2019/2020 Season in review: Stefan Markovic

Stefan Markovic
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Scelto per affiancare Milos Teodosic e liberarlo alla bisogna dai compiti di costruzione, lasciandolo libero di uscire dai blocchi invece che dover portare la palla ad ogni azione, c’è il dubbio fondato che Stefan Markovic abbia fatto alla Virtus la miglior stagione in carriera insieme a quella, sempre in Eurocup, del 2016 allo Zenit San Pietroburgo.

La punta di diamante di una squadra che si passa la palla

8.6 punti e 5.8 assist in Eurocup, 6,7 punti e 7,1 assist in campionato, la stagione di Stefan Markovic è contrassegnata da un minimo comune denominatore: la continuità impressionante nello smazzare assist, in una squadra il cui credo offensivo è stato il tentativo costante di far girare vorticosamente la palla.

Le statistiche di assist/possesso chiariscono meglio il dominio del fondamentale da parte del serbo: 39.9 assist per 100 possessi in campionato. 57 in Eurocup. In media, una possesso su due per Markovic diventa un assist. Con rispettivamente 2.4 e 2.1 assist per palla persa, un rapporto certamente accettabile.

Stefan Markovic è un difensore eccellente quando serve, benché oggettivamente non continuo; perfettamente comprensibile, vista l’età non più verdissima ed il minutaggio elevato per cui è stato impiegato durante tutto l’anno. Quando contava, comunque, ha fatto la differenza dietro, come testimoniano i defensive rating eccezionali, 98.8 in campionato e 90.7 in Eurocup.

La stagione offensiva di Markovic è stata un po’ meno efficace, come ci si poteva attendere, con il tallone d’Achille rappresentato dai tiri liberi, con un accettabile 74% in Eurocup ma un rivedibile 58% in campionato. Piuttosto discontinuo anche al tiro da tre punti, ma è altrove che il plamaker serbo ha fatto la differenza.

La miglior partita

Difficile scegliere tra le tante, eccellenti partite di Stefan Markovic in una stagione segnata dalla continuità. Probabilmente la prova casalinga con il Partizan meriterebbe la palma, ma in una stagione con tante vittorie preferiamo non ricordare una delle poche sconfitte. Così come meriterebbe la grande partita a Brescia, dove però Markovic si era messo per una volta in proprio.

Ma, anche per lo standing dell’avversario, ho scelto la partita alla Segafredo Arena contro Milano, che ben rappresenta il meglio della stagione del numero 9 bianconero. 33 minuti in campo, 8 soli punti frutto di basse percentuali da 2 e da 3 e di un orrendo 2/6 ai liberi, ma 12 assist, 7 falli subiti e 5 rimbalzi, 99.8 di Defensive Rating, spesso sul Chacho Rodriguez, ed una capacità di mettere in ritmo tutti i compagni che ha contraddistinto la stagione del Polluce bianconero.

Giudizio finale

Stefan Markovic è l’interprete ideale per la pallacanestro che Djordjevic ha in mente e la spalla perfetta per liberare e far esprimere al meglio il talento di Milos Teodosic. Per entrambi, speriamo che l’età e le condizioni fisiche consentano loro di ripetere la straordinaria cavalcata, interrotta sul più bello, percorsa in questa stagione.

Il nostro voto è un otto pieno.

2019/2020 Season in review: Kyle Weems

Kyle Weems
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L’arrivo di Kyle Weems è stato quello forse più sottovalutato in estate, rispetto ai nomi più conosciuti al grande pubblico arrivati in bianconero. Ebbene, l’ala ex Tofas si è rivelata una gran presa, si è inserito, in attacco ed in difesa, alla grande nel sistema di Djordjevic ed ha convinto tutti.

Solido difensore, utile in attacco

Unico della squadra sostanzialmente senza un backup, stante il totale inutilizzo di Stefan Nikolic, inizia la stagione con minutaggi spesso oltre i 35. Con la crescita di Pajola ed un utilizzo più diffuso di Cournooh, gioca comunque in media 26.3 minuti in campionato e 27 in Eurocup, viaggiando in entrambe le competizioni a circa 11 punti e 4.5 rimbalzi a partita. Buonissime anche le sue statistiche avanzate: 116.8 di OR in LBA e 108.5 in Eurocup, 100.3 di DR in Italia ed un eccellente 90.6 in Europa, confermandosi uno dei migliori difensori bianconeri lungo tutta la stagione.

