Carta d’identità: Aleksandar Djordjevic descritto da Dario Ronzulli

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Dopo un corteggiamento che è durato tutt’estate Aleksandar Djordjevic, 11 marzo 2019 è il nuovo allenatore della Virtus Bologna.

L’attuale commissario tecnico della nazionale serba dopo aver avuto l’ok dal presidente Predrag Danilovic e quindi da parte della federazione, è arrivato con tutto il suo staff, nuovamente sotto le due torri ma nelle vesti d’allenatore.

LA CARRIERA da GIOCATORE

Aleksander Djordjevic è stato un’icona della pallacanestro europea tra gli anni 80’ fino al 2000.

È il figlio di Bratislav coach che ha vinto negli anni Settanta due scudetti jugoslavi con la Stella Rossa, ma a differenza di suo padre è cresciuto ed esploso tra i rivali del Partizan Belgrado.

In prima squadra vince tre scudetti nazionali, una coppa Korac, ma si ricorda in particolare il suo canestro della vittoria in Coppa Campioni battendo gli spagnoli della Juventud Badalona con il suo Partizan Fuenlabrada (esiliato in Spagna dopo le guerre jugoslave).

Successivamente prova senza successo la carriera in America con i Boston Celtics ma nel 1992 firma con Olimpia Milano dove vince un’altra coppa Korac da trascinatore, diventando anche decisivo in nazionale (vincendo successivamente tre europei) e nel 1994 ci sarà un primo contatto con Bologna: approdando alla Fortitudo.

Due anni senza vittorie e con il soprannome di Sale datogli dalla Fossa dei Leoni differenziandolo da Sasha Danilovic, nel 1996 riprova la carta Nba ai Portland Trail Blazers dopo aver vinto un argento alle Olimpiadi di Atlanta quell’anno in Nazionale, ma ancora senza grossa convinzione.

Quindi passerà in Spagna precisamente al Barcellona e vincerà due campionati spagnoli e la terza coppa Korac fino all’approdo ai rivali del Real Madrid nel 2000.

Con i blancos riuscirà però a vincere “solo” il suo terzo campionato spagnolo, tornando poi nel 2003 in Italia alla ScavoliniPesaro.

Nella squadra marchigiana ottenne la finale di coppa Italia persa con Treviso e la qualificazione in Eurolega ma due anni dopo nel 2005 tornò all’Olimpia Milano.

Nella squadra milanese verrà ricordata la sua stagione per la gara5 persa contro la Fortitudo, dove un canestro allo scadere di Douglas fu il primo ad essere convalidato dopo instant replay.

LA CARRIERA da ALLENATORE

L’anno successivo dopo quella terribile sconfitta in finale scudetto nel 2006 diventa allenatore senza patentino dell’Olimpia Milano, ottenendo un buon piazzamento ma uscendo contro la sua futura squadra: la Benetton Treviso.

Dopo aver preso il patentino nel 2011 arriva appunto in Veneto per un anno, fino alla rinuncia della società al professionismo e la chiamata come allenatore della nazionale serba conquistando nel 2014 un argento ai Mondiali di Spagna.

Nel 2015 ritenta la carta di club approdando al Panathinaikos ma verrà esonerato dopo esser stato eliminato ai quarti di finali in Eurolega dal Baskonia Vitoria.

L’anno successivo ottiene un argento alle Olimpiadi di Rio e una nuova chiamata stavolta in Germania al Bayern Monaco: due anni con una sola coppa nazionale conquistata, troppo poco e dopo disguidi con la proprietà ed eliminazione in Eurocup contro il Darussafaka e la sconfitta contro Alba Berlino in campionato verrà esonerato il 29 marzo 2018.

Dopo un anno di inattività con il club e il suo nome molto caldo in estate arriva appunto alla Virtus 11 marzo 2019 dopo l’esonero di Pino Sacripanti.

Per avere un punto anche esterno sul nuovo allenatore della Virtus abbiamo chiesto a un grande fan di Djordjevic: Dario Ronzulli.

ATTACCO

Come giocano in attacco le squadre di Sale?

