VNERA LBA MVP, 1° Giornata: Stefan Markovic

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Avete votato nel nostro recap e con il 60% è Stefan Markovic il vostro MVP nel match tra Segafredo Virtus Bologna – Virtus Roma.

Il playmaker serbo ha chiuso la prima partita sfiorando la doppia doppia con 12 assist, 9 rimbalzi, 1 punto e 15 di valutazione in quasi 29 minuti con le scarpette allacciate.

Markovic ha tirato poco con il 0% dal campo (0/5) e il 50% dalla lunetta (1/2) ma nello specifico però ha recuperato 2 palloni, 8 rimbalzi in difesa e +7 in plus minus.

Le sue statistiche avanzate invece sono 12% come EFG (efficienza in campo in percentuale), 84.5 come difensive rating (punti subiti in percentuale su 100 possessi) e il migliore in Total Rebound (efficacia a rimbalzo in percentuale) con 17.0% e ovviamente come Assist ratio (efficacia a siglare un assist in percentuale) con un altissimo 59.1%

Alessandro Gentile: perché si, perché no

Alessandro Gentile
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E’ uno dei tormentoni del momento in casa Virtus Bologna: il possibile ritorno di Alessandro Gentile.

Un nome che, come normale, scalda i cuori dei tifosi. In positivo o in negativo. Un giocatore che non ha mai lasciato indifferenti nelle varie fasi della sua carriera, non facendo eccezione nemmeno a Bologna.

Un atleta con caratteristiche molto particolari, che sotto le Due Torri mise in luce tutta la sua voglia, il suo carattere, il suo talento. Ma anche la sua complicata collocazione in campo.

Da allora, in mezzo, è corsa una stagione in Spagna, non troppo dissimile da quella virtussina, un cambio di procuratore e, ora, un’estate in Nazionale.

Allora, attendendo che il rebus abbia una soluzione, noi della redazione di VNera abbiamo provato a rispondere sul perché Gentile avrebbe o meno senso con la maglia di questa Virtus, ormai formata ma con un buco aperto dalla partenza di Pietro Aradori.

Cercando di guardare, come sempre, la questione da un punto di vista tecnico/tattico e di compatibilità con questo roster.

Gli highlights dei 25 punti contro il Real Madrid

PERCHÉ SI

Nicolò Fiumi

Credo molto al fatto che i giocatori, a un certo punto della carriera, raggiungano un momento di “consapevolezza”, dove riconoscono come mutare il proprio gioco per allungare e migliorare il proprio futuro.

C’è chi ci arriva prima, chi dopo, chi troppo tardi.

Ci sono motivi che mi inducono a pensare che questo, a 26 anni, sia il momento di consapevolezza di Alessandro Gentile.

Perché il campo ha parlato chiaro. Può essere, probabilmente fino al termine dei suoi giorni da cestista, protagonista in squadre di medio/bassa classifica come giocatore di volume, che utilizza un terzo dei possessi di squadra per se.

Ma in questo modo il suo tetto di rendimento è raggiunto. E, onestamente, vedere un talento cestistico come Alessandro Gentile lottare per salvezze o decimi posti nei prossimi sei o sette anni sarebbe un vero spreco.

Diverso il discorso se accettasse di ricostruire il suo gioco su utilizzi più contenuti e maggiormente indirizzati a mettere in luce i suoi pregi, piuttosto che accendere i riflettori sui suoi difetti.

Il cambio di procuratore, un’estate impeccabile in maglia azzurra dove sta sembrando uno dei migliori, se non il migliore, come atteggiamento e rendimento, spesso in uscita dalla panchina e una forma fisica smagliante.

Tutti indizi che portano a sostenere la tesi di cui sopra.

Forse è arrivato il momento in cui Gentile sostituisce l’Alessandro che vuole spaccare il mondo in solitaria con quello che mette a disposizione del gruppo le proprie caratteristiche più funzionali. Per il bene comune.

E un Gentile con questa impostazione mentale è un valore aggiunto non da poco.

Potrebbe essere il leader di una panchina che, in effetti, ad oggi non ha molti punti nelle mani. La sua capacità di strappare un rimbalzo e creare attacco in pochi secondi, tagliando il campo in palleggio, è una dote di cui la Virtus ora è sguarnita. E in difesa ci sarebbero i giocatori per “nasconderlo”.

Non ci sarà più la mano (non tanto) invisibile di Riccardo Sbezzi a muovere i fili della carriera di Alessandro Gentile (foto Superbasket)

Nicola Bonazzi

La capacità di attaccare il canestro.

Al momento, non pare che abbiamo un esterno in grado di giocare stabilmente post basso. In generale, la Virtus non abbonda di giocatori di post basso (anche Baldi Rossi e Ricci prediligono soluzioni fronte a canestro). Gentile è un buon attaccante di post e in avvicinamento, soluzioni offensive che alla Virtus per ora non sembrano abbondare se si eccettua Vince Hunter, che eccelle in questo tipo di fondamentali.