Come ci si poteva attendere, non ha ripetuto le incredibili cifre dell’anno precedente al tiro da tre punti al Tofas (dove aveva sfiorato il 50%), ma si è comunque confermato tiratore affidabile con il 37% in Italia ed un leggermente più deficitario 32.7% in Eurocup.

La sua annata è stata caratterizzata da una comprensibilissima flessione coincisa con la malattia e poi, purtroppo, la morte del padre; in quella circostanza si è certamente rafforzato il legame del giocatore con la società, che gli ha consentito di essere accanto alla sua famiglia in un momento così difficile, ed il pubblico, che ne ha percepito tutto l’impegno e l’atteggiamento impeccabile. Weems si è poi ripreso alla grande e pareva in decisa crescita durante le ultime uscite, culminate con un’ottima prestazione contro il Darussafaka.

Ci fa piacere per una volta citare anche un aspetto personale davvero peculiare che è apparso chiaro anche nelle ultime, complesse settimane: un utilizzo dei social media di un equilibrio davvero fuori dal comune, molto apprezzabile per uno sportivo professionista.

Unica nota negativa, se si vuole, è apparso a volte un po’ in sofferenza contro le ali grosse e atletiche di alcune delle migliori avversarie, essendo giocatore di doti fisiche buone ma non esuberanti e di non particolare tonnellaggio per il ruolo. Nella eventuale scelta di un’ala che ne costituisca un solido backup per il prossimo anno, potrebbe essere un elemento da tenere in considerazione.

La miglior partita

La scelta in questo caso, tra ragioni affettive e numeri, è fin troppo facile. Kyle Weems è stato protagonista assoluto del match contro la Fortitudo, facendo passare davvero una brutta serata all’ex Aradori, annichilito con la difesa e massacrato in attacco, tra alley-oop, backdoor, schiacciate e tiri in faccia.

Giustificando – se mai ce ne fosse stato bisogno, e con buona pace di alcuni commentatori locali – la scelta estiva di coach Djordjevic di preferirlo all’ex capitano in fase di costruzione della squadra. 32 punti con 13/16 dal campo e 31 di valutazione sono le cifre del vero dominatore del derby di Natale.

Giudizio finale

Giocatore solido, utile, con pochi fronzoli e moltissima concretezza, protagonista in attacco quando serviva, non ingombrante quando erano altri a prendersi il proscenio, sempre applicato ed efficace in difesa. Kyle Weems è il giocatore che tutti vorrebbero nella propria squadra e non vediamo l’ora di rivederlo in campo col 34 bianconero.

Il nostro voto è un bel sette e mezzo.

2019/2020 Season in Review: Vince Hunter

Vince Hunter
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Stagione di conferma ad altissimo livello per il centro della Virtus, il cui utilizzo ha lasciato aperte alcune domande che andiamo ad analizzare.

Vince Hunter viene cercato a lungo dalla Virtus durante l’estate. Reduce da due grandi stagioni con l’AEK, Vince è un lungo atipico, non altissimo ma molto tosto fisicamente ed atleticamente, che ricorda un po’ Kyle Hines e subito si pensa che sia, come sarà in effetti, il bersaglio ideale per gli assist di Markovic e Teodosic.

Il miglior difensore della squadra e l’attaccante con più punti al minuto

Fin dall’inizio dell’anno Hunter è un rebus insolubile per quasi tutte le difese, il pick and roll giocato tra i due playmaker serbi ed il centro ex AEK è di un’efficacia mostruosa. Hunter è anche il miglior difensore della squadra, viene usato con efficacia sia in copertura diretta sui migliori lunghi avversari (meravigliosa la partita su Daye al Paladozza) sia per mettere pezze con aiuti di straordinaria efficacia alle non sempre impeccabili difese sull’uno contro uno di Markovic e Teodosic.

