Carta d’identità: Brian Qvale (presentato da Dmitry Planidin)

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La Virtus ha il suo centro titolare. Si tratta di Brian Qvale, 29enne nativo di Williston, North Dakota. Grande esperienza europea (quella della Virtus sarà la sua ottava stagione nel Vecchio Continente e la sesta diversa maglia). 211 centimetri per 116 chilogrammi di peso. Un centro vero, come nel caso di Kravic.

A differenza del compagno di reparto, però, Qvale non può essere certo definito una scommessa. Il suo percorso europeo, infatti, è lungo e ben strutturato. Partito nel 2011/2012 dopo l’uscita dal college di Montana. Una stagione in Turchia all’Aliaga Petkim (9 punti e 5 rimbalzi in 20’ a partita) per cominciare a prendere le misure al nostro universo. Poi il passaggio al Mons Hainaut, in Belgio, con cui disputa anche sei partite di Eurochallenge (38 partite complessive, 10,4 punti e 6,6 rimbalzi). Nel 2013/2014 primo passaggio in Germania con il Mehdi Bayreuth, in una stagione abbastanza deludente in termini di risultati di squadra, ma che comincia a farlo brillare individualmente (13 punti e 6 rimbalzi di media col 58% dal campo in 27’).

Il campionato seguente torna in Turchia al Tofas (11 punti e 4 rimbalzi di media  in 19’ di impego tra campionato e Eurochallenge). Ma è tra il 2015 e il 2017 che spicca il volo con la maglia dell’EWE Baskets Oldenburg, in Germania. Gli anni di apprendistato pagano i loro dividendi in termini di 115 partite, giocate a 25’ di impiego medio, con 15 punti, 6 rimbalzi, e oltre il 60% dal campo. Nel suo primo anno si segnala come uno degli attaccanti più pericolosi del campionato tedesco (126.2 di offensive rating nel 2015/2016 in Bundesliga), mentre nel secondo cresce esponenzialmente in difesa, brillando in particolare in Champions League, dove lascia, in 18 partite, un eccellente 98.8 di rating difensivo.

Queste prestazioni fanno puntare su di lui i fari di una realtà ambiziosa come quella del Lokomotiv Kuban, che fa di lui il proprio centro (dividerà i minuti con Frank Elegar). Qvale non delude, di fatto riproducendo i suoi numeri tedeschi, seppur parametrati a minutaggi più contenuti per via della rosa decisamente più competitiva della squadra: 46 partite tra campionato e Eurocup, condotte a 8.6 punti e 3.6 rimbalzi di media in 16.6 minuti. 119.4 il rating offensivo, 100.9 quello difensivo. Un valore certo per la sua squadra.

Qvale è un giocatore di stazza, ma che fa forza soprattutto sulla tecnica e su una rapidità di piedi a prima vista insospettabile, piuttosto che sui muscoli e l’energia, che comunque non gli difettano. “Per gli standard europei è un giocatore con buona fisicità – ci ha detto Dmitry Planidin, collaboratore russo per i siti Def Pen Hoops e Talkbasket, potete seguirlo su Twitter @DemanPlanNon è un grande atleta, ma riesce comunque a imporre i suoi centimetri”. Buon attaccante, quando ha palla in mano sa cosa farne, sia che riceva spalle a canestro che sugli sviluppi di un pick & roll. In particolare, in quest’ultima soluzione può essere molto pericoloso grazie alla capacità di controllare il corpo anche in movimento, che gli permette ricezioni in corsa nelle quali riesce a coordinarsi senza commettere infrazione di passi.

E’ il classico lungo da gioco spalle a canestro, situazione in cui sa essere davvero molto efficace e dove è realmente complicato da fermare. Può segnare in gancio e con qualche tiretto in corsa dalla media. Il tiro da fuori non è nel suo arsenale. Gioca il pick & roll molto bene, con ottime letture”

__Capace di segnare con entrambe le mani. Col palleggio crea un cuneo di separazione che il difensore fatica a coprire. E ha discrete abilità nel subire falli__

Non è un verticalista. Ha una buona agilità corporea e equilibrio notevole che gli permette di trovare buone conclusioni anche in traffico, ma non è certo il giocatore che salta un metro da fermo. Difficile vederlo chiudere un azione con una schiacciata di potenza. Preferisce piuttosto un palleggio in più per trovare la coordinazione e chiudere con morbidi tiri, quasi indifferentemente con la destra o la sinistra. Chiaro che questo lato del suo gioco, a volte, tenda a penalizzarlo contro avversari molto atletici o fisici.