Il fisico.

Gentile è un giocatore fisicamente di grande impatto, senza dubbio in grado di reggere il confronto con i pari ruolo in Eurocup. Aggiungerebbe fisicità alla panchina e potrebbe dare una mano anche da numero 4, dove Baldi Rossi e Ricci potrebbero soffrire avversari di peso. Assetti con Gentile e Weems sarebbero piuttosto intriganti e duri da digerire per molte squadre in Italia ed in Europa.

I rimbalzi.

Gentile è un buon rimbalzista ed anche in questo fondamentale potrebbe aiutare una squadra priva di grandi specialisti ed i cui esterni non sono particolarmente votati a recuperare carambole. Anche in questo caso, potrebbe aiutare a sopperire prevedibili difficoltà dei due numeri 4, piuttosto perimetrali.

Probabilmente il miglior momento in assoluto della carriera di Alessandro Gentile

Davide Trebbi

Gentile ha solo 26 anni ed è uno degli italiani di punta della prossima spedizione Azzurra al Mondiale Cinese.

È già stato a Bologna e magari dopo tante critiche ricevute ha voglia di far cambiare idea a molte persone. Il cambio del procuratore può essere inteso in questa maniera.

Anche avere Djordjevic come allenatore potrebbe aiutarlo a farlo diventare non solo un’occasione ma una risorsa: sono ancora ben visibili gli ottimi due anni con coach Luca Banchi (molto simile a Djordjevic come modo di allenare e dirigere un gruppo) dove Ale era uno dei migliori giocatori continentali.

Ma è passato, purtroppo, tanto tempo: colpa sua, di chi l’ha gestito, di chi gli ha permesso di fare tante cose. Ecco, forse, se l’ha capito e se riuscirà a rispettare lo stile Djordjevic e controllarsi, allora potrà tornare ad essere un signor giocatore.

Ma tutto è un gigantesco SE.

PERCHÉ NO

Nicola Bonazzi

Lo USAGE.

Gentile è un giocatore abituato ad avere palla in mano, spesso in isolamento, e ad essere ormai da anni, direi da sempre, il primo terminale offensivo delle squadre in cui gioca.

Qui avrebbe davanti certamente almeno Teodosic e Hunter, probabilmente Weems e Gaines. In ogni caso, affidare la palla ad un trattatore piuttosto inefficiente come Gentile quando in squadra ci sono Teodosic, Gaines e Markovic non pare l’idea del secolo.

Il tiro.

I problemi di adattamento al sistema e ad un ruolo offensivo, se non marginale, almeno non da prima punta, potrebbero essere tutt’altro che trascurabili, anche dal punto di vista caratteriale ed emotivo. Per un giocatore non semplice da questo punto di vista.

Gentile è un giocatore con range di tiro estremamente ridotto. Scartata, o almeno limitata, l’idea di farlo giocare in isolamento e senza briglie in una squadra che ha grandi trattatori di palla.

Il suo utilizzo principale potrebbe essere vicino a canestro, in ricezione statica o dinamica, o in penetrazione su un sistema di blocchi che gli consenta di prendere un vantaggio per concludere in avvicinamento.

In campo insieme ad Hunter, che tende ad occupare l’area, ed a Markovic, tiratore già non particolarmente affidabile, rischia di far collassare la difesa nel pitturato senza avere la chiave per scardinarla. Anche in questo caso, gli equilibri in campo rischiano di complicarsi e trovare quintetti efficaci in cui inserire Gentile potrebbe non essere semplice.

La difesa.

Gentile è un difensore abbondantemente sotto media, con punte al limite dell’irritante. Questo può essere forse nascosto in una squadra dove è lui la prima opzione offensiva. In una squadra dove è chiamato ad essere la terza o la quarta punta ed a portare più qualità che quantità, l’applicazione difensiva e la tenuta contro gli esterni avversari, in un assetto dove già Teodosic è da proteggere, è un contributo del tutto indispensabile e, vista la storia del giocatore, per nulla garantito.

Numeri che parlano di un giocatore offensivamente non semplice da incastrare: sempre distante dal 50% al tiro, non una minaccia da tre punti, con rating offensivi spesso sotto al punto per possesso a fare da contraltare a quelli difensivi.

Nicolò Fiumi

La realtà del campo, fino ad oggi, ci ha raccontato di un Gentile monodimensionale. Nel senso di un giocatore che ha trovato legittimazione solo in contesti che lo hanno messo al centro della squadra, demandando a lui le principali responsabilità.

E lui ha sempre mostrato un atteggiamento incline a voler su di sé questo tipo di peso.

Prenderlo significherebbe scommettere a scatola chiusa su quel momento di consapevolezza di cui parlavo prima. Con non più di qualche indizio a supporto, e tanta speranza che le cose vadano in tale direzione.