Quanto scritto sopra è riassunto in due numeri: oltre 65% da due in campionato (53.6 in Eurocup) ed un pazzesco 91.1 di Defensive Rating, miglior difensore del campionato su un minutaggio significativo, replicato in Eurocup con un altrettanto incredibile 95.5. In tutto questo, Vince Hunter è l’attaccante con più punti al minuto della squadra, con un altissimo 0,62 combinato fra campionato ed Eurocup, oltre ad essere, per numeri assoluti, il secondo marcatore della squadra, dopo il grande Milos.

Ciononostante, soprattutto in chiave futura, rimangono alcuni interrogativi riguardanti l’utilizzo di Hunter: il suo impiego estremamente limitato in termini di minutaggio (18.2 in campionato ed appena 16 in Eurocup), nonostante si tratti dell’unico under 25 a parte Pajola, ed il suo impiego da 4 più frequente di quanto i risultati consigliassero, fanno pensare che Djordjevic lo veda nel suo ruolo naturale, quello di 5, solo per tratti di partita e che si aspettasse forse un giocatore diverso da quello che si è trovato tra le mani.

Lo stesso auspicio, reiterato e certamente condivisibile, espresso da parte dell’allenatore serbo della costruzione di un tiro affidabile dalla media mostra che Djordjevic vorrebbe probabilmente plasmare il giocatore in una dimensione più perimetrale. Sarà importante capirlo in chiave futura, soprattutto per chiarire quale sarà il ruolo di Vince Hunter nella Virtus di domani.

La miglior partita

Vince Hunter ha giocato tante grandi partite fatte della sua cifra stilistica, ovvero efficacia offensiva sulle creazioni dei geniali compagni ed un milione di cose utili sparse per il campo, visibili e meno visibili ma di un’utilità pazzesca.

La migliore dell’anno, per noi, è stata però quella in casa con Milano. Ancora, ci facciamo aiutare dai numeri: 19 punti, pur nei soliti, soli, 20 minuti. 67% da 2, 7/10 ai liberi grazie ai ben 5 falli subiti; 6 rimbalzi e 23 di valutazione, ma attenzione: 152.5 di Offensive Rating e 93.0 di Defensive Rating, per un 59.5 di Net Rating da record, contro la principale rivale in Italia, che schierava i suoi due centri di livello europeo. Vince Hunter, nei soli 20 minuti in cui è stato in campo, ha dominato la partita sotto canestro in attacco e in difesa, dimostrando ancora una volta che non serve essere più di 2.10 per essere un 5 di livello europeo.

Giudizio finale

Stagione pazzesca, come visto, di Vince Hunter, che è giocatore molto meno appariscente del suo reale valore e di cui non sempre si apprezza a prima vista l’impatto in campo.

Utilizzato con molta parsimonia, ha dispensato con continuità qualità e quantità, risultando senza alcun dubbio una delle chiavi principali della straordinaria stagione bianconera.

Il nostro voto è sette e mezzo.

Trieste – Virtus Bologna: il post partita di VNera

Virtus
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Vittoria dopo un supplementare della Virtus in casa di Trieste. Ennesimo, grande finale di Milos Teodosic, ma molti altri protagonisti e spunti interessanti. Vediamoli insieme.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: Virtus Segafredo Bologna 89 – Pallacanestro Trieste 85

