Carta d’identità: Amedeo Tessitori

Tempo di lettura 4 minuti
755 letto

LA CARRIERA

L’anno successivo Sassari lo richiama alla base. Arriva la vittoria della Coppa Italia, ma anche una stagione molto complicata, dove Amedeo sembra ancora non pronto al salto, specie in una squadra di alta classifica che in quella stagione partecipava anche all’Eurocup. Gioca soli 7’ di media in 31 incontri e l’anno successivo si trasferisce in Campania, alla Juve Caserta. Le cose, però, non migliorano particolarmente. Discorso simile anche l’anno successivo a Cantù, dove i minuti di gioco rimangono abbondantemente sotto i dieci a partita.

Dopo un triennio infruttuoso, anche se bagnato dall’esordio in Nazionale maggiore nell’All Star Game della stagione 2014/2015, Tex decide di rimettersi in gioco in A2. Sulle sue tracce c’è Biella, che investe su di lui e ne fa il suo centro titolare. Gioca due annate in crescendo, recuperando fiducia e chiudendo il 2017/2018 a 14 punti e 7 rimbalzi di media, col 53% dal campo e il 39% da tre.

Sembra in tutto e per tutto un giocatore rinato e Treviso lo porta a sé per dare l’assalto alla serie A. Carica che va in porto al primo tentativo, portando in dote anche la Coppa Italia LNP. A cui segue, in estate, poi, la grande soddisfazione della convocazione ai Mondiali cinesi, con cinque partite giocate a quasi dieci minuti di media.

Nell’ultima stagione di serie A ha mostrato di essere un giocatore molto più pronto rispetto a quello ancora acerbo del periodo 2013-2016, disputando ventuno partite a poco meno di venti minuti di media. Ha chiuso come secondo della De’ Longhi per plus/minus dietro il solo Aleksej Nikolic. Una maturità che lo ha portato a ricevere la chiamata della Virtus Bologna, a quasi ventisei anni la più grande occasione della sua carriera.

Nickfiumi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *