Prepararsi alla partita: l’intervista a Mattia Largo

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Il dietro le quinte di una società professionistica di pallacanestro è molte volte un mistero, un lavoro bello ma stressante: una spasmodica ricerca della perfezione d’analisi per ottener il materiale più adeguato a disposizione.

Ovviamente più si alza il livello della competizione e della categoria più è richiesto un lavoro senza soste, sempre più specifico, più dettagliato su ogni singolo avversario, da consegnare ai giocatori e allo staff tecnico.

Ringraziando per la disponibilità concessa dall’addetto stampa della nostra Virtus Bologna, Jacopo Cavalli, andiamo ad intervistare un personaggio importantissimo del dietro le quinte bianconere: il vice allenatore Mattia Largo.

Foto di proprietà Virtus Segafredo Bologna
Foto di proprietà Virtus Segafredo Bologna

La carriera di Mattia parte dalle Minors (CVD e Horizon) quando,a soli diciotto anni,fu segnalato da Gianni Giardini alla Virtus e in particolare a Consolini.

Quindicesimo anno con la Vnera, due titoli italiani giovanili under17 da assistente allenatore: uno proprio con Giordano Consolini e l’altro con Marco Sanguettoli, tre titoli regionali vinti. Deve tanto però della sua progressione a Cristian Fedrigo che l’ha trasformato in un validissimo assistente.

Mattia lavora in prima squadra come assistente allenatore da otto anni, ha vissuto brutti momenti come la retrocessione o estremamente belli e gratificanti come la promozione in Serie A e la conquista della coppa Basketball Champions League.

Giovani bianconeri crescono: Gora Camara

Gora Camara
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Prima vera stagione tra i professionisti per Gora Camara, il prodotto più promettente del vivaio bianconero, che quest’anno ha vestito, in prestito, la maglia della Novipiù Casale Monferrato, da tempo una delle migliori realtà, per struttura e risultati, di tutta la serie A2.

Un’annata positiva dove il centrone di origine senegalese ha iniziato a far vedere tutto il suo potenziale. Andiamo ad analizzarla insieme, con l’aiuto dell’allenatore della Junior, Mattia Ferrari, che abbiamo avuto la possibilità di intervistare.

Gora Camara
Dalla pagina Facebook Junior Casale

Una stagione superiore alle aspettative iniziali

“Quella di Gora è stata una buona stagione, per certi punti di vista anche superiore alle aspettative, considerando che ha avuto impatto pur essendo alla prima esperienza in un contesto come la serie A2. Peraltro in una squadra che, allo stop, era seconda in classifica.”

Camara ha avuto minutaggio costante (oltre quindici minuti di media), quasi da subito. Iniziando con un ruolo da protagonista già nelle partite di Supercoppa di Lega a settembre, per poi partire un po’ in sordina nelle primissime gare di campionato anche a causa di un piccolo infortunio a un occhio (ventidue minuti complessivi nelle prime tre partite) entrando di forza nelle rotazioni a inizio novembre e assicurandosi un ruolo che non è mai calato.

In certe situazioni per noi era diventato molto importante, perché comunque ha un dimensionamento fisico con pochi eguali nel nostro campionato e una capacità atletica e coordinativa di alto livello. È un ragazzo che ha voglia di imparare e apprende, pur avendo le normali distrazioni della sua età. Non è pigro, non è svogliato, vuole arrivare. Chiaramente poi ci sono state situazioni in cui faceva fatica ad essere performante. Per esempio, gli capitava di giocare contro centri di due metri quando lui è due e quindici, o comunque contro americani o italiani di passato importante che lo potevano mettere in difficoltà sul piano dell’esperienza.

La, normale, difficoltà a seguire sul perimetro lunghi più dinamici e propensi al tiro

Il ragazzo di origini senegalesi si è integrato bene in un sistema che ha puntato tanto sulla difesa e in lui, nonostante le difficoltà delle situazioni viste qua sopra, ha trovato un riferimento significativo.

In quella che, per defensive rating, si è affermata come la terza miglior difesa del campionato (dati Real GM), è stato, in questa metrica, il secondo migliore di tutta la squadra. Con un 95 che è al contempo un rilievo di valore assoluto, seppur sempre da prendere con le dovute precauzioni, e ad un’incollatura dal 94.8 di Alessandro Piazza, in assoluto il migliore della Novipiù.

Un dato che conferma come Camara, con le sue doti fisiche e atletiche, possa diventare, nel prosieguo della carriera, una presenza difensiva di assoluto livello.

Avversari che hanno segnato contro di lui in post basso si contano sulle dita di una mano

2019/2020 Season in review: Aleksandar Djordjevic

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Una stagione sospesa rende molto difficile il giudizio sul nostro coach bianconero. Aleksandar Djordjevic infatti non ha allenato neanche un anno intero con la VNera da quando è arrivato.

Solitamente i risultati di squadra sono utili per valutare le qualità di un allenatore e l’attuale prima posizione in campionato insieme alla conquista per i playoff in Eurocup sono un dato molto positivo.