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Primo quarto interlocutorio, con la Virtus a sfruttare la stazza di Julian Gamble contro i lunghi mignon di Trieste ed i giuliani a rispondere prima con Jones, poi con tre triple consecutive di Elmore (20% in stagione…) che si mette in grande ritmo. Il secondo quarto rimane in equilibrio fino al 5′ , quando Djordjevic ha la nefasta idea di riproporre il quintetto con Hunter da numero 4. Cavaliero e Elmore puniscono da 3 punti sui cambi difensivi, parziale di 17-8 e Trieste va al tè avanti di 13. Rientra la V con un quintetto sensato e pareggia a quota 48 a meno di 4′ minuti dalla fine del terzo quarto e si va all’ultimo riposo con Djordjevic che usa le seconde linee in un quintetto (Pajola, Teodosic, Cournooh, Baldi Rossi, Hunter) che sarà il migliore tra quelli schierati dalla Segafredo. Teodosic segna a ripetizione, i gregari della Virtus tengono in difesa e con 6’38” sul cronometro Milos firma da 3 il primo vantaggio. Trieste però non molla, con Da Ros che segna due canestri consecutivi, il secondo da tre punti su una difesa pigra di Ricci. Pajola tiene il campo alla grande e Djordjevic lo lascia in campo a lungo al posto di Gaines. Hunter e Gamble, uno alla volta, danno solidità sotto canestro ed anche di fronte ad una imprecisione disperante su tiri aperti da parte di tutti, meno il 44, la Virtus reagisce e rientra dal -6 a 1’50” dalla fine che avrebbe potuto far gettare la spugna. Invece la difesa, un canestro ed un tiro libero di Gamble ed un 2/2 di Teodosic dalla lunetta regalano il pareggio al 40esimo. Il supplementare è un recital di Teodosic, Trieste prova orgogliosamente a restare attaccata alla partita ma Milos colpisce prima dall’area, poi dall’arco, poi dalla lunetta e con 9 punti, ben coadiuvato dai due centri che si alternano facendo il vuoto sotto canestro, regala la nona vittoria alla Virtus.

FATTORE X DELLA PARTITA: Il quintetto con l’ottavo, il nono ed il decimo uomo delle rotazioni che regala alla Virtus il pareggio ed il sorpasso ad inizio ultimo quarto: Pajola, Teodosic, Cournooh, Baldi Rossi e Hunter stanno in campo 4 minuti e girano la partita con la difesa degli italiani, i canestri di Milos ed il dominio sotto le plance di Vince Hunter.

PROSSIME PARTITE: La Virtus va ad Andorra per una difficile trasferta di Eurocup prima di dieci, benedetti giorni senza partite in cui richiamare la preparazione, inserire qualche nuovo gioco e rifiatare un pochino.

LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Un quintetto si, un quintetto no

La partita di domenica ha avuto soprattutto due momenti, uno molto negativo ed uno molto positivo, in cui si è visto che alcuni quintetti funzionano molto meglio di altri. Ancora una volta, in una partita dove sia Julian Gamble che Vince Hunter giocano benissimo quando impiegati uno alla volta, il quintetto con i due centri insieme va malissimo. 13 possessi difensivi e -14 di parziale che rischia di costare la partita. Il quintetto che va benissimo, come già detto, impiega invece per ben 4 minuti consecutivi l’ottavo, il nono ed il decimo uomo delle rotazioni, alla faccia della squadra corta e del non potersi fidare della panchina. +6 di parziale, solo 4 punti subiti in 7 possessi difensivi, partita riacciuffata ed inerzia invertita. In una giornata in cui Markovic batte un po’ in testa, Ale Pajola sta in campo benissimo anche in attacco; Baldi Rossi, pur molto in difficoltà davanti, tiene dietro; Cournooh è clamoroso in difesa e produce anche davanti. La Virtus ha bisogno di questi giocatori, ha bisogno che i loro minuti crescano, anche a costo di prendersi qualche rischio, per arrivare a primavera senza giocatori “scoppiati”.

2. Vinta al centro

Offensive e defensive rating dei due centri della Virtus domenica scorsa:

Impressionante, vero? Questo racconta moltissimo del dominio che la Virtus ha avuto nel pitturato, che non si è tradotto tanto in una vittoria a rimbalzo (i rimbalzi si prendono di squadra!) quanto in una occupazione dell’area in cui Trieste non è mai riuscita ad entrare. Questa è stata la chiave della vittoria in una giornata dove la Virtus ha tirato molto peggio dell’avversaria ma si è potuta aggrappare ai suoi due centri che hanno creato seconde opportunità, finalizzato in proprio (16 Hunter, 17 Gamble, in due oltre il 37% dei punti delle V nere) ed impedito agli avversari di avvicinarsi, legando la produzione offensiva di Trieste alle percentuali da tre punti che sono calate nel secondo tempo grazie alla difesa adattata dalla Segafredo, come vedremo in seguito.

