Carta d’identità: Amar Alibegovic

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GLI ESORDI

A 16 anni arriva nella capitale per giocare con la Stella Azzurra, prima sua avventura lontana da Udine, città dove è cresciuto.

Resta due anni, importanti a livello formativo, che lo portano, nel 2014, alla scelta di lasciare l’Italia e approdare in NCAA. A New York nella famosa università di St. John’s, dove vestirà la maglia dei Red Storm.

In NCAA, in compagnia di Federico Mussini, raggiunge il torneo al suo primo anno. Ma da quello successivo, con l’arrivo in panchina di Chris Mullin al post di Steve Lavin che lo aveva reclutato, le cose peggiorano. Da sophomore il suo impiego aumenta da otto a sedici minuti, ma nelle ultime due stagioni la situazione regredisce. Gioca circa dieci minuti di media complessivi da junior e senior, senza riuscire a fare lo step decisivo a livello di gerarchia in squadra.

Quattro anni comunque buoni per completare il percorso scolastico e poi fare ritorno in Italia.

Paolo Ronci, all’epoca dirigente della Virtus Roma, è pronto a cogliere l’occasione al volo, firmandolo per la squadra giallo rossa, in quel momento in A2: una stagione vincente, culminata con la promozione in Serie A, dove Alibegovic ha agito come riserva di Henry Sims, garantendo minuti di livello e ottima mano da tre punti.

La stagione passata è stata quella del suo esordio in serie A. Partito dietro nelle rotazioni, ha conquistato spazio pian piano, diventando un’opzione offensiva affidabile. Cosa che ha attirato le attenzioni dei maggiori club italiani e lo ha portato a firmare con la Segafredo, di nuovo con l’intervento di Paolo Ronci.

Redazione

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