Carta d’identità: Amedeo Tessitori

Tempo di lettura 4 minuti
758 letto

DIFESA

Senza dubbio la metà campo dove paga più dazio. Non che manchi l’impegno o l’applicazione, ma i limiti di mobilità lo limitano parecchio, costringendolo spesso a spendere falli extra che lo hanno portato ad essere secondo in serie A per penalità commesse a partita quest’anno.

Su situazione statica di post up è un difensore onesto, ma quando comincia ad allontanarsi da canestro iniziano anche i problemi. Come detto, non manca l’impegno: con lui in campo, comunque, Treviso aveva differenziali di punteggio migliori e lui ha chiuso la stagione con 106,8 di defensive rating, all’interno di una squadra che, globalmente, ha fatto tre punti peggio. Sui pick & roll esce a disturbare il palleggiatore se necessario, ma poi, chiaramente, i tempi di recupero sono lunghi. Massima difficoltà, poi, se finisce contro un esterno su un cambio.

Lontano dalla palla è abbastanza attento, anche se i tempi di aiuto non sono sempre perfetti. Dicevamo prima delle non eccelse doti di rimbalzista (fuori dalla top venti del campionato per percentuali di rimbalzo sia offensivo che difensivo). Ha la tendenza, dopo magari un paio di rotazioni difensive, a fermarsi nel momento in cui parte il tiro avversario, non contribuendo a portare giù il pallone o dimenticando il tagliafuori sul proprio uomo.

Resta comunque, in parte, il discorso fatto anche per Alibegovic. Si tratta di un giocatore di ventisei anni da compiere, che l’anno scorso è sembrato nel pieno della sua maturità cestistica. Soprattutto, con limiti e pregi ben chiari, che potrà ricavarsi il suo spazio senza ansie coprendo le spalle di Gamble e Hunter.

Come visto, inoltre, la parte dove sembra ci sia più lavoro da fare è quella difensiva. L’aspetto sotto cui coach Djordjevic, in queste due stagioni, ha dimostrato di saper lavorare al meglio.

Nickfiumi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *