Virtus Bologna – Morabanc Andorra: il post partita di VNera

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Bella vittoria della Virtus al Paladozza, terza in altrettante partite di Eurocup. La Virtus resta una delle tre squadre a punteggio pieno della competizione, nella eccellente compagnia di Málaga e Partizan.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: Vince la Virtus 87-72.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Andorra parte forte realizzando 3 triple in altrettanti tentativi scappando a +6 dopo due minuti. Reazione Virtus 11-5 pareggiando l’incontro; Djordjevic schiera il quintetto con Hunter e Gamble insieme ed Andorra sigla un altro parziale di 10-3 sempre segnando da fuori per il 17-28 dopo 10 minuti con un incredibile 7/9 dall’arco. Nel secondo quarto, tornata ad un quintetto più equilibrato e con giuste scelte difensive con closeout forti, la Segafredo dietro limita i tiratori avversari ed in attacco cerca con continuità Gamble che domina l’area avversaria e con un parziale di 15-3 si porta avanti nella sfida, la Morabanc fa fatica a segnare e si sblocca Teodosic per il 43-38 all’intervallo. Nella ripresa gli ospiti subiscono la difesa bianconera e provano con qualche iniziativa estemporanea ed a giochi rotti a rimanere nel match; ci riescono abbastanza fino al 27′, quando i tiri aperti usciti alla Segafredo fino a quel momento iniziano ad entrare, per un parziale di 13-0 fino al 64-49 al trentesimo. Nell’ultimo quarto la Virtus controlla; la Morabanc ritrova il canestro con più facilità, ma la Virtus fa lo stesso grazie agli assist di Teodosic e Markovic: finisce 87-72.

FATTORE X DELLA PARTITA: il dominio di Gamble e Hunter (separatamente…) nell’area di Andorra, sia in attacco che nel proprio pitturato, dove il Morabanc non è proprio riuscito ad entrare.

PROSSIME PARTITE: La Virtus tornerà in campo sabato 19 ottobre alle 19 al Paladozza contro Varese

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

 

1. Julian e Filo

Prova offensiva importantissima combinata di Gamble e Baldi Rossi. Il centro ex Nanterre sfiora la perfezione con 9/9 da due punti, appena sporcato dal 1/2 in lunetta. Ottima prova anche per Baldi Rossi, con il 2/4 da tre punti che spezza l’equilibrio. Gamble aggiunge anche 4 rimbalzi, presi tutti su tiri da tre punti sbagliati (tre degli avversari, uno dei suoi compagni). Per Baldi Rossi i rimbalzi sono 5, entrambi con un notevole 13.9 di TR% (rimbalzi presi sui disponibili). 

 

2. I closeout

Diamo un’occhiata alle shooting chart di Virtus – Andorra nel primo quarto e nei successivi tre. 

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Primo quarto: sette tiri da tre punti a segno per Andorra, tutti da una “rosa” di un metro e mezzo di diametro

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Ultimi tre quarti. Andorra continua a tirare esattamente dalla stessa zona di campo, ma non fa più canestro. Un caso?

Come si vede sopra, Andorra non cambia registro in attacco e continua a tirare praticamente dalla stessa zona di campo in cui ha abbondantemente punito la Virtus nel primo quarto, ma non fa più canestro. Non è un caso, è l’effetto del cambio di scelta difensiva operato da Djordjevic dalla fine del primo quarto, in cui chiede ai suoi evidentemente di eseguire dei closeout e di spingere gli attaccanti avversari all’interno dell’area. Spingerli, non lasciarli passare, e qui c’è una differenza tra alcuni esterni della Virtus ed altri che magari approfondiremo. Compaiono infatti molti tiri dal midrange per Andorra, frutto proprio di queste situazioni. Ma il tiro de tre punti è contestato, entra con meno regolarità e la partita gira.

3. Il minutaggio dei playmaker

Continuano a giocare con grande continuità Markovic e Teodosic, oltre 27 minuti a testa. L’idea del doppio trattatore di palla associato ad un terzo esterno finalizzatore è una costante di questa squadra. Se aggiungiamo al conto Pajola, i quintetti con un solo portatore di palla (cioè senza le coppie Markovic – Teodosic, Teodosic – Pajola o Markovic – Pajola) sommano meno di 17 minuti.

