In passato un infortunio come quello subito da Kelvin Martin poteva rovinare la stagione ed in particolare creare tanti problemi in difesa. Ma la Virtus in queste partite ha trovato in Alessandro Pajola il suo sostituto ideale.

Nella gara contro Cantù, appena entrato, si è messo in difesa contro Tony Mitchell (come vediamo nel video qua sotto), un’ala piccola, e gli è entrato sotto pelle, facendogli forzare tantissimi tiri e togliendolo piano piano dall’incontro; contro Strasburgo invece ha pressato nel secondo quarto tantissimo il play Mike Green, togliendogli fiato e lucidità nei minuti finali quando è esploso Kevin Punter. Infine ricordiamo anche contro il Besiktas l’ottima marcatura contro Jason Rich, non l’ultimo arrivato: l’ex MVP del Campionato…

Quindi possiamo dire che al momento Ale sta valendo KM anche per la capacità d’aumentare la pressione in difesa e l’intensità nella partita, cosa che già vedevamo lo scorso anno.

Il suo Defensive Rating è di 117 uguale a quello di Martin, così come il ST% (ovvero la percentuale di palle rubate sui possessi giocati nel corso della gara): 2,3% Ale mentre il nostro Kalvino’s 2.4%.

I numeri delle ultime sei partite, quelle senza Martin, parlano chiaramente del suo impatto difensivo: con lui in campo la Virtus concede 109 punti per cento possessi, che diventano 115 con lui in panchina.

Un evoluzione difensiva che pian piano va di pari passo con attacco, Pajola è alla terza stagione professionistica e la seconda nella massima serie. Rispetto lo scorso anno quindi, sta crescendo sempre di più anche nell’altra metà campo, che fa ben sperare per il futuro e lo pone anche come valida alternativa al nostro numero uno.

Al momento la scelta di venir confermato in bianconero è stata azzeccata anche perché Ale si è trovato nel contesto ideale per crescere: giocare contro tanti avversari diversi ogni tre giorni e allenarsi con compagni di squadra esperti e affamati di rivincita (KP, Tony, Ale Cappelletti). Ma soprattutto giocare in un contesto dove non è solamente un giovane, ma parte integrante della squadra: la soluzione ideale più di qualunque prestito per lui.

VNera Pod: il post partita live della gara contro Cantù

VNera Pod
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Torna l’appuntamento di VNera Pod con i post partita della Virtus, anche in questo caso con la diretta live che trovate in formato video sulla nostra pagina Facebook.

Nicolò Fiumi e Davide Trebbi commentano a caldo la bella vittoria interna in campionato (la prima al Paladozza dal 25 marzo) contro la Red October Cantù.

Come sempre ci trovate anche su Spreaker e sulla nostra chat Whatsapp, a cui potete accedere tramite il link d’invito: https://chat.whatsapp.com/Gp5DR7Ijd4HG0Ix3zc0Nxw

Buon ascolto!

Ascolta “VNera Pod – Post partita Cantù” su Spreaker.

Virtus-Cantù: il post partita di VNera

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Dopo quasi otto mesi di attesa (25 marzo 2018, in casa contro Brindisi) la Virtus riesce a vincere una partita casalinga in campionato battendo la Red October Cantù.

GAME INFO

Risultato: vittoria per 90-81.

Andamento: dopo una partenza da incubo (4-17 dopo 5′), la Virtus rimette in piedi la partita con la difesa e poi mette la freccia le super prestazioni di Kravic e Aradori.

La progressione di offensive rating (parte alta) e punteggio (parte bassa) di Virtus-Cantù

Fattore X della gara: Pino Sacripanti che trova i giusti equilibri in campo per contrastare l’atipicità di Cantù: Kravic limita Jefferson ed è incontenibile in attacco, Pajola e Cournooh surrogano Kelvin Martin in difesa su Tony Mitchell.