3. Fattore Cournooh

Anche per l’assenza di Kyle Weems, David Cournooh gioca la miglior partita della stagione. Ben 26 minuti in campo, un eloquente +21 di +/- che racconta come David sia in tutti i quintetti positivi della Virtus. In una serata dove sia Frank Gaines che Stefan Markovic faticano un po’, trova anche due canestri importanti oltre ad essere con Pajola l’arma usata da Djordjevic che toglie, nel secondo tempo, il tiro ad Elmore prima ed a Cavaliero poi, spegnendo di fatto le bocche da fuoco che avevano portato Trieste all’ampio vantaggio dell’intervallo. Seconda partita positiva dopo quella di mercoledì in coppa, la Virtus ha davvero bisogno delle sue gambe in difesa ma anche delle sue incursioni e del suo tiro in attacco. Team Qonu!

4. Sarebbe un assist, ma…

A Trieste la Virtus ha fatto una fatica bestiale in attacco, soprattutto perché ha sbagliato una miriade di tiri aperti, almeno 5 con buoni tiratori piedi per terra, liberissimi; anche per questo, domenica la Virtus ha chiuso con meno assist del solito (“solo” 18 e “solo” il 54.5 di Assist%). Quanto sia comunque buono questo dato lo fa capire questa tabella:

Assist, assist % ed assist ratio delle squadre di serie A

La Virtus è prima per numero di assist, assist % (quanti canestri sono generati da assist) e assist ratio (percentuale dei possessi dei giocatori che terminano con un assist) del campionato, con la seconda che arriva… almeno terza!

5. Il tiro da tre punti avversario

La Virtus ha evidenziato, da alcune settimane, la tendenza a subire molti tiri da tre punti. La partita con Trieste non fa eccezione, ben 10 triple a segno per i Giuliani, con un eccellente 43%. Se però dividiamo i dati, è interessante vedere cosa sia successo nello sviluppo della partita:

Andamento del tiro da tre punti per Trieste

La Virtus adatta la difesa alla partita, togliendo sia la qualità che la quantità dei tiri a Trieste, in questo aiutata moltissimo da Gamble e Hunter che dominano l’area consentendo ai compagni di effettuare closeout “forti” rischiando qualche penetrazione, su cui arriva puntuale ed efficace l’aiuto dei centri. La Virtus, in generale, è la squadra che concede più tiri da tre punti di tutto il campionato, ma con percentuali accettabili per la difesa:

Tiri da tre punti concessi dalle squadre di serie A e relative percentuali

Contro le V nere le squadre avversarie tirano molto, ma non hanno percentuali sopra media. Questa scelta pare ormai parte del DNA della Segafredo, bisogna solo non farsi prendere dal panico quando gli avversari hanno dei quarti da 60% al tiro. La squadra ha dimostrato di riuscirci, forse dovrebbero imparare anche i tifosi 🙂

Leonessa Brescia – Virtus: il post partita di VNera

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Bella, bellissima vittoria per la Virtus sul campo della Leonessa Brescia; campo veramente difficile, dove poche squadre, crediamo, passeranno. Partita intensa, con momenti di bella pallacanestro ed altri di basket sporco e cattivo. La Virtus è stata solida e mentalmente presente per tutta la gara, non disunendosi anche quando era sotto né innervosendosi per un arbitraggio (e non ne parliamo mai, qui) veramente di bassa qualità, parso piuttosto amico della squadra di casa.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: la Virtus espugna il PalaLeonessa vincendo 82-80.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Parte bene la Virtus, contrariamente alle ultime uscite. Sulla prima azione già il primo errore arbitrale, con una interferenza clamorosa non fischiata ed il primo canestro negato a Frank Gaines. Gamble, lo stesso Gaines e Ricci firmano il 7-2. Rientra Brescia, con Abass e Cain, mentre per la Virtus entra Teodosic che si fa sentire in penetrazione. Il primo quarto finisce 20-19, con le difese in sofferenza. Prova a scappare Brescia a inizio secondo quarto tirando bene, ma la Virtus resiste, con Baldi Rossi che nel momento più complicato fa due cose fantastiche in difesa. Abass, Lansdowne, Warner colpiscono dall’arco, la V risponde con le percussioni di Markovic ed i canestri dalla spazzatura di Hunter. Si va al tè sul 41-40 Brescia, con la V sotto 16-10 a rimbalzo e Brescia che tira con quasi il 40% da tre, e sembra un affare per le V Nere.

