2019/2020 Season in Review: Julian Gamble

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Arrivato come centro “operaio”, da legna più che cesello, Gamble si è mostrato decisamente più di tutto questo. Preso il posto da titolare se lo è tenuto stretto giocando una stagione di altissimo livello, in Italia come in Europa.

Per il tipo di competizione a cui ha preso parte probabilmente la migliore annata della sua carriera. Con un’ottima continuità di rendimento.

Poche cose, ma fatte molto bene

Il principale merito di Gamble è stato portare alla causa esattamente quello che serviva per integrarsi al meglio con i direttori di orchestra virtussini: blocchi e rapidità, sorprendente, di piedi per rollare velocemente a canestro e un paio di movimenti, scolastici ma efficaci, per giocare in post basso.

Con questo, l’ex Nanterre è stata un’opzione offensiva costante e consistente. Certo, avere gli assist al bacio di Markovic e Teodosic per un lungo è pura manna dal cielo, ma va riconosciuta la capacità di capire cosa venisse richiesto e la capacità di farlo al meglio.

Ottima, tra l’altro, l’attitudine a segnare con fallo, in questo modo mitigando cifre ai tiri liberi che, seppure migliorando dopo un inizio tragico (3/17 dopo quattro partite che avevano fatto tremare parecchi), sono rimaste su livelli piuttosto carenti: 48% a fine stagione, 53% dopo quel 3/17.

In difesa è stata una delle ancore della squadra, con la sua presenza sotto il ferro costante ad alterare tiri, limitando tantissimo le percentuali di realizzazione avversarie. Come detto, è stata anche una buona opzione nel contenimento del pick & roll. Certo, non con la capacità di cambiare e contenere di Hunter, cosa normale, vista la differenza di tonnellaggio. Ma comunque efficiente quanto basta per essere ingranaggio funzionale di una difesa di alto livello.

La miglior partita

Gamble quest’anno ha avuto un conto aperto con Trento. In tre partite contro la squadra di Brienza ha viaggiata a diciassette punti e dieci rimbalzi di media con 21/30 dal campo.

In una gara, in particolare, ha dato il meglio di se. Quella di ritorno nel girone di Eurocup, il ventinove gennaio. 20+11 con 8/12 dal campo in diciannove minuti in cui la Dolomiti non ha trovato un singolo modo per arginare le sue ricezioni, che fossero statiche o in movimento.

Giudizio finale

Una stagione decisamente sopra e righe per Gamble, che forse, più che per la quantità di quanto prodotto, ha sorpreso per la costanza con cui lo ha fatto. Non rubando l’occhio per tecnica o pulizia stilistica, ma dando a Djordjevic esattamente quel riferimento sotto canestro centrale per il suo modo di intendere la pallacanestro.

Come per Vince Hunter, confermiamo il sette e mezzo anche a lui.

Nickfiumi

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