Classifica: Virtus ora a sei punti, insieme a Sassari, Varese e la stessa Cantù, settima per differenza canestri a -2 punti dal duo Avellino-Brindisi e a +2 su un gruppo di squadre a quattro punti.

Prossime partite: si rimane al Paladozza tutta la settimana. Mercoledì alle 20.30 big match di Champions contro Strasburgo, domenica 18 alle 17.30 contro Torino.

LE PAROLE DI SACRIPANTI…

… E QUELLE DI ARADORI.

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. DEJAN KRAVIC IN VERSIONE DOMINATORE

L’uomo che ha cambiato la partita, dopo l’inizio shock, è stato chiaramente Dejan Kravic. Partita vicina alla perfezione la sua: 26 punti in 24’, con 10/17 al tiro, 6/7 ai liberi, 8 rimbalzi, 31 di valutazione e il miglior +/- della squadra, +12. Il suo ingresso in campo ha spento la verve di Davon Jefferson e in attacco ha messo in croce la porosa difesa di Cantù. Nei momenti in cui è stato in campo ha segnato praticamente il 50% dei punti della Virtus (54-42 il parziale in favore dei bianconeri nei suoi 24’ di gioco). Era la sua partita, per le caratteristiche degli avversari, e non l’ha mancata.

IL DETTAGLIO DEI GIOCATORI IN CAMPO E IN PANCHINA

2. LA CLASSE OPERAIA CHE VA IN PARADISO

E’ stata una partita particolare. Si è finito ai 90 punti, contro un’avversaria che, d’abitudine, lascia molto giocare. Ma gli altri giocatori, oltre a Kravic, che l’hanno indirizzato fanno parte di un terzetto che ha totalizzato due punti a referto: Alessandro Pajola, David Cournooh e Filippo Baldi Rossi. Guardando i dati On/Off Court (qui), loro, insieme al solito Kravic, hanno avuto i differenziali migliori tra i momenti passati in campo e quelli passati in panchina. Pajola e Cournooh si sono alternati, molto bene, su Tony Mitchell, mentre Baldi Rossi, in avvio, ha dato un cambio importantissimo ad Amath M’Baye, che aveva cominciato la gara male come tutti i suoi compagni. Lui e Cournooh, in particolare, hanno dato lustro alla difesa: con almeno uno di loro due in campo la difesa ha girato a un rating di 87 punti subiti per cento possessi, nei momenti in cui hanno condiviso il campo il parziale è stato 17-10 per la Virtus in dodici possessi.

3. MIGLIOR PARTITA DIFENSIVA DELLA STAGIONE IN CAMPIONATO

Quando, nel post partita, Pietro Aradori diceva che, per il tipo di squadra che è e il talento che ha a disposizione Cantù, 81 punti non sono sinonimo di cattiva prestazione difensiva, non aveva tutti i torti. La Virtus, infatti, ha giocato, per defensive rating, la miglior partita fin qui in campionato: 106,6. In particolare, dopo l’avvio da 4-17, nei successivi 35’ ha vinto 86-64, tenendo Cantù a meno di 98 punti per cento possessi. Certo, se la tua miglior partita difensiva stagionale (in campionato) equivale a 81 punti subiti, vuol dire che di lavoro da fare ce n’è ancora. Ma i segnali di ripresa ci sono.

4. E L’ATTACCO, INTANTO, HA RIPRESO A MACINARE

Il trittico di partite Cremona-Bayreuth-Venezia, aveva fatto sorgere qualche preoccupazione su un attacco che sembrava essersi improvvisamente inceppato. La trasferta di Istanbul e la vittoria di ieri, in tal senso, hanno fornito rassicurazioni, pur non eliminando del tutto certi passaggi in cui ancora si fatica. Terza partita con almeno 90 punti segnati in campionato. Miglior prestazione al tiro da due col 56%, che ha bilanciato il 7/21 da tre punti (30% da dietro l’arco per la Virtus nelle ultime tre partite giocate). Di sicuro in questo aiuta la crescita di Pietro Aradori: 17,2 punti di media negli ultimi cinque match.

