Virtus – Nanterre : il post partita di VNera

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Secondo atto dei quarti di finale Champions giocato col sangue agli occhi dalla Virtus, che aggredisce per 40′ i mai domi francesi di Nanterre. Alla fine, ma veramente solo alla fine, i transalpini alzano bandiera bianca e lasciano il biglietto per la Final Four ai bianconeri.

GAME INFO

Risultato finale: vittoria per 73-58.

La progressione di offensive rating e punteggio della partita

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: La Virtus parte con un piano preciso: sfinire Nanterre con la difesa. Cournooh assale Senglin, Taylor e Punter si dividono su Palsson e Konatè. In attacco la mira va e viene, ma da subito si vede che i bianconeri sono più in palla. 17-12 a fine primo quarto. Chalmers entra male in partita, Djordjevic non si fa problemi a inserire Cappelletti. E con lui in campo si scavalla per la prima volta il fatidico +8. L’attacco gira quanto basta (41 punti all’intervallo), anche perché la difesa continua a togliere tutto agli avversari. +12 a metà che si dilata fino al +20, massimo vantaggio, in avvio di ripresa, con Taylor che, dopo tanti minuti in panchina per due falli precoci, rientra in campo attaccando per tre volte di fila Senglin e segnando sei punti. Nanterre non molla mai comunque. Palsson è il faro in attacco. Konatè e Senglin segnano a sprazzi. Treadwell fa spolvero sotto i ferri. Gli ospiti arrivano fino al -10 (-2 virtuale). Ma lì è ancora la difesa Virtus che sale in cattedra, con due rubate di M’Baye e Chalmers che si trasformano in altrettante schiacciate in campo aperto. Nanterre alza bandiera bianca solo a 30″ dal termine. Si scatena la festa al Paladozza.

Non male rivedere il simbolo Virtus associato di nuovo alla parola Final Four

FATTORE X DELLA PARTITA: la concentrazione della Virtus. Contro una squadra abile ad eseguire sempre il proprio piano partita era fondamentale non calare mai di intensità e applicazione. Avrebbe perso la squadra più rapida a mollare. Questa volta non è stata la Segafredo.

PROSSIME PARTITE: Virtus in campo domenica 7 aprile, alle 19:05, al Paladozza, per la venticinquesima di campionato, quando arriverà ospite Pistoia.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Per il video si ringrazia Sport Press di Laura Tommasini

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Difesa. Asfissiante. Vincente.

L’approccio alla partita che Djordjevic ha chiesto ai suoi è stato palese: non andiamo per segnare novanta punti, teniamo loro a cinquanta, che poi noi, sul nostro campo, il modo per farne cinquantanove lo troviamo. Risultato: Nanterre fermo a 58 punti e 82.5 di offensive rating. Venticinque punti in meno subiti rispetto all’andata. 35% dal campo per i francesi, 6/26 da tre punti, 18 palle perse. Staffetta Cournooh/Martin per stancare Senglin. Aradori e Punter mai in campo assieme. Pressione massima di tutti, ruotati vorticosamente al fine di avere sempre il 100% di sforzo fisico disponibile. Per una sera un vero capolavoro.

2. Dominio in area

Come ci auguravamo nel pre partita, la Virtus ha fatto valere il suo vantaggio di stazza. Vinta la battaglia a rimbalzo: 39-36 il totale, 52% di total rebound, 31.4% di offensive. 46-20 i punti segnati in area, dato fondamentale. Così come la Virtus, anche Nanterre è stata brava a togliere il tiro pesante ai bianconeri (5/18), ma i bianconeri sono stati pronti a controbattere in due modi. Generando punti da palle recuperate (22 contro 10) e sfruttando il tonnellaggio dei vari Kravic, Qvale e M’Baye (14/20 da due complessivo) nel pitturato. Da lì sono venuti i punti che hanno messo in crisi i biancoverdi ospiti.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

3. Cournooh-M’Baye: la coppia di MVP

Cercare un singolo che abbia spiccato forse è diminutivo per quella che è stata la prestazione corale della Virtus. Ma David Cournooh e Amath M’Baye hanno, in effetti, svettato. L’esterno ex Cantù ha giocato una prova difesa a tratti clamorosa. Djordjevic l’ha lanciato in quintetto con compiti da mastino. E lui, in pratica, ha tolto a lungo dalla partita Jeremy Senglin (11 punti con 4/12). +17 di plus/minus per David. Con lui in campo la Virtus ha concesso 72 punti per cento possessi. In attacco, invece, la parte del leone l’ha fatta M’Baye, con un ultimo quarto essenziale per dare il pugno del KO a Nanterre. 16 punti di cui 9 negli ultimi 10′. Scelte giuste (quasi sempre…) in attacco. E quella schiacciata in campo aperto da palla recuperata che ha interrotto il miglior momento avversario proprio quando la Virtus stava davvero rischiando.

4. Il concetto di squadra in tre statistiche

Come detto, però, la vittoria della Virtus è stata figlia di una prestazione di squadra. E, a volte, un gruppo che rema tutto dalla stessa parte si vede anche da alcuni numeri: ad esempio i 5 assist di Kevin Punter, in una serata da 3/13 al tiro, i 7 rimbalzi, di cui quattro offensivi, in 18′ eccellenti minuti di Brian Qvale, o il +7 di plus/minus in 5′ totalmente a sorpresa di Alessandro Cappelletti. Piccoli grandi contributi, da chi magari non eravamo abituati. Che hanno avuto un impatto enorme.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

5. A lezione da Sasha

Impossibile, poi, non citare Sasha Djordjevic, che ha stravinto il confronto in panchina con Donnadieau. Il coach virtussino ha preparato la partita in maniera perfetta, lavorando sugli errori commessi all’andata, facendo trovare i suoi pronti alla difesa francese e alle situazioni offensive che avevano permesso a Senglin e compagni di mettere 83 punti mercoledì scorso. Poi la gestione dei cambi, senza soluzione di continuità. Con scelte coraggiose, dai minuti a Cappelletti, alla panchina prolungata di Aradori, nonostante l’avvio felice in attacco del numero 21. Poi, certo, ci vuole una squadra che ti segue e faccia alla lettera quello che chiedi. Ma avercele, implicitamente, è anche un merito dell’allenatore.

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Che giudizio date alla prestazione della Virtus?
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Nickfiumi

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