Avellino-Virtus: la parola alle statistiche

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Da dove cominciare per analizzare il tracollo di Avellino? Onestamente difficile pensare di andare a trovare nelle statistiche avanzate chissà quali risposte ulteriori a quelle che già il campo ha pesantemente fornito.

Nessuno sotto il 115.4 di rating difensivo di Oliver Lafayette. Peggiori prestazioni stagionali a livello di rating offensivo per Pietro Aradori e Stefano Gentile. -38,8 il net rating di squadra. -33 il plus/minus di Alessandro Gentile.

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E’ stata una caporetto in tutto e per tutto. Guardando i dati avanzati, in realtà, in un qualche modo si salva Marcus Slaughter, che riesce a finire con un net rating positivo, impresa davvero ardua considerata la partita: +9.6 per lui, peraltro un dato decisamente positivo. Generato prevalentemente da un rating offensivo di ben 131.8 (difensivamente anche lui è finito fagocitato dall’attacco irpino: 122.2, dato parecchio inusuale per lui). Una cifra così positiva in attacco, più che nelle capacità individuale (ha chiuso con sei punti segnati), va giustificato soprattutto nelle sue capacità di creare spazio per i compagni  con i blocchi sui pick & roll e facendo spazio in area, dove ha lottato con la solita generosità.

In assoluto, comunque, c’è stata la peggior prova offensiva della stagione (81,8 di rating offensivo) e la seconda peggior prestazione stagionale in difesa (120,6 di rating difensivo, peggio solo a Cantù).

Il crollo offensivo ha segnato un’inversione di tendenza rispetto al recente passato dove, pur senza essere scintillante, in fin dei conti la Virtus era riuscita ad essere piuttosto efficace. Dalla trasferta di Cantù alla vittoria casalinga con Pistoia si aveva viaggiato alla ragguardevole cifra di 115 punti segnati per cento possessi, arrivati dopo un periodo negativo di altre quattro partite, iniziate con la trasferta di Milano e protrattesi fino alla sofferta vittoria casalinga con Cremona, dove il rating offensivo si era fermato a 99,4. Periodo negativo che era, a sua volta, seguito a un avvio di campionato dove l’attacco aveva brillato al massimo facendo segnare un 116,6 di offensive rating nelle prime cinque partite della stagione.

L’andamento del rating offensivo della Virtus fin qui. Siamo in picchiata decisa…

Insomma, una squadra, la Virtus, che sta andando molto a onde, alternando periodi prolungati di brillantezza ad altri di marcata sterilità. E non è certo un mistero che la maggiore mancanza della squadra, al momento, sia la continuità di rendimento. Tra l’altro la prestazione di Avellino, visto l’andamento così regolare degli alti e bassi (cinque partite bene, quattro male, altre quattro bene) fa preoccupare, in quanto sembrerebbe poter configurare l’avvio di un nuovo ciclo nero.

E se l’attacco fin qui ha viaggiato sull’altalena che dire della difesa?

No, non è un grafico di Wall Street.

Il grafico delle ultime sei partite è quasi sconcertante e segue più o meno l’encefalogramma medio del tifoso Virtus sugli spalti, che mai, fin qui, ha potuto veramente rilassarsi. Ma, soprattutto, indica un trend chiarissimo: in casa (Cremona, Torino, Pistoia) la difesa bianconera diventa fortino quasi inespugnabile, seconda miglior difesa casalinga del campionato con 98.9 punti concessi per cento possessi, mentre in trasferta (Cantù, Varese, Avellino) si trasforma in un pezzo di groviera: undicesima a quota 113.6. Un’oscillazione di quasi 15 punti. Solo la stessa Avellino di domenica scorsa (prima in casa e ultima in trasferta!) e Capo d’Orlando hanno rilievi più estremi.

In quanto a squadre pazze, pure ad Avellino si divertono

Ed è una differenza di rendimento che va indagata e capita, anche perchè porta ad avere un rendimento totalmente opposto tra Paladozza, cinque vittorie e due sconfitte, e gare lontano della Due Torri, due vittorie e cinque sconfitte. Se si vuole provare a fare un salto di qualità, oltre a lavorare sul mercato, servirà anche impegnarsi sul lato mentale che porta i bianconeri a incepparsi così fortemente in trasferta. Che ormai è cosa risaputa che siano le vittorie fuori casa quelle che danno la vera svolta a un campionato.

Nickfiumi

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