Il primo mese di Yanick Moreira in maglia Virtus

Yanick Moreira
Tempo di lettura 4 minuti
233 letto

Prima tranche di partite in maglia bianconera giocata dall’ultimo arrivato, Yanick Morerira. Undici gare disputate dall’esordio, molto positivo, del tredici gennaio a Varese. Andiamo allora a vedere come sta procedendo l’inserimento del centro angolano in questa Virtus.

Le statistiche di Moreira dopo 11 partite giocate

Le statistiche grezze parlano di un buon impatto sulla squadra. Quasi dieci punti di media con sei rimbalzi e un pelo sotto alla stoppata a incontro. Dato, quest’ultimo, in controtendenza con la sua carriera, dove non ha ma mai mostrato grandi doti di intimidatore. Non si è trasformato improvvisamente in uno stoppatore fenomenale, come dimostra il circa 4% di block percentage. Niente di eccezionale ma che rappresenta un netto miglioramento rispetto al 2% scarso tenuto in carriera. Siamo sempre su un campione di partite ristretto comunque e la sensazione è che la cifra possa andare a normalizzarsi sul lungo periodo: uno contro uno è difensore competente, ma in aiuto non offre quasi mai una copertura del ferro che crei grossi problemi ai penetratori.

Dal punto di vista offensivo, soprattutto, ha dimostrato di saper usare il suo bagaglio tecnico per essere efficace in attacco (doppia cifra in sette partite) anche quando non perfettamente inserito nei meccanismi di squadra. Ha confermato di avere tiro dalla media pungente, una buona attitudine al rimbalzo offensivo (quasi tre a partita, 15% di offensive rebound percentage), spesso anche solo alzando le prolunghe che ha al posto delle braccia, con discreta capacità di trasformare il rimbalzo in punti e di saper punire i mismatch in area contro giocatori più piccoli.

La capacità di produrre punti a giochi rotti è interessante

La gestione dei falli rimane un problema (2,6 in poco più di 20’ di media, quattro in tutte le ultime tre partite), mentre ai liberi ha numeri non disprezzabili fin qua (63% su poco meno di tre tentativi a partita). Di fatto ha steccato pesantemente solo l’ultima partita con Cremona, dove, forse, si sono palesati quei limiti di concentrazione di cui parlavamo nella sua presentazione e che lo hanno portato a fornire una prestazione davvero mediocre. Ma in generale, fin qua, non ci si può certamente lamentare del suo impatto.

Venendo, invece, alla “convivenza” con i compagni di squadra, ovviamente ancora c’è del lavoro da fare. Il ruolo di centro è delicato sia in attacco che in difesa. Nella metà campo offensiva spesso sui pick & roll è questione di decimi di secondo la differenza tra una giocata riuscita e una palla persa, e per questo ci vuole tempo per affinare i meccanismi. Considerando poi che sulle situazioni di gioco a due Moreira ha tendenze abbastanza diverse rispetto a Kravic e Qvale, due giocatori abituati a “rollare” forte verso il canestro, a differenza dell’ex Paok, più aduso ad aprirsi per il tiro o l’attacco frontale.

I numeri offensivi della Virtus con lui in campo insieme a Tony Taylor, non casualmente, per ora sono abbastanza asfittici: 103.2 di offensive rating su oltre 300 possessi giocati assieme. Moreira non ha l’atletismo di Kravic per andare a inchiodare alley oop, né la fisicità di Qvale per stampare blocchi di granito. Quindi anche il playmaker bianconero sta pian piano scoprendo i modi migliori per servirlo.

Tutte condizioni che al momento lo portano ad essere il giocatore con cui la Virtus ha il net rating peggiore (-5,8) quando sta in campo, dato influenzato soprattutto da campionato e Coppa Italia, mentre in Champions League i riscontri sono decisamente migliori, anche alla luce della buone partite con Patrasso e Strasburgo.

La differenza di rendimento della Virtus con Moreira in campo o in panchina tra campionato e Champions League

In generale sta andando bene quando schierato con i titolari, o supposti tali, mentre va più in difficoltà nel corso della partita con i secondi quintetti, dove magari si cerca da lui qualcosa di più a livello offensivo e di presenza. Ha diviso il campo, sotto canestro, soprattutto con Amath M’Baye nei minuti in campo, coi due che formano una coppia abbastanza ben assortita in attacco e in difesa, comunque, non hanno penalizzato eccessivamente la Virtus (111,9 il rating difensivo di squadra nei minuti in campo assieme).

