Carta d’identità: David Reginald Cournooh

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Iniziamo la rassegna dei nuovi giocatori bianconeri. Mercato che sta entrando nella fase più inensa e già ci sono già tre nuovi arrivi. Il primo è stato David Reginald Cournooh. Andiamo, dunque, a conoscerlo meglio.

Classe 1990, 191 centimetri per 83 chili. 171 partite in serie A in otto stagioni, in mezzo le esperienze in Legadue con Imola a la Biancoblù (stagioni 2011/2012 e 2012/2013) e anche 36 apparizioni in Coppe Europee, tra Eurolega, Eurocup e Eurochallenge con Siena e Brindisi.

Le statistiche tradizionali di David Cournooh

Arriva da un anno e mezzo passato a Cantù, dove nella passata stagione era il primo cambio del micidiale back court americano della squadra.

Conosciuto soprattutto come difensore, in campo conferma questa nomea, nonostante i numeri nell’ultimo anno non siano stati dalla sua parte: rating difensivo di 116.6, davvero molto alto, ma che va anche tarato al fatto di giocare in una squadra a trazione totalmente anteriore come la Red October di coach Sodini. Più rilevanti, e probabilmente non casuali, i numeri delle precedenti cinque stagioni in cui si è attestato su un 107 di media decisamente migliore. Non quello di un vero e proprio mastino, ma che fa comunque ben sperare.

Le statistiche avanzate di David Cournooh

Cournooh, infatti, è un ottimo atleta, con braccia lunghe. Non particolarmente stazzato, ha però un’attività e un agonismo che gli hanno permesso in maniera costante di marcare giocatori in tre diverse posizioni (dal playmaker all’ala piccola, a volte anche ali grandi per brevi spezzoni di gara).

Può prendere il portatore di palla avversario a tutto campo, mettersi sulle piste del tiratore di turno impedendogli uscite pulite, lottare sui blocchi e fare a sportellate in post basso per rendere difficile la vita al suo avversario di turno.

Difensore a tutto tondo, ha ottime capacità anche lontano dalla palla, dove sa leggere i movimenti offensivi altrui con tempismo ed esegue bene sui cambi difensivi, nel basket di oggi sempre più decisivi e di cui Cantù quest’anno faceva uso massiccio. Meno incisivo nell’uno contro uno, almeno in questa stagione canturina, dove comunque ha i mezzi e la tecnica per essere molto fastidioso, anche se a volte tende a commettere errori dovuti a eccessi di foga.

Nel video vediamo come Cournooh offra ottima presenza difensiva nella difesa di squadra, muovendosi con precisione sui cambi e ruotando con tempismo. Sulla palla, pur rimanendo difensore di livello, tende ad avere qualche lapsus.

E’ un uomo di energia, che entra soprattutto per dare intensità e quantità più che qualità. Può giocare sia play che guardia, anche se in attacco il suo contributo è abbastanza limitato.

Non ha grandi doti di ball handling né particolare estro offensivo. Si limita ha fare il suo compito, senza andare troppo fuori dalla spartito. E’ comunque uno di quei giocatori che piacciono a tutti gli allenatori: porta impegno senza richiedere palla in attacco. Offre duttilità senza essere condizionante nella metà campo offensiva.

Non avendo doti di palleggiatore particolarmente spiccate può incontrare qualche problema contro la pressione.

La sua fisicità lo rende un penetratore temibile, anche se può migliorare nelle conclusioni al ferro, e, non prendendosi eccessivi rischi, non ha alti numeri di palle perse (12,1% di turnover ratio, uno dei migliori rilievi del campionato tra i play/guardia). Di contro, lontano dalla palla tende ad essere abbastanza statico. Vero che a Cantù giocava in un attacco con due accentratori come Culpepper e Jaime Smith, ma ha comunque evidenziato un’eccessiva tendenza a parcheggiarsi in un angolo senza dare movimenti e linee di passaggio ai compagni. Quando la sua agilità e fisicità potrebbero renderlo quanto meno pericoloso sui tagli in area.

Buon penetratore, quando non ha la palla in mano, però, tende ad estraniarsi dall’azione

Il tiro non è specialità della casa: 31,4% da dietro l’arco in carriera, anche se non è certo uno che rifiuti la responsabilità quando c’è da prendere una conclusione (quasi tre tentativi a incontro nella passata stagione). Di contro ha una buona mano dalla lunetta dove viaggia di poco sotto l’80% di realizzazione.

In definitiva, Cournooh sarà uomo con compiti principalmente da mister utilità: difesa, aiuto come portatore di palla, possibilità di accoppiarlo con più tipologie di attaccanti avversari e in attacco di schierarlo in due ruoli, volendo tre in back court molto piccoli (ha spesso giocato insieme a Cupepper e Smith lo scorso anno). Non ci sarà da attendersi grandi cose a livello realizzativo, ma contributo in cose che magari non finiranno sul tabellino. Sapendo che, in ogni caso, la maggior parte dei destini virtussini non passeranno dalle sue mani.

Nickfiumi

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