2019/2020 Season in Review: Vince Hunter

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Stagione di conferma ad altissimo livello per il centro della Virtus, il cui utilizzo ha lasciato aperte alcune domande che andiamo ad analizzare.

Vince Hunter viene cercato a lungo dalla Virtus durante l’estate. Reduce da due grandi stagioni con l’AEK, Vince è un lungo atipico, non altissimo ma molto tosto fisicamente ed atleticamente, che ricorda un po’ Kyle Hines e subito si pensa che sia, come sarà in effetti, il bersaglio ideale per gli assist di Markovic e Teodosic.

Il miglior difensore della squadra e l’attaccante con più punti al minuto

Fin dall’inizio dell’anno Hunter è un rebus insolubile per quasi tutte le difese, il pick and roll giocato tra i due playmaker serbi ed il centro ex AEK è di un’efficacia mostruosa. Hunter è anche il miglior difensore della squadra, viene usato con efficacia sia in copertura diretta sui migliori lunghi avversari (meravigliosa la partita su Daye al Paladozza) sia per mettere pezze con aiuti di straordinaria efficacia alle non sempre impeccabili difese sull’uno contro uno di Markovic e Teodosic.

Quanto scritto sopra è riassunto in due numeri: oltre 65% da due in campionato (53.6 in Eurocup) ed un pazzesco 91.1 di Defensive Rating, miglior difensore del campionato su un minutaggio significativo, replicato in Eurocup con un altrettanto incredibile 95.5. In tutto questo, Vince Hunter è l’attaccante con più punti al minuto della squadra, con un altissimo 0,62 combinato fra campionato ed Eurocup, oltre ad essere, per numeri assoluti, il secondo marcatore della squadra, dopo il grande Milos.

Ciononostante, soprattutto in chiave futura, rimangono alcuni interrogativi riguardanti l’utilizzo di Hunter: il suo impiego estremamente limitato in termini di minutaggio (18.2 in campionato ed appena 16 in Eurocup), nonostante si tratti dell’unico under 25 a parte Pajola, ed il suo impiego da 4 più frequente di quanto i risultati consigliassero, fanno pensare che Djordjevic lo veda nel suo ruolo naturale, quello di 5, solo per tratti di partita e che si aspettasse forse un giocatore diverso da quello che si è trovato tra le mani.

Lo stesso auspicio, reiterato e certamente condivisibile, espresso da parte dell’allenatore serbo della costruzione di un tiro affidabile dalla media mostra che Djordjevic vorrebbe probabilmente plasmare il giocatore in una dimensione più perimetrale. Sarà importante capirlo in chiave futura, soprattutto per chiarire quale sarà il ruolo di Vince Hunter nella Virtus di domani.

La miglior partita

Vince Hunter ha giocato tante grandi partite fatte della sua cifra stilistica, ovvero efficacia offensiva sulle creazioni dei geniali compagni ed un milione di cose utili sparse per il campo, visibili e meno visibili ma di un’utilità pazzesca.

La migliore dell’anno, per noi, è stata però quella in casa con Milano. Ancora, ci facciamo aiutare dai numeri: 19 punti, pur nei soliti, soli, 20 minuti. 67% da 2, 7/10 ai liberi grazie ai ben 5 falli subiti; 6 rimbalzi e 23 di valutazione, ma attenzione: 152.5 di Offensive Rating e 93.0 di Defensive Rating, per un 59.5 di Net Rating da record, contro la principale rivale in Italia, che schierava i suoi due centri di livello europeo. Vince Hunter, nei soli 20 minuti in cui è stato in campo, ha dominato la partita sotto canestro in attacco e in difesa, dimostrando ancora una volta che non serve essere più di 2.10 per essere un 5 di livello europeo.

Giudizio finale

Stagione pazzesca, come visto, di Vince Hunter, che è giocatore molto meno appariscente del suo reale valore e di cui non sempre si apprezza a prima vista l’impatto in campo.

Utilizzato con molta parsimonia, ha dispensato con continuità qualità e quantità, risultando senza alcun dubbio una delle chiavi principali della straordinaria stagione bianconera.

Il nostro voto è sette e mezzo.

Nicola Bonazzi

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