“È presto per fare valutazioni generali, ma possiamo dire vedendo giocare la Virtus e la nazionale serba che l’attacco è legato a due aspetti: l’utilizzo del pick and roll se ha interpreti di valore e il coinvolgimento di tutti giocatori in attacco e non un solo delegato al compito offensivo.

L’attacco quindi si focalizza sui principi della della pallacanestro serba: un attacco di squadra dove tutti sono pericolosi e tecnici.”

https://youtu.be/vur3GTHjjNY

DIFESA

Come difendono le squadre di Sale?

“in questo aspetto abbiamo avuto dopo il cambio in panchina la trasformazione più evidente, più netta.

Una difesa che non ha problemi nel cambio sistematico di squadra, ed è molto aggressiva.

La Virtus di Djordjevic vuole forzare le decisioni in attacco non attendere.

Nelle fin qui poche partite giocate, abbiamo visto tanti punti in contropiede, quindi un aumento del numero di possessi e una transizione che si focalizza appunto dal lavoro in marcatura nella propria metà campo”

RAPPORTO CON MEDIA

Com’è il rapporto con la stampa?

“il rapporto con la stampa è molto simile alla mentalità serba: una ricerca dell’ironia e della battuta però i rapporti sono distanti e non alla ricerca di simpatia da parte della carta stampata. Sa molto bene qual è il suo ruolo e quello dei giornalisti.”

GENERALE

Cosa manca per essere considerato un grande allenatore?

“ bellissima domanda. Djordjevic A grandi qualità conosce il gioco come pochi grande carisma forse quello che gli manca e scendere a patti: capacità di volare un po’ le sue idee.

È un idealista con molta autostima ha però bisogno di fare un passo indietro, nonostante abbia un palmares prestigioso: è molto bravo ad allenare in palestra, sa crescere i giovani e le sue squadre hanno un’anima ben definita, forse dopo la batosta tra Bayern Monaco e Panathinaikos, è arrivato nel contesto giusto alla Virtus: entrambe hanno una gran voglia di rilancio.”

https://youtu.be/_TFJpO8tPIY

Recap Nanterre – Virtus: -8 e il nervosismo prende il sopravvento nel momento cruciale della gara.

Champions League
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Dopo un ottimo primo tempo, la Virtus si innervosisce nel momento più importante della gara: all’inizio del quarto quarto e subisce l’energia del Nanterre.

RISULTATO FINALE: sconfitta per 83-75.

NANTERRE
VIRTUS
83 PUNTEGGIO FINALE 75
20 PRIMO QUARTO 18
40 (20) SECONDO QUARTO 39 (21)
62 (22) TERZO QUARTO 59 (20)
83 (21) QUARTO QUARTO 75 (16)
SUPPLEMENTARI
11 MASSIMO VANTAGGIO 4
7 CAMBI VANTAGGIO 7
26:07 TEMPO IN VANTAGGIO 9:08

FATTORE X DELLA GARA: il fallo tecnico subito da Mario Chalmers che ha fatto segnare un pesantissimo 11-4 con due giochi da 3 punti segnati da Gamble.

IL TABELLINO

Nanterre: Treadwell 11; Juskevicius 9; Konate 11; Gamble 12; Invernizzi 8; Palsson 14; Mensah ; Carne ; Pansa 2; Senglin 16; All. Donnadieu

VIRTUS: Punter 15; Moreira 4; Pajola ; Taylor ; Baldi Rossi 7; Cappelletti ne; Kravic ; Aradori 6; M’Baye 11; Cournooh 7; Chalmers 10; Qvale 4. All. Djordjevic

STATISTICHE DEI SINGOLI

NANTERRE
VIRTUS
16 Senglin PUNTI 15 Punter
12 Gamble RIMBALZI 9 Baldi Rossi
8 Juskevicius ASSIST 5 Chalmers
3 Treadwell PALLE PERSE 3 Punter
2 Treadwell PALLE RECUPERATE 2 Chalmers
1 Invernizzi Treadwell STOPPATE 0
20 Senglin VALUTAZIONE 12 Baldi Rossi, Chalmers
10 Konate e Pallson +/- 7 Qvale

