2019/2020 Season in Review: Giampaolo Ricci

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Difficile immaginare un esordio migliore, a questo livello di competizione, per l’ex Cremona. Buttato nella mischia con il ruolo di “4” titolare, Ricci ha risposto alla grande, portando in dote il suo tiro da tre mortifero e una faccia tosta superiore anche alla aspettative, comunque non basse dopo le ultime stagioni.

Avvio dirompente di annata, poi una fisiologica flessione, per chiudere di nuovo con le marce alte nel finale. In generale, un giocatore che ha dimostrato di essere certamente da corsa per le ambizioni di questo gruppo.

In attacco un lusso, in difesa cose da aggiustare

Ricci ha avuto il grande merito di mettersi in discesa la stagione aprendo con percentuali incredibili da tre punti, tanto che dopo otto partite era 12/20 da dietro l’arco. Dimostrare, e dimostrarsi, di poter essere un fattore offensivo in un simile contesto era la sfida più importante da vincere.

Fatto quel passo poi, gestire il calo, normale, avuto in seguito, è stato più semplice. Con un pubblico che si è subito affezionato a lui e uno staff tecnico che gli ha sempre dimostrato grande fiducia.

La sua arma più pericolosa è rimasta il tiro da fuori (il 42% finale è nettamente il miglior dato in carriera), ma ha dimostrato di non essere semplicemente uno specialista, potendo segnare anche in altri modi, seppur con efficacia altalenante. In generale, un passo avanti offensivo che dovrà fare sarà quello di diventare più costante nelle prestazioni. Un dato esemplifica bene questo: al tiro da tre punti ha avuto il 60% nelle prime otto partite, il 32% nelle successive ventuno, chiudendo poi col 52 nelle ultime dieci.

Difensivamente, pur mostrando di non essere certo uno che si tira indietro, ha pagato un po’ il salto di livello, cosa che Djordjevic in un paio di occasioni ha anche rimarcato a fine partita. Due le situazioni, in particolare, dove è andato in sofferenza: i cambi sul perimetro restando contro un esterno e, con meno frequenza, in post basso contro buoni attaccanti di uno contro uno. Come detto, pur non essendo certo una voragine, anzi, qui potrà concentrarsi per fare un ulteriore salto in avanti.

La miglior partita

Come per Alessandro Pajola, prendiamo l’ultima giocata, contro il Darussafaka. Dove ha chiuso con diciassette punti complessivi di cui dodici nell’ultimo quarto, che hanno, in sostanza chiuso la partita.

Ce ne sono altre di ottime gare giocate (ricordiamo, per esempio, quelle con Pistoia e Treviso in casa), ma questa, per peso specifico della gara, resta probabilmente quella di maggior spessore.

Giudizio finale

Qua si è andati oltre al rispettare le attese. A ben vedere si può dire che Ricci sia riuscito ad eccedere le aspettative che c’erano su di lui. Traguardo davvero notevole.

Ha aiutato davvero tanto a dissipare molti dei dubbi che c’erano sulla scelta di andare con un ruolo di ala grande completamente italiano. Certo, le percentuali al tiro pesante lo hanno aiutato in questo ma, come detto, in campo ha dimostrato di non essere solo e semplicemente quello.

Voto sette, meritatissimo.

Nickfiumi

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