Brindisi-Virtus: il post partita di VNera

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Prosegue il momento nero della Virtus, che perde la quinta delle ultime sei partite cadendo senza appello a Brindisi, in una gara di scempi difensivi.

GAME INFO

RISULTATO: sconfitta per 89-81.

La progressione di offensive rating e punteggio di Brindisi-Virtus

ANDAMENTO: la Virtus scende in Puglia, contro una squadra reduce da tre sconfitte filate, senza playmaker titolare e in crisi offensiva, con l’atteggiamento totalmente errato. Si fa sbranare viva dalla voglia di riscatto dei padroni di casa nel primo quarto, che termina sotto 29-13. Poi sembra poter recuperare la partita, rientrando fino anche al pareggio nel secondo quarto. 43-40 a metà partita per Brindisi. Sembra cambiato il vento, ma al rientro in campo, in realtà, riattacca lo spartito dei primi 10′. Tornata sotto in doppia cifra, punita a ripetizione da Banks, Brown e Moraschini, la Virtus, solo di voglia, ricuce fino al -6. A un minuto dal termine ha la tripla del -3 in mano, ma la scaglia Pajola. Ferro. E partita finita.

FATTORE X DELLA PARTITA: Brindisi arrivava alla partita come peggior attacco della serie A per offensive rating: chiude con 89 punti all’attivo e 30/42 da due punti.

Ascolta “VNera Pod – Post partita Brindisi” su Spreaker.

CLASSIFICA: sconfitta con implicazioni di classifica molto pesanti per la Virtus, che era, prima della gara, a pari punti con Brindisi, ora, ovviamente, avanti di due lunghezze. Prima delle gare di oggi i bianconeri sono noni con cinque vittorie e sei sconfitte.

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5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Una difesa indifendibile

Poco da aggiungere. Nel pre partita segnalavamo come Brindisi arrivasse alla gara in crisi vera: 64 punti di media nelle ultime tre partite perse, con un offensive rating inferiore a 90 che ne faceva il peggior attacco del campionato. Bene, la Virtus è riuscita a concedere ai padroni di casa la bellezza di 89 punti, lasciando autostrade al ferro, facendosi sistematicamente battere in un palleggio in uno contro uno. 30/42 da due punti per Brindisi, utile per ovviare a un non ottimale 5/20 da tre. 120.6 di offensive rating per la squadra di Vitucci, ovviamente high stagionale.

2. Zero intimidazione

Il 30/42 da due punti di Brindisi è figlio di numerosissime conclusioni arrivate al ferro o nei suoi pressi pressoché indisturbate. La Virtus ha chiuso la sua seconda partita in fila senza stoppate date (fu così anche a Ostenda). In generale, in campionato, in nove partite su undici ne ha date solo due o meno. Vero che se gli esterni danno una linea di penetrazione troppo diretta ai pari ruolo avversari diventa difficile fermarli. Ma certo, anche il reparto lunghi virtussino non ha particolarmente contribuito a fermare gli avversari.

IL DETTAGLIO DEI QUINTETTI SCHIERATI DALLA VIRTUS

3. (quasi) Mai così poco in lunetta

Solo dieci tiri liberi tentati dalla Virtus. Il secondo dato più basso della stagione, dopo i nove tentati contro Milano. Un chiaro segnale di come i bianconeri abbiano totalmente sbagliato l’approccio alla partita. Vero che Brindisi ha confermato la sua tendenza a mandare poco gli avversari a tirar liberi (14,6 di media concessi, solo Torino e Varese fanno meglio), ma è stato anche sintomo di come la Segafredo non abbia saputo sfruttare a dovere il netto vantaggio di centimetri di Kravic e Qvale, ad esempio, spesso accontentandosi dei tiri forzati, da tre o dalla media, dai vari M’Baye, Aradori, Punter (14/43 in tre).

4. Salvate il soldato David

Continua la risalita di David Cournooh. Che gioca il suo high stagionale di minuti (31) ed è certamente l’unico a salvarsi della Virtus. Sacripanti, spinto dai falli di Taylor e Pajola, lo uso anche come cambio del play e non solo delle guardie. Lui ripaga con una prova di sostanza, dove da difesa e, nel primo tempo, è anche il più efficace in attacco, segnando tutti i suoi nove punti. Chiude a zero di plus/minus, che è già un successo. Nei nove minuti in cui sta seduto la Virtus subisce 22 punti in 15 possessi.

IL DETTAGLIO CAMPO/PANCHINA DEI GIOCATORI VIRTUS


5. Final Eight andate? Non proprio.

La partita aveva ovvie implicazioni in ottica Final Eight di Coppa Italia. Virtus e Brindisi condividevano la stessa posizione in classifica e ora la Happy Casa ha lo scontro diretto a suo favore, oltre a due punti in più. Ma, storicamente, per qualificarsi bastano otto vittorie, a volte sette (vedi i casi di Avellino nel 2015/2016 o la stessa Brindisi la stagione successiva). Mancano quattro partite: in casa con Reggio e Brescia e in trasferta a Trento e Varese. E’ una mission quasi impossibile, ma la Segafredo deve provarci fino in fondo.

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Nickfiumi

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