STATISTICHE DI GIOCO

NANTERRE
VIRTUS
17/30 (56,7%) Tiri da 2 23/44 (52,3%)
7/25 (28%) Tiri da 3 4/15 (26,7%)
28/37 (75,7%) Tiri liberi 17/26 (65,4%)
14 Rimbalzi difensivi 11
25 Rimbalzi offensivi 22
39 Rimbalzi totali 33
17 Assist 13
12 Palle perse 11
4 Palle recuperate 4
2 Stoppate 0
24 Falli 32

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Le parole di Sasha Djordjevic  Abbiamo giocato contro una squadra molto fisica, alla fine abbiamo perso di otto punti, abbiamo sbagliato tiri anche facili.
E’ un campo difficile, lo sapevamo, e stasera il pubblico francese ha dato un grande apporto. Nanterre gioca parecchio di squadra, e trova sempre buoni tiri, lo sapevamo. Noi abbiamo avuto alcuni ragazzi che hanno avuto momenti di down, e questo non può esistere, la partita dura 80 minuti. Non è assolutamente finita.
Siamo stati uguali nella fisicità, ma abbiamo concesso troppi rimbalzi offensivi, dobbiamo assolutamente migliorare in questo, anche se non abbiamo esterni rimbalzisti, ma di diverso tipo. Ci è mancato parecchio Kelvin Martin, con il suo atletismo e fisicità.
Per questo tipo di partita a volte serve esperienza, a volte un grande desiderio. Sono certo che al ritorno Piazza Azzarita sarà pieno, il pubblico ci aiuterà e noi saremo più precisi di stasera.


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PROSSIMO IMPEGNO

Virtus torna in campo domenica 31 marzo alle 18.00 in trasferta a Sassari, per la ventiquattresima giornata di campionato.

Pre partita Nanterre – Virtus Bologna: passa da Parigi la strada per le Final Four

Champions League
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Inizia la settimana più importante – per ora – della stagione, con l’andata dei quarti di finale di Champions League.

GAME INFO

Quando: mercoledì 27 marzo 2019, ore 20.30

Dove: Palais des Sports Maurice Thorez, Parigi

TV: Eurosport Player e Rai Sport

PROBABILI QUINTETTI

NANTERRE 92VIRTUS BOLOGNA
Jeremy Senglin Tony Taylor
Lahaou Konate Kevin Punter
Haukur Palsson Pietro Aradori
Hugo Invernizzi Amath M’Baye
Julian Gamble Dejan Kravic

COME STA NANTERRE: Nanterre viene da cinque vittorie consecutive, due in BCL e tre nel campionato francese, dove è terza in classifica.

Gli highlights dell’ultima vittoria in campionato contro Fos Sur Mer

LE PAROLE DI SASHA DJORDJEVIC

“Scenderemo in campo contro una squadra che sta vivendo un buon momento, fatto anche di vittorie nette e importanti. Il Nanterre ha un sistema collaudato, e tiratori con un grande talento offensivo. Con un cambio offensivo dalla panchina di grande impatto. Sono al terzo posto nel campionato francese, un gruppo in salute che dovremo affrontare con concentrazione e rispetto”.


“Dovremo essere pronti a disputare una partita fisica, con tanta energia da spendere, molte sfide corpo a corpo, molti contatti. Abbiamo avuto una esperienza importante contro Pesaro, anche quella una squadra con tante qualità individuali, con giocatori di talento, e ci è servito per prepararci a questo appuntamento. Ora dobbiamo semplicemente andare in campo e fare le nostre cose, quelle per cui ci siamo preparati in palestra in questi giorni, affrontando la sfida a viso aperto”

VOTATE CON NOI!

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5 SPUNTI SULLA PARTITA

1. OCCHIO ALLE TRANSIZIONI

Nanterre ha una grande capacità di schierarsi in transizione per cercare con due o tre passaggi un tiratore da tre punti nei primi secondi dell’azione. Limitare questa opzione potrebbe significare abbassare un po’ le percentuali da oltre l’arco dei francesi, loro arma principale.: 42,4% di realizzazione da dietro l’arco. 

