Carta d’identità: Julian Gamble

Julian Gamble
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Il backup scelto per coprire le spalle a Vince Hunter e, chissà, giocare al suo fianco schierando l’artiglieria pesante è una conoscenza della Virtus, che l’ha incontrato nei quarti di Champions League. Julian Gamble era il centro del Nanterre 92, ed ha giocato due signore partite contro la Vnera. La prima soprattutto, 12 + 12 in casa dominando nel pitturato ed essendo il migliore dei suoi.

Julian Gamble

LA CARRIERA

Dopo la NCAA a Miami, con numeri non più che discreti, inizia subito l’avventura europea nella serie B francese. Poi passa al campionato belga, due anni al Basic-Fit Brussels, da lì a quello tedesco, altre due stagioni al Telekom Bonn, e l’anno scorso al Nanterre92, dove raggiunge i quarti uscendo contro la Virtus.

Gli Highlight della partita di andata contro la Virtus, con tutto il repertorio di Julian Gamble: Pick and Roll, posizione profonda e strong finish sotto canestro

Le statistiche di Julian Gamble sono più o meno costanti negli anni. A cavallo della doppia cifra di punti, attorno ai 6 rimbalzi in un impiego medio tra i 20 ed i 25 minuti. Molto interessanti come al solito, al di là di questi numeri, le statistiche avanzate che ci raccontano molto di più del giocatore: spesso sotto i 105 di defensive rating (eccellente il 97.8 della BCL di quest’anno), spesso sopra il 115 in offensive rating, costantemente sopra il 10% di OR% e sopra il 22% di DR%, questi numeri ci parlano di un giocatore essenzialmente funzionale, che non spicca ma non delude in nessuna fase del gioco. 

L’impressione è di trovarsi di fronte ad un giocatore dal talento limitato ma che riesce con le sue doti fisiche e le cose che sa fare bene in campo ad essere utile alla squadra. 

Le statistiche tradizionali in carriera di Julian Gamble (qui il link alla pagina del giocatore sui Real GM)

CARATTERISTICHE FISICHE

Julian Gamble è il classico centro “pesante”, 2.08 per 120 kg, mancino, molto fisico e non esageratamente atletico. Nato nel 1989, compirà 30 anni a settembre ed è quindi un giocatore arrivato alla sua completa maturazione.

Come lo ha descritto anche Lorenzo Neri, scout freelance ospite di Simone Mazzola per una recente puntata di Backdoor Podcast.

Gamble è un lungo più tradizionale rispetto a Hunter. Più interno, fisico, grande bloccatore. Non ha l’agilità dell’ex AEK ma come rollante ha il suo valore. Soprattutto a rimbalzo è uno che farà sentire il suo peso.

ATTACCO

Come detto, Julian Gamble sembra un giocatore in grado di fare non moltissime cose ma tutte piuttosto bene. In attacco è un bloccante di primo livello ed un eccellente rollante – dote che immaginiamo abbia attratto l’attenzione degli scout Virtus, visto chi avrà la palla in mano quest’anno. Senglin, nella stagione appena conclusa, ha sfruttato moltissimo la sua pulizia e consistenza nei blocchi sia per sceglierlo come bersaglio del passaggio, sia per costruirsi tiri dopo il blocco, se il difensore passava “sotto”.

Nel roll tende ad usare l’altra caratteristica positiva che gli vediamo: è uno strong finisher, usa bene il fisico per concludere di potenza vicino a canestro e predilige prendere posizione profonda più che eseguire un P&R esageratamente dinamico o concludere in alley-oop. Oltre al Pick and Roll è bravo a prendere posizione profonda in situazioni di contropiede secondario e nell’attacco a metà campo, sgomitando generosamente. Come detto, poche cose ma fatte bene. 

Le statistiche avanzate in carriera di Julian Gamble (qui il link alla pagina del giocatore su Real GM)

Nella ricezione in post basso è pericoloso sul lato destro dell’attacco, dove tende a prendere palla e concludere in semigancio o in appoggio dopo alcuni palleggi verso il centro, con una discreta sensibilità nell’utilizzare la tabella. Non è il postino, ma dargli la palla in post può essere una soluzione, specie contro avversari più leggeri e con difficoltà a chiudere la mano mancina.

La migliore prestazione offensiva dell’anno per Gamble in BCL al Taliercio. Nel video tutto il suo repertorio offensivo, fatto di posizione profonda, consistenza e solidità fisica sotto canestro contro un “susanello” come Gasper Vidmar, esecuzione ordinata dei Pick and Roll, ed una bella stoppata in cui prende il tempo a Mitchell Watt.

I tiri liberi sono decisamente un tallone d’Achille, con parecchie stagioni finite sotto il 50%. 

Non è un rimbalzista strepitoso ma tende ad essere relativamente più efficace in attacco che in difesa, soprattutto guadagnandosi secondi tiri su conclusioni da vicino che lui stesso sbaglia. Molto consistente anche fisicamente, come detto, nei pressi del ferro. 

