Carta d’identità: Almario Vernard Chalmers

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Incredibile ma vero: Almario Vernard Chalmers è il nuovo giocatore della Virtus Segafredo Bologna.

Incredibile perché parliamo di un giocatore che ha fatto parte di una delle dinastie più importanti della storia recente della NBA e non l’ha fatto da comprimario l’ha fatto giocando titolare e condividendo il pallone con giocatori importanti come LeBron James e Dwayne Wade.

Parliamo di un giocatore vincente, un play/guardia che ha deciso tante partite (alcune divenute storiche) con i suoi tiri e quelle due leggende della pallacanestro si fidavano passando la palla a questo giocatore anche in momenti decisivi della partita.

Ora è arrivato a Bologna dopo un anno d’inattività, ma è arrivato qua non in un’altra squadra di Eurolega, Eurocup o GLeague.

Nato ad Archorage in Alaska, in un posto freddo e povero, con la sua faccia tosta e attributi d’acciaio è riuscito a venir fuori e aver successo in uno stato gigante come gli Stati Uniti.

LA CARRIERA

Come high school sceglie Bartlet, vicino a casa. Grande talento e forza mentale quando conta, gli manca però in quel momento l’etica lavorativa ma sopperisce tutto con l’arroganza e la consapevolezza di chi vuole ottenere a tutti i costi risultati.

Ottiene due titoli studenteschi nel 2002 e 2003 e una finale persa nel 2004, poi l’anno del college si presentano: Arizona, North Carolina, Wake Forest, George Tech e Kansas.

Sceglie ultima, convinto da coach Bill Self scartando grandi università pur di primeggiare e far annotare agli scout di tutta la nazione, la sua determinazione.

Il cammino di 4 anni fino alla ultima partita della sua carriera da studente è uno spasso: Rio è un agonista e soprattutto uno che non si arrende mai e dopo aver battuto quella North Carolina (favorita sulla carta con Tyler Hansbrouck e Wayne Ellington) il 7 aprile 2008 c’è la finale del titolo universitario contro i Memphis Tigers.

Kansas però è sotto di 3 e mancano 10.4 secondi sul cronomentro con Memphis ad un passo dal titolo universitario e tutti gli Stati Uniti del Superdome di San Antonio pronti ad omaggiare la futura prima scelta Derrick Rose.

L’azione è semplice chi può prendersi quel tiro davanti a tutta America?

Pallone a Darnell Jackson e poi una volta superata la metà campo, riceve la palla Rio o Mister Clutch come il tatuaggio sulla sua spalla destra….. 

Canestro

supplementari

e titolo roboante ribattezzato come “Mario’s Miracle“.

Arriva il MOP (Most Outstanding Player, il premio del giocatore più eccezionale della finale) ma il primo giro NBA lo snobba: troppo umorale per guidare una squadra NBA e così si deve accontentarsi di una 34 scelta al secondo giro dai Minnesota Timberwolves.

Arriva però a Miami che lo desidera affiancandolo a Wade e dopo un problemino venendo espulso dal programma per rookie reo secondo alcuni di possedere marijuana (assieme a Beasley e suo ex compagno Arthur) scende in campo con ottimi risultati fino al 2010 con l’arrivo di LeBron James.

Il primo anno con la media di 1,95 palle recuperate a partita lo mettono al primo posto nella storia come tra i miglior rookie in questa statistica e il 5 novembre 2008 Chalmers ha stabilito un nuovo record di squadra per i Miami Heat con 9 palle rubate in un solo quarto gioco nella NBA.

Arrivano appunto i Big3 e coach Spoelstra inizialmente tende a preferirgli Arroyo e successivamente Bibby ai playoff, ma Rio non si demoralizza nonostante lo shock del titolo perso contro Dallas.

Nelle stagioni successive approfitta delle occasioni date e si prende il posto di playmaker titolare e risulterà decisivo nella conquista di due titoli consecutivi nelle 4 finali NBA disputate rimanendo a South Beach anche dopo l’addio rumoroso di James fino al 2015.

Passerà infatti il 11 novembre 2015 a Memphis ma i suoi tiri allo scadere di quarto e quando contavano, con il record ancora suo con 10 triple segnate a partita, saranno indelebili nei ricordi dei tifosi di south Beach.

A Memphis il suo ruolo non era più quello di titolare ma di comprimario e volendo supplente, quando il playmaker titolare e volto della franchigia Mike Conley mancava per infortunio, ma il 10 marzo 2016 contro Boston a 6:57 dalla fine del terzo quarto Rio si rompe il tendine d’achille vedendo poi la sconfitta della sua squadra per 116-96.

Coach Fizdale ex vice a Miami appena arrivato, però è affezionato a lui e il 19 luglio firma nuovamente per la squadra del Tennessee giocando 66 gare su 82 una stagione senza particolari ambizioni per via di tanti giocatori chiave infortunati ma sarà comunque importante per lui rimettendosi in forma e continuando a giocare dopo il terribile infortunio.

Ma il 2017 sarà appunto il suo ultimo anno giocato e ora dopo un anno torna a giocare ma lo farà in Europa con i nostri colori.

CARATTERISTICHE FISICHE

Play guardia sotto il metro e novanta, le sue lunghe braccia e piedi veloci sopperiscono la mancanza di centimetri in un campionato così competitivo e fisico come la NBA.

Non è un grande atleta, anzi ha una fisionomia che tende a prendere facilmente peso.

ATTACCO

Veloce e dotato di un ottimo tiro da tre punti è bravo a buttare palla per terra soprattutto da pick and roll, è un giocatore di striscia molto bravo a segnare da scarico non è uno scorer.

Preferisce coinvolgere i compagni piuttosto che trovare subito la via del canestro, molto bravo a segnare su scarico.

DIFESA

Arriva a Bologna, uno dei migliori difensori sull’uomo della Nba recente, dotato di anticipare sul palleggio e sul passaggio: è questo il punto di forza e molte volte sottovalutato dell’ex playmaker degli Heatlers (soprannome di quei Miami Heat dato da LeBron James).

Davide Trebbi

Più appassionato che blogger sulla palla spicchi. Bologna è dove sono nato a fine anni Ottanta. Virtussino fin dalla nascita.

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