2019/2020 Season in Review: Marcos Delia

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Stagione al capolinea. Quasi del tutto, finchè non si sapranno le decisioni di ECA in merito all’Eurocup. Ma, almeno per quello che riguarda l’Italia, l’annata Virtus è purtroppo finita.

Ora vengono tante riflessioni da fare, un gran numero di cose da riorganizzare nel basket italiano, che ci auguriamo vivamente vengano almeno prese in considerazione.

Ma, senza mettere il carro davanti ai buoi, prima salutiamo il 2019/2020 andando a rivedere, uno per uno, tutti i membri del roster e la loro stagione, dando i nostri giudizi. Partiamo dal penultimo arrivato: Marcos Delia.

Mestiere e lavoro sporco con la massima professionalità

Arrivato a inizio ottobre, Marcos Delia si sapeva essere stato firmato soprattutto per alzare il livello in allenamento e avere una polizza assicurativa in caso di problemi fisici per Gamble o Hunter. L’ex Murcia sapeva che le possibilità di un utilizzo assai limitato erano alte, ma ha accettato la cosa e si è calato nel ruolo in maniera perfetta, senza mai creare un problema.

E alla fine ha giocato forse anche più di quanto ci si aspettasse, specie in Eurocup, quando la taglia ridotta di Hunter creava problemi di accoppiamenti. Dimostrando di essere un buon lungo da pick & roll, abile a rollare velocemente a canestro, con discrete doti di coordinazione per concludere nei pressi del canestro. Magari non sempre bellissimo da vedere, ma efficace, pur non avendo, ovviamente, tanti possessi a lui dedicati.

Difensivamente, pur non essendo certo una voragine, ha avuto qualche problema in più. In particolare non ha mostrato il dinamismo del duo Gamble-Hunter nel difendere i pick & roll avversari, finendo spesso infilato dagli esterni o restando in quella terra di mezzo tra palleggiatore e tagliante, letale per la difesa.

Nel complesso, comunque, ha fatto il suo, sciogliendo anche quello scetticismo che ha regnato a lungo su di lui. Di fatto facendosi quasi sempre trovare pronto a portare il suo mattoncino, in una squadra con tanto talento che ha comunque beneficiato di un giocatore di quantità.

La miglior partita

L’undici dicembre a Virtus gioca un primo snodo della sua stagione. Al Paladozza, per l’ultimo turno di regular season, arriva il Promitheas Patrasso, che all’andata le inflisse la prima sconfitta stagionale. Vincere ribaltando la differenza canestri significa assicurarsi il primo posto. Non farlo, e magari anche perdere, può trasformarsi in un passaggio di turno in posizione molto meno nobile.

I greci sono squadra solida e mettono in difficoltà la Virtus, che ha da subito problemi di falli con tutti i suoi lunghi. Così, fuori dal piano partita, Delia si trova a dover entrare molto presto in campo. Ci rimarrà a lungo, risultando uno dei migliori della serata, culminata con la vittoria per 88-75. Dodici punti in meno di venti minuti con 5/6 al tiro. Diversi canestri, peraltro, arrivati da pregevoli movimenti in post basso. Una prestazione di peso in una partita cruciale.

Giudizio finale

Rispettare le aspettative che ci sono su di se non è mai cosa facile. E, sebbene quelle su di lui probabilmente non erano particolarmente elevate, Delia lo ha fatto bene. Anzi, forse in certi casi rendendo anche un po’ più di quanto ci si attendesse.

Niente di trascendentale, chiaro. Ma sempre pronto quando chiamato in causa, anche con diversi NE in mezzo. Mai una parola fuori posto. Mai un problema. Per un allenatore, comunque, avere un giocatore così a disposizione fa sempre comodo.

Per noi il sei in pagella lo ha pienamente guadagnato.

Nickfiumi

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