2. COLLABORAZIONI DIFENSIVE PER COPRIRE L’ASSENZA DI MARTIN

Nanterre ha due ali non altissime ma molto toste fisicamente, che sarebbero state un accoppiamento felicissimo per Kelvin Martin. In particolare su Hugo Invernizzi, che gioca spesso minuti da 4 in uno small ball ed è dotato di un tiro da tre punti mortifero, sarà necessaria una collaborazione difensiva efficace per non soffrire troppo l’assenza del nostro miglior difensore

3. PRESSIONE SU SENGLIN

Nanterre non ha un vero e proprio backup del play, soprattutto con l’assenza di Waters: seduto Senglin, si alternano a portare palla Juskevicius e, per qualche minuto, il giovane Mensah. Vista la nostra attuale abbondanza nel ruolo, attaccarlo spesso potrebbe essere una buona idea. 

4. LA PARTITA DURA 80 MINUTI!

Come tutte le squadre con un grande tiro da tre punti, Nanterre può fare in pochi minuti break anche importanti. Sarà fondamentale non farsi mai prendere dal panico e ricordare che la partita dura 80 minuti, non mollare quindi neanche in caso di svantaggi importanti perché mercoledì prossimo ci sarà un ritorno tutto da giocare. 

5. NANTERRE CHI?

Questo spunto è soprattutto per noi che vediamo la partita. Se guardiamo il tabellone vediamo nomi ben più altisonanti di Nanterre: AEK, Bamberg, Hapoel Gerusalemme, Tenerife, e perché no, Virtus Bologna. Ma in campo non ci va il nome né il passato. Di fronte a noi avremo una squadra che non ha forse un nome noto, ma che negli ultimi cinque anni ha vinto uno scudetto, due coppe di Francia e due Coppe Europee. Dobbiamo ricordare gli ultimi cinque anni della Virtus ed essere consapevoli che affrontiamo una squadra con un passato recente molto più di successo del nostro. Le Coppe che abbiamo in bacheca non aggiungeranno un solo punto al nostro score di stasera, ma con umiltà potremo giocarci il ritorno dopo più di 10 anni in una fase finale di una competizione europea ed iniziare a tornare non dove “ci spetta” per diritto divino, ma dove con il lavoro questa società, soprattutto per la sua storia e per il suo pubblico, merita di stare. 

La Virtus dopo 40 partite: terremoto e tempesta

Virtus Bologna
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Quarto appuntamento stagionale con il punto delle situazione in casa Virtus a intervalli di dieci gare. E siamo nell’immediato post del periodo più complicato della stagione: sconfitte, conflitti interni, esoneri, dimissioni, nuovo staff tecnico. Da quando ci siamo sentiti l’ultima volta è successo veramente di tutto.

Qua trovate le altre puntate

Prime dieci partite

Prime venti partite (squadragiocatori)

Prime trenta partite

Intanto vediamo l’elenco delle ultime dieci gare giocate:

Cinque vittorie, quattro sconfitte e il pareggio dell’andata a Le Mans. Ma molti dei titoli se li sono presi le vicende extra campo: dalle dimissioni di Marco Martelli, all’esonero di Pino Sacripanti con l’arrivo di Sasha Djordjevic, la scomparsa di Alberto Bucci. In mezzo tutta una gestione della comunicazione non esente da pecche.

L’arco di partite che è andato dalla trasferta di Cremona a quella di Cantù ha segnato il destino di Pino Sacripanti, mandando il livello di allerta in casa bianconera a livelli insostenibili, specie alla vigilia della gara di ritorno con Le Mans, che non poteva essere sbagliata per alcun motivo. Così, alla fine, il coach ex Avellino è andato incontro al primo esonero della sua carriera, a un mese dalla splendida vittoria in Coppa Italia con Milano.

Si è aperta l’era Djordjevic così, iniziata con due belle vittorie che, tra le varie cose, hanno mostrato che questa squadra può piegare le gambe in difesa. L’ultima prestazione sotto coach Sacripanti, in casa di Cantù, sembra non essere nemmeno figlia degli stessi interpreti che hanno tenuto Le Mans a 58 e Torino a 64 punti realizzati.

