Carta d’identità: Josh Adams

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Eccolo l’ultimo pezzo del roster bianconero 2020/2021. Da circa una settimana era quasi una certezza, ma solo lunedì si è avuta la conferma: Josh Adams è un nuovo giocatore della Segafredo.

E, come sempre, noi andiamo a conoscerlo meglio.

GLI ESORDI

Classe 1993, nativo di Parker, Colorado, Adams frequenta il college di Wyoming dopo aver fatto onde alla high school.

Gli anni da junior e senior sono di altissimo livello: vince prima il torneo della Mountain West Conference, venendo inserito nel terzo miglior quintetto, e l’anno successivo domina chiudendo a 24.7 punti, 5.5 rimbalzi e 4.2 assist di media. Venendo nominato MVP della MWC e stabilendo il record di punti totali (740) segnati in una singola stagione per la sua alma mater.

Virtus Playbook: Spain Pick & Roll

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Con il mercato estivo in pieno fermento e la nuova stagione ancora lontana, torniamo sul campo, riavvolgendo il nastro del campionato 2019/2020 per andare a rivedere un po’ di pallacanestro giocata dalla Virtus.

Inauguriamo oggi una nuova rubrica, Playbook, con la quale andremo a conoscere nel dettaglio alcuni degli schemi e delle giocate ricorrenti della squadra di Sasha Djordjevic.

LO SPAIN PICK & ROLL (POLLICE BASSO)

Iniziamo il nostro viaggio da una delle giocate che ultimamente va più di moda tra gli allenatori: il pick & roll cosiddetto “Spain”, che, in parole povere, è un normale pick & roll seguito da un blocco cieco della guardia per il lungo bloccante.

Una giocata semplice ma che, se eseguita in modo ottimale, può risultare immarcabile per la difesa. Nel playbook virtussino identificata col segnale di Pollice Basso.

Il segnale di chiamata del gioco

Con due trattatori dal pallone come Markovic e Teodosic, ovviamente, è stato un schema di cui la Virtus ha fatto abbondante uso. Facile capirne il motivo: le abilità di passaggio e la pericolosità in termini realizzativi del duo sono state un’arma decisiva per aumentare l’efficacia di questa chiamata.

Un concetto mirabilmente centrato dal detto USA: “players over plays“. Ossia: uno schema o un gioco può essere buono quanto si vuole, ma la sua efficacia sarà sempre subordinata alla qualità e alle capacità dei giocatori che lo eseguono.

Carta d’identità: Amedeo Tessitori

Amedeo Tessitori
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Dopo la firma di Amar Alibegovic, il secondo nuovo arrivo in casa Virtus Segafredo è stato Amedeo Tessitori, centro pisano classe 1994 reduce da due annate a Treviso.

Il suo inserimento va a rinforzare ulteriormente la batteria di lunghi a disposizione di coach Sasha Djordjevic. E noi andiamo a conoscerlo meglio.

Dalla pagina Facebook Treviso Basket

GLI ESORDI

Come detto, Amedeo Tessitori nasce a Pisa, il 7 ottobre 1994, e cresce nel settore giovanile della Virtus Siena. Il suo sembra un percorso da predestinato. In pianta stabile nelle varie Nazionali giovanili, ancora sedicenne vince la Coppa Italia LNP da MVP, successo che lo lancia verso una grande stagione, quella successiva, sempre in A dilettanti. La chiude a 14 punti e 7 rimbalzi di media, allenato da Stefano Salieri. Numeri che gli garantiscono la chiamata della Dinamo Sassari.

Il primo anno sotto contratto con gli isolani, però, Tessitori lo passa in prestito a Forlì, in Legadue. Gioca circa 17’ di media, con sette punti e quattro rimbalzi a incontro e il 58% dal campo, collezionando anche le prime presenze in Nazionale Under 20, con cui disputa i Campionati Europei in Slovenia.

Giovani bianconeri crescono: Gora Camara

Gora Camara
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Prima vera stagione tra i professionisti per Gora Camara, il prodotto più promettente del vivaio bianconero, che quest’anno ha vestito, in prestito, la maglia della Novipiù Casale Monferrato, da tempo una delle migliori realtà, per struttura e risultati, di tutta la serie A2.

Un’annata positiva dove il centrone di origine senegalese ha iniziato a far vedere tutto il suo potenziale. Andiamo ad analizzarla insieme, con l’aiuto dell’allenatore della Junior, Mattia Ferrari, che abbiamo avuto la possibilità di intervistare.

Gora Camara
Dalla pagina Facebook Junior Casale

Una stagione superiore alle aspettative iniziali

“Quella di Gora è stata una buona stagione, per certi punti di vista anche superiore alle aspettative, considerando che ha avuto impatto pur essendo alla prima esperienza in un contesto come la serie A2. Peraltro in una squadra che, allo stop, era seconda in classifica.”

Camara ha avuto minutaggio costante (oltre quindici minuti di media), quasi da subito. Iniziando con un ruolo da protagonista già nelle partite di Supercoppa di Lega a settembre, per poi partire un po’ in sordina nelle primissime gare di campionato anche a causa di un piccolo infortunio a un occhio (ventidue minuti complessivi nelle prime tre partite) entrando di forza nelle rotazioni a inizio novembre e assicurandosi un ruolo che non è mai calato.