Alessandro sta dimostrando quel tipo di atteggiamento in Nazionale. Ma un conto è farlo per un mese e mezzo tra agosto e settembre. Un altro è avere la forza mentale di reggere una situazione del genere, che può chiamarti oggi a giocare venticinque minuti e domani a starne in panchina trenta, per tutta una stagione.

Ad oggi, Gentile un utilizzo del genere prolungato ha dimostrato di soffrirlo. Non credo per mala fede sua, ma per troppa voglia di giocare e dimostrare.

Prenderlo in questa squadra significa scommettere nel suo impegno ad un’impostazione mentale che mai ha avuto in dieci anni di carriera e che, quando gli è stata richiesta (2016 tra Pana e Hapoel Gerusalemme), ha prodotto la peggior stagione della sua vita.

Sul campo, poi, andrebbe nascosta la difficoltà al tiro, in una squadra che nasce sulle opportunità dal perimetro che Teodosic e Markovic regaleranno ai compagni. Cercando di mascherarla con abilità da tagliante non così marcate.

Poi il lato difensivo. Se è costato il posto ad Aradori, su cui la società aveva fatto un investimento di un certo tipo, certo non risparmierebbe un Gentile che nella propria metà campo non ha mai fatto vedere le cose migliori.

Il lato caratteriale: un altro aspetto da gestire con cautela

Davide Trebbi

Gli ultimi tre anni di Alessandro Gentile parlano chiaro. Ha sprecato tante occasioni e ora che siamo ad un mese dall’inizio dei vari campionati europei nessuna squadra lo ha ancora preso.

Complice il suo carattere, la sua fame offensiva che a volte soffoca e rovina il ritmo ai propri compagni di squadra, la sua mancanza di abnegazione o semplice pigrizia difensiva.

L’abbiamo visto anche qua due anni fa Gentile, osannato come colui che poteva portarci ai playoff. E invece sono ben visibili le batoste subite in trasferta e le partite perse per scelte sbagliate negli ultimi minuti.

Djordjevic ha bisogno di giocatori più altruisti e magari con istinti più difensivi perché la sua pallacanestro è molto semplice ma ha regole chiare e giocatori ben definiti. Gentile per ora non mi pare il profilo adatto e dopo tre anni il mio dubbio che possa trasformarsi e adattarsi a quanto richiede Djordjevic prevale.

Carta d’identità: Julian Gamble

Julian Gamble
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Il backup scelto per coprire le spalle a Vince Hunter e, chissà, giocare al suo fianco schierando l’artiglieria pesante è una conoscenza della Virtus, che l’ha incontrato nei quarti di Champions League. Julian Gamble era il centro del Nanterre 92, ed ha giocato due signore partite contro la Vnera. La prima soprattutto, 12 + 12 in casa dominando nel pitturato ed essendo il migliore dei suoi.

Julian Gamble

LA CARRIERA

Dopo la NCAA a Miami, con numeri non più che discreti, inizia subito l’avventura europea nella serie B francese. Poi passa al campionato belga, due anni al Basic-Fit Brussels, da lì a quello tedesco, altre due stagioni al Telekom Bonn, e l’anno scorso al Nanterre92, dove raggiunge i quarti uscendo contro la Virtus.

Gli Highlight della partita di andata contro la Virtus, con tutto il repertorio di Julian Gamble: Pick and Roll, posizione profonda e strong finish sotto canestro

Le statistiche di Julian Gamble sono più o meno costanti negli anni. A cavallo della doppia cifra di punti, attorno ai 6 rimbalzi in un impiego medio tra i 20 ed i 25 minuti. Molto interessanti come al solito, al di là di questi numeri, le statistiche avanzate che ci raccontano molto di più del giocatore: spesso sotto i 105 di defensive rating (eccellente il 97.8 della BCL di quest’anno), spesso sopra il 115 in offensive rating, costantemente sopra il 10% di OR% e sopra il 22% di DR%, questi numeri ci parlano di un giocatore essenzialmente funzionale, che non spicca ma non delude in nessuna fase del gioco. 

L’impressione è di trovarsi di fronte ad un giocatore dal talento limitato ma che riesce con le sue doti fisiche e le cose che sa fare bene in campo ad essere utile alla squadra. 

Le statistiche tradizionali in carriera di Julian Gamble (qui il link alla pagina del giocatore sui Real GM)

CARATTERISTICHE FISICHE

Julian Gamble è il classico centro “pesante”, 2.08 per 120 kg, mancino, molto fisico e non esageratamente atletico. Nato nel 1989, compirà 30 anni a settembre ed è quindi un giocatore arrivato alla sua completa maturazione.

Come lo ha descritto anche Lorenzo Neri, scout freelance ospite di Simone Mazzola per una recente puntata di Backdoor Podcast.

Gamble è un lungo più tradizionale rispetto a Hunter. Più interno, fisico, grande bloccatore. Non ha l’agilità dell’ex AEK ma come rollante ha il suo valore. Soprattutto a rimbalzo è uno che farà sentire il suo peso.

