Capo d’Orlando-Virtus: la parola alle statistiche

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La sesta vittoria in settima è stata la più tranquilla dell’ultimo periodo e la seconda più larga dell’anno dopo proprio l’andata contro Capo d’Orlando. Che è squadra in enorme in difficoltà, evidentemente: nelle ultime dieci di campionato ne ha perse otto di cui cinque con almeno ventidue punti di scarto, in Champions League le sconfitte consecutive sono cinque, con scarti medi di quasi venticinque punti.

Vittoria da prendere con le molle insomma, ma nemmeno da disprezzare, anche perché la stessa Virtus arrivava senza due giocatori come Alessandro Gentile e Klaudio Ndoja.

Entrando nel dettaglio delle statistiche, si può certamente apprezzare una squadra che ha avuto grande efficienza offensiva. Ogni giocatore sopra al fatidico 100 di offensive rating (esclusi i nove minuti di Pajola, che però non sono troppo indicativi) che è il divisore ideale per la sufficienza offensiva. Il tutto in una prestazione di squadra che ha prodotto il miglior dato stagionale in fatto di rating offensivo, 129,5.

Brillano ancora Marcus Slaughter e Filippo Baldi Rossi, unici sopra al 100 di rating offensivo e sotto al 100 di rating difensivo. E su di loro è utile spendere qualche parola in più. Cominciando, ovviamente, dal big man di San Leandro, California. I suoi numeri in questa striscia di sei vittorie in sette partite delle V Nere sono impressionanti: 12 punti, 7 rimbalzi di media, 6 falli subiti a partita, 22 di valutazione a incontro, 31/40 da due, 22/32 non disprezzabile ai liberi, 148,6 di rating offensivo, 104,5 di rating difensivo, +44.1 il suo net rating. Una bestia, che peraltro di domenica in domenica si dimostra anche discretamente affidabile in attacco, sia come finalizzatore che come assist man per i compagni nel fare uscire la palla dal post (11 assists in questa sette gare).

L’ex Trento, invece, non è così vistoso, ma è di un’utilità impressionante e si sta confermando un acquisto più che mai azzeccato, a maggior ragione dopo l’infortunio di Ndoja. In particolare nelle ultime settimane, dopo un avvio lento, il suo rendimento si è impennato, producendo dieci punti e cinque rimbalzi di media in 27’, con 119,8 di offensive rating e 99,7 di defensive rating, oltre a un plus/minus medio di +9. Giocatore pulito e ordinato che in attacco fa il suo senza pretendere troppi palloni (sei tiri di media a incontro) e in difesa è già un fattore, sia sulla palla che lontano.

La loro ottima prestazione offensiva, peraltro, ha costretto Capo d’Orlando ha chiudersi tantissimo in area, lasciando aperti tutti quegli spazi da tre punti che hanno permesso alla Virtus di tirare da dietro l’arco come mai in stagione, 13/27, 48%.

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Ovviamente domenica di grande riscatto per Oliver Lafayette, decisamente alla sua miglior prestazione stagionale, peraltro nel ruolo dove la Betaland aveva, sulla carta, uno dei suoi migliori giocatori, Eric Maynor. L’ex Olimpia Milano ha giocato una partita offensiva di estrema efficienza (19 punti con 8/9 dal campo) e infatti ha il miglior offensive rating di giornata, con un sontuoso 167,6. Ironicamente, lui che fino qua aveva fatto il meglio in difesa, questa volta ha lasciato passare qualcosina in più dietro, certo senza compromettere la sua prestazione, registrando un 108,2 di rating difensivo che è il suo peggior rilievo, tolta la batosta di Avellino, dalla trasferta di Cantù. Chiaro che ora ci si aspetta di vedere confermati questi progressi anche nelle prossime partite.

La gara in Sicilia, poi, ha confermato quello che era abbastanza ovvio: in contumacia Gentile l’attacco adesso e proprietà di Pietro Aradori. In una giornata dove in cinque giocatori sono andati in doppia cifra, l’ex Reggio Emilia, anche legittimamente, ha di fatto preso il comando delle operazioni da subito (peraltro segnando a raffica in avvio), tentando 16 conclusioni (suo massimo stagionale, come nella trasferta di Brindisi) e vedendo schizzare la percentuale di Usage (ossia, quanti possessi di squadra terminano nelle sue mani, con un tiro o una palla persa che sia) a quasi il 31%, dopo che fin qui si era attestata attorno al 22%. Un aumento fisiologico, comunque, visto che lo stesso Alessandro Gentile viaggiava al 31% di usage medio in stagione, costantemente il primo del campionato. E dunque i suoi possessi dovevano pur essere presi da qualcuno. E certamente ci sono pochi candidati migliori di Pietro Aradori per rispondere all’identikit.

Infine, fa sempre piacere continuare a vedere Michael Umeh e Kenny Lawson confermare il loro ruolo importante all’interno del roster. In Sicilia è andato meglio il lungo, mentre la guardia nigeriana ha avuto solo un paio di fiammate da tre punti. Ma vedendo le statistiche avanzate dei giocatori del roster li si trova sempre tra i primi cinque per net rating. Un dato assolutamente non scontato e che, al momento, risulta forse la più grande vittoria per Alessandro Ramagli.

 

Nickfiumi

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