Virtus Playbook: Spain Pick & Roll

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Con il mercato estivo in pieno fermento e la nuova stagione ancora lontana, torniamo sul campo, riavvolgendo il nastro del campionato 2019/2020 per andare a rivedere un po’ di pallacanestro giocata dalla Virtus.

Inauguriamo oggi una nuova rubrica, Playbook, con la quale andremo a conoscere nel dettaglio alcuni degli schemi e delle giocate ricorrenti della squadra di Sasha Djordjevic.

LO SPAIN PICK & ROLL (POLLICE BASSO)

Iniziamo il nostro viaggio da una delle giocate che ultimamente va più di moda tra gli allenatori: il pick & roll cosiddetto “Spain”, che, in parole povere, è un normale pick & roll seguito da un blocco cieco della guardia per il lungo bloccante.

Una giocata semplice ma che, se eseguita in modo ottimale, può risultare immarcabile per la difesa. Nel playbook virtussino identificata col segnale di Pollice Basso.

Il segnale di chiamata del gioco

Con due trattatori dal pallone come Markovic e Teodosic, ovviamente, è stato un schema di cui la Virtus ha fatto abbondante uso. Facile capirne il motivo: le abilità di passaggio e la pericolosità in termini realizzativi del duo sono state un’arma decisiva per aumentare l’efficacia di questa chiamata.

Un concetto mirabilmente centrato dal detto USA: “players over plays“. Ossia: uno schema o un gioco può essere buono quanto si vuole, ma la sua efficacia sarà sempre subordinata alla qualità e alle capacità dei giocatori che lo eseguono.

Carta d’identità: Awudu Abass

Awudu Abass
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Un tira e molla di due anni fino all’epilogo del 15 giugno, quando Awudu Abass è diventato ufficialmente un giocatore della Virtus Bologna. In arrivo da due eccellenti stagioni a Brescia.

Abass con il proprietario dott. Massimo Zanetti

La sua firma era tanto attesa perchè ritenuta essenziale: è l’ultimo fondamentale pezzo di quel puzzle non completato lo scorso anno, quando si è provato l’esperimento Stefan Nikolic, dopo l’interruzione della trattativa per Simone Fontecchio. Ergo, Kyle Weems non dovrà più sobbarcarsi minutaggi spropositati.

L’ultima stagione per Abass è stata quella della decisiva consacrazione a Brescia e, come ogni nuovo giocatore arrivato alla Virtus, andiamo a presentarlo accuratamente, cominciando dai numeri.

Carta d’identità: Amedeo Tessitori

Amedeo Tessitori
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Dopo la firma di Amar Alibegovic, il secondo nuovo arrivo in casa Virtus Segafredo è stato Amedeo Tessitori, centro pisano classe 1994 reduce da due annate a Treviso.

Il suo inserimento va a rinforzare ulteriormente la batteria di lunghi a disposizione di coach Sasha Djordjevic. E noi andiamo a conoscerlo meglio.

Dalla pagina Facebook Treviso Basket

GLI ESORDI

Come detto, Amedeo Tessitori nasce a Pisa, il 7 ottobre 1994, e cresce nel settore giovanile della Virtus Siena. Il suo sembra un percorso da predestinato. In pianta stabile nelle varie Nazionali giovanili, ancora sedicenne vince la Coppa Italia LNP da MVP, successo che lo lancia verso una grande stagione, quella successiva, sempre in A dilettanti. La chiude a 14 punti e 7 rimbalzi di media, allenato da Stefano Salieri. Numeri che gli garantiscono la chiamata della Dinamo Sassari.

Il primo anno sotto contratto con gli isolani, però, Tessitori lo passa in prestito a Forlì, in Legadue. Gioca circa 17’ di media, con sette punti e quattro rimbalzi a incontro e il 58% dal campo, collezionando anche le prime presenze in Nazionale Under 20, con cui disputa i Campionati Europei in Slovenia.

Carta d’identità: Amar Alibegovic

Amar Alibegovic
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E’ Amar Alibegovic il primo acquisto della stagione 2020/21 per la Virtus Bologna.

Il giocatore era ad un passo dal firmare con l’Olimpia Milano, ma nella notte di lunedì un blitz virtussino lo ha portato sotto le Due Torri con un contratto triennale.

E allora, come nostra abitudine, andiamo a conoscerlo meglio.

Foto dalla pagina Facebook Virtus Roma

LA CARRIERA

Amar Alibegovic è nato il 31 marzo del 1995, a Corvallis (Oregon, USA). E’ il figlio di Teoman, famoso in città per aver salvato la Fortitudo inizi degli anni Novanta. Suo fratello maggiore, Mirza, è a sua volta una faccia conosciuta e calca da tempo i parquet di A2 e serie B. Ha anche un fratello minore, Denis, classe 1999 di proprietà del Bayern Monaco.

Amar è cresciuto cestisticamente a Roma, nel vivaio della Stella Azzurra, cosa che lo rende, oggi, equiparato a tutti gli effetti a un giocatore italiano. In nazionale ha scelto il paese d’origine della sua famiglia: la Bosnia Erzegovina, con cui ha vinto un oro agli Europei Under20 division B e ha all’attivo due presenze con la prima squadra.

Prepararsi alla partita: l’intervista a Mattia Largo

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Il dietro le quinte di una società professionistica di pallacanestro è molte volte un mistero, un lavoro bello ma stressante: una spasmodica ricerca della perfezione d’analisi per ottener il materiale più adeguato a disposizione.

Ovviamente più si alza il livello della competizione e della categoria più è richiesto un lavoro senza soste, sempre più specifico, più dettagliato su ogni singolo avversario, da consegnare ai giocatori e allo staff tecnico.

Ringraziando per la disponibilità concessa dall’addetto stampa della nostra Virtus Bologna, Jacopo Cavalli, andiamo ad intervistare un personaggio importantissimo del dietro le quinte bianconere: il vice allenatore Mattia Largo.

Foto di proprietà Virtus Segafredo Bologna
Foto di proprietà Virtus Segafredo Bologna

La carriera di Mattia parte dalle Minors (CVD e Horizon) quando,a soli diciotto anni,fu segnalato da Gianni Giardini alla Virtus e in particolare a Consolini.

Quindicesimo anno con la Vnera, due titoli italiani giovanili under17 da assistente allenatore: uno proprio con Giordano Consolini e l’altro con Marco Sanguettoli, tre titoli regionali vinti. Deve tanto però della sua progressione a Cristian Fedrigo che l’ha trasformato in un validissimo assistente.

Mattia lavora in prima squadra come assistente allenatore da otto anni, ha vissuto brutti momenti come la retrocessione o estremamente belli e gratificanti come la promozione in Serie A e la conquista della coppa Basketball Champions League.