IL DETTAGLIO DEI QUINTETTI SCHIERATI CONTRO CANTU’

5. OTTIMA PARTITA A RIMBALZO

Contro una squadra come Cantù, molto forte sotto canestro (quarta in serie A per total rebound percentage), la Virtus ha giocato un’ottima partita, aggredendo forte il pitturato canturino e catturando ben 12 rimbalzi offensivi, pari a un ottimo 32,4% di offensive rabound percentage. Manco a dirlo, la voce grossa l’ha fatta Dejan Kravic con quattro palloni conquistati, ma, per esempio, altrettanti ne hanno tirati giù, complessivamente, Pajola, Taylor e Cournooh.

Virtus-Cantù: il post partita

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A voler vedere il lato positivo si potrebbe dire che, con un attacco efficace solo grazie a rimbalzi d’attacco e invenzioni personali e una difesa in balia degli avversari per 40’, arrivare a giocarsi la partita all’ultimo tiro è stato quasi miracolo.

La realtà è che, la sconfitta di ieri con Cantù, è stato un ulteriore passo indietro dopo il crollo di Cremona e la vittoria, non convincente, con Brindisi. E, se il passo falso del sabato di Pasqua non aveva fatto troppi danni in classifica, il ribaltone interno con la Red October rischia di avere implicazioni pesantissime in ottica playoff. Diventa fondamentale il match di sabato con Torino, dove andrà difeso, almeno, il +8 dell’andata, per non trovarsi con il doppio confronto sfavorevole con tre dirette avversarie (Cremona e Cantù le altre). Peraltro, lo 0-2 con i brianzoli, in caso di avulsa, pesa ancora di più.

Nel post partita Alessandro Ramagli ha parlato di eccessivo scoramento di squadra e pubblico, ma ieri, in effetti, è stata una partita che ha lasciato disillusi molti. Soprattutto perché si è vista una squadra ricadere in quegli errori che ormai, almeno tra le mura amiche, sembravano essere stati eliminati: tiri affrettati in attacco, nessun controllo del ritmo partita, palle perse banali.

E alla fine, in una partita del genere, portarsi gli avversari al punto a punto finale vuol dire condannarsi agli episodi. Che raramente in questa stagione hanno premiato la V Nera (a questo punto non più un caso) e anche ieri le hanno impedito di raggiungere i due punti.

C’è da riflettere sugli 88 punti subiti di media nelle ultime tre partite, dopo che, si era detto, la difesa sembrava essersi attestata come una delle migliori del torneo. E sabato a Torino si andrà contro a un’altra squadra che, nella sua schizofrenia, ama alzare i ritmi delle gare. E ha il talento per fare male a chiunque, come dimostrato in Coppa Italia.

Ancora problemi con la coppia Ndoja-Lawson in campo

Resta da salvare un’altra grande partita di Alessandro Gentile (24 punti, anche se con 18 tiri, non sempre selezionati in maniera ottimale, 5 rimbalzi e 6 assists), che, tra l’altro, ha anche cercato di fare il massimo in difesa, cosa che non sempre si è vista. Alcune sue difese su Culpepper sono davvero state da manuale, impedendo al leader di Cantù anche solo di ricevere palla. Segnale di quale tipo di giocatore potrebbe essere il numero zero se avesse sempre lo stesso atteggiamento anche nella sua metà campo.

Vicino alla perfezione Filippo Baldi Rossi, che ha sfruttato l’assenza dei lunghi di Cantù per fare il bello e il cattivo tempo. Dovesse confermarsi come opzione offensiva di questo tipo nell’ultimo mese di campionato sarebbe una notizia splendida per i bianconeri.