ATTACCO

Come detto, Julian Gamble sembra un giocatore in grado di fare non moltissime cose ma tutte piuttosto bene. In attacco è un bloccante di primo livello ed un eccellente rollante – dote che immaginiamo abbia attratto l’attenzione degli scout Virtus, visto chi avrà la palla in mano quest’anno. Senglin, nella stagione appena conclusa, ha sfruttato moltissimo la sua pulizia e consistenza nei blocchi sia per sceglierlo come bersaglio del passaggio, sia per costruirsi tiri dopo il blocco, se il difensore passava “sotto”.

Nel roll tende ad usare l’altra caratteristica positiva che gli vediamo: è uno strong finisher, usa bene il fisico per concludere di potenza vicino a canestro e predilige prendere posizione profonda più che eseguire un P&R esageratamente dinamico o concludere in alley-oop. Oltre al Pick and Roll è bravo a prendere posizione profonda in situazioni di contropiede secondario e nell’attacco a metà campo, sgomitando generosamente. Come detto, poche cose ma fatte bene. 

Le statistiche avanzate in carriera di Julian Gamble (qui il link alla pagina del giocatore su Real GM)

Nella ricezione in post basso è pericoloso sul lato destro dell’attacco, dove tende a prendere palla e concludere in semigancio o in appoggio dopo alcuni palleggi verso il centro, con una discreta sensibilità nell’utilizzare la tabella. Non è il postino, ma dargli la palla in post può essere una soluzione, specie contro avversari più leggeri e con difficoltà a chiudere la mano mancina.

La migliore prestazione offensiva dell’anno per Gamble in BCL al Taliercio. Nel video tutto il suo repertorio offensivo, fatto di posizione profonda, consistenza e solidità fisica sotto canestro contro un “susanello” come Gasper Vidmar, esecuzione ordinata dei Pick and Roll, ed una bella stoppata in cui prende il tempo a Mitchell Watt.

I tiri liberi sono decisamente un tallone d’Achille, con parecchie stagioni finite sotto il 50%. 

Non è un rimbalzista strepitoso ma tende ad essere relativamente più efficace in attacco che in difesa, soprattutto guadagnandosi secondi tiri su conclusioni da vicino che lui stesso sbaglia. Molto consistente anche fisicamente, come detto, nei pressi del ferro. 

Giocatore da non molti tocchi in attacco, ma con gente come Teodosic, per giocare i pick & roll, o Gaines, per portargli blocchi e liberarlo al tiro, farà molto comodo. Dovrebbe comunque essere il cambio di Vince Hunter.

Ancora un bel video del non vario ma solido repertorio offensivo di Julian Gamble. Notare la solidità nei blocchi, sempre molto puliti e fermi, ed il tempismo nel roll; nell’ultima azione una magnifica posizione profonda che l’attacco sfrutta con un triangolo di passaggio e Julian chiude in schiacciata.

DIFESA

In difesa Julian Gamble è un giocatore abbastanza consistente, pur non essendo un atleta clamoroso. Spesso sopra al 5% di block percentage (dato tutt’altro che trascurabile), sembra sveglio in aiuto e, ancora, consistente sotto canestro.

Una stoppata di Gamble, fatta di non straordinario atletismo ma di perfetta posizione ed intelligente lettura. Non salta due metri, ma tiene perfettamente il centro dell’area, non staccandosi sull’avversario in posizione non pericolosa, ed aiuta con tempismo sulla penetrazione persa dal compagno.

Tende ad andare più in difficoltà sui P&R che sulla difesa 1vs1 anche se sembra a volte un po’ pollo nella gestione dei falli, aspetto che dovrà assolutamente contenere con Djordjevic.

Non stiamo parlando di un clamoroso rim protector ma probabilmente di un giocatore che è in grado di mettere un corpaccione consistente contro quei centri con cui Vince Hunter dovesse soffrire per taglia, senza far perdere troppo in attacco. 

Come detto, non è Dennis Rodman ma tende ad essere piuttosto ordinato nell’esecuzione del tagliafuori, favorendo anche altri rimbalzisti di posizione o di atletismo tra i piccoli. 

Difensore non particolarmente versatile, non ha piedi molto veloci. Però ha braccia lunghe, dentro l’area si fa sentire, non si fa spostare.

Carta d’identità: Vince Hunter presentato da Christos Tsaltas di SDNA

Vince Hunter
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Dopo settimane di rumors sul giocatore, l’annuncio: il 22 luglio Vince Hunter diventa ufficialmente un giocatore della Virtus.

Un grande colpo per la Segafredo, che aggiunge al roster il capocannoniere della scorsa Basketball Champions League, ma anche un atleta di prospettiva, visti i soli 25 anni (ad agosto) del ragazzo.

LA CARRIERA

Vince, dopo l’high school nella natia Detroit, ha svolto il suo percorso collegiale a Utep, in Texas. Freshman dell’anno in Conference USA nel 2013-2014, 15 punti e 9 rimbalzi di media nella sua stagione da sophomore.

