Virtus-Olimpia Lubiana: il post partita di VNera

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Con grande fatica, una Virtus poco concentrata e un po’ superficiale, supera l’Olimpia Lubiana, ultima nel girone D di Champions League. Decisivo lo sprint finale nel quarto periodo.

GAME INFO

RISULTATO: vittoria per 87-84.

La progressione di offensive rating e punteggio della partita

ANDAMENTO PARTITA: Approccio alla partita disastroso per la Segafredo, che parte lentissima, fuori partita, poco concentrata. 4/18 al tiro nel primo quarto, 36 punti concessi in meno di 15′, quando il tabellone segna un impietoso -14. Poi inizia la risalita, con il solito Kelvin Martin a dare la scossa con le sue difese. Nonostante troppi tiri da fuori, a metà partita è -4 grazie a un parziale di 12-0 e va anche grassa. Nel secondo tempo c’è più energia, ma ancora poco ordine. Ci si scambiano i vantaggi più volte, ma al 30esimo è avanti ancora l’Olimpia per 63-61. Poi entra in scena Pietro Aradori: 3 punti con 1/7 fino a lì, 14 con 4/4 dal campo negli ultimi 10′. Grazie a lui la Virtus mette la testa avanti per davvero, arrivando fino al +5 a poco più di un minuto dal termine. Nonostante questo si arriva comunque agli ultimi secondi punto a punto: Lapornik da tre fa -1, Taylor dai liberi 1/2 e a 10″ dal termine Lubiana ha palla in mano per pareggiare. La gestione del giovane Samanic, però, non è ottimale. Palla rubata da M’Baye e titoli di coda.

FATTORE X DELLA PARTITA: Pietro Aradori, che dopo tre quarti latenti alla partita, si accende e illumina la scena con 14 punti cruciali. Importanti anche una tripla di M’Baye e, ovviamente, la sua rubata finale su Samanic.

CLASSIFICA: A fatica la Virtus tiene il primo posto solitario con l’ottava vittoria in dieci partite. Patrasso, battendo Bayreuth, prossimo avversario della Virtus, rimane a due punti, mentre Strasburgo, sconfitto in casa dal Beisktas, rimane a sei vittorie.

PROSSIME PARTITE: domenica, ore 20.45, si va a Varese per prendersi la qualificazione alle Final Eight di Coppa Italia. Quasi obbligatoria la vittoria per farcela.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Un Aradori in formato “Italia”

Per una sera abbiamo ammirato anche in Champions League un Pietro Aradori in modalità “campionato”. Fino a qui il bresciano ha avuto un andamento opposto tra campionato (oltre 15 punti di media, col 48% al tiro e 124 di offensive rating) e Coppa (poco sopra i 10 punti, col 39% dal campo e 111 di rating offensivo). Fino al terzo quarto, per la verità, sembrava un’altra partita poco ispirata, poi la decisiva esplosione nei 10′ finali, giocati davvero da gran campione. Quattro tiri dal campo senza errori, per 14 dei suoi 17 punti finali. Glaciale la tripla del +6 a un minuto dalla fine in step back.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori (qui il foglio complessivo)

2. Una panchina di trascinatori

Filippo Baldi Rossi, Kelvin Martin, Dejan Kravic, David Cournooh. Da loro è passata la risalita virtussina dopo l’inizio da incubo. Con loro in campo il rendimento della squadra si è impennato: +8 il plus/minus di Baldi Rossi con +32.1 di net rating di squadra, +9 e +32 per Cournooh, +14 e +30.2 per Martin, +8 e +15.6 Kravic. Avere una panchina che in una serata partita così male riesce a darti un simili impatto ha un valore inestimabile.

3. Qvale in caduta libera

14, 15, 12, 8. Sono i minuti giocati da Brian Qvale nelle ultime quattro partite, con in mezzo la gara saltata a Trento. Un chiaro segnale di come, in effetti, la sua condizione fisica sia tornata ad essere un serio problema che non gli consente di essere performante in campo. Ieri solo 8′ in campo, soffrendo terribilmente Begic nei primi possessi. In campo nuovamente per una breve apparizione nella ripresa, capendo però subito che non era aria. L’arrivo di Moreira (finalmente in città!) è certamente un tocca sana: per la squadra, che avrà una nuova importante opzione sotto canestro, e per Brian, che potrà curarsi al meglio pensando solo a tornare in campo una volta ripresosi al 100%.

4. I problemi di approccio alle partite

Ne avevamo parlato qualche giorno fa per quanto riguarda il campionato, ma anche in Coppa, ultimamente, si sta verificando un problema di approccio alle partite che spesso penalizza la Virtus. Nelle ultime tre gare di Champions, infatti, la Segafredo in media perde di quasi tre punti il primo periodo (17 punti segnati di media contro 19,7 subiti), mentre nel resto dell’incontro è più costante (in media più di 21 punti segnati per quarto dal secondo in poi). Eventualità che si è materializzata anche ieri, con dieci punti di ritardo accumulati già alla prima sirena. Come già detto in passato: può succedere, come è avvenuto, di riuscire a recuperare. Ma, alla lunga, partenze del genere ti mettono alle corde.

Il dettaglio dei quintetti schierati (qui il foglio complessivo)

5. Decisivo il controllo dei palloni

In una partita finita con soli tre punti di scarto e con le due squadre che hanno tentato quasi lo stesso numero di tiri (73 la Virtus, 70 Lubiana), un peso decisivo lo hanno avuto le palle perse: sette per gli uomini di Scaripanti, ben 16 per gli ospiti che hanno subito molto il pressing messo in campo dalla Segafredo nel secondo. Un numero che, peraltro, ha mitigato non poco l’effetto dei 15 rimbalzi offensivi catturati dagli sloveni.

Date un giudizio alla prestazione della Virtus contro Lubiana

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Nickfiumi

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