Le statistiche avanzate di squadra

Parte forte Brescia nel terzo quarto, con gli arbitri che continuano un indesiderato show tra falli non fischiati su Teodosic, picchiato sistematicamente ed impunemente in penetrazione, e decisioni incomprensibilmente invertite; Cain fa la voce grossa sotto le plance, Abass colpisce con continuità, Vitali fa girare la squadra e Brescia va a + 7. La Virtus è bravissima a ricucire con Markovic. Ultimo riposo sul 62-59, la Virtus non molla. Scappa ancora Brescia in apertura di ultimo quarto, c’è spazio anche per l’ormai consueta tripla di tabella di Vitali, ma di qua sale in cattedra Milos, che guadagna falli e fa canestro, mentre in area Gamble e Hunter prendono le misure ai lunghi bresciani. Momento difficilissimo a quattro minuti dalla fine sul -6, ma ancora una volta la Virtus si compatta in difesa e si affida al suo campione in attacco: cinque punti in fila per il 74-73. Markovic difende alla grandissima su Vitali che gli rifila una gomitata in penetrazione, antisportivo e la Virtus pareggia a tre giri di lancetta, con Markovic che fa 1/2 e sorpassa con la tripla di Pippo Ricci assistito dal solito, ottimo Vince Hunter. Mancano 2 minuti e mezzo e la Virtus non si volta più indietro. Difesa forte, un fallo guadagnato da Hunter che sbaglia il secondo libero ed ancora Pippo Ricci con un rimbalzo offensivo di platino per guadagnare secondi. Brescia non segna più, stritolata dalla difesa della V. Milos invece subisce falli che ogni tanto vengono fischiati e va in lunetta per l’1/2 del più 5. Awudu Abass, gran partita la sua, la prova a rimettere in piedi con il tiro da 3 più fallo a 30″ ma sbaglia il supplementare. Palla a Milos, con Moss a mettergli pressione. Blocco alto a destra di Hunter, bravissimo sia a scegliere il tempo del blocco che a portare via il difensore sul palleggiatore, con Cain che accetta il cambio e concede due o tre centimetri di troppo a Milos. BUM.

Ma che giocatore! Ma che campione!

FATTORE X DELLA PARTITA: Stefan Markovic e Milos Teodosic hanno preso in mano la squadra nei momenti complicati. Sugli scudi oggi la coppia di playmaker serbi della Virtus.

PROSSIME PARTITE: Due partite impegnative per chiudere questo miniciclo: Monaco in casa, importantissima per il primato del girone in Eurocup, e la trasferta di Reggio, più insidiosa di quel che può sembrare.

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Abbiamo battuto una ottima squadra

Brescia è una delle migliori squadre del campionato e dobbiamo ricordare sempre che non è scontato, tutt’altro, andare a vincere in casa di squadre forti. La Leonessa vince la battaglia a rimbalzo, 41-36, ha una prestazione straordinaria da Awudu Abass, forse il miglior giocatore italiano del campionato, che chiude con 18+12, Lansdowne e Horton sono due americani di valore, Tyler Cain a tratti ha dominato sotto canestro e Brescia è parsa davvero ben allenata. La vittoria di ieri è una grande vittoria, di quelle che non vanno date per scontate, e se si fosse perso non sarebbe stato un dramma. Ricordiamocelo nella difficile trasferta di domenica prossima a Reggio, contro un’altra ottima squadra.