4. “Kyle Weems non può scendere un minuto”. O si? 

Minutaggio ridotto per Kyle Weems, che sta in campo meno di 26 minuti. Non pochissimi, ma la quantità giusta per un giocatore che si pensa non abbia un cambio vero nel ruolo. Gaines, Markovic e Pajola hanno giocato i restanti minuti “da numero 3”, cioè essenzialmente difendendo sul 3 avversario. In attacco abbiamo visto sopra come l’idea sia di avere quasi sempre un doppio portatore di palla ed un esterno con compiti di finalizzazione. Anche per questo l’eterno problema del “cambio del 3” in realtà sembra un problema fino a un certo punto.

5. Vince Hunter NON è un 4

Ed eccoci al tormentone delle ultime partite, il famoso “quintetto grande”, con Vince Hunter da numero 4. Per la terza partita consecutiva, dopo l’esperimento felice di Venezia, Djordjevic propone il quintettone. Se non era andata benissimo né contro il Maccabi né contro Pesaro, contro Andorra è andata proprio male:

 

Due i quintetti con Hunter impiegato da 4, entrambi nel primo quarto, parziale di -11

In una partita vinta di 15, con due quintetti analoghi si prende un parzialone di -11. Questo quintetto, come abbiamo detto più volte, non funziona a meno di eccezioni. Vince Hunter chiude con un +/- di +7, e in quei due quintetti il suo +/- è -11. Significa che, impiegato da 5, il suo +/- è +18. Direi che ci sono elementi sufficienti per lasciare quei quintetti in soffitta e rispolverarli solo in caso di emergenze, no?

Recap: Virtus Bologna – Morabanc Andorra

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Bella vittoria per la Virtus che reagisce con personalità ad un primo quarto complicato, stringe la difesa e vince largo contro Andorra, mettendo tra sé ed il Morabanc quattro punti e lo scontro diretto.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: vince la Virtus per 87-72.

STATISTICHE DI GIOCO

CASA
OSPITE
87PUNTEGGIO FINALE72
17PRIMO QUARTO28
43 (26)SECONDO QUARTO38 (10)
64 (21)TERZO QUARTO49 (11)
87 (23)QUARTO QUARTO72 (23)
SUPPLEMENTARI
+18MASSIMO VANTAGGIO+11
3CAMBI VANTAGGIO3
22:38TEMPO IN VANTAGGIO12:16
22/33 (67%)Tiri da 215/35 (42%)
11/27 (41%)Tiri da 3 11/19 (58%)
10/14 (71%)Tiri liberi 9/15 (60%)
29Rimbalzi difensivi19
10Rimbalzi offensivi10
39Rimbalzi totali29
23Assist12
14Palle perse16
4Palle recuperate8
6Stoppate4
21Falli21

Fattore X della partita: ancora una volta, è la difesa della Virtus a fare la differenza, con soli 21 punti concessi agli avversari tra secondo e terzo quarto. La partita si chiude lì.

Tabellini: VIRTUS: Gaines 11; Pajola 2; Baldi Rossi 10; Markovic 10; Ricci 5; Delia 2; Cournooh 0; Hunter 7; Weems; 6 Nikolic NE; Teodosic 15; Gamble 19. All. Djordjevic
ANDORRA: Perez 3; Sy 4; Llovet 7; Massenat 5; Hannah 15; Todorovic 7; Diagne 9; Walker 5; Colom 0; Jelinek 10; Senglin 7. All. Navarro

Vl Pesaro-Virtus Bologna: il pre partita di VNera

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Dopo la rassicurante vittoria contro il Maccabi Rishon Lezion, la Virtus scende nuovamente in campo, in trasferta contro la Carpegna Prosciutto Pesaro.