__La tendenza a fidarsi dei suoi movimenti a volte gli si ritorce contro__

Questo si vede anche a rimbalzo, dove non è propriamente uno specialista (21esimo, su 27, tra i centri dell’ultima Eurocup per percentuale complessiva di rimbalzi catturati). Tende ad accontentarsi un po’ di quello che gli capita attorno. Ovviamente con le sue lunghe leve può comunque far bottino, ma quando trova un avversario che lo affronta fisicamente spesso finisce per perdere la posizione o farsi rubare rimbalzi teoricamente suoi.

__L’attitudine a rimbalzo va e viene. Lotta per la posizione, ma nel momento in cui deve andare a prendersi il pallone ha problemi a contrastare la presenza fisica degli avversi (in carriera mai oltre i sei rimbalzi di media)__

Difensivamente, invece, è un giocatore molto utile. Come detto, non intimidisce con l’atletismo, ma la velocità di piedi di cui dispone gli rende possibile essere difensore temibile anche sui cambi difensivi quando rimane contro gli esterni avversari. “Per la sua taglia ha ottima velocità di piedi. Riesce ad essere un eccellente difesnore pur non essendo un grande atleta. Tra VTB League e Eurocup è stato tra i migliori per stoppate a partita parametrate sui 40’ di gioco.” Può contenere più di un palleggio sul playmaker/guardia di turno e ha buoni istinti anche per il recupero difensivo sul suo uomo originario. In generale ha buon senso della posizione e si muove con tempismo sugli aiuti. Questo, considerata la sua altezza, spesso gli basta per contestare in maniera efficace i tiri al ferro (block percentage di 3.4%, settimo tra i centri nell’ultima Eurocup).

__Ha ottima capacità di leggere il pick & roll in difesa. Esce con buon dinamismo sull’esterno in caso di cambio o aiuto. Con le lunghe leve può disturbare il tiro, ma ha ottima mobilità anche in arretramento per non farsi infilare in penetrazione__

La fisicità un po’ ridotta rispetto alle sue potenzialità lo rende un bloccante sotto media, almeno per quello che potrebbe essere, considerato il suo tonnellaggio. Sul pick & roll tende a scappare per dettare una linea di passaggio anticipata, mentre lontano dalla palla a portare blocchi un po’ molli, sui cui il difensore spesso riesce a passare e l’attaccante non prende abbastanza vantaggio.

__Porta blocchi un po’ superficiali, pensando più al proseguo dell’azione più che a creare un vantaggio per il compagno__

Giocatore ordinato, che però quando riceve nelle sue zone guarda abbastanza sistematicamente il canestro (a ragione anche, visto che in carriera sfiora il 62% di realizzazione dal campo). Non è necessariamente l’uomo che attira raddoppi della difesa, ma dovesse succedere sarà da verificare la sua capacità di leggere il passaggio in uscita.

Gioca sicuramente a suo favore, tra le varie cose, l’esperienza Europea a livello di coppe: 70 partite disputate in questi anni tra Eurochallenge, Eurocup (finalista quest’anno, in una squadra arrivata imbattuta alla finale, dove però è crollata contro il Darussafaka di David Blatt) e Champions League.

Negli anni in Germania ha dimostrato di poter essere una più che valida opzione offensiva, per cui non aspettatevi un centro prettamente difensivo alla Slaughter. Dovrebbe essere complementare a Kravic, decisamente più un lottatore che uomo di fioretto rispetto a lui. Tiratore di liberi nella media per il ruolo (69,5% in carriera).

In definitiva, quindi, un altro acquisto intrigante per la Virtus, che comincia a vedere il puzzle del proprio roster comporsi. Con l’arrivo di Tony Taylor in regia che sembra ai dettagli, per completare il quintetto manca solo quel quattro americano che l’anno passato tanto ci ha fatto tribolare.

Noi restiamo sempre in attesa, ma il mercato bianconero sembra davvero essere decollato definitivamente.

 

Nickfiumi

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