2. Aree chiuse

La Virtus sta iniziando, prevedibilmente, ad affrontare squadre che si adattano al suo modo di attaccare e non concedono quello che i bianconeri cercano, in particolare l’appoggio della palla ai centri ed il pick and roll centrale, scegliendo di lasciare altre soluzioni pur di togliere queste. Questo aspetto del gioco si riflette nell’aumento dei tentativi da tre punti. Il numero puro di tiri da tre per partita è andato aumentando dai 20 delle prime due ai 29 della gara di sabato sera, ed il numero di tentativi per 100 possessi è passato da 22 a 35. D’altro canto, abbiamo visto praticare molto spesso, soprattutto dai nostri due playmaker, un’altra soluzione per attaccare una difesa che chiude l’aria su P&R, ovvero la penetrazione su pick and roll abortito. Sia Teodosic che Markovic hanno usato più volte questa soluzione appena il bloccante rollava con poco “show” del difensore per evitare appunto la rollata forte a canestro. A quel punto restano scoperti sia il tiro da tre punti, soprattutto se il difensore del palleggiatore passa dietro il blocco, sia il lato opposto al roll, se il difensore sceglie di passare avanti. I nostri playmaker leggono benissimo la situazione e la sfruttano, facendo quel che bisogna fare: sfruttare lo spazio lasciato dalla difesa, perché ogni scelta sul P&R comporta una soluzione più praticabile per l’attacco.

Le statistiche avanzate dei giocatori

3. Il momento di Frank Gaines

Frank Gaines ha giocato contro Brescia finora la sua peggior partita in maglia Virtus. Però attenzione, perché il suo non è un “momento” negativo: con Varese i suoi dati di OR e DR sono i migliori della squadra, pur non avendo fatto una partita appariscente. Il momento di Gaines pare essere legato a doppio filo con quello di Kyle Weems, forse anche provato dalle note difficoltà familiari. Gaines viene più spesso utilizzato al posto di Weems e va in difficoltà contro squadre fisiche, con Brescia come con Venezia, come pure con Patrasso. I tentativi a canestro sono diminuiti, dai 12 e 14 delle prime due giornate a 7-8 delle ultime, così come è in controtendenza il tiro da tre punti: la squadra tira di più e Gaines di meno. Che sta succedendo? Che molto spesso a Gaines arriva la palla negli ultimi sei – sette secondi di azioni non particolarmente ben condotte ed il nostro 0 accetta di prendersi una penetrazione e provare a risolvere un cattivo attacco. Attenzione anche alla qualità dei tiri, non sempre colpa del tiratore, quando si analizza una prestazione.

4. I minuti di Markovic… e degli altri

Stefan Markovic è il giocatore con minutaggio più alto della Virtus. Più ancora di Kyle Weems, di cui si è ripetuto allo spasimo che “non ha un cambio”. Markovic gioca 31 minuti di media in campionato, inclusi i soli 20 di Pesaro in cui ha sostanzialmente riposato. In generale, la tendenza di Djordjevic ad accorciare già le rotazioni a questo punto della stagione contro le squadre forti è abbastanza marcata. Domenica abbiamo avuto 7 giocatori soli con più di 11 minuti e Cornoouh con 11 e Baldi Rossi con 10. Arriviamo a dire che a questo punto della stagione forse sarebbe addirittura preferibile provare ad allungare le rotazioni anche a costo di perdere qualche partita, perché il rischio di spremere giocatori ultratrentenni c’è. Anche questo è uno dei problemi causati dalla pressione alla vittoria a tutti i costi a cui certamente la Virtus è sottoposta.

I quintetti schierati da Djordjevic contro Brescia

5. La difesa sul tiro da 3

Si consolida una tendenza che parla molto della Virtus di quest’anno e delle scelte di gioco chiare che si stanno facendo: la Segafredo è prima nella statistica relativa alla percentuale concessa agli avversari da due punti, con un ottimo 46%, dato davvero basso. D’altra parte, è solo a metà classifica per quanto riguarda la percentuale concessa da tre punti, 31%, dato non bassissimo. Ancora più interessante il dato del numero dei tiri concessi: la Virtus è la squadra che concede più tiri da tre punti agli avversari, che concludono da dietro l’arco mediamente 31 volte a partita, davvero tante. La scelta è chiara: lasciamo il tiro da tre punti e chiudiamo l’area, salvo poi agire aggiungendo aggressività ai closeout qualora gli avversari ci puniscano con troppa frequenza. Per ora la scelta ha pagato, vediamo gli adattamenti progressivi delle squadre che ci affronteranno dopo averci visto e studiato.