Nel 2015 tenta il salto in Nba, senza però essere scelto al Draft. Quindi partecipa alla Summer League con Philadelphia e firma con Sacramento, venendo tagliato al termine del training camp.

Quindi passa in DLeague con i Reno BigHorns, mettendo assieme grandi numeri (22+11 di media) che gli valgono la chiamata per l’All Star Game della seconda lega americana. A tre giorni distanza dal quale firma con il Panathinaikos, inaugurando così il suo cammino europeo. Con i Green gioca fino al termine della stagione esordendo anche in Euroleague.

Queste le sue parole al sito Germanhoops.com (al link potete trovare l’intervista completa)

Giocare per una squadra di Eurolega è stata davvero una gran cosa. Ho avuto da subito a che fare con un tipo di basket diverso da quello a cui ero abituato e questo mi ha aiutato. Inizialmente ero davvero spaesato. Non conoscevo questo tipo di basket, ma in campo l’ho scoperto in fretta. Sono arrivato convinto di poter fare 30+20 ogni partita, ma ho capito subito che era semplicemente impossibile. Capitava anche che tirassi una o due volte in tutta una partita

Le sue statistiche tradizionali in carriera (da Real GM)

Nell’estate del 2016 passa di nuovo per Summer League e Training Camp NBA, per poi firmare in Russia all’Avtodor Saratov.

L’estate successiva, invece, il circuito delle leghe estive lo porta al tanto agognato contratto NBA. Sono i Memphis Grizzlies a dargli un’opportunità. Che si esaurisce in quattro partite, al termine della quali attraversa di nuovo l’Oceano Atlantico, per approdare all’AEK Atene, con cui vince Champions League e Coppa di Grecia in compagnia di Kevin Punter.

Infrange parecchi cuori nella Capitale questa volta, così i gialloneri lo confermano. E lui non tradisce, giocando nettamente la sua miglior stagione europea fin qua. Arriva una Coppa Intercontinentale e in Champions League, pur uscendo ai quarti contro Bamberg, rimane in corsa fino all’ultimo per il titolo di MVP.

In patria non va altrettanto bene: il suo AEK (e di Luca Banchi) non sfrutta il circo Olympiakos e sciupa a gara 5 di semifinale con Patrasso la chance per giocarsi il titolo contro il Panathinaikos.

Le sue statistiche avanzate in carriera

Noi di VNera quindi abbiamo deciso di intervistare colui che per primo ha dato la notizia di un possibile approdo di Hunter sotto le Due Torri: Christos Tsaltas di Sdna.

Prima di tutto Vince è un ragazzo molto tranquillo. Gentile ed educato con i fan ed i giornalisti. Fa battute e quando gioca bene ha sempre una gran voglia di parlare.

CARATTERISTICHE FISICHE

Nato il 5 agosto 1994, in molti a Bologna, al suo annuncio, si sono chiesti se fosse un centro o un’ala grande. Nonostante i 203 centimetri Vince Hunter è assolutamente e indubitabilmente un centro.

Ricalca appieno il modello di 5 sottodimensionato che compensa la carenza in centimetri con atletismo, voglia e iperattività in campo. E lo fa a un livello decisamente elevato, aiutato dai suoi 211 centimetri di apertura di braccia.

Dati che chiariscono bene quale sia la posizione naturale di Hunter

Fisico tosto ma gambe veloci. Hunter può andare a lottare nei pressi del ferro grazie alle sue capacità di salto, così come rendersi pericoloso fronte a canestro, attaccando l’avversario dal palleggio.

La sua attività in campo è un valore aggiunto anche in difesa e completa il pacchetto di un giocatore che porta in dote tantissime qualità che a prima vista non gli si attribuirebbero.

Le cose migliori in Grecia le ha fatte da centro, giocando da bloccante nel pick & roll o in isolamento. Vince è un buon difensore. Non il migliore in Europa, ma gioca molto bene sul proprio lato di campo. Magari potrebbe avere qualche problema a marcare centri molto più grossi come Gudaitis, ma in generale sa il fatto suo in difesa.

ATTACCO

I suoi 18 punti di media in Champions League testimoniano come la Virtus abbia preso un giocatore che sa mettere il pallone dentro il canestro. E questo deriva, come dicevamo in precedenza, dalla sua costante attività in campo. Può correre in transizione ed essere pericoloso sui giochi a due, sia come rollante classico che in situazioni di “short roll“.

Ma non è finita qua. Perché Hunter ha anche ottime mani per il tipo di giocatore che appare da fuori. Sa trattare il pallone, può attaccare in palleggio in maniera competente, passa meglio di quanto si crederebbe (12% di assist percentage non è un numero usuale per un centro) anche se deve migliorare nelle letture dei raddoppi.