GAME INFO

Quando:Domenica 13 ottobre ore 19.00

Dove: Vitifrigo Arena, Pesaro

TV:Eurosport Player

RADIO: Radio Bologna Uno

PROBABILI QUINTETTI

PesaroVirtus
MussiniMarkovic
BarforthGaines
DrellCournooh
ThomasRicci
ChapmanGamble

COME STA Pesaro: due sconfitte consecutive (ultima di 20 punti in trasferta contro Sassari) e ultima partita giocata il 29 settembre, perchè hanno riposato la scorsa giornata. È arrivato il centro molto probabilmente a sostutuire Lydeka, ma è apparsa una squadra molto carente in difesa ed in particolare in area. La panchina pare piuttosto corta, con il solo Leonardo Totè a dare un certo impatto. Gli innesti di Pusica e Chapman, entrambi all’esordio, potrebbero allungare un po’ le rotazioni e dare ai pesaresi qualche arma in più.

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5 SPUNTI SULLA PARTITA

1.Non sottovalutarli

Altra partita dal pronostico favorevole ma bisogna non sottovalutare l’avversario, cercando di prendere da subito il controllo della partita per consolidare una volta che inizino le rotazioni e la lunghezza della panchina della Virtus possa dare un vantaggio prevedibilmente decisivo.

2. Ecco Pusica

Per i pesaresi fa il suo esordio in campionato Vasa Pusica, interessante guardia serba con quattro anni di NCAA alle spalle, oltre ad una dozzina di partite giocate l’anno scorso nella lega serba con il Partizan. Le statistiche ci parlano di un attaccante produttivo, con un tiro da tre temibile, una certa tendenza all’assist. Come tutti i giocatori sconosciuti, l’effetto sorpresa sarà dalla sua; interessante anche vedere l’integrazione con Federico Mussini, di cui parleremo dopo.

3. Cambio al centro

Giornata di esordi in casa Pesaro. Prima partita nel nostro campionato anche per Clint Chapman, ala/centro bianco di 2.08 che dovrebbe sostituire l’eterno Lydeka, non brillantissimo nelle prime uscite. Veterano dei parquet europei, ultimo in Germania, prima all’Alba poi al Ludwigsburg in BCL l’anno scorso, pare un onesto mestierante con la particolarità di prendersi volentieri qualche tiro da oltre l’arco, con discrete percentuali. Anche per lui vale il discorso fatto per Pusica, occhio a non farsi sorprendere.

4. I due ragazzi italiani…

La coppia formata da Federico Mussini e Leonardo Totè nelle prime due uscite ha avuto numeri eccellenti. Mussini viaggia a 17.5 punti a partita, con quasi il 50% da tre (5/7 contro Sassari), in oltre 32 minuti di impiego. Soffre in difesa, come prevedibile per la sua stazza, 127 abbondanti di Defensive Rating. Qui la Virtus ha un vantaggio che dovrà sfruttare. L’ala ex Jesi viaggia invece a 10.5 punti in 20 minuti, con un eccellente +32 di net rating, segno di positivo impatto uscendo dalla panchina, e ben 7.5 rimbalzi nelle prime due partite.

5. … e i due americani

La coppia guardia – ala piccola che completa il quintetto pesarese è formata da Jaylen Barford, guardia tiratrice piuttosto classica che ha preso finora 7 tiri a partita solo da oltre l’arco (con discrete percentuali) e da Zach Thomas, ala 23enne ex Bucknell dove ha chiuso l’anno da senior con oltre 20 punti a partita; l’anno scorso agli Okapi Aalstar, campionato belga, dove ha chiuso con quasi 15 punti e 6 rimbalzi a partita. Giocatore di una certa stazza ed una fisicità non trascurabile, sarà interessante vedere il suo impatto soprattutto in assenza di Kyle Weems.

