L’analisi dei quintetti schierati dalla Virtus

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Al termine di un lavoro certosino di analisi, copia/incolla ed elaborazione dati, siamo andati ad analizzare nel dettaglio quelli che, nel corso delle partite e del loro svolgimento, sono stati tutti i quintetti usati dalla Virtus fin qui.

Analizzando i play-by-play delle partite è stato possibile risalire ad ogni quintetto schierato e ai relativi plus/minus, così da farsi un’idea sommaria di quelli che sono gli schieramenti che funzionano, su base statistica, meglio e peggio.

[Avendo come base dati solo i play-by-play presenti su Legabasket.it segnaliamo come manchino i dati relativi alla prima di campionato a Trento e all’ultimo quarto della partita di ritorno sempre contro la Dolomiti. Pertanto i dati comprendono tutte le partite fin qui disputate (anche quella di Coppa Italia con Brescia) tranne, circa, cinquanta minuti. Un campione statistico comunque affidabile per poter trarre qualche conclusione.]

Altra premessa: non è stato possibile estrarre i minuti di gioco di ogni quintetto, pertanto troverete solo dati relativi al plus/minus.

  • Il miglior quintetto della Virtus al momento è quello titolare con Umeh al posto di Ale Gentile. Se state pensando: “Ecco, visto? Senza Gentile giochiamo meglio” calma. Il numero zero è presente in tre dei migliori cinque quintetti. E’, piuttosto, una testimonianza di quanto Michael Umeh stia andando bene in questa stagione, pur con i suoi limiti. Lo schieramento Lafayette, Umeh, Aradori, BaldiRossi, Slaughter ha accumulato un notevole +31 di plus/minus nelle dieci occasioni in cui è stato schierato. D’altronde offre copertura difensiva (Lafayette, Umeh, Baldi Rossi e Slaughter sono difensori sopra media), ma anche buona pericolosità offensiva, con Aradori prima punta, il pick & roll Lafayette-Slaughter spaziato da tre tiratori potenziali sul perimetro, e una macchinetta da triple come Umeh che, se in giornata, può ribaltare una partita a suon di canestri pesanti;
  • Di contro il cinque Lafayette, Aradori, A.Gentile, Ndoja, Lawson (-17 di plus/minus in sette apparizioni) è il peggiore fin qui. E anche in questo caso ci sono debolezze difensive evidenti. Ndoja e Lawson (ci torneremo nel dettaglio la prossima settimana) sono una coppia che insieme, a livello di serie A, fa molta fatica a stare in campo. Ndoja manca di piedi veloci per marcare i quattro leggeri che ci sono in campo tutte le domeniche, Lawson non ha la stazza per stare con i centri pesanti. Entrambi prediligono il gioco fronte a canestro e in difesa, anche se per motivi diversi, tendono a pagare dazio. A questo va aggiunta la non spiccata attitudine difensiva di Aradori e Gentile, a cui è richiesto soprattutto contributo offensivo. Ne viene fuori un quintetto con poco equilibrio e che fatica davvero a stare in campo;
  • Il quintetto più utilizzato è quello che è poi stato il base fino all’arrivo di Baldi Rossi: Lafayette, Aradori, A.Gentile, Ndoja, Slaughter. Schierato per trenta volte è anche secondo per plus/minus con +25. Fatto che dimostra come un solo fattore variato(Slaughter al posto di Lawson) modifichi eccome il risultato finale. Il centrone ex Real Madrid ha la presenza difensiva che manca a Kenny e integra meglio il gioco perimetrale di Ndoja. Da solo porta ad essere la migliore una unit altrimenti carente;
  • Ale Gentile da “4” sembra funzionare. Tra i primi sei quintetti per plus/minus ce ne sono tre con lui schierato da ala forte tattica. Di contro ne troviamo solo uno tra i peggiori dieci. Gli schieramenti migliori sono in accoppiamento con Slaughter da centro, mentre con Lawson i risultati sono molto più alterni. Anche in questo, il lato difensivo sicuramente influenza molto il risultato;
  • Le costanti dei cinque migliori quintetti sono due: Pietro Aradori e Marcus Slaughter. Se sul secondo ormai ci siamo già sperticati più volte in apprezzamenti per la grande stagione che sta disputando, vale la pena qui di spendere due parole su Aradori. Sarà perché è arrivato con grandi aspettative. Sarà che non è un giocatore molto appariscente, anche per via dello stile di gioco sempre molto compassato. Fatto sta che il suo contributo spesso viene dato per scontato. Ma fin qui è stato uno dei più costanti (con dei normali alti e bassi al tiro), garantendo quasi sempre alla squadra l’apporto in termini di punti e leadership che ci si aspetta da lui. Non può certo essere considerato una sorpresa, ma di sicuro è una conferma molto piacevole e una scommessa vinta da chi ha investito tanto su di lui per il futuro bianconero.

 

Bene, per questa settimana è tutto. Ci sentiamo domani, direttamente dal Paladozza con il nostro consueto livetweet per la partita tra Virtus e Brindisi, di cui trovate presentazione di squadra e singoli.

Intanto, se volete ripercorrere quella che è stata la settimana: abbiamo affrontato il post partita della vittoria su Brescia, analizzando spunti statistici della partita e vedendo in Film Room il momento decisivo della gara, chiudendo con un paio di domande e risposte sul momento attuale di Ale Pajola.

Nickfiumi

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