Le statistiche complessive dei giocatori nelle ultime dieci partite

Il neo allenatore bianconero, poi, ha mostrato una gestione delle rotazioni più ariosa, recuperando Baldi Rossi e Kelvin Martin, ma in generale ruotando di più i giocatori nel corso dei 40′, con l’intento di tenere tutti sul pezzo. Forse un difetto avuto nell’ultimo periodo da Sacripanti, che aveva perso per strada alcuni giocatori in termini di minutaggi.

Ah già: è arrivato anche Mario Chalmers. Il colpo di teatro che ha aperto la settimana dei cambiamenti radicali. Djordjevic ha subito fatto capire che la condizione dell’ex Miami Heat è lontana dall’essere ottimale e in campionato lo ha lasciato in tribuna a Torino. In Coppa, comunque, ha mostrato di poter essere un bel valore aggiunto.

Le statistiche On/Off dei giocatori nelle ultime dieci partite

Pietro Aradori

Se nell’ultima puntata avevamo parlato di un Aradori abbastanza in difficoltà, l’ultimo scorcio di partite ha mostrato un giocatore sulla piena via del recupero, dimostrando come quel calo di forma fosse solo fisiologico nell’arco di una lunga stagione. Forse anche rinvigorito dalla nomina a capitano o dalla conquista dei Mondiali con la Nazionale, Pietro ha giocato ad ottimi livelli. Nove volte su dieci in doppia cifra, quasi quindici punti di media col 49% dal campo e il 38 da tre. Le prime uscite con Djordjevic lo hanno visto anche più coinvolto difensivamente.

Dejan Kravic

Zitto zitto Dejan ha scalato posizioni nella gerarchia del centri Virtus, vuoi per la momentanea crisi di Moreira, per i problemi persistenti di Qvale o per l’arrivo di Djordjevic che sicuramente ha un occhio di riguardo per il suo connazionale, ma ad oggi è lui la prima opzione sotto canestro. E ci è arrivato a suon di prestazioni confortanti. Non ha giocato le partite con Patrasso e con Milano in Coppa Italia, ma per il resto la Virtus ha volato con lui in campo: +26 il net rating nei suoi minuti giocati, con 91 di rating difensivo e +75 di plus/minus.

Amath M’Baye

Con Sacripanti sembrava in definitiva crescita, portando contributo costante e dando la sensazione di aver trovato i suoi punti di riferimento ideali. Oltre 13 punti di media fino alla gara con Cantù. Le prime con Djordjevic, invece, lo hanno visto abbastanza in difficoltà: 8 punti totali con 3/16 dal campo. I suoi minuti continuano ad essere corposi, ma è da capire se queste difficoltà sono state un caso o si riproporranno in futuro.

I quintetti più utilizzati in questo lasso di partite

Yanick Moreira

Non ha tardato ad arrivare il primo momento di difficoltà per Yanick, che dopo un approccio iniziale positivo, ora è in un momento di involuzione. C’è un dato che dimostra come abbia un po’ perso la fiducia avuta in avvio: il 44,8% ai tiri liberi. Un dato che è peggiorato di pari passo al suo andamento in campo, incrinatosi dalla partita di Coppa Italia con Cremona. Il suo plus/minus nelle ultime dieci partite (nove giocate) è di -33, con lui in panchina la difesa è migliorata di quasi 18 punti per cento possessi.

Kevin Punter

E’ stato sulla graticola per un bel pezzo, andando in un calo di fiducia e di rendimento al tiro pazzesco (13/43 complessivo tra la partita di Coppa con Cremona, la sconfitta con Venezia e la gara di andata con Le Mans). La partita di Cantù lo ha rialzato di peso e nelle due partite sotto coach Djordjevic è sembrato un altro giocatore, prima di tutto come scelte al tiro e letture (anche se ha Torino non ha giocato il secondo tempo). Resto un uomo centrale per questa squadra, la speranza è che sia recuperato del tutto.

Tony Taylor

L’ultimo periodo con Pino Sacripanti aveva mostrato un Taylor capace di dominare sprazzi di partita, per poi assentarsi completamente nei finali (vedi partite con Venezia e Le Mans). A Torino, invece, si è rivisto il Taylor capace di accendersi nel secondo tempo per dare una mano sostanziale a portare a casa i due punti. In più, ora ha la consapevolezza di avere le spalle coperte egregiamente, e questo forse lo aiuterà a giocare più sereno. Un po’ in calo il tiro da tre (appena oltre il 30% nelle ultime dieci).