Giocatore da non molti tocchi in attacco, ma con gente come Teodosic, per giocare i pick & roll, o Gaines, per portargli blocchi e liberarlo al tiro, farà molto comodo. Dovrebbe comunque essere il cambio di Vince Hunter.

Ancora un bel video del non vario ma solido repertorio offensivo di Julian Gamble. Notare la solidità nei blocchi, sempre molto puliti e fermi, ed il tempismo nel roll; nell’ultima azione una magnifica posizione profonda che l’attacco sfrutta con un triangolo di passaggio e Julian chiude in schiacciata.

DIFESA

In difesa Julian Gamble è un giocatore abbastanza consistente, pur non essendo un atleta clamoroso. Spesso sopra al 5% di block percentage (dato tutt’altro che trascurabile), sembra sveglio in aiuto e, ancora, consistente sotto canestro.

Una stoppata di Gamble, fatta di non straordinario atletismo ma di perfetta posizione ed intelligente lettura. Non salta due metri, ma tiene perfettamente il centro dell’area, non staccandosi sull’avversario in posizione non pericolosa, ed aiuta con tempismo sulla penetrazione persa dal compagno.

Tende ad andare più in difficoltà sui P&R che sulla difesa 1vs1 anche se sembra a volte un po’ pollo nella gestione dei falli, aspetto che dovrà assolutamente contenere con Djordjevic.

Non stiamo parlando di un clamoroso rim protector ma probabilmente di un giocatore che è in grado di mettere un corpaccione consistente contro quei centri con cui Vince Hunter dovesse soffrire per taglia, senza far perdere troppo in attacco. 

Come detto, non è Dennis Rodman ma tende ad essere piuttosto ordinato nell’esecuzione del tagliafuori, favorendo anche altri rimbalzisti di posizione o di atletismo tra i piccoli. 

Difensore non particolarmente versatile, non ha piedi molto veloci. Però ha braccia lunghe, dentro l’area si fa sentire, non si fa spostare.

Carta d’identità: Vince Hunter presentato da Christos Tsaltas di SDNA

Vince Hunter
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Dopo settimane di rumors sul giocatore, l’annuncio: il 22 luglio Vince Hunter diventa ufficialmente un giocatore della Virtus.

Un grande colpo per la Segafredo, che aggiunge al roster il capocannoniere della scorsa Basketball Champions League, ma anche un atleta di prospettiva, visti i soli 25 anni (ad agosto) del ragazzo.

LA CARRIERA

Vince, dopo l’high school nella natia Detroit, ha svolto il suo percorso collegiale a Utep, in Texas. Freshman dell’anno in Conference USA nel 2013-2014, 15 punti e 9 rimbalzi di media nella sua stagione da sophomore.

Nel 2015 tenta il salto in Nba, senza però essere scelto al Draft. Quindi partecipa alla Summer League con Philadelphia e firma con Sacramento, venendo tagliato al termine del training camp.

Quindi passa in DLeague con i Reno BigHorns, mettendo assieme grandi numeri (22+11 di media) che gli valgono la chiamata per l’All Star Game della seconda lega americana. A tre giorni distanza dal quale firma con il Panathinaikos, inaugurando così il suo cammino europeo. Con i Green gioca fino al termine della stagione esordendo anche in Euroleague.

Queste le sue parole al sito Germanhoops.com (al link potete trovare l’intervista completa)

Giocare per una squadra di Eurolega è stata davvero una gran cosa. Ho avuto da subito a che fare con un tipo di basket diverso da quello a cui ero abituato e questo mi ha aiutato. Inizialmente ero davvero spaesato. Non conoscevo questo tipo di basket, ma in campo l’ho scoperto in fretta. Sono arrivato convinto di poter fare 30+20 ogni partita, ma ho capito subito che era semplicemente impossibile. Capitava anche che tirassi una o due volte in tutta una partita

Le sue statistiche tradizionali in carriera (da Real GM)

Nell’estate del 2016 passa di nuovo per Summer League e Training Camp NBA, per poi firmare in Russia all’Avtodor Saratov.

L’estate successiva, invece, il circuito delle leghe estive lo porta al tanto agognato contratto NBA. Sono i Memphis Grizzlies a dargli un’opportunità. Che si esaurisce in quattro partite, al termine della quali attraversa di nuovo l’Oceano Atlantico, per approdare all’AEK Atene, con cui vince Champions League e Coppa di Grecia in compagnia di Kevin Punter.

Infrange parecchi cuori nella Capitale questa volta, così i gialloneri lo confermano. E lui non tradisce, giocando nettamente la sua miglior stagione europea fin qua. Arriva una Coppa Intercontinentale e in Champions League, pur uscendo ai quarti contro Bamberg, rimane in corsa fino all’ultimo per il titolo di MVP.

