2019/2020 Season in review: Milos Teodosic

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Che stagione per l’asso di Valjevo! Arrivato nell’entusiasmo generale, ha fatto preoccupare tanto con i problemi fisici di agosto e settembre. E’ entrato in azione solo dopo tre partite, ma da lì in poi ha cambiato ulteriormente marcia all’annata bianconera.

Momenti di dominio assoluto sulle partite. Canestri decisivi, assist al bacio, presenza mentale ed emotiva sulle partite impressionante. Semplicemente un grandissimo campione.

Una facilità di pallacanestro nelle mani come da tempo non si vedeva

Di tutte le cose che Teodosic ha portato in dote quest’anno, sicuramente la principale è stata quella di mostrare nuovamente al pubblico virtussino cosa vuol dire disporre di un campione di caratura internazionale. Una fluidità di gioco incredibile. Dalla velocità di rilascio del tiro, alle letture delle situazioni offensive, facendo sembrare facili cose per nulla scontate.

Teodosic ha impressionato per come, in tantissime occasioni, è sembrato davvero superiore al livello in campo degli avversari. Illuminante, in tal senso, la capacità di guadagnare falli e tiri liberi (quasi cinque a partita, massimo in carriera) nei finali di partita, per risolvere dalla lunetta azioni, altrimenti, complicate.

L’impatto sui compagni e sulle gare (quasi sei assist a incontro, 39.3% di assist percentage, +10.9 di net rating in Eurocup nei momenti con lui in campo, per Overbasket) è stato talmente grande da far passare in secondo piano percentuali di tiro non sempre scintillanti: 43% dal campo, 35% da tre, raccontate però molto meglio dall’ottimo 61% di true shooting, dato che tiene in conto anche i tiri liberi e assegna un maggior peso al tiro da tre.

In difesa è stato quello che ci si aspettava. Spesso letargico, in generale giocatore da cercare di “nascondere” per evitare di essere puntato in uno contro uno (cosa che, per esempio, il Partizan ha sfruttato molto bene in entrambe le gare). Sfruttando la sua grande conoscenza del gioco, se non altro, spesso ha limitato i danni con rotazioni e palle rubate di tempismo dal lato debole.

La miglior partita

Se ne potrebbero trovare davvero tante di grandi partite nella stagione di Teodosic. Ma noi andiamo con la sua prima in assoluto in maglia bianconera: sei ottobre, terza di campionato. Dopo un buon avvio, con tre vittorie tra coppa e campionato, ma contro avversarie di caratura decisamente inferiore, la Virtus ha il primo vero test, in casa contro i Campioni d’Italia della Reyer Venezia.

Teodosic è in panchina e non c’è certezza sul suo utilizzo. L’avvio di gara è traumatico: gli ospiti vanno avanti 19-6 e poi si chiudono in una zona che mette ulteriormente in ambasce la Segafredo. A 3’29” dalla fine del primo quarto entra Milos. Primo attacco, primo pallone toccato. Non c’è bisogno di niente: un gioco, un blocco. Si alza in una frazione di secondo e segna da tre. Facendo esplodere il Paladozza e cambiando immediatamente l’inerzia della partita. 22 punti e 7 assist in 21′ alla fine. Vittoria 75-70 in rimonta.

A fine gara disse che la gente non doveva aspettarsi che segnasse sempre così tanto. Chissà se faceva sul serio o stava bluffando…

Giudizio finale

Al netto dell’impatto difensivo spesso carente, tutto quello prodotto da Teodosic nell’altra metà campo è stato di un tale valore e impatto da renderlo, quasi da solo, motivo delle vittorie in diverse occasioni.

Nell’ultimo mese di partite giocate si stava evidenziando il problema della cattiva gestione del suo minutaggio, che lo portava completamente svuotato e non lucido nei finali. Cosa comunque non imputabile a lui. Per il resto uno spettacolo vero. A cui siamo stati felicissimi di assistere.

Otto e mezzo per l’MVP di questo 2019/2020 virtussino.

Nickfiumi

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