Forzare la vittoria

La prima posizione in campionato dopo venti partite con solo due sconfitte contro Cremona e Sassari in trasferta, danno l’idea di una grande cavalcata ma in certi tratti il coach serbo ha ottenuto i due punti sacrificando la lunghezza del roster per ottener a tutti i costi il referto rosa.

Questa impressione però si è incrinata nelle final four che ha disputato la Virtus ovvero coppa Intercontinentale e coppa Italia, perchè in una competizione ravvicinata e con un alto tasso di dispendio di forze questo accorciar aggressivamente le rotazioni si è rilevato controproducente per il risultato finale.

“Volevo vincere a tutti i costi” questa una sua frase nel post partita contro Treviso in campionato, in risposta ad una domanda sul perchè aveva impiegato così poco alcuni membri della panchina in una partita contro un avversario più debole ma vinto sul finale.

L’ex commissario tecnico della Serbia è stato molto bravo ed è sempre stato riconosciuto come il Capo di questa squadra, grazie all’aver preso anche decisioni forti in stagione pur d’aver l’attenzione e il comando della squadra come ad esempio l’esclusione nel secondo tempo in Eurocup di Milos Teodosic contro Andorra o quella di non convocare Vince Hunter contro Sassari.

Queste scelte sono state accompagnate da sconfitte, ma sono state prese per far crescere, progredire e infondere fiducia in tutta la squadra; sono scelte che condividiamo completamente, al di là dei risultati.

La miglior partita

In molti ricorderanno il derby o l’ultima decisiva gara vinta prima della quarantena contro il Darussafaka, ma pensiamo che le gare preparate e gestite meglio siano state le sfide contro Olimpia Milano, ed in particolare la difficile trasferta d’Eurocup contro il Monaco.

il boxscore della Virtus di quella partita

Quest’ultima partita è stata allenata molto bene contro un avversario molto tosto, vincendo una gara fondamentale per il passaggio al secondo turno, ma soprattutto gestendo ottimamente le risorse della squadra.

Giudizio finale

Certamente bruciano le sconfitte di coppa italia contro Venezia ai quarti (anche se sul finale e supplementare) e in finale di intercontinentale contro Tenerife (la terza partita giocata in cinque giorni) ma i risultati in campionato ed in Eurocup parlano molto chiaro.

Aver lasciato la Virtus in quella posizione di classifica dopo tantissimi anni e aver centrato i playoff d’eurocup permettono un voto molto positivo, senza ahimè sapere l’epilogo di questa ottima stagione.

Il voto di Vnera per Aleksandar Djordjevic è SETTE.

2019/2020 Season in review: Milos Teodosic

Milos Teodosic
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Che stagione per l’asso di Valjevo! Arrivato nell’entusiasmo generale, ha fatto preoccupare tanto con i problemi fisici di agosto e settembre. E’ entrato in azione solo dopo tre partite, ma da lì in poi ha cambiato ulteriormente marcia all’annata bianconera.

Momenti di dominio assoluto sulle partite. Canestri decisivi, assist al bacio, presenza mentale ed emotiva sulle partite impressionante. Semplicemente un grandissimo campione.

Una facilità di pallacanestro nelle mani come da tempo non si vedeva

Di tutte le cose che Teodosic ha portato in dote quest’anno, sicuramente la principale è stata quella di mostrare nuovamente al pubblico virtussino cosa vuol dire disporre di un campione di caratura internazionale. Una fluidità di gioco incredibile. Dalla velocità di rilascio del tiro, alle letture delle situazioni offensive, facendo sembrare facili cose per nulla scontate.

Teodosic ha impressionato per come, in tantissime occasioni, è sembrato davvero superiore al livello in campo degli avversari. Illuminante, in tal senso, la capacità di guadagnare falli e tiri liberi (quasi cinque a partita, massimo in carriera) nei finali di partita, per risolvere dalla lunetta azioni, altrimenti, complicate.

L’impatto sui compagni e sulle gare (quasi sei assist a incontro, 39.3% di assist percentage, +10.9 di net rating in Eurocup nei momenti con lui in campo, per Overbasket) è stato talmente grande da far passare in secondo piano percentuali di tiro non sempre scintillanti: 43% dal campo, 35% da tre, raccontate però molto meglio dall’ottimo 61% di true shooting, dato che tiene in conto anche i tiri liberi e assegna un maggior peso al tiro da tre.

In difesa è stato quello che ci si aspettava. Spesso letargico, in generale giocatore da cercare di “nascondere” per evitare di essere puntato in uno contro uno (cosa che, per esempio, il Partizan ha sfruttato molto bene in entrambe le gare). Sfruttando la sua grande conoscenza del gioco, se non altro, spesso ha limitato i danni con rotazioni e palle rubate di tempismo dal lato debole.