Le statistiche dei giocatori nelle ultime cinque partite di campionato

Filippo Baldi Rossi

Al momento è il giocatore che ha maggiormente beneficiato della “cura” Djordjevic. Che lo ha letteralmente rimesso dentro le rotazioni da cui era, di fatto, uscito (24′ complessivi nelle ultime cinque partite con Sacripanti). Lui, va detto, ha risposto presente, giocando molto bene contro Le Mans e non facendosi cogliere impreparato dal quintetto a sorpresa contro Torino. Ha dimostrato di essere ancora giocatore valido per la causa, indicazione molto positiva in ottica futura.

Kelvin Martin

L’altro grande beneficiario dell’arrivo del nuovo allenatore e il giocatore che, forse, aveva dato i maggiori segnali di come qualcosa si fosse guastato con Pino Sacripanti. Fatto sta che nella partita di ritorno con Le Mans e a Torino abbiamo rivisto quel Martin cannibale a cui eravamo abituati a inizio stagione e che, da dopo l’infortunio, non avevamo quasi più rivisto. Contro la FIAT è arrivata la prima doppia cifra in attacco dalla partita casalinga col Besiktas e con Le Mans si era fermato a quota nove. Vale il discorso fatto con Baldi Rossi, ma al quadrato: avere il vero Martin a disposizione cambia il mondo per questa squadra.

David Cournooh

L’infortunio alla caviglia patito a Varese gli ha fatto saltare le prime due partite di questo spezzone che stiamo analizzando (in casa con Avellino e con Patrasso). Poi è rientrato nella trasferta di Cremona e la partita migliore è stata sicuramente quella del trionfo con Milano. In generale non ha ancora ritrovato quel feeling che aveva prima dell’infortunio. Contro Le Mans, al ritorno, è stato fuori dalle rotazioni fino a quando la partita non era virtualmente chiusa, a Torino, invece, è giocato un po’ di più. Ma in generale sembra partire indietro nelle gerarchie di Djordjevic.

Le statistiche dei giocatori nelle ultime quattro partite di Champions League

Mario Chalmers

Ancora difficile dare un giudizio su Super Mario. Arrivato nel momento più difficile dell’anno, con una condizione fisica da recuperare e con un cambio di allenatore da gestire. Per ora ha giocato solo nel doppio scontro con Le Mans, facendo vedere lampi di classe e un feeling coi compagni, naturalmente, ancora da affinare. Non c’è un dubbio, però, che possa essere l’elemento capace di alzare esponenzialmente il livello di questa squadra.

Alessandro Pajola

L’arrivo di Chalmers per lui suona un po’ come una porta sbattuta in faccia. Ma Djordjevic, comunque, gli ha mandato un bel segnale di fiducia a Torino, mandando in tribuna l’ultimo arrivato e confermandolo alle spalle di Taylor. Lui ha ripagato con una prestazione solida che, comunque, è stata conferma di un periodo generalmente positivo, dove non ha fatto cose incredibili, ma è riuscito spesso a tenere il campo con solidità. Certo, il feeling col canestro deve sempre migliorare: un punto segnato in totale tra la trasferta di Cremona e quella di Cantù.

Brian Qvale

Subito dentro col nuovo coach, nella gara di ritorno con Le Mans, al posto di Moreira. Un investimento di fiducia, certo. Ma il campo ha mostrato un giocatore abbastanza fuori dagli schemi al momento, forse anche fisicamente in difficoltà. Tre sole partite giocate negli ultimi cinquanta giorni. Dalla Salda, tra l’altro, non ha fatto mistero che ci fosse già l’accordo con Reggio Emilia per cederlo. Lui, nel dubbio, continua ad avere differenziali On/Off lusinghieri, segno che il suo, di riffa o di raffa, lo fa.