È un grande passatore ed un grande esecutore. È molto bravo a giocare per se stesso e può segnare in svariati modi. Nei pressi del canestro è uno che crea sempre problemi alle difese avversarie.

Vince Hunter

Il suo range di tiro non si estende oltre i 4/5 metri, ma dalla media può comunque essere un’opzione utilizzabile. Dai liberi, invece, la situazione è negativa ma non disastrosa: circa il 63% l’anno scorso, che rispecchia i numeri tenuti in carriera. Un dato che vanifica in parte il fatto che Hunter sia molto abile a conquistare falli (oltre sei liberi di media tentati nella ultima Champions League).

Lo scorso anno Vince Hunter ha tirato molto dalla media con risultati abbastanza scarsi, però. Coach Luca Banchi gli ha dato questa libertà per provare a renderlo pericoloso su più zone del campo. Il lavoro si è visto, comunque, con il suo tiro che nel corso dell’anno è andato in crescendo.

Un altro aspetto che deve essere migliorato sono i tiri liberi. Durante la stagione ha avuto alcune partite in cui ha tirato con percentuali davvero terribili. Questo è un tratto del suo gioco cruciale se vuole crescere come giocatore.

DIFESA

Versatilità è il termine che più si addice a Hunter nella propria metà campo. Può reggere il contatto nelle battaglia d’area e, al contempo, uscire sui pick & roll cambiando quasi indifferentemente su cinque ruoli. Una dote fondamentale per le idee difensive di Sasha Djordjevic.

Può apparire dal lato debole per una stoppata in aiuto (oltre il 4% di block percentage in carriera), pur non essendo uno specialista del fondamentale, così come intervenire sulle linee di passaggio per rubare un pallone (1.4 recuperi a partita quest’anno).

Non è un rimbalzista eccezionale: 15,6% di total rebound percentage in carriera, 6 rimbalzi di media in 25′ l’anno scorso.

L’anno scorso ha lavorato molto sul suo posizionamento dal lato debole. Lo ha migliorato rispetto agli anni precedenti. Il suo atletismo lo aiuta a coprire molto il campo. Anche nella difesa può stoppare in qualsiasi modo l’avversario: che si tratti di una semplice penetrazione o un tiro dalla media.

In definitiva Hunter arriva per essere una delle prime punte di questa Virtus. Dopo due anni in Grecia giocando la Champions League prova ora il salto in Eurocup, per cercare di rientrare in quella Eurolega che lo ha masticato e sputato quando aveva solo 21 anni.

Il pick & roll con Teodosic promette scintille. La sua fisicità e il suo atletismo garantiscono highlight per il pubblico, di cui si candida ad essere uno degli idoli.

Carta d’identità: Frank Gaines raccontato da Fabrizio Provera, Carlo Perotti e Alessandro Palermo

Frank Gaines
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Dopo il grande colpo Teodosic, è Frank Gaines il secondo straniero firmato dalla Virtus Bologna per la stagione 2019/20.

Reduce da un campionato a Cantù dove, nonostante i problemi societari, è riuscito a trascinare la squadra lombarda ad una tranquilla salvezza, avvicinandosi più della Virtus ai play-off.

VNera per l’occasione ha parlato con Carlo Perotti di Basketinside, Fabrizio Provera di Ticino Notizie e Alessandro Palermo, addetto stampa della Pallacanestro Cantù.

LA CARRIERA

Dal 2008 al 2013 ha partecipato al campionato NCAA con la piccola Purdue Fort Wayne in Summit League, disputando un totale di 123 partite e registrando nella stagione da senior una media di 19,8 punti con il 34,4% da tre.

Dopo l’esperienza al college e la mancata chiamata in Nba viene selezionato al draft NBDL 2013 dai Maine Red Claws, con la prima scelta del secondo giro. Al termine della stagione verrà nominato “Giocatore più migliorato” del campionato.

Durante la sua esperienza nella lega di sviluppo gioca anche in Venezuela, con i Gigantes de Guayana, nelle cui fila disputa solo cinque partite, con una media di 15 punti, il 36% da tre e il 77 ai liberi in poco più di 20’ di utilizzo.

Nel 2014 arriva l’esordio in Italia a Caserta, dopo un’apparizione alla Summer League di Orlando con i Miami Heat. In Campania, però, dura poco: il 17 dicembre del 2014 si separa e approda a Pesaro chiudendo la stagione due mesi dopo e finendo l’anno tra DLeague (Oklahoma Blue) e Portorico (Caciques de Humacao).

Frank Gaines
Frank Gaines in maglia Pesaro

L’esperienza nel Vecchio Continente prosegue in Polonia, con il Wilki Morskie Szczecin, e l’anno successivo in Germania con il Rasta Vechta. Nel 2017/2018 è compagno di Yannick Moreira al Parma Perm, dove gioca una buona VTB League. Poi l’arrivo a Cantù, di cui ci parla Alessandro Palermo.