Virtus Bologna – Maccabi Rishon Lezion: il post partita di VNera

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Basta una decina di minuti di acceleratore alla Virtus, dal 23esimo al 33esimo, per avere ragione di un avversario ordinato ma modesto e restare a punteggio pieno nel girone di Eurocup.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: Vince la Virtus 96-77 contro il Maccabi Rishon LeZion

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Primo quarto interlocutorio, con la Virtus che prova ad andarsene ed il Maccabi che resta attaccata alla partita con il tiro da fuori ed un Hamilton attivo. La tendenza resiste anche nel soporifero secondo quarto. Vnere in ciabatte, rientro in campo pigretto anziché no, il Maccabi sorpassa sul 52-50. Finalmente la Virtus inizia a difendere forte, a mettere le mani addosso agli avversari, con Hunter che come al solito ha un impatto difensivo devastante, insieme ad un ottimo Pajola, mentre in attacco la V utilizza il tiro pesante, trovando una bella serata di tiro con Markovic, lo stesso Pajola, Gaines, Ricci e Baldi Rossi. Arriva la spallata, parziale di 29-10 in dieci minuti e partita chiusa.

FATTORE X DELLA PARTITA: L’impatto difensivo di Hunter e Pajola nel terzo quarto, dove il Maccabi sostanzialmente smette di segnare.

PROSSIME PARTITE: La Virtus va a Pesaro per una trasferta sentita, con una squadra in difficoltà e dove allungare la serie positiva propiziata da un calendario oggettivamente favorevole. In Eurocup, martedì prossimo arriva Andorra, reduce dalla vittoria interna contro Ulm, in una partita già molto importante per avvicinarsi alla qualificazione alla seconda fase.

LE PAROLE DEI PROTAGNISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. La legge di Vince

Il centro della Virtus gioca, come gli sta capitando spesso, meno di 20 minuti. Il suo impatto è rinchiuso in due numeri: migliore per +/- (+15), migliore per net rating (un pazzesco 38.4). In campo nel break, decisivo anche facendo poco canestro rispetto al solito. 7 rimbalzi, di cui 4 offensivi, 2 stoppate e 4 assist completano i numeri di una prestazione i cui fiori all’occhiello sono però intangibili: un passo di aiuto, una difesa su un piccolo nel cambio di un P&R, la creazione di uno spazio in attacco, la linea di passaggio sporcata. Giocatore totale, determinante.

Statistiche avanzate dei due migliori in campo

2. L’uomo di coppa

Alessandro Pajola per la prima volta in doppia cifra in carriera è in campo praticamente sempre nei dieci minuti in cui la Virtus scappa. L’aiuta in difesa, come solito, limitando un Jordan Swing fin lì efficacissimo ma anche con un paio di aiuti efficacissimi sulle rotazioni sotto canestro, una mano a rimbalzo, due palle tenute in campo su assist un po’ al limite di Teodosic e Markovic. Aggiunge 11 punti, con due tiri da tre punti, e in generale l’impressione di non soffrire proprio mai il livello in campo.

3. Uno sguardo agli assist

Una statistica su tutte descrive il modo di giocare insistentemente cercato dalla squadra di Djordjevic. La Virtus segna i suoi punti per il 64.6% su assist. Il Maccabi, ieri sera, non va oltre il 44% in questa voce. Alcuni giocatori sono naturalmente più portati a giocare in isolamento (Frank Gaines segna circa un canestro su due assistito, i lunghi ieri hanno segnato soprattutto su rimbalzo offensivo, pochi P&R conclusi con canestro del rollante). Ci sono però ben 4 giocatori (Teodosic, Ricci, Baldi Rossi e Pajola) che segnano oltre l’80% dei loro tiri su assistenza, con Markovic e Cornoouh a ruota (entrambi 66,7, due tiri su tre). Nei primi due turni di Eurocup la Virtus è in alto in questa voce statistica, molto indicativa della qualità della pallacanestro che si produce, seconda solo al Tofas Bursa.

Distribuzione degli assist nella partita della Virtus

4. Frank Gaines o la ricerca della felicità

Dopo le parole di Djordjevic del post Venezia, si è visto ieri un Gaines molto attivo – forse troppo, a volte – per mettersi in ritmo e trovare fiducia in attacco. Era la partita giusta, ma abbiamo bisogno di un Gaines che tiri meno di 19 volte a partita. Attendiamo con pazienza il suo adattamento al nuovo sistema in cui non è, e non è chiamato ad essere, la prima punta.