Le statistiche relative alle partite di Coppa Italia

Alessandro Cappelletti

Se per Pajola l’arrivo di Chalmers è una porta in faccia, per Cappelletti è una mezza sentenza. Diventa il quarto playmaker in rotazione e, verosimilmente, da qui in avanti i minuti in campo per lui saranno ridotti al lumicino. Una tendenza che già si stava manifestando comunque: poco più di 20′ complessivi di impiego nell’ultimo mese.

Virtus Bologna – LeMans: il post partita di VNera

Champions League
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La Virtus schiaccia LeMans e passa ai quarti di finale e incontrerà Nanterre

GAME INFO

RISULTATO: vittoria 81-58

ANDAMENTO PARTITA: la Virtus scappa subito nel primo quarto complice una grande difesa e passandosi la palla +15 fine primo quarto (25-10); provano a reagire in attacco i francesi ma la Segafredo non sbaglia un colpo in attacco e fine primo tempo è +18 (43-25). Nella ripresa LeMans non segna nei primi cinque minuti di gara e la Virtus si trova anche sopra di 30 poi con i liberi di Ray è 65-37 al trentesimo; ultimo quarto è puro garbage time LeMans prova a ridurre lo svantaggio e dopo 40 minuti il punteggio è 81-58 Virtus.

https://youtu.be/Nv27dejvH6w

FATTORE X DELLA PARTITA: l’energia e la concentrazione con la Virtus ha approcciato la partita. Che non si vedeva da tempo. 17/23 da due all’intervallo. Partita ai limiti della perfezione.

PLAYOFF: dopo la vittoria contro LeMans, sarà un’altra squadra francese ad incontrare la Virtus ai quarti di finale di basket Ball Champions League: infatti il Nanterre ha battuto il Besiktas.

PROSSIME PARTITE: la Virtus torna in campo domenica alle 12.00 a Torino, per la ventiduesima giornata di campionato.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

SASHA DJORDJEVIC E DEJAN KRAVIC

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. WHAT A DEFENSE!

Il cambio è servito. La partita di ieri sera ha trasformato difensivamente questa squadra, soprattutto su i giochi in Pick and roll (meno show a contenere ma più comunicazione) e tanti palloni sporcati e recuperati su passaggi sbagliati. 58 punti sono il punteggio più basso subito dalla VNera in stagione. Bravi così!

2. TOGETHER

Il titolo non è un caso ma è la nuova parola finale nell’urlo di squadra. Una squadra che si cerca di più e prova a mettere in ritmo tutti i suoi giocatori, facendo toccare almeno una volta il pallone in attacco. Muovere la palla genera anche un sacrificio fisico ulteriore ai nostri avversari e questo può essere un vantaggio nella nostra metà campo difensiva.

25 assist di ieri sera sono il record in stagione!

3. BALDI sniperOSSI

L’abbiamo scritto nel post partita di Cantù, Filippo in questa squadra come caratteristiche è molto importante e si è visto nell’ultima partita contro LeMans: 12 punti e grande prestazione su i due lati del campo. Questa è un’ottima cosa per aumentare la qualità nel ruolo di ala grande dove negli scorsi mesi per tanti minuti era occupato nel bene e nel male stabilmente da Amath M’baye.

4. PIÙ MINUTI PER TUTTI

Ok non è la partita ideale per poter analizzare il minutaggio di ogni singolo giocatore, ma nel primo tempo la Virtus ha giocato con 9 giocatori effettivi, in particolar modo nel ruolo di guardia e ala sono stati cambiati e provati tanti giocatori. Questa è la riprova della logica con cui è stata fatta la squadra e tutti quindi possono dare in un modo o in un’altro il proprio mattoncino in qualsiasi momento della partita, basta metterlo nelle condizioni per farlo.

5. NON SI SGARRA

Infine l’ultimo punto di una partita dove comunque la V ha dominato dal 1º al 40º minuto, riguarda il rigore tattico di coach Djordjevic: tanti timeout nonostante il punteggio già acquisito e molti cambi immediati subito dopo errori difensivi e offensivi di qualunque giocatore in campo. Insomma una gestione più manageriale del campo e una gestione dove l’allenatore è il leader ed i giocatori sono collaboratori che portano alla vittoria.