2019/2020 Season in Review: Alessandro Pajola

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Continuano le pagelle di VNera per la stagione 2019/2020 e oggi è il turno del più giovane della truppa, Alessandro Pajola. Che ha giocato un’annata assolutamente positiva.

Dopo un 2018/2019 a fasi alterne, dove, come avevamo scritto, il ruolo di primo playmaker di riserva gli era stato un po’ abbondante, quest’anno la musica è cambiata. Dietro ai due assi Teodosic e Markovic, Pajola ha giocato con più tranquillità e, soprattutto, ha potuto imparare tanto. Mostrandolo sul campo.

La tanto richiesta intraprendenza offensiva comincia a vedersi

Intanto un dato non da poco: Pajola ha giocato tutte e trentanove le partite disputate, senza mai collezionare un NE. Segnale che, da un lato, Djordjevic ha voluto dargli fiducia ma, dall’altro, anche lui è stato bravo a guadagnarsela. In particolare, raramente ha sprecato occasioni quando il coach gli ha dato minuti extra in campo.

La differenza più grande col passato è stata una rinnovata intraprendenza offensiva, cosa richiesta dai più a gran voce. Se le cifre al tiro da tre punti rimangono ancora insoddisfacenti (11/40 in stagione, 28%, comunque in crescita dopo il 6/40 dell’anno passato.), tutto il resto dell’attacco lascia molto ben sperare.

Intanto una grande confidenza nel giocare e attaccare sul pick & roll. Particolare su cui, sicuramente, il tutoraggio del duo serbo ha aiutato non poco. Ma poi, anche solo guardando i numeri, si vede come in attacco le cose stiano rapidamente cambiando. Nel 2018/2019 Pajola chiuse con 75 tiri tentati dal campo in 45 partite. In questa chiude con 97 tiri tentati in 39 gare. E la maggiore aggressività si vede anche da quanto più abbia attaccato il ferro.

L’anno scorso tirò 33 volte da due e 40 da tre. Quest’anno i tiri da tre sono rimasti 40, quelli da due sono aumentati a 57, convertiti con un ottimo, per un playmaker, 54%. E con questo sono andati anche i viaggi in lunetta: 43 contro i 31 dell’anno scorso, peraltro con un sensibile aumento della percentuale di realizzazione, arrivate al 77%, dopo il non entusiasmante 68% dell’anno scorso.

Aggiungiamo a questo la solita difesa ottima (rating sotto il punto per possesso, anche se un po’ di malizia, specie nel contestare i tiri, ancora va messa in faretra) e otteniamo una stagione che deve lasciare davvero molto soddisfatti. Lui, lo staff e i tifosi. Il ragazzo cresce e continua a promettere molto bene.

La miglior partita

Ironicamente, l’ultima giocata. Che, in parte, aumenta il rimpianto di non poterlo più vedere giocare in questa stagione. La sensazione, infatti, è che Pajola fosse in una crescita che stava raggiungendo una nuova fase e la vittoria contro il Darussafaka andava decisamente in questa direzione.

La partita è ovviamente fresca nella memoria di tutti. Con tutto il contorno di tensioni, polemiche e la situazione particolare in cui si è giocato. Alessandro è stato decisivo per la vittoria dei bianconeri. Segnando in doppia cifra per la seconda volta in stagione, soprattutto con praticamente ogni canestro di grande peso specifico. In particolare, fondamentale per spezzare la rimonta turca il suo recupero con fallo antisportivo subito verso fine terzo quarto.

Giudizio finale

Si era a lungo parlato, in estate, di cosa fosse meglio fare con un ragazzo di vent’anni che veniva da una stagione complicata. Prestito in A2? Stagione con rischio di minutaggio molto basso dietro due mostri sacri quali Teodosic e Markovic?

Alla fine, la scelta di tenerlo ha pagato alla grande. E lui ci ha messo tanto del suo per far si che ciò avvenisse, convincendo anche lo stesso Djordjevic, talvolta molto conservativo con i minutaggi, a dargli sempre più spazio.

Certo, ci sono stati alti e bassi, come normale che sia. Ma indubbiamente questa stagione è da promozione convinta: 6,5 per lui.

Nickfiumi

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