In patria non va altrettanto bene: il suo AEK (e di Luca Banchi) non sfrutta il circo Olympiakos e sciupa a gara 5 di semifinale con Patrasso la chance per giocarsi il titolo contro il Panathinaikos.

Le sue statistiche avanzate in carriera

Noi di VNera quindi abbiamo deciso di intervistare colui che per primo ha dato la notizia di un possibile approdo di Hunter sotto le Due Torri: Christos Tsaltas di Sdna.

Prima di tutto Vince è un ragazzo molto tranquillo. Gentile ed educato con i fan ed i giornalisti. Fa battute e quando gioca bene ha sempre una gran voglia di parlare.

CARATTERISTICHE FISICHE

Nato il 5 agosto 1994, in molti a Bologna, al suo annuncio, si sono chiesti se fosse un centro o un’ala grande. Nonostante i 203 centimetri Vince Hunter è assolutamente e indubitabilmente un centro.

Ricalca appieno il modello di 5 sottodimensionato che compensa la carenza in centimetri con atletismo, voglia e iperattività in campo. E lo fa a un livello decisamente elevato, aiutato dai suoi 211 centimetri di apertura di braccia.

Dati che chiariscono bene quale sia la posizione naturale di Hunter

Fisico tosto ma gambe veloci. Hunter può andare a lottare nei pressi del ferro grazie alle sue capacità di salto, così come rendersi pericoloso fronte a canestro, attaccando l’avversario dal palleggio.

La sua attività in campo è un valore aggiunto anche in difesa e completa il pacchetto di un giocatore che porta in dote tantissime qualità che a prima vista non gli si attribuirebbero.

Le cose migliori in Grecia le ha fatte da centro, giocando da bloccante nel pick & roll o in isolamento. Vince è un buon difensore. Non il migliore in Europa, ma gioca molto bene sul proprio lato di campo. Magari potrebbe avere qualche problema a marcare centri molto più grossi come Gudaitis, ma in generale sa il fatto suo in difesa.

ATTACCO

I suoi 18 punti di media in Champions League testimoniano come la Virtus abbia preso un giocatore che sa mettere il pallone dentro il canestro. E questo deriva, come dicevamo in precedenza, dalla sua costante attività in campo. Può correre in transizione ed essere pericoloso sui giochi a due, sia come rollante classico che in situazioni di “short roll“.

Ma non è finita qua. Perché Hunter ha anche ottime mani per il tipo di giocatore che appare da fuori. Sa trattare il pallone, può attaccare in palleggio in maniera competente, passa meglio di quanto si crederebbe (12% di assist percentage non è un numero usuale per un centro) anche se deve migliorare nelle letture dei raddoppi.

È un grande passatore ed un grande esecutore. È molto bravo a giocare per se stesso e può segnare in svariati modi. Nei pressi del canestro è uno che crea sempre problemi alle difese avversarie.

Vince Hunter

Il suo range di tiro non si estende oltre i 4/5 metri, ma dalla media può comunque essere un’opzione utilizzabile. Dai liberi, invece, la situazione è negativa ma non disastrosa: circa il 63% l’anno scorso, che rispecchia i numeri tenuti in carriera. Un dato che vanifica in parte il fatto che Hunter sia molto abile a conquistare falli (oltre sei liberi di media tentati nella ultima Champions League).

Lo scorso anno Vince Hunter ha tirato molto dalla media con risultati abbastanza scarsi, però. Coach Luca Banchi gli ha dato questa libertà per provare a renderlo pericoloso su più zone del campo. Il lavoro si è visto, comunque, con il suo tiro che nel corso dell’anno è andato in crescendo.

Un altro aspetto che deve essere migliorato sono i tiri liberi. Durante la stagione ha avuto alcune partite in cui ha tirato con percentuali davvero terribili. Questo è un tratto del suo gioco cruciale se vuole crescere come giocatore.

DIFESA

Versatilità è il termine che più si addice a Hunter nella propria metà campo. Può reggere il contatto nelle battaglia d’area e, al contempo, uscire sui pick & roll cambiando quasi indifferentemente su cinque ruoli. Una dote fondamentale per le idee difensive di Sasha Djordjevic.

Può apparire dal lato debole per una stoppata in aiuto (oltre il 4% di block percentage in carriera), pur non essendo uno specialista del fondamentale, così come intervenire sulle linee di passaggio per rubare un pallone (1.4 recuperi a partita quest’anno).

Non è un rimbalzista eccezionale: 15,6% di total rebound percentage in carriera, 6 rimbalzi di media in 25′ l’anno scorso.

L’anno scorso ha lavorato molto sul suo posizionamento dal lato debole. Lo ha migliorato rispetto agli anni precedenti. Il suo atletismo lo aiuta a coprire molto il campo. Anche nella difesa può stoppare in qualsiasi modo l’avversario: che si tratti di una semplice penetrazione o un tiro dalla media.