Pietro Aradori per 30’ è stata la controfigura di sé stesso, ma poi, nell’ultimo quarto è diventato l’anima del tentativo di rimonta virtussina.

Male, in generale gli altri, con la squadra di Ramagli che, stante la giornata da incubo di Oliver Lafayette (zero punti, 0/6 al tiro, -3 di valutazione) si è trovata con una voragine nel ruolo di playmaker. I 26’ di gioco del play americano sono venuti tutti nei primi tre quarti di gioco. E, forse, col senno di poi, andava fatto sedere prima, a favore di uno Stefano Gentile che nel quarto periodo ha giocato sufficientemente bene.

Le statistiche vanno contro anche a Marcus Slaughter, che però ha almeno qualche attenuante. Dalle condizioni fisiche precarie a una situazione tattica, in partita, che lo ha penalizzato. Vero, la front line Cantù era leggera e con la sua stazza avrebbe potuto dominare. Ma è anche vero che l’ex Real Madrid non è un giocatore che faccia dell’attacco il suo forte e deve essere messo nelle condizioni dai suoi compagni per rendere. Invece, spesso, è stato servito staticamente in post basso (soluzione cercata con troppa insistenza in generale ieri), situazione dalla quale fa fatica a creare qualcosa. Al contrario, poche volte è stato portato a giocare sui pick & roll, dove dà il meglio di sé. E in difesa ha subito l’atipicità di Thomas, Burns e Ellis, non riuscendo a dare l’aiuto solito a centro area a dei compagni che sul perimetro hanno subito tantissimo in uno contro uno.

Infine la zona. Che ha, per l’ennesima volta, messo i bastoni fra le ruote all’attacco virtussino. Ogni volta che la Segafredo incontra questo schieramento va in panne. Ormai è un problema atavico che sembra non avere una soluzione. E che il 5/24 da tre punti non ha fatto che accentuare.

 

Qui trovate il video in diretta dal Paladozza, con lo staff di VNera nell’immediato dopo partita

La Virtus Bologna perde rincorrendo Cantù e sbattendo contro la zona

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Seconda sconfitta consecutiva per la Segafredo che viene agganciata e superata in classifica dalla Red October che si porta 2-0 negli scontri diretti e torna al successo dopo quattro sconfitte consecutive in classifica dopo aver espugnato il Paladozza per 88 a 83.

Partenza a razzo degli ospiti che si portano subito in vantaggio 3-8, buono l’approccio di Baldi Rossi e Ale Gentile +6 dominando l’area con tanti rimbalzi catturati; risposta di Burns Culpepper e Cournoooh 22 pari al decimo.

In avvio di secondo periodo Cournooh e Thomas con tanti falli lucrati in maniera rivedibile, chiudono un parziale di 17-4 in sei minuti che vale il +7 per i lombardi, gli ospiti viaggiano con il 61% dal campo, le VNere sparacchiano oltre l’arco contro la zona e scivolano a -9, ma la Virtus è ancora superiore a rimbalzo cosi la Red October perde diversi palloni e contro parziale di 14 a 4, 44-43 all’intervallo.

Nella ripresa Culpepper Chapell e Burns riportano a +7 Cantù sempre guidati dalla zona, +8 al 35’ nonostante l’ingresso di Pajola ad aiutare in difesa; Baldi Rossi e i fratelli Gentile e Aradori non gettano la spugna parità al 39’ dopo la tripla di Pietro ma decide Culpepper con un gran canestro a 12” dalla fine e dopo la palla persa finale di Ale Gentile.

54% dal campo per i brianzoli contro il 45% degli emiliani

22 punti 11 rimbalzi e 31 di valutazione per Burns, 15 per Chapell e Culpepper, 13 e 8 assist e 6 falli subiti per Smith

Dall’altro lato 24 punti 6 assist e altrettanti falli subiti per Ale Gentile, ventello con 28 di valutazione per Baldi Rossi

Ecco le parole di cosch Ramagli

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