In certe situazioni per noi era diventato molto importante, perché comunque ha un dimensionamento fisico con pochi eguali nel nostro campionato e una capacità atletica e coordinativa di alto livello. È un ragazzo che ha voglia di imparare e apprende, pur avendo le normali distrazioni della sua età. Non è pigro, non è svogliato, vuole arrivare. Chiaramente poi ci sono state situazioni in cui faceva fatica ad essere performante. Per esempio, gli capitava di giocare contro centri di due metri quando lui è due e quindici, o comunque contro americani o italiani di passato importante che lo potevano mettere in difficoltà sul piano dell’esperienza.

La, normale, difficoltà a seguire sul perimetro lunghi più dinamici e propensi al tiro

Il ragazzo di origini senegalesi si è integrato bene in un sistema che ha puntato tanto sulla difesa e in lui, nonostante le difficoltà delle situazioni viste qua sopra, ha trovato un riferimento significativo.

In quella che, per defensive rating, si è affermata come la terza miglior difesa del campionato (dati Real GM), è stato, in questa metrica, il secondo migliore di tutta la squadra. Con un 95 che è al contempo un rilievo di valore assoluto, seppur sempre da prendere con le dovute precauzioni, e ad un’incollatura dal 94.8 di Alessandro Piazza, in assoluto il migliore della Novipiù.

Un dato che conferma come Camara, con le sue doti fisiche e atletiche, possa diventare, nel prosieguo della carriera, una presenza difensiva di assoluto livello.

Avversari che hanno segnato contro di lui in post basso si contano sulle dita di una mano

2019/2020 Season in review: Milos Teodosic

Milos Teodosic
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Che stagione per l’asso di Valjevo! Arrivato nell’entusiasmo generale, ha fatto preoccupare tanto con i problemi fisici di agosto e settembre. E’ entrato in azione solo dopo tre partite, ma da lì in poi ha cambiato ulteriormente marcia all’annata bianconera.

Momenti di dominio assoluto sulle partite. Canestri decisivi, assist al bacio, presenza mentale ed emotiva sulle partite impressionante. Semplicemente un grandissimo campione.

Una facilità di pallacanestro nelle mani come da tempo non si vedeva

Di tutte le cose che Teodosic ha portato in dote quest’anno, sicuramente la principale è stata quella di mostrare nuovamente al pubblico virtussino cosa vuol dire disporre di un campione di caratura internazionale. Una fluidità di gioco incredibile. Dalla velocità di rilascio del tiro, alle letture delle situazioni offensive, facendo sembrare facili cose per nulla scontate.

Teodosic ha impressionato per come, in tantissime occasioni, è sembrato davvero superiore al livello in campo degli avversari. Illuminante, in tal senso, la capacità di guadagnare falli e tiri liberi (quasi cinque a partita, massimo in carriera) nei finali di partita, per risolvere dalla lunetta azioni, altrimenti, complicate.

L’impatto sui compagni e sulle gare (quasi sei assist a incontro, 39.3% di assist percentage, +10.9 di net rating in Eurocup nei momenti con lui in campo, per Overbasket) è stato talmente grande da far passare in secondo piano percentuali di tiro non sempre scintillanti: 43% dal campo, 35% da tre, raccontate però molto meglio dall’ottimo 61% di true shooting, dato che tiene in conto anche i tiri liberi e assegna un maggior peso al tiro da tre.

In difesa è stato quello che ci si aspettava. Spesso letargico, in generale giocatore da cercare di “nascondere” per evitare di essere puntato in uno contro uno (cosa che, per esempio, il Partizan ha sfruttato molto bene in entrambe le gare). Sfruttando la sua grande conoscenza del gioco, se non altro, spesso ha limitato i danni con rotazioni e palle rubate di tempismo dal lato debole.

La miglior partita

Se ne potrebbero trovare davvero tante di grandi partite nella stagione di Teodosic. Ma noi andiamo con la sua prima in assoluto in maglia bianconera: sei ottobre, terza di campionato. Dopo un buon avvio, con tre vittorie tra coppa e campionato, ma contro avversarie di caratura decisamente inferiore, la Virtus ha il primo vero test, in casa contro i Campioni d’Italia della Reyer Venezia.

Teodosic è in panchina e non c’è certezza sul suo utilizzo. L’avvio di gara è traumatico: gli ospiti vanno avanti 19-6 e poi si chiudono in una zona che mette ulteriormente in ambasce la Segafredo. A 3’29” dalla fine del primo quarto entra Milos. Primo attacco, primo pallone toccato. Non c’è bisogno di niente: un gioco, un blocco. Si alza in una frazione di secondo e segna da tre. Facendo esplodere il Paladozza e cambiando immediatamente l’inerzia della partita. 22 punti e 7 assist in 21′ alla fine. Vittoria 75-70 in rimonta.

A fine gara disse che la gente non doveva aspettarsi che segnasse sempre così tanto. Chissà se faceva sul serio o stava bluffando…

Giudizio finale

Al netto dell’impatto difensivo spesso carente, tutto quello prodotto da Teodosic nell’altra metà campo è stato di un tale valore e impatto da renderlo, quasi da solo, motivo delle vittorie in diverse occasioni.

Nell’ultimo mese di partite giocate si stava evidenziando il problema della cattiva gestione del suo minutaggio, che lo portava completamente svuotato e non lucido nei finali. Cosa comunque non imputabile a lui. Per il resto uno spettacolo vero. A cui siamo stati felicissimi di assistere.

Otto e mezzo per l’MVP di questo 2019/2020 virtussino.