In definitiva Hunter arriva per essere una delle prime punte di questa Virtus. Dopo due anni in Grecia giocando la Champions League prova ora il salto in Eurocup, per cercare di rientrare in quella Eurolega che lo ha masticato e sputato quando aveva solo 21 anni.

Il pick & roll con Teodosic promette scintille. La sua fisicità e il suo atletismo garantiscono highlight per il pubblico, di cui si candida ad essere uno degli idoli.

Carta d’identità: Frank Gaines raccontato da Fabrizio Provera, Carlo Perotti e Alessandro Palermo

Frank Gaines
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Dopo il grande colpo Teodosic, è Frank Gaines il secondo straniero firmato dalla Virtus Bologna per la stagione 2019/20.

Reduce da un campionato a Cantù dove, nonostante i problemi societari, è riuscito a trascinare la squadra lombarda ad una tranquilla salvezza, avvicinandosi più della Virtus ai play-off.

VNera per l’occasione ha parlato con Carlo Perotti di Basketinside, Fabrizio Provera di Ticino Notizie e Alessandro Palermo, addetto stampa della Pallacanestro Cantù.

LA CARRIERA

Dal 2008 al 2013 ha partecipato al campionato NCAA con la piccola Purdue Fort Wayne in Summit League, disputando un totale di 123 partite e registrando nella stagione da senior una media di 19,8 punti con il 34,4% da tre.

Dopo l’esperienza al college e la mancata chiamata in Nba viene selezionato al draft NBDL 2013 dai Maine Red Claws, con la prima scelta del secondo giro. Al termine della stagione verrà nominato “Giocatore più migliorato” del campionato.

Durante la sua esperienza nella lega di sviluppo gioca anche in Venezuela, con i Gigantes de Guayana, nelle cui fila disputa solo cinque partite, con una media di 15 punti, il 36% da tre e il 77 ai liberi in poco più di 20’ di utilizzo.

Nel 2014 arriva l’esordio in Italia a Caserta, dopo un’apparizione alla Summer League di Orlando con i Miami Heat. In Campania, però, dura poco: il 17 dicembre del 2014 si separa e approda a Pesaro chiudendo la stagione due mesi dopo e finendo l’anno tra DLeague (Oklahoma Blue) e Portorico (Caciques de Humacao).

Frank Gaines
Frank Gaines in maglia Pesaro

L’esperienza nel Vecchio Continente prosegue in Polonia, con il Wilki Morskie Szczecin, e l’anno successivo in Germania con il Rasta Vechta. Nel 2017/2018 è compagno di Yannick Moreira al Parma Perm, dove gioca una buona VTB League. Poi l’arrivo a Cantù, di cui ci parla Alessandro Palermo.

A Cantù Frank Gaines è stato una sorpresa per tutti. Arrivato in punta di piedi, è riuscito, molto velocemente, a smentire gli scettici già pronti a puntargli il dito contro dopo le brutte esperienze a Pesaro e Caserta. Personalmente sapevo di trovarmi di fronte un giocatore differente rispetto alle esperienze precedenti perché, nel frattempo, erano passati ben quattro anni. A mio avviso, un giocatore in un tale lasso temporale può cambiare radicalmente.

Quello che mi ha colpito di più in lui è sicuramente la sua abnegazione. Il cosiddetto “uomo in missione”. La scorsa estate sceglie di tornare in Italia per un unico motivo: cancellare totalmente il vecchio ricordo che gli appassionati di basket italiano avevano di lui per crearne uno nuovo. Vi svelo un aneddoto incredibile: a inizio stagione gli feci un’intervista nella quale lui mi disse che voleva diventare il capocannoniere del campionato.

Il suo ingaggio non fu preso benissimo dai tifosi proprio per quel ricordo negativo che aveva lasciato quattro anni prima. Decisi, dunque, saggiamente, di ammorbidire il suo pensiero, dicendo solamente che l’obiettivo di Gaines era quello di chiudere il campionato risultando uno dei migliori esterni della lega.

Alla fine ci è riuscito per davvero, diventando il re dei marcatori dello scorso campionato.

Detto ciò, Frank è un ragazzo con delle doti umane importanti. Un vero professionista, in tutto e per tutto. Esigente con se stesso e con l’ambiente che lo circonda. È un giocatore ambizioso, come avrete potuto capire, e molto intelligente sia dentro che fuori dal campo.

Ha visione di gioco e ottime letture. Inoltre, cosa da non sottovalutare nonostante i grandi numeri offensivi, è anche un buon difensore, oltre che un noto tiratore dall’arco dei tre punti.

