Carta d’identità: Dejan Kravic (presentato da George Zakkas giornalista greco per SDNA)

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Ed eccoci arrivati al secondo nuovo arrivo (qui trovate la presentazione di David Cournooh) in casa Virtus Bologna per la stagione 2018/2019: Dejan Kravic.

213 centimetri, 110 chilogrammi di peso. Classe 1990, nativo canadese ma di passaporto serbo. Era nella prima selezione da cui poi sono usciti i 12 che hanno preso parte agli ultimi campionati europei, per la nazionale di Sasha Djordjevic.

Discreto giramondo: inizia la sua carriera nel natio Canada, per poi farsi gli ultimi due anni di università negli USA a Texas Tech, dove chiude con 8 punti, 5 rimbalzi e 1.3 stoppate di media in 21.3’ le sue 63 partite disputate. Da lì parte la sua carriera europea: Rethymno in Grecia nel 2014/15, Shoeters Den Bosch in Olanda l’anno dopo, per poi fare ritorno al Rethymno il campionato successivo, salvo vedersi fermare da un infortunio a un piede (risolto) dopo sole 13 gare. L’ultima stagione l’ha divisa tra i belgi del Brussels (con cui, di fatto, ha disputato solo le qualificazioni di Champions League, non superate) per poi “rincasare” in Grecia, questa volta al Panionios.

Per lui una stagione davvero solida: 12 punti, 5 rimbalzi e 1.1 stoppate di media. Ma soprattutto statistiche avanzate davvero lusinghiere: migliore del campionato per PER (Player Index Rating, una “valutazione” più complessa), 129.6 di offensive rating (quinto in campionato), 105.9 di defensive, +23.7 di net rating (dodicesimo), terzo per block percentage, che misura la percentuale di tiri avversari stoppati.

Numeri che hanno catapultato su di lui le attenzioni della dirigenza Virtus, che lo ha preso per farne, intanto, il primo cambio dei lunghi. E poi chissà.

Per presentarlo meglio, noi di VNera, abbiamo sentito George Zakkas (su Twitter seguite @ZakkasGeorge), giornalista greco per il sito sportivo SDNA, che seguendo regolarmente il torneo ellenico ne ha una conoscenza più approfondita e ha saputo darci qualche delucidazione in più su che tipo di giocatore vedremo sul parquet del Paladozza dal prossimo anno.

Che tipo di giocatore è Dejan Kravic?

E’ quello che si può definire un centro vecchia scuola. Sa muoversi nel pitturato, conclude con buone percentuali nei pressi del ferro e ha movimenti spalle a canestro. Sa bloccare molto bene, in maniera solida, sfruttando la sua stazza. Ovviamente non è particolarmente veloce, ma nemmeno tremendamente lento. Per i suoi centimetri sa muoversi discretamente.

Le statistiche avanzate della sua stagione sono particolarmente buone. Rispecchiano fedelmente quello che è stato il suo apporto in campo?

Va detto che ha giocato in una squadra, il Panionios, che ha lottato per non retrocedere (si è salvata fortunosamente all’ultima giornata n.d.r.), per cui magari per lui è stato più facile mettersi in luce. E’ stato comunque bravo a sfruttare l’occasione. Non solo è stato l’MVP di diverse partite ma anche di alcune intere giornate di campionato. Era sicuramente uno dei giocatori del Panionios più pericolosi. Non è stato magari un enorme problema per Panathinaikos e Olympiacos, con i loro roster infiniti, ma sicuramente quando le altre squadra giocavano contro il Panionios avevano lui come uno degli uomini su cui preparare l’incontro.

Difensivamente, invece, che tipo di apporto ha prodotto per la sua squadra?

Pur essendo molto alto e di stazza ha mostrato di poter giocare contro qualsiasi tipo di centro. Da quelli pari a lui come tonnellaggio a quelli più leggeri. E’ un lottatore vero. Non ha paura e non fa un passo indietro contro nessuno. Non aspettativi però un Kyle Hines o James Gist.

Secondo te può già essere considerato come centro titolare della squadra o arriva con un ruolo da riserva?

Beh, dipende molto da quelle che saranno le ambizioni della Virtus e, visto il roster ancora largamente incompleto, è difficile dirlo. Viene da un’ottima stagione, ma in una squadra di bassa classifica. Quindi penso che potrebbe partire come riserva che però nel tempo potrebbe anche guadagnarsi i galloni da titolare. Di sicuro è un giocatore che merita l’occasione. Ha sempre lavorato per migliorare, è un lottatore. Non è il giocatore perfetto, ma nemmeno una cattiva scelta. Soprattutto è uno che sai cosa può darti e che, in maniera quasi automatica, te lo dà ogni gara. Perciò, non credo ci si debba aspettare un crack immediato, ma un giocatore affidabile sì. Che poi potrebbe crescere nel corso della stagione e magari a fine anno trovarsi a poter richiedere contratti ancora migliori.

In definitiva, una scommessa per la Virtus, ma che dovrebbe portare con sé rischi non troppo alti a fronte di eventuali dividendi a loro volta abbastanza contenuti.

Un buon profilo comunque per riempire una delle due caselline sotto il ferro e che conferma la tendenza di Pino Sacripanti nel cercare corpi davvero ingombranti a cui affidare il ruolo di centro.

Infine, oltre ai vari highlights che potete trovare su Youtube, i quali però danno sempre un’idea abbastanza distorta di qualsiasi giocatore, se avete voglia di sorbirvi un po’ di buon (discreto, và) basket greco, a questi link trovate un po’ di sue partite dell’ultima stagione:

Panionios-PAOK (Tabellino)

Panionios-Trikala (Tabellino)

Panionios-AEK Atene (Tabellino, Punter ancora non giocava nell’AEK)

 

Nickfiumi

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