Carta d’identità: Amar Alibegovic

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ATTACCO

Come detto, si tratta di un’ala moderna, che sa unire dimensione interna a quella perimetrale. Un dato che salta subito agli occhi è come abbia confermato l’ottimo 38% da dietro l’arco del 2018/2019, pur aumentando il numero di tentativi a partita (da 1,45 a oltre due), ovviamente a un livello di competizione più elevato come la serie A rispetto alla A2.

Ottima opzione sul pick & pop. Può aprirsi dopo il blocco per tirare con un caricamento sufficientemente veloce e, nel caso, attaccare il recupero. Opzione, quest’ultima residuale. Mancandogli ancora un po’ di visione di gioco. Se può finire al ferro è efficiente, ma se serve uno scarico o una lettura extra, di lavoro da fare ce n’è ancora, pur essendo tutto tranne che una macchina da palle perse.

Qualche problema in più nel “rollare” a canestro, situazione in cui ancora deve migliorare nel reggere il contatto una volta ricevuta palla. Discorso che vale anche per le conclusioni da sotto il ferro, specie dopo un rimbalzo offensivo, dove ha ancora qualche problema nel portare su palla per un tiro in equilibrio. A suo agio in post, dove forse è ancora un po’ scolastico (tende a fidarsi molto della mano destra), ma ha già almeno un paio di movimenti discretamente affidabili.

Deve sicuramente migliorare le doti di passatore e, in generale, tutto quello che è la lettura dell’attacco quando non gli si chiede di concludere a canestro. Ugualmente, potrà lavorare sul cosiddetto “in between game”. Per adesso i suoi tiri vengono presi nei pressi del ferro o da tre punti, mentre dalla media distanza non è ancora perfettamente a suo agio.

Redazione

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