Statistiche Tradizionali Carriera Frank Gaines

StagioneSquadraCampionatoGPMINFGMFGAFG%3PM3PA3P%FTMFTAFT%OFFDEFTRBASTSTLBLKPFTOVPTS
2013-14GigantesVenezuela521.14.611.60.3971.850.3645.20.7690.81.42.20.41.20.21.40.415
2014-15Caciques de HumacaoPorto Rico1932.68.5318.160.473.117.630.4074.956.210.7970.843.424.261.581.840.5832.5325.11
2014-15Pasta Reggia JuveCasertaLega A923.22.898.560.3381.114.220.2631.782.220.80.111.781.890.330.560.112.891.338.67
2014-15Consultinvest VL PesaroLega A619.52.337.830.2980.673.50.190.831.330.6251.171.172.330.1710.171.830.836.17
2014-15ComplessivoTotale3427.85.9413.790.4312.1560.3583.384.290.7880.712.593.2911.350.382.761.9117.41
2015-16King Wilki Morskie SzczecinPolonia3625.94.5310.190.4441.423.920.3621.922.750.6970.813.143.941.421.110.362.782.2212.39
2016-17SC Rasta VechtaBundesliga3229.15.1611.720.441.885.250.3572.814.160.6770.312.222.532.381.190.53.032.3415
2017-18Parma Basket PermVTB League2325.45.1311.870.4321.875.740.3262.873.740.7670.522.222.741.480.870.32.521.4315
2017-18Parma Basket PermEurope Cup427.97.2515.750.461.560.255.570.7861.52.541.51.2502.52.7521.5
2017-18ComplessivoTotale2725.85.4412.440.4381.815.780.3143.264.220.7720.672.262.931.480.930.262.521.6315.96
2018-19Red October CantuLega A3033.86.5714.770.4452.637.870.3354.535.870.7730.532.633.172.571.070.23.52.720.3
2018-19Red October CantuBCL4306.5130.53.758.50.4414.560.7511.52.52.251.250.253.751.521.25
2018-19ComplessivoTotale3433.36.5614.560.4512.767.940.3484.535.880.770.592.53.092.531.090.213.532.5620.41

CARATTERISTICHE FISICHE

Quello che colpisce a prima vista di Gaines è la lunghezza delle sue braccia: su un corpo di poco più di un metro e novanta sono attaccate due prolunghe che gli danno un’apertura di 206 centimetri.

Il tutto su un corpo che è un fascio di muscoli (circa novanta chili), compatto ma filiforme, e lo rende giocatore rapido ed esplosivo. Non è un saltatore impressionante, ma ha ottima velocità di base.

Come sottolinea Fabrizio Provera:

Un corpo super per essere una guardia

ATTACCO

Quest’anno è stato quello che si definisce un “volume scorer“. Ha avuto tante responsabilità (settimo in serie A per usage, 27%, tra i giocatori con almeno 15 partite giocate e 15′ di media in campo, dato in linea con la sua carriera), ma ha saputo essere abbastanza efficiente. 32 volte in doppia cifra su 34 partite complessive, ha prodotto oltre 20 punti di media con circa 14 tiri a partita, un buon rapporto.

Attaccante poliedrico, che sa fare discretamente diverse cose pur non avendo una go to move. La rapidità gli permette di essere pericoloso in uno contro uno e nei tagli lontano dalla palla. Se batte il suo uomo spesso arriva al ferro anticipando l’aiuto dei lunghi.

In caso contrario lo aiutano le braccia lunghe e il fisico compatto per reggere i contatti, pur non essendo, come detto prima, un grande saltatore. Ha chiuso la stagione con il 57% da due punti, terzo tra le guardie in serie A, sempre considerando i giocatori con ameno 15 partite giocate e 15′ di media in campo e con non meno di tre tentativi da due a incontro.

Gli highlights dell’incredibile prestazione sfoderata a Milano contro l’Olimpia

Da tre probabilmente tira più di quello che le sue cifre consiglierebbero. In carriera è un tiratore da 34,9%, percentuale ripetuta praticamente identica quest’anno, ma su quasi otto tentativi a partita. Può segnare, col suo jumper mancino, ma non è esattamente un cecchino. A volte tende un po’ ad accontentarsi, invece di, magari, attaccare l’uomo o muovere il pallone.

Può concludere passando sul pick & roll, ma anche in situazione di hand off o piedi a terra, come ci dice, ancora, Fabrizio Provera:

E’ dotato di un ottimo tiro piedi per terra e sa costruirsi la sua conclusione. A Cantù era il leader assoluto, in Virtus andrà valutata la sua coesistenza con Teodosic.

Sa trattare il pallone. Non ha le doti di un playmaker puro, intendiamoci, ma può essere quel portatore di palla secondario che quest’anno dovrebbe ricoprire un ruolo di prima importanza per la Segafredo. Può condurre il pick & roll in maniera competente.

Aggiunge Carlo Perotti:

E’ un passatore scolastico, senza grandissima visione di gioco, anche se il sistema di gioco di Cantù non era costruito per mettere particolarmente in luce simili caratteristiche. I suoi compagni giocavano molto per lui, bloccando per liberarlo e cercando di metterlo nelle sue situazioni ideali.