La miglior partita

Se ne potrebbero trovare davvero tante di grandi partite nella stagione di Teodosic. Ma noi andiamo con la sua prima in assoluto in maglia bianconera: sei ottobre, terza di campionato. Dopo un buon avvio, con tre vittorie tra coppa e campionato, ma contro avversarie di caratura decisamente inferiore, la Virtus ha il primo vero test, in casa contro i Campioni d’Italia della Reyer Venezia.

Teodosic è in panchina e non c’è certezza sul suo utilizzo. L’avvio di gara è traumatico: gli ospiti vanno avanti 19-6 e poi si chiudono in una zona che mette ulteriormente in ambasce la Segafredo. A 3’29” dalla fine del primo quarto entra Milos. Primo attacco, primo pallone toccato. Non c’è bisogno di niente: un gioco, un blocco. Si alza in una frazione di secondo e segna da tre. Facendo esplodere il Paladozza e cambiando immediatamente l’inerzia della partita. 22 punti e 7 assist in 21′ alla fine. Vittoria 75-70 in rimonta.

A fine gara disse che la gente non doveva aspettarsi che segnasse sempre così tanto. Chissà se faceva sul serio o stava bluffando…

Giudizio finale

Al netto dell’impatto difensivo spesso carente, tutto quello prodotto da Teodosic nell’altra metà campo è stato di un tale valore e impatto da renderlo, quasi da solo, motivo delle vittorie in diverse occasioni.

Nell’ultimo mese di partite giocate si stava evidenziando il problema della cattiva gestione del suo minutaggio, che lo portava completamente svuotato e non lucido nei finali. Cosa comunque non imputabile a lui. Per il resto uno spettacolo vero. A cui siamo stati felicissimi di assistere.

Otto e mezzo per l’MVP di questo 2019/2020 virtussino.

2019/2020 Season in review: Stefan Markovic

Stefan Markovic
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Scelto per affiancare Milos Teodosic e liberarlo alla bisogna dai compiti di costruzione, lasciandolo libero di uscire dai blocchi invece che dover portare la palla ad ogni azione, c’è il dubbio fondato che Stefan Markovic abbia fatto alla Virtus la miglior stagione in carriera insieme a quella, sempre in Eurocup, del 2016 allo Zenit San Pietroburgo.

La punta di diamante di una squadra che si passa la palla

8.6 punti e 5.8 assist in Eurocup, 6,7 punti e 7,1 assist in campionato, la stagione di Stefan Markovic è contrassegnata da un minimo comune denominatore: la continuità impressionante nello smazzare assist, in una squadra il cui credo offensivo è stato il tentativo costante di far girare vorticosamente la palla.

Le statistiche di assist/possesso chiariscono meglio il dominio del fondamentale da parte del serbo: 39.9 assist per 100 possessi in campionato. 57 in Eurocup. In media, una possesso su due per Markovic diventa un assist. Con rispettivamente 2.4 e 2.1 assist per palla persa, un rapporto certamente accettabile.

Stefan Markovic è un difensore eccellente quando serve, benché oggettivamente non continuo; perfettamente comprensibile, vista l’età non più verdissima ed il minutaggio elevato per cui è stato impiegato durante tutto l’anno. Quando contava, comunque, ha fatto la differenza dietro, come testimoniano i defensive rating eccezionali, 98.8 in campionato e 90.7 in Eurocup.

La stagione offensiva di Markovic è stata un po’ meno efficace, come ci si poteva attendere, con il tallone d’Achille rappresentato dai tiri liberi, con un accettabile 74% in Eurocup ma un rivedibile 58% in campionato. Piuttosto discontinuo anche al tiro da tre punti, ma è altrove che il plamaker serbo ha fatto la differenza.

La miglior partita

Difficile scegliere tra le tante, eccellenti partite di Stefan Markovic in una stagione segnata dalla continuità. Probabilmente la prova casalinga con il Partizan meriterebbe la palma, ma in una stagione con tante vittorie preferiamo non ricordare una delle poche sconfitte. Così come meriterebbe la grande partita a Brescia, dove però Markovic si era messo per una volta in proprio.

Ma, anche per lo standing dell’avversario, ho scelto la partita alla Segafredo Arena contro Milano, che ben rappresenta il meglio della stagione del numero 9 bianconero. 33 minuti in campo, 8 soli punti frutto di basse percentuali da 2 e da 3 e di un orrendo 2/6 ai liberi, ma 12 assist, 7 falli subiti e 5 rimbalzi, 99.8 di Defensive Rating, spesso sul Chacho Rodriguez, ed una capacità di mettere in ritmo tutti i compagni che ha contraddistinto la stagione del Polluce bianconero.

Giudizio finale

Stefan Markovic è l’interprete ideale per la pallacanestro che Djordjevic ha in mente e la spalla perfetta per liberare e far esprimere al meglio il talento di Milos Teodosic. Per entrambi, speriamo che l’età e le condizioni fisiche consentano loro di ripetere la straordinaria cavalcata, interrotta sul più bello, percorsa in questa stagione.

Il nostro voto è un otto pieno.