La serata di tiro di Frank Gaines

5. Gli esperimenti proseguono

Djordjevic ha riproposto, in una fase della partita in cui non era “necessario” come contro Venezia, il quintetto con i due centri. Non è andata benissimo, stavolta, nemmeno in difesa. In tre minuti, +1 di parziale con 8 punti subiti (parecchi), e 9 fatti (pure non male). L’impressione è che si tratti di un esperimento da testare per condizioni particolari in cui coprire 4 particolarmente esuberanti grazie alle attitudini difensive del 32 bianconero. Certamente non una bocciatura, comunque.

Virtus Bologna- Reyer Venezia: il post partita di VNera

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Abbiamo aspettato alcune ore, ieri sera non era proprio il caso di scrivere. La pallacanestro per noi è sempre passione, a volte, come ieri sera, è anche poesia. Qui cerchiamo di raccontare anche l’altra faccia, quella dell’analisi. Ma ieri sera, dopo quella vittoria, dopo quell’esordio di Milos, non saremmo stati capaci. Ora, sapendo che ieri sera era solo la terza di campionato e che bisogna attendere ad esaltarsi, ma anche che insomma, è bello intanto goderci il momento, proviamoci!

GAME INFO

RISULTATO FINALE: La Virtus vince 75-70 contro i campioni d’Italia della Reyer Venezia.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Parte fortissimo Venezia, che colpisce 5 volte dall’arco nei primi 7 minuti, 19-6. Entrano Teodosic e Hunter e gira la partita. Milos segna e ispira, si va al primo riposo sul 13-19. La difesa tiene all’inizio del secondo quarto, si segna poco, Teodosic lo fa più di tutti, sorpasso (31-30). Bramos risponde di là, Milos torna in panchina, Venezia riprende inerzia ma arriva il salvifico tè (cit.): 35-41. Fatica la Virtus in attacco all’inizio del terzo quarto, Venezia scappa sul 37-45. Rientrano Milos e Hunter, ed anche un Baldi Rossi efficace in difesa su Daye. Con Weems e Markovic riprendono la partita e di nuovo sorpassano, 46-45. Watt e Daye dall’area e Filloy da fuori tornano a fare male, Venezia avanti a fine terzo quarto 58-52, ma la Virtus c’è, nonostante parecchi tiri aperti sbagliati, grazie alla difesa che morde davvero. Gaines toglie il coperchio dal suo personale canestro con una tripla importantissima, meno 3. Salgono in cattedra Hunter e Weems che con quattro canestri consecutivi portano i nostri avanti di 5, 65-60. La difesa tiene, il quintetto con Hunter e Gamble paga dividendi nel contenere Watt sotto. Sono Bramos (sempre lui) e Filloy con due triple a ricucire, che solida questa Venezia, 67-66. Entra Teodosic a meno di tre minuti dalla fine: assisterà TUTTI gli 8 punti che porteranno la Virtus a quota 75. Weems, Hunter, Weems, Hunter, 4 assist di Milos. Ancora Hunter ruba il pallone decisivo. Festa.

FATTORE X DELLA PARTITA: Si può anche provare ad essere originali, ma quando entra uno che fa 22 in 21 minuti, con 3/3 da 2, 4/6 da 3, 4/4 ai liberi, 7 assist, di cui 4 negli ultimi 2 minuti e mezzo, 27 di valutazione, come fai? Milos Teodosic, sin duda.

PROSSIME PARTITE: La Virtus gioca mercoledì sera in coppa con il Maccabi Rishon e domenica prossima a Pesaro. Due partite con squadre oggettivamente di caratura inferiore, da non sottovalutare per continuare il momento positivo.

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Big numbers

Noi di Vnera siamo appassionati di numeri. che a volte cantano, altre urlano, quello che succede in campo. Teodosic chiude con 170.8 di Offensive Rating, avete letto bene, centosettanta virgola otto. Significa che per ogni 100 possessi con Teodosic in campo la Virtus avrebbe segnato 170 punti abbondanti. Ma non è l’unico numero eclatante di una serata che ha avuto un altro grande protagonista silenzioso: Vince Hunter chiude con un mostruoso 84.2 di Defensive Rating. Nei minuti in cui è stato in campo, Venezia ha segnato con una proiezione che l’avrebbe portata a meno di 60 punti totali. Su questi due pilastri si è fondata la bella vittoria della Virtus. In sei dei sette migliori quintetti il numero 44 ed il numero 32 sono, non a caso, insieme.

