2019/2020 Season in review: Stefan Markovic

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Scelto per affiancare Milos Teodosic e liberarlo alla bisogna dai compiti di costruzione, lasciandolo libero di uscire dai blocchi invece che dover portare la palla ad ogni azione, c’è il dubbio fondato che Stefan Markovic abbia fatto alla Virtus la miglior stagione in carriera insieme a quella, sempre in Eurocup, del 2016 allo Zenit San Pietroburgo.

La punta di diamante di una squadra che si passa la palla

8.6 punti e 5.8 assist in Eurocup, 6,7 punti e 7,1 assist in campionato, la stagione di Stefan Markovic è contrassegnata da un minimo comune denominatore: la continuità impressionante nello smazzare assist, in una squadra il cui credo offensivo è stato il tentativo costante di far girare vorticosamente la palla.

Le statistiche di assist/possesso chiariscono meglio il dominio del fondamentale da parte del serbo: 39.9 assist per 100 possessi in campionato. 57 in Eurocup. In media, una possesso su due per Markovic diventa un assist. Con rispettivamente 2.4 e 2.1 assist per palla persa, un rapporto certamente accettabile.

Stefan Markovic è un difensore eccellente quando serve, benché oggettivamente non continuo; perfettamente comprensibile, vista l’età non più verdissima ed il minutaggio elevato per cui è stato impiegato durante tutto l’anno. Quando contava, comunque, ha fatto la differenza dietro, come testimoniano i defensive rating eccezionali, 98.8 in campionato e 90.7 in Eurocup.

La stagione offensiva di Markovic è stata un po’ meno efficace, come ci si poteva attendere, con il tallone d’Achille rappresentato dai tiri liberi, con un accettabile 74% in Eurocup ma un rivedibile 58% in campionato. Piuttosto discontinuo anche al tiro da tre punti, ma è altrove che il plamaker serbo ha fatto la differenza.

La miglior partita

Difficile scegliere tra le tante, eccellenti partite di Stefan Markovic in una stagione segnata dalla continuità. Probabilmente la prova casalinga con il Partizan meriterebbe la palma, ma in una stagione con tante vittorie preferiamo non ricordare una delle poche sconfitte. Così come meriterebbe la grande partita a Brescia, dove però Markovic si era messo per una volta in proprio.

Ma, anche per lo standing dell’avversario, ho scelto la partita alla Segafredo Arena contro Milano, che ben rappresenta il meglio della stagione del numero 9 bianconero. 33 minuti in campo, 8 soli punti frutto di basse percentuali da 2 e da 3 e di un orrendo 2/6 ai liberi, ma 12 assist, 7 falli subiti e 5 rimbalzi, 99.8 di Defensive Rating, spesso sul Chacho Rodriguez, ed una capacità di mettere in ritmo tutti i compagni che ha contraddistinto la stagione del Polluce bianconero.

Giudizio finale

Stefan Markovic è l’interprete ideale per la pallacanestro che Djordjevic ha in mente e la spalla perfetta per liberare e far esprimere al meglio il talento di Milos Teodosic. Per entrambi, speriamo che l’età e le condizioni fisiche consentano loro di ripetere la straordinaria cavalcata, interrotta sul più bello, percorsa in questa stagione.

Il nostro voto è un otto pieno.

Nicola Bonazzi

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