Decisamente più complessa la convivenza con Filippo Baldi Rossi, che non ha l’esplosività di M’Baye, capace di compensare il gioco più statico di Moreira. Con loro due in campo assieme la Segafredo si trova con un coppia di lunghi poco fisica e che offre poca copertura al canestro in difesa, specie in aiuto sulle penetrazioni che arrivano dal perimetro.

Baldi Rossi fa un pasticcio in difesa sul blocco ed espone Moreira a una delle sue difficoltà maggiori: proteggere il canestro in aiuto sul penetratore

Insomma, dopo il primo mese in maglia Virtus, si può dire che Moreira sia stato un bon acquisto. Ha confermato, in linea di massima, pregi e difetti che si conoscevano, facendo vedere di essere un valido giocatore, che può dare una mano per davvero a questa squadra. Ora resta da vedere se, da qui al termine della stagione, riuscirà a entrare ancora di più nel sistema di gioco virtussino.

Carta d’identità: Yanick Moreira

Yanick Moreira
Tempo di lettura 5 minuti
555 letto

La Virtus ha il suo rinforzo sotto canestro: si tratta di Yanick Moreira, 27enne di origine angolane ma cresciuto cestisticamente negli USA. 211 centimetri per circa cento chili di peso. Arriva dal PAOK Salonicco, che lo ha liberato in seguito ai problemi finanziari accusati negli ultimi tempi. Avversario già di Venezia in Champions League (14+11 rimbalzi in quell’occasione), garantirà così profondità al reparto e permetterà di lavorare con più calma al recupero fisico di capitan Brian Qvale.

LA CARRIERA

Classe 1991, dopo aver mosso i primi passi nel paese natio, nel 2011 vola negli Stati Uniti, dove si iscrive al South Plains College, scuola nel circuito degli Junior College. Da lì, in due anni spicca il volo verso la prima divisone NCAA, giocando le stagioni da junior e senior a Southern Methodist, allenato da Larry Brown. Nella sua ultima stagione (11 punti e 6 rimbalzi di media) arriva fino al secondo turno del Torneo, venendo eliminato da UCLA con un canestro all’ultimo secondo convalidato a causa di una sua stoppata irregolare davvero molto dubbia.

A colloquio con Larry Brown ai tempi di SMU

Nel Draft NBA del 2015 non viene scelto. Prova la carta delle Summer League (con i Los Angeles Clippers), ma la sua strada è in Europa. La stagione 2015-16 la divide tra Rouen, in Francia, e Murcia, in Spagna. Poi prova in G-League l’anno successivo, ai Toronto 905, affiliati dei Raptors, con cui vince il campionato tra l’altro. Ritorna comunque nel Vecchio Continente, dove l’anno scorso ha vestito la maglia di Perm in Russia (9 punti e 6 rimbalzi a partita). Quest’anno l’approdo al PAOK (dopo il taglio dei Toronto Raptors a fine training camp), dove ha fatto vedere miglioramenti sensibili rispetto al passato: fin qui, in venti partite giocate, 10.3 punti e 5.8 rimbalzi col 60% al tiro.

Membro fisso della Nazionale angolana, una delle migliori del continente africano, con cui, ai Mondiali del 2014, mise su una partita da 38 punti e 15 rimbalzi contro l’Australia.

CARATTERISTICHE FISICHE

E’ un centro puro, ma non nell’accezione che intende chi pensa al centro vecchio stampo, lento e pesante. Moreira è un 2.10 vero con braccia molto lunghe, ma anche molto leggero. Fa dell’agilità e della rapidità di piedi il suo punto forte. Ha buone mani, con discreto tocco sulla palla sia nel tiro dalla media che nei floater a centro area. E istinti da passatore migliori di quanto si possa pensare.

Non è un verticalista però. Anche perché non ha grandi doti di coordinazione, specialmente se deve assorbire dei contatti, cosa che il suo fisico sottile non lo aiuta a fare.