2. La pazienza di Weems

Djordjevic ha parlato in conferenza stampa della bravura di Kyle Weems a farsi trovare pronto nel finale, quando la partita è andata da lui. 10 dei suoi 14 punti e 3 dei suoi 5 rimbalzi sono stati collezionati nell’ultimo quarto, segno anche di una condizione fisica eccellente. Sarà importante individuare, anche all’interno dei giocatori già presenti a roster, alternative al numero 34 che possano consentirgli un riposo più prolungato. Ieri ad esempio qualche minuto a Pajola nel secondo tempo si sarebbe forse potuto dare, visto l’ottimo impatto che ha avuto nel primo.

3. Il quintetto con i due lunghi

Djordjevic si trova a dover risolvere un problema che fino a quel momento l’aveva tenuto in scacco. A Daye non puoi dare un centimetro, è in serata, e Watt punisce tutti, ma proprio tutti, i cambi. Predilige quindi un quintetto in cui questi due accoppiamenti gli diano certezze, usa Hunter e Gamble insieme sui due lunghi avversari e l’attacco di Venezia si impalla. Dal 52-58 al 67-66, i problemi in attacco sono risolti prima da Weems e poi dallo stesso Hunter, veramente immarcabile sul P&R. Non sappiamo quanto si potrà vedere questo quintetto, che nemmeno Djordjevic – come ha detto poi in conferenza stampa – si aspettava di usare, ma ieri di certo ha pagato.

4. Entusiasmo: istruzioni per l’uso

Milos Teodosic, intervistato dalla RAI, per primo ha avvertito sul fatto che non sarà sempre così, non segnerà sempre un punto al minuto. Per ridimensionare le aspettative ad un livello accettabile siamo andati a vedere i numeri della carriera europea del 44 bianconero.

Statistiche tradizionali nelle stagioni europee di Milos Teodosic

Nei suoi anni europei Teodosic viaggia sempre in doppia cifra abbastanza abbondante, in squadre di livello tendenzialmente più alto di questa Virtus e con attaccanti migliori. Probabilmente sono quelli i numeri che ci possiamo attendere, fatta anche la tara rispetto all’età ed alle condizioni fisiche. Diamo però un’occhiata alle avanzate:

Statistiche avanzate nelle stagioni europee di Milos Teodosic

L’Offensive Rating di Teodosic è stabilmente sopra quota 110, spesso oltre 115, per un paio di stagioni addirittura a quota 120. Questo è quello che crediamo di poterci attendere dal playmaker serbo, che, se sta bene, potrà elevare il livello offensivo complessivo della squadra.

5. Il tiro da tre avversario

Come alcuni nostri lettori hanno notato, la Virtus concede tendenzialmente percentuali alte agli avversari nel tiro da tre punti, e la partita di ieri non ha fatto eccezione, con un 42% di assoluta eccellenza. Analizzando le voci statistiche dei tiri complessivi e del tiro da due punti, però, si può ipotizzare che questa sia una scelta precisa dello staff tecnico e dare una lettura. Vediamo:

Percentuali di tiro concesse alle squadre avversarie. Fonte: Hackastat, grazie al grande Cappe.

La Virtus è la terza difesa del campionato per percentuali complessive concesse. Per il tiro da tre è di un punto sopra media rispetto alle squadre del campionato, ma sia per il tiro da due che per le percentuali complessive è ampiamente sotto media. Effettivamente, soprattutto con Julian Gamble in campo, la difesa pare collassare molto anche a costo di lasciare qualche spazio sull’arco. Questo dà anche vantaggi a rimbalzo, dove anche ieri la Virtus, pur non vincendo, ha tenuto contro una delle squadre migliori del campionato nella specialità. Numeri naturalmente da confermare con il tempo e non particolarmente significativi per ora, dopo sole tre giornate di campionato.