Statistche Avanzate Carriera Frank Gaines

StagioneSquadraCampionatoGPTS%eFG%ORB%DRB%TRB%AST%TOV%STL%BLK%USG%ORtgDRtgPER
2013-14GigantesVenezuela5.540.4744.017.595.733.642.803.090.8929.44125.2118.323.09
2014-15Caciques de HumacaoPorto Rico19.601.5552.7512.487.3510.2510.792.911.4631.87112.4116.721.75
2014-15Pasta Reggia JuveCasertaLega A9.455.4030.539.604.812.8612.271.290.5222.1986.7113.36.33
2014-15ComplessivoTotale34.555.5092.6811.226.667.6710.872.551.2428.45106.3114.617.55
2014-15Consultinvest VL PesaroLega A6.366.3405.637.116.281.769.012.710.8020.5982.6112.16.96
2015-16King Wilki Morskie SzczecinPolonia36.543.5144.1016.0010.0510.2316.312.381.6625.3699.2107.516.23
2016-17SC Rasta VechtaBundesliga32.554.5201.3210.425.6316.1314.752.241.9526.12101.5115.014.32
2017-18Parma Basket PermVTB League23.555.5112.5211.576.8711.039.601.851.2327.47108.9116.516.23
2017-18Parma Basket PermEurope Cup4.571.5086.2112.649.1113.0712.742.460.0036.19108.698.323.47
2017-18ComplessivoTotale27.558.5103.1511.727.2311.2710.231.951.0528.86108.8113.917.11
2018-19Red October CantuLega A30.585.5341.848.785.3613.1113.471.650.5726.71111.8113.216.59
2018-19Red October CantuBCL4.679.6443.986.065.0114.068.752.210.8926.45134.4109.427.90
2018-19ComplessivoTotale34.595.5452.068.525.3313.2112.991.710.6026.69114.1112.816.96

DIFESA

Non è un difensore di primissimo livello, ma con il tipo di caratteristiche fisiche a disposizione sa rendersi utile. Pericoloso sulle linee di passaggio, l’apertura di braccia gli permette di sorprendere l’attacco.

Scommette talvolta sul furto e questo, come conseguenza, porta ad esporre i suoi compagni di squadra quando la rubata non arriva, ma con le sue misure sa diventare stoppatore insospettabile per essere una guardia.

Frank Gaines
Uno scatto della passata stagione

I suoi punti di forza, comunque sono altrove, nella sua metà campo cerca più che altro di limitare i danni. Con quel tipo di fisicità, però, potrebbe essere congeniale alla difesa d’impatto che richiede Djordjevic, in particolare in caso di pressing a tutto campo.

Con la sua grande fisicità sopperisce ad alcune piccole lacune. Difende sulla palla con una buona intelligenza cestistica, anche se ha la tendenza a spendere falli ingenui. (F.Provera)

Consigli per gli acquisti: chi vogliamo come centro

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È estate ed è tempo di mercato. Visto che quotidiani e siti buttano nomi più o meno verificati, anche noi di VNera vogliamo consigliare, RIPETIAMO CONSIGLIARE, qualche nome, prendendo spunto dal modo di giocare di Aleksandar Djordjevic.

In questi articoli, divisi per ruolo, troverete profili di giocatori che possono fare al caso della Virtus, ma che sono semplicemente suggeriti da noi, senza nessun sentito dire o rumors alle spalle.

Con quali centri ha giocato Sasha Djordjevic?

Raduljica, Milutinov, Kuzmic, Marjanovic. Quattro fenomeni, quattro centri che hanno caratteristiche diverse ma una logica lineare in Nazionale. Guardando all’esperienza al Bayern, se Devin Booker è diventato un centro rispettato molto lo deve a Djordjevic, così come Mike Zirbes. Per un periodo Sasha si è portato Raduljica ovunque, prima che arrivassero i dollari cinesi.

Quali sono i centri ideali per Djordjevic?

Crediamo che sia il ruolo più importante delle squadre di Djordjevic. Deve più o meno essere capace di far tutto (tranne portar palla sia chiaro!): visione di gioco in attacco, capacità di lavorare lontano e vicino alla palla e di proteggere l’area in difesa. Insomma la zona del campo chiave.

1. Colton Iverson

Uno dei nomi cercati dalla Virtus l’anno scorso. Stazza da centro vero (213 centimetri per 116 chili) che sa usare per farsi largo sotto canestro. Mani morbide per segnare in vari modi. Curriculum di tutto rispetto (Besiktas, Vitoria, Pinar Karsyiaka, Maccabi, 63 partite di Eurolega) e certo non vecchio (classe 1989). In carriera mai oltre il 107 di rating difensivo, quest’anno 20.6% di total rebound. Tenerife lo ha di fatto mollato, avendo preso Shermadini. Vale un all-in.

