Carta d’identità: Amath M’Baye (presentato da Simone Mazzola, Marco Arcari e Marco Barzizza)

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Amath M’Baye è da una settimana circa un nuovo giocatore della Virtus.

Con questa mossa la squadra di Pino Sacripanti ha chiuso il quintetto e la società questa volta ha pescato nel nostro campionato.

Amath è nato in Francia a Bordeaux, il 14 dicembre del 1989.

È un’ala di 2.06 per 102 chili di peso di origini senegalesi e nel 2008 ha frequentato la Stoneridge Prep School a Los Angeles. L’anno successivo ha scelto come università quella del Wyoming mettendo su il primo anno 5.6 punti e 3.2 rimbalzi, conquistando il quintetto base. Nello stesso anno è stato argento europeo Under 20 con la Nazionale francese.

Nel suo anno da sophmore le statistiche crescono (12.0 punti di media con 5.7 rimbalzi) e nell’estate 2011 si trasferisce a Oklahoma, perdendo, da regolamento, l’anno cestistico. Riparte nella stagione 2012/13 macinando le stesse cifre del vecchio ateneo (10.1 punti con 5.2 rimbalzi) e partendo anche qui sempre titolare, con l’inclusione nel terzo quintetto della Big 12 Conference.

Nel 2013 prova il salto in NBA, senza però ricevere una chiamata al Draft., così la sua carriera nei professionisti parte addirittura dal Giappone, dove rimarrà per tre anni: a Nagoya è stato Mvp nel 2014/15 mettendo su 20.2 punti di media con 7.7 rimbalzi a partita, partecipando ogni estate alla Summer League NBA (San Antonio, Utah, Clippers e Indiana).

Due anni fa a Brindisi la sua prima stagione italiana. Chiusa come quinto cannoniere del torneo a 17.8 punti con 5.3 rimbalzi di media e sesto per valutazione media. Una stagione che gli vale la chiamata dell’Olimpia Milano per la stagione 2017-2018. Debutta in Eurolega con 6.3 punti e 2 rimbalzi in 18′ nelle trenta partite disputate e in campionato, nelle 17 gare dove ha giocato, chiude con 6.4 punti e 3.5 rimbalzi in 21′.

Una stagione difficile per lui. In difficoltà in campo europeo (122.6 il suo rating difensivo) e alla lunga fuori dalle rotazioni di Simone Pianigiani in campionato (in tribuna per tutti i playoff, anche per via di un infortunio).

Tra tutti i giocatori arrivati in questa estate è sicuramente quello che più ha spaccato i giudizi dei tifosi. E la cosa può avere un senso. D’altronde lo abbiamo visto in due versioni praticamente opposte: a tratti dominante a Brindisi e ai limiti delle rotazioni all’Olimpia.

Quindi c’è chi è molto carico per il suo arrivo, chi è scontento e chi ha più di una riserva ma aspetta che sia comunque il campo a dare un riscontro.

Noi, allora, per toglierci qualche dubbio, abbiamo chiesto direttamente a un trio di super esperti che negli ultimi dodici mesi M’Baye l’hanno visto da vicino.

Stiamo parlando di Simone Mazzola (Backdoor Podcast, se già non lo fate ascoltate i suoi podcast, qui su Twitter), Marco Arcari (collaboratore per Basketinside) e Marco Barzizza (Eurosport, Basket dalla Media). Questi i loro contributi.

SIMONE MAZZOLA

E’ un quattro che apre il campo con il tiro da tre punti anche se è un giocatore molto di striscia. Non è un eccelso rimbalzista e in difesa ha più di un difetto. Ha bisogno di fiducia e di sentirsi una parte importante della squadra. A Brindisi ha dimostrato di avere qualità, e se coinvolto anche sufficiente convinzione per creare qualcosa in attacco per sé e per i compagni. A Milano era un ingranaggio (sostituibile) del sistema e a inizio anno ha giocato molto più del suo rendimento a causa della presenza dell’inesistente Jefferson. Non è un giocatore in grado di dare tanto in poco tempo e deve sentire di potersi prendere tiri e iniziative senza pensarci o col timore di essere sostituito. Passare da Brindisi come go to guy a Milano come ingranaggio secondario non è facile e, non avendo grandi intangibles a suo favore, ha fatto fatica, tanto da venir tribunato giocando solo 17 partite in campionato. Non so di suoi problemi al di fuori del campo. Posso dire che, nonostante l’esclusione dai playoffs, era presente e anche abbastanza coinvolto (forse trascinato da un Theodore esemplare da questo punto di vista). Mi piace sempre poco bollare un giocatore come problematico ancora prima che arrivi. Credo che ci siano giocatori problematici ma non tanti come si dice, quanto piuttosto società non in grado di gestire il proprio personale e che si nascondono dietro a questa nomea dei giocatori. Ha pregi evidenti e altrettanto chiari difetti. Credo debba migliorare molto la presenza mentale in difesa e la continuità nella partita. È in grado anche di qualche giocata importante e spettacolare ma tende a non essere continuo nel rendimento. Uscire da Milano può sgravarlo di pressione, ma non è che a Bologna ce ne sia poi così tanta meno. Sarà importante fare leva sulla sua voglia di rilanciarsi. Difensivamente non è un mostro, lo si sa, ma la scorsa stagione ci ha detto che non è un giocatore da Eurolega. In campionato, e magari a un livello europeo inferiore, non è detto che sia una piaga come lo dipingono. Non partirei prevenuto anche su questo, pur sapendo che non è e non sarà mai Kyle Hines, ma neanche un casellante senza arte ne parte.