A Cantù Frank Gaines è stato una sorpresa per tutti. Arrivato in punta di piedi, è riuscito, molto velocemente, a smentire gli scettici già pronti a puntargli il dito contro dopo le brutte esperienze a Pesaro e Caserta. Personalmente sapevo di trovarmi di fronte un giocatore differente rispetto alle esperienze precedenti perché, nel frattempo, erano passati ben quattro anni. A mio avviso, un giocatore in un tale lasso temporale può cambiare radicalmente.

Quello che mi ha colpito di più in lui è sicuramente la sua abnegazione. Il cosiddetto “uomo in missione”. La scorsa estate sceglie di tornare in Italia per un unico motivo: cancellare totalmente il vecchio ricordo che gli appassionati di basket italiano avevano di lui per crearne uno nuovo. Vi svelo un aneddoto incredibile: a inizio stagione gli feci un’intervista nella quale lui mi disse che voleva diventare il capocannoniere del campionato.

Il suo ingaggio non fu preso benissimo dai tifosi proprio per quel ricordo negativo che aveva lasciato quattro anni prima. Decisi, dunque, saggiamente, di ammorbidire il suo pensiero, dicendo solamente che l’obiettivo di Gaines era quello di chiudere il campionato risultando uno dei migliori esterni della lega.

Alla fine ci è riuscito per davvero, diventando il re dei marcatori dello scorso campionato.

Detto ciò, Frank è un ragazzo con delle doti umane importanti. Un vero professionista, in tutto e per tutto. Esigente con se stesso e con l’ambiente che lo circonda. È un giocatore ambizioso, come avrete potuto capire, e molto intelligente sia dentro che fuori dal campo.

Ha visione di gioco e ottime letture. Inoltre, cosa da non sottovalutare nonostante i grandi numeri offensivi, è anche un buon difensore, oltre che un noto tiratore dall’arco dei tre punti.

Statistiche Tradizionali Carriera Frank Gaines

StagioneSquadraCampionatoGPMINFGMFGAFG%3PM3PA3P%FTMFTAFT%OFFDEFTRBASTSTLBLKPFTOVPTS
2013-14GigantesVenezuela521.14.611.60.3971.850.3645.20.7690.81.42.20.41.20.21.40.415
2014-15Caciques de HumacaoPorto Rico1932.68.5318.160.473.117.630.4074.956.210.7970.843.424.261.581.840.5832.5325.11
2014-15Pasta Reggia JuveCasertaLega A923.22.898.560.3381.114.220.2631.782.220.80.111.781.890.330.560.112.891.338.67
2014-15Consultinvest VL PesaroLega A619.52.337.830.2980.673.50.190.831.330.6251.171.172.330.1710.171.830.836.17
2014-15ComplessivoTotale3427.85.9413.790.4312.1560.3583.384.290.7880.712.593.2911.350.382.761.9117.41
2015-16King Wilki Morskie SzczecinPolonia3625.94.5310.190.4441.423.920.3621.922.750.6970.813.143.941.421.110.362.782.2212.39
2016-17SC Rasta VechtaBundesliga3229.15.1611.720.441.885.250.3572.814.160.6770.312.222.532.381.190.53.032.3415
2017-18Parma Basket PermVTB League2325.45.1311.870.4321.875.740.3262.873.740.7670.522.222.741.480.870.32.521.4315
2017-18Parma Basket PermEurope Cup427.97.2515.750.461.560.255.570.7861.52.541.51.2502.52.7521.5
2017-18ComplessivoTotale2725.85.4412.440.4381.815.780.3143.264.220.7720.672.262.931.480.930.262.521.6315.96
2018-19Red October CantuLega A3033.86.5714.770.4452.637.870.3354.535.870.7730.532.633.172.571.070.23.52.720.3
2018-19Red October CantuBCL4306.5130.53.758.50.4414.560.7511.52.52.251.250.253.751.521.25
2018-19ComplessivoTotale3433.36.5614.560.4512.767.940.3484.535.880.770.592.53.092.531.090.213.532.5620.41

CARATTERISTICHE FISICHE

Quello che colpisce a prima vista di Gaines è la lunghezza delle sue braccia: su un corpo di poco più di un metro e novanta sono attaccate due prolunghe che gli danno un’apertura di 206 centimetri.

Il tutto su un corpo che è un fascio di muscoli (circa novanta chili), compatto ma filiforme, e lo rende giocatore rapido ed esplosivo. Non è un saltatore impressionante, ma ha ottima velocità di base.

Come sottolinea Fabrizio Provera:

Un corpo super per essere una guardia

ATTACCO

Quest’anno è stato quello che si definisce un “volume scorer“. Ha avuto tante responsabilità (settimo in serie A per usage, 27%, tra i giocatori con almeno 15 partite giocate e 15′ di media in campo, dato in linea con la sua carriera), ma ha saputo essere abbastanza efficiente. 32 volte in doppia cifra su 34 partite complessive, ha prodotto oltre 20 punti di media con circa 14 tiri a partita, un buon rapporto.