2. Zach Auguste

Giocatore diverso da Iverson. Meno centimetri (2.08) ma più muscoli. Meno fioretto, più spada. Signor atleta, specialista del rimbalzo offensivo (14.7% offensive rebound percentage) e più in generale rimbalzista di alto livello. Si è riscattato al Galatasaray dopo un anno al Panathinaikos dove ha sbattuto contro il muro dell’Eurolega. Tanta energia su un atleta che pare in crescita e abbastanza giovane (25 anni).

3. Ismael Bako/Tonye Jekiri

Due nomi assieme per un semplice motivo: se li è presi tutti e due l’Asvel per fare l’Eurolega. Ma erano nella lista entrambi da prima, quindi ce li mettiamo comunque. Bako è l’ennesimo bel giocatore che esce dal campionato belga, movimento sempre più in crescita. Centro dinamico, atletico, ottimo rollatore sui pick&roll. E’ stato uno dei protagonisti della sorprendente Anversa di quest’anno: 10 punti e 5 rimbalzi di media in 20′. Non un rimbalzista fenomenale (16.6% di total rebound) ma ottimo intimidatore (5% di block percentage). Jekiri, lui pure passato del Belgio due anni fa, ha un fisico incredibile (213 centimetri di muscoli) abbinato a buona coordinazione ed esplosività. Lui pure giocatore da pick&roll, con qualche soluzione in più in situazione statica. Al Gaziantep ha timbrato una stagione da 12+10, con numeri avanzati eccellenti a rimbalzo, in defensive rating e mostrando anche una buona propensione al passaggio (15% di assist percentage). Ah, Bako ha 23 anni, Jekiri 24. Decisamente un bell’investimento per i francesi.

4. Mouhammadou Jaiteh

Non fatevi ingannare dalla tremebonda stagione di Torino. Anzi, in quello scempio leggeteci il fatto che Jaiteh sia stato uno dei pochissimi a salvarsi. Stazza da centro vero (211×112), in attacco sa fare più cose: buon giocatore di pick&rol, ma anche con mani capaci di trattare il pallone nei pressi del canestro. A rimbalzo sa far valere eccome quel corpo che porta a spasso: 7 rimbalzi di media in 20′ alla Fiat. 24.2% di defensive rebound percentage, 17.8 di offensive. Giovane lui pure, 24 anni. Merita un chance dopo un’annata del genere.

5. Egidijus Mockevicius

Corpaccione lituano visto nella non irresistibile Pesaro dell’ultima stagione. Con tanti minuti a disposizione ha messo assieme numeri non indifferenti (doppia doppia da 11 punti e 11 rimbalzi). Certo, va fatta la tara al contesto in cui sono stati prodotti. Si è dimostrato un eccellente rimbalzista, specialmente offensivo, finendo ai primissimi posti in Serie A sia per numeri offensivi che difensivi. Non esattamente un intimidatore. In generale nella propria metà campo deve ancora crescere. Era in prestito dal Lietuvos Rytas che, immaginiamo, lo riprenderà volentieri per ritararlo in un contesto Eurocup dopo l’esordio tutt’altro che disprezzabile di due anni fa.

Consigli per gli acquisti: chi vogliamo come ala grande

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È estate ed è tempo di mercato. Visto che quotidiani e siti buttano nomi più o meno verificati, anche noi di VNera vogliamo consigliare, RIPETIAMO CONSIGLIARE, qualche nome, prendendo spunto dal modo di giocare di Aleksandar Djordjevic.

In questi articoli, divisi per ruolo, troverete profili di giocatori che possono fare al caso della Virtus, ma che sono semplicemente suggeriti da noi, senza nessun sentito dire o rumors alle spalle.

Quali sono le ali grandi che predilige Sasha Djordjevic?

Gente grossa, che sappia far un po’ tutto: difendere, prendere rimbalzi e portare blocchi. Sempre con pericolosità da dietro l’arco, requisito ormai indispensabile. Nel suo periodo in Grecia Djordjevic ha avuto James Gist e Antonis Fotsis, mente in Germania ha fatto un anno con Maxi Kleber (ora ai Dallas Mavs), poi sostituito dal fedelissimo Milan Macvan, e due con Danilo Barthel. In Nazionale, come solito, ha l’imbarazzo della scelta: Nemanja Bjelica, Stevan Jelovac, Borisa Simanic.

Quali sono le ali grandi ideali per Djordjevic?

Gente sopra i due metri, grossa fisicamente, con una buona mano da tre e pronta a far battaglia sotto canestro. Giocatori anche non eleganti da vedere ma efficaci. Di quelli che porteresti sempre in guerra quando le cose vanno male.