MARCO ARCARI

È sicuramente un giocatore atleticamente di livello per il nostro campionato, poco costante e con bisogno di essere molto coinvolto per rendere come faceva a Brindisi. In EuroLeague ha sofferto, soprattutto quel livello tecnico e il fatto che in Europa di 3/4 fortissimi ce ne sono tanti. Credo che quella non sia la sua dimensione. Offensivamente ha tutto per dare 15 punti a partita ma deve essere coinvolto e non ridotto al ruolo di spot-up shooter o “specialista”. Difensivamente non mi è sembrato un fenomeno, ma l’ultima Milano in difesa ha sofferto tantissimo contro chiunque per problemi strutturali. Pianigiani l’ha bocciato in tronco dopo poco, escludendolo poi dalle rotazioni, ma M’Baye rimane un giocate che in Serie A può fare tanta differenza, di questo sono sicuro.

MARCO BARZIZZA

M’Baye è un giocatore mobile, che sa attaccare il canestro e sa dire la sua anche vicino al canestro. Quest’anno ha avuto sprazzi positivi, anche in Eurolega, trovando partite da giocatore vero.  Poteva forse fare qualcosa di più, in LBA come in Eurolega, ma sopportare la pressione di Milano non è affatto facile per un ragazzo che non aveva dalla sua grande esperienza. Sull’atletismo sono totalmente d’accordo: è veramente debordante per la nostra serie A. Difensivamente spesso è stato in difficoltà, ma in queste situazioni credo che le responsabilità vadano sempre divise, non so quanto equamente, ma divise. Ha qualche lacuna d’attenzione – lo si nota nella difesa lontano dalla palla – ma se stimolato a dovere ha margini di miglioramento.  Offensivamente è piuttosto duttile, può agire da ala grande ma ha anche un discreto tiro da fuori (quando è in serata). Sulle debolezze mi collego a quanto detto per la difesa: a volte scompare dal campo (mentalmente), ma in una realtà che lo può coinvolgere maggiormente, rispetto a quanto accaduto a Milano, potrebbe migliorare anche la sua attenzione all’interno delle partite. Credo possa tranquillamente coesistere con Kelvin Martin. L’ex Cremona è più vicino a essere un esterno puro, atletico e penetratore. Potrebbero essere proprio le sue incursioni ad armare la mano di M’Baye, che da ala grande ama “poppare” e tirare da tre.

L’identikit che ne viene fuori è abbastanza univoco: giocatore non semplicissimo da gestire in campo, che ha grande talento, atletismo oltre la media, ma che per rendere al meglio deve essere messo al centro dell’attacco, altrimenti rischia di avere lapsus che lo portano fuori dalla gara. Il lato difensivo, forse, non è così male come può sembrare. In effetti in carriera, tolte le partite di Eurolega, che sono un mondo a parte, ha sempre avuto defensive rating più che decenti (105 nella stagione di Brindisi, 102.7 in campionato quest’anno a Milano).

E’ una bella scommessa, forse la più rischiosa della stagione. Ma che, dovesse essere vinta, potrebbe dare anche i maggiori dividendi. Molto passerà dalle capacità di Pino Sacripanti nell’amalgamare al meglio i propri uomini e mettere M’Baye nelle condizioni ideali per lui. Riuscire a vedere di nuovo il giocatore ammirato due anni fa in Puglia sarebbe un plus incredibile per la stagione bianconera.

Davide Trebbi

Più appassionato che blogger sulla palla spicchi. Bologna è dove sono nato a fine anni Ottanta. Virtussino fin dalla nascita.

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