In maglia Angola

ATTACCO

Giocatore prevalentemente da pick & roll o comunque fronte a canestro. Al gioco in post si rivolge per situazioni residuali, magari sfruttando i mismatch contro avversari più piccoli, contro i quali, comunque, usa centimetri e buona sensibilità dei polpastrelli per tirare sopra le braccia o in allontanamento, più che il fisico per spingerli vicino al ferro.

E’ dotato di un buon tiro dalla media distanza, preso anche in movimento, spesso aprendosi proprio dal blocco del pick & roll. Il rilascio parte da molto in alto, quindi riesce a segnare anche contestato. Il movimento non è sempre fluido, ma i centimetri spesso lo aiutano a sopperire a movimenti tecnicamente non sopraffini.

Non è un giocatore egoista. Sa passare la palla, ma talvolta questa cosa lo rende rinunciatario. Ha la tendenza a non guardare il canestro, cercando solo il passaggio successivo al compagno di squadra.

Buoni istinti da rimbalzista offensivo. Sguscia in area sfruttando il suo fisico longilineo e le braccia lunghe più che facendosi largo a sportellate, situazione in cui sa che la maggior parte delle volte avrebbe la peggio. Al PAOK aveva statistiche avanzate di tutto rispetto in questo comparto: 14.8% di offensive rebound percentage in Grecia (8° nel campionato) e 15.5% in Champions League (tra i primi venti).

Quando mette palla a terra fronte a canestro o ha una linea diretta al ferro, o le sue scelte non sono ottimali, avendo la tendenza a prendere tiri un po’ forzati o non riuscendo ad avere un equilibrio ideale.

Finire in traffico non è il suo forte: subisce il contatto fisico di avversari più grossi e questo gli impedisce anche di sviluppare il suo gioco in verticale, cosa che mostra solo se ha spazio a disposizione per alzarsi.

DIFESA

La sua agilità, unita alla sua altezza, lo rende difensore duttile e che fa molto comodo ai suoi allenatori. In particolare è bravo a uscire in aiuto sui pick & roll, recuperando però velocemente in area sul proprio uomo. In campo può coprire grandi spazi in un amen grazie alle sue falcate imponenti. Quando rimane in contenimento sul piccolo fatica di più, avendo la tendenza ad accontentarsi a lasciare il tiro da fuori.

Anche a rimbalzo difensivo va decisamente bene. Scolastico ma con una buona tecnica di tagliafuori che gli permette spesso di ricavarsi lo spazio necessario per conquistare il pallone senza problemi: quest’anno sta viaggiando un filo sotto al 25% di defensive rebound percentage. Per intenderci, Kravic ha il 16% e Qvale il 18. Parliamo di numeri davvero eccellenti.

Il suo rendimento, però, sembra molto legato al lato mentale: quando è dentro la partita è un fattore, ma se stacca la spina commette errori banali. Forse anche da questo dipende il suo elevato rapporto tra falli e minuti giocati: 3.1 di media in meno di 20′.

Come in attacco fatica a finire in traffico, anche in difesa se deve mettersi a fare a sportellate con avversari stazzati non è nella sua zona di comfort. Le sue lunghe leve spesso lo aiutano a cavarsi d’impiccio, specialmente a rimbalzo, ma per il resto non è un grande intimidatore e i suoi numeri a livello di stoppate sono trascurabili (15 in 57 partite totali giocate in Europa in tre anni).

In definitiva, Moreira ricalca l’identikit di un giocatore con caratteristiche ben delineate, anche lui, come da linea guida di quest’estate, nel pieno della maturità agonistica (27 anni). Ha pregi e difetti evidenti, su cui coach Pino Sacripanti dovrà ritagliare sapientemente i minuti in campo. Non sarà, probabilmente, il giocatore che cambierà da solo i destini della Virtus, ma, forse, colui che darà quella profondità e variabilità di gioco, essendo abbastanza diverso sia da Qvale che da Kravic, necessaria a garantire alla squadra una seconda parte di stagione più tranquilla.

Ora noi vi lasciamo con il nostro video di approfondimento sul giocatore, per vedere nei fatti un po’ di quello che ci attende (speriamo) da Varese in poi.