1. Augustine Rubit

Pupillo della redazione. Giocatore che nella semifinale di Champions contro la Virtus ha forse giocato la sua peggior partita stagionale, ma che resta un atleta meraviglioso. Tocco morbido, movimenti vicino canestro, esperienza (con Bamberg ha giocato in Eurolega). Non è un gigante (poco oltre i due metri) ma per il resto ha tutto quello che servirebbe a una squadra ambiziosa. E, infatti, le sirene in Eurolega per lui hanno cominciato a suonare non appena si è separato ufficialmente dal Brose.

2. Mouhammad Faye

Altro giocatore di livello Eurolega. Dove poi sarà il prossimo anno con la Stella Rossa di Belgrado, con cui si è conquistato il palcoscenico in questa stagione. Visto anche a Varese qualche stagione fa, ha disputato un’annata dove ha messo a disposizione atletismo sotto canestro (17% di total rebound e 4.5% di block percentage), segnando con discreti numeri anche da tre punti (35%). Non è uno scorer, ma uno utility guy di quelli che fanno comodo in tutti i contesti.

3. Jarrod Jones

Cominciamo ad andare su nomi un po’ più avvicinabili. Jones quest’anno ha giocato per il Monaco, dove ha disputato l’Eurocup, e in passato lo si era visto fare faville a Pesaro nel 2016/17. Ala con notevole stazza fisica (2.06 per 104 chili), può mixare gioco fronte canestro (37% da tre punti) e di forza nei pressi del ferro. A rimbalzo si fa sentire (14% di total rebound, 5.4 rimbalzi in 24′ quest’anno), mentre in attacco la sua selezione di tiro non è sempre il massimo (43% complessivo dal campo negli ultimi dodici mesi). Giocatore di qualità che quest’anno è riuscito a stare all’interno di una difesa di squadra di alto livello.

4. Suleiman Braimoh

Nome esotico, nigeriano di nascita, che sarebbe all’esordio in Eurocup. Completamente esploso nell’ultima stagione in Israele, in quell’Hapoel Eilat di cui avevamo già parlato nel capitolo riservato alle guardie. 15 punti e 6 rimbalzi di media in 27′ col 43% da tre punti. Misure non disprezzabili (2.04 per 105 chili), è un giocatore che sa prendersi responsabilità offensive (23% di usage), contribuendo a rimbalzo e dando anche copertura sotto canestro (1,3 stoppate a partita). A 29 anni rischi di inesperienza non dovrebbero essercene.

5. Kenny Gabriel

Dopo una stagione e mezza non troppo esaltante al Panathinaikos, condita comunque da 56 presenze in Eurolega, questo atletone si è trasferito in Turchia, al Turk Telecom, dove ha giocato una discreta stagione, pure lui disputando l’Eurocup. 9 punti e 5 rimbalzi di media in 26′, anche se con percentuali di tiro non proprio esaltanti (34% da tre, 43% complessivo dal campo). Fornisce comunque dinamismo, salti, rimbalzi: una dote che la Virtus dovrà cercare, considerando che i back up saranno Ricci e Baldi Rossi.

BONUS TRACK

  • Jarrod Uthoff: bianco, lungo e smilzo. 2.07 per 100 chili, ultima stagione, esordio in Europa per lui, allo Zenit San Pietroburgo, in Eurocup. E’ un po’ il contrario dei giocatori visti in precedenza. Tutto tranne che grande atleta. Ha movimenti eccellenti, però, per un giocatore della sua stazza e mani morbide (44% da tre su quasi tre tentativi a partita) e a rimbalzo comunque ci va (appena sotto il 14% di total rebound). Sarebbe una scommessa, anche perché quest’anno ha convinto solo a tratti (meno di 17′ di utilizzo), ma talento e potenziale ci sono;
  • Stevan Jelovac: uomo di grandissima esperienza dei campionati europei, che Djordjevic allena in Nazionale. Dopo la stagione 2012/13 passata a Caserta ha preso il volo, mettendo nel CV campionati a Rytas, Saragozza e Novgorod, per poi dividersi l’ultimo anno tra Bamberg e Gaziantep. Giocatore di qualità, praticamente sempre in doppia cifra in carriera. Grosso davvero (2.08 per oltre 110 chili), può quindi giocare doppio ruolo. In carriera da tre ha il 36% e quest’anno ha girato un filo sotto il 40. Buon rimbalzista. E’ uno, però, che in attacco chiede possessi;
  • TJ Cline: altro “biancone”, giovane in questo caso (24 anni), però con già due solide stagioni di esperienza alle spalle, tra Galatasaray e Hapoel Holon (in Champions quest’anno). 2.06 per 104 chili, ala perimetrale dotata di buona tecnica e tiro (40% in stagione sul oltre due tiri a partita). Non altrettanto l’atletismo anche se è più rapido di quanto si potrebbe pensare. Buona attitudine a rimbalzo, spicca per le doti di trattatore di palla che lo rendono passatore temibile (17% di assist percentage in stagione, due volte in tripla doppia nella stagione da senior al college).