Attaccante poliedrico, che sa fare discretamente diverse cose pur non avendo una go to move. La rapidità gli permette di essere pericoloso in uno contro uno e nei tagli lontano dalla palla. Se batte il suo uomo spesso arriva al ferro anticipando l’aiuto dei lunghi.

In caso contrario lo aiutano le braccia lunghe e il fisico compatto per reggere i contatti, pur non essendo, come detto prima, un grande saltatore. Ha chiuso la stagione con il 57% da due punti, terzo tra le guardie in serie A, sempre considerando i giocatori con ameno 15 partite giocate e 15′ di media in campo e con non meno di tre tentativi da due a incontro.

Gli highlights dell’incredibile prestazione sfoderata a Milano contro l’Olimpia

Da tre probabilmente tira più di quello che le sue cifre consiglierebbero. In carriera è un tiratore da 34,9%, percentuale ripetuta praticamente identica quest’anno, ma su quasi otto tentativi a partita. Può segnare, col suo jumper mancino, ma non è esattamente un cecchino. A volte tende un po’ ad accontentarsi, invece di, magari, attaccare l’uomo o muovere il pallone.

Può concludere passando sul pick & roll, ma anche in situazione di hand off o piedi a terra, come ci dice, ancora, Fabrizio Provera:

E’ dotato di un ottimo tiro piedi per terra e sa costruirsi la sua conclusione. A Cantù era il leader assoluto, in Virtus andrà valutata la sua coesistenza con Teodosic.

Sa trattare il pallone. Non ha le doti di un playmaker puro, intendiamoci, ma può essere quel portatore di palla secondario che quest’anno dovrebbe ricoprire un ruolo di prima importanza per la Segafredo. Può condurre il pick & roll in maniera competente.

Aggiunge Carlo Perotti:

E’ un passatore scolastico, senza grandissima visione di gioco, anche se il sistema di gioco di Cantù non era costruito per mettere particolarmente in luce simili caratteristiche. I suoi compagni giocavano molto per lui, bloccando per liberarlo e cercando di metterlo nelle sue situazioni ideali.

Statistche Avanzate Carriera Frank Gaines

StagioneSquadraCampionatoGPTS%eFG%ORB%DRB%TRB%AST%TOV%STL%BLK%USG%ORtgDRtgPER
2013-14GigantesVenezuela5.540.4744.017.595.733.642.803.090.8929.44125.2118.323.09
2014-15Caciques de HumacaoPorto Rico19.601.5552.7512.487.3510.2510.792.911.4631.87112.4116.721.75
2014-15Pasta Reggia JuveCasertaLega A9.455.4030.539.604.812.8612.271.290.5222.1986.7113.36.33
2014-15ComplessivoTotale34.555.5092.6811.226.667.6710.872.551.2428.45106.3114.617.55
2014-15Consultinvest VL PesaroLega A6.366.3405.637.116.281.769.012.710.8020.5982.6112.16.96
2015-16King Wilki Morskie SzczecinPolonia36.543.5144.1016.0010.0510.2316.312.381.6625.3699.2107.516.23
2016-17SC Rasta VechtaBundesliga32.554.5201.3210.425.6316.1314.752.241.9526.12101.5115.014.32
2017-18Parma Basket PermVTB League23.555.5112.5211.576.8711.039.601.851.2327.47108.9116.516.23
2017-18Parma Basket PermEurope Cup4.571.5086.2112.649.1113.0712.742.460.0036.19108.698.323.47
2017-18ComplessivoTotale27.558.5103.1511.727.2311.2710.231.951.0528.86108.8113.917.11
2018-19Red October CantuLega A30.585.5341.848.785.3613.1113.471.650.5726.71111.8113.216.59
2018-19Red October CantuBCL4.679.6443.986.065.0114.068.752.210.8926.45134.4109.427.90
2018-19ComplessivoTotale34.595.5452.068.525.3313.2112.991.710.6026.69114.1112.816.96

DIFESA

Non è un difensore di primissimo livello, ma con il tipo di caratteristiche fisiche a disposizione sa rendersi utile. Pericoloso sulle linee di passaggio, l’apertura di braccia gli permette di sorprendere l’attacco.

Scommette talvolta sul furto e questo, come conseguenza, porta ad esporre i suoi compagni di squadra quando la rubata non arriva, ma con le sue misure sa diventare stoppatore insospettabile per essere una guardia.

Frank Gaines
Uno scatto della passata stagione

I suoi punti di forza, comunque sono altrove, nella sua metà campo cerca più che altro di limitare i danni. Con quel tipo di fisicità, però, potrebbe essere congeniale alla difesa d’impatto che richiede Djordjevic, in particolare in caso di pressing a tutto campo.

Con la sua grande fisicità sopperisce ad alcune piccole lacune. Difende sulla palla con una buona intelligenza cestistica, anche se ha la tendenza a spendere falli ingenui. (F.Provera)