Carta d’identità: Kevin Punter (presentato da George Zakkas e Alessio Teresi)

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Terzo identikit che andiamo a tracciare qua sulle pagine di VNera. Dopo David Cournooh e Dejan Kravic, oggi è il turno dell’ultimo arrivato in maglia bianconera: Kevin Punter.

Guardia, 188 centimetri per 86 chili di peso. Classe 1993. Esce dal college di Tennessee (due anni dopo il Community College di State Fair) in cui si segnala come grande attaccante: 15.6 punti di media in 32.4’ col 36% da tre. 22.2 punti di media nel suo anno da senior nel 2015/2016, numeri che fanno di lui il dodicesimo miglior realizzatore di quella stagione NCAA. Un traguardo ottenuto davvero col sudore della fronte: prima di arrivare a Tennessee era considerato, al massimo, un discreto giocatore da college di livello medio. Poi il primo salto di qualità nel suo ultimo anno di Community College. E l’esplosione nel suo anno da senior in cui, sotto consiglio di coach Rick Barnes, ristrutturò completamente il suo tiro, facendolo diventare quello micidiale di cui è in possesso ora.

Nel 2016/2017 comincia la sua carriera europea. E la prima stagione si divide tra Grecia (GS Lavrio, 21 partite a quasi 13 punti di media) e Belgio (Antwerp, 15 gare a 11 punti a incontro).

Quest’anno, invece, comincia in Polonia, al Rosa Radom, con il quale esplode decisamente: 19.3 punti di media in campionato, 21 in 14 gare di Champions League, inclusi 31 nella sconfitta contro la Reyer Venezia al Taliercio. Prestazioni che lo portano all’attenzione dell’AEK Atene, abile a metterlo sotto contratto fino al termine della stagione, battendo la concorrenza del Gaziantep. Con la squadra ateniese 13 partite in campionato (11 punti di media col 35.6% da tre) e la vittoria in Champions League, dove produce 15.3 punti di media nelle sei uscite in maglia giallonera, inclusa la tripla decisiva contro il Nymburk che, di fatto, qualifica i greci ai quarti di finale.

Grande attaccante. Eccellente tiratore. Un realizzatore nel termine più puro della parola. Con già buona esperienza europea, anche in Coppa. Anche in questo caso per presentarlo ci siamo fatti aiutare da chi lo ha visto giocare più spesso di noi.

In particolare abbiamo nuovamente disturbato George Zakkas, giornalista greco per il sito sportivo SDNA, ma anche Alessio Teresi, altro grande conoscitore del campionato ellenico, collaboratore per diversi siti tra cui All-Around, Baskettiamo e Radio Godot.

Partiamo da quanto ci ha detto George Zakkas.

Punter è un grande realizzatore, molto efficace in uno contro uno. Ha ottimo tiro, in particolare dal palleggio, e buon ball handling. Credo si possa fare un parallelo con Jason Rich, per restare a giocatori che ha avuto Pino Sacripanti in questi anni. Anche se al momento credo che l’ex Avellino sia un realizzatore superiore. In ogni caso ritengo abbia il potenziale per ripercorrere le sue orme.

Contro il Nymburk in Champions League ha messo la tripla che ha qualificato la squadra ai quarti di finale. È stato certamente il canestro più importante della sua stagione, e anche dell’AEK. Da quel momento ha preso ancora più fiducia per il resto del campionato. Difensivamente non è certo un mastino, ma nemmeno un buco nero. Non lo metti sul miglior attaccante avversario ma nemmeno devi preoccuparti che il suo uomo ti massacri. È un buon atleta, sicuramente migliore del futuro compagno di reparto, Aradori, ma in stagione con l’AEK è sempre uscito dalla panchina. Portando attacco istantaneo e tanti punti. Quindi è sicuramente una buona opzione come titolare, ma ha dimostrato di poter essere eccellente anche come sesto uomo. Quindi potrebbe essere intercambiabile con Aradori in questo senso.

Attorno a lui a questo punto cercherei un giocatore con buone capacità di creare tiri per i compagni. Perché lui non è certamente un creatore di gioco, né in penetrazione né dal pick & roll. Guarda in maniera abbastanza sistematica al canestro e non a generare tiri per i compagni. Dovrebbe essere necessario anche qualche difensore di livello che possa prendere gli attaccanti pericolosi, permettendo così a lui di potersi spendere su avversari che non lo mettano troppo alle corde nella propria metà campo, pur rimanendo un difensore non disprezzabile.

Questo, invece, il pensiero di Alessio Teresi.

Era un giocatore che quest’anno avevo sui radar già in tempi non sospetti. Insieme ad altri colleghi lo ritenevamo, già alle Final Four di Champions League, il miglior USA, o comunque uno dei migliori, del campionato greco, escluse Olympiakos e Panathinaikos, ovviamente. L’anno scorso ha vinto la Champions League ma anche la Coppa di Grecia, battendo in finale l’Olympiakos. Giocatore di alto livello che ama avere la palla tra le mani e trovare la conclusione. Classico giocatore di striscia: se si accende può davvero infilare 3/4/5 triple e spaccare in due una partita. Ha grande talento a mio avviso. Paragonarlo a Nunnally o Rich è difficile perché ha un vissuto ancora breve in Europa. Ha fatto una prima esperienza in Grecia col Lavrio, poi è stato in Polonia al Rosa Radom prima di arrivare all’AEK, dove, uscendo dalla panchina, ha segnato in doppia cifra con grande facilità. Deve ancora dimostrare tanto. La Virtus per lui sarà la prima esperienza in un club di un certo livello, con una certa struttura. Probabilmente ci vorrà un po’ di pazienza, ma se gli verrà data sono convinto che saprà ripagare. La paura è che un eventuale inizio difficile possa portare il pubblico a etichettarlo un po’ troppo in fretta.

Non è un giocatore con il carattere più facile del mondo, quindi andrà un po’ tarata la sua convivenza con Aradori. All’AEK si dice non abbia rinnovato perché, in sostanza, non gradiva particolarmente uscire dalla panchina, anche se, a mio avviso, per poter rendere al massimo deve avere minutaggi non troppo ampi. Starà molto a Sacripanti trovare i giusti equilibri: se deciderà di farlo partire in quintetto ci sarà da lavorare molto a livello di testa per farlo stare all’interno di un sistema di gioco, al contrario, si optasse per farlo uscire dalla panchina, sarà fondamentale rimarcargli l’importanza del suo ruolo nell’economia delle partite.

Si conferma il profilo di un signor attaccante, quello che sembra si possa definire a tutti gli effetti “un colpo” per la Virtus (che ha beffato la concorrenza di diverse squadre tra cui il Banvit). Da quanto ci hanno detto i nostri due intervistati le caratteristiche sembrano portare verso un giocatore che possa dare il meglio di sé come realizzatore dalla panchina con minutaggi ridotti, ma va detto che è un ruolo avuto per la prima volta solo in questo finale di stagione in maglia AEK. Precedentemente ha sempre fatto il suo giocando da guardia titolare.

Porterà tiro da tre, magari facendoci riassaporare quelle strisce micidiali che ci fecero innamorare di un cecchino come Jeremy Hazell. E andrà valutata la sua convivenza con Pietro Aradori, con il quale però, sulla carta, sembra poter avere caratteristiche abbastanza compatibili (quanto meno non dovrebbe occupare le sue stesse zone di campo).

Ora non resterà che vedere prima come la Virtus completerà il roster, e poi come Pino Sacripanti deciderà di sfruttare le frecce al suo arco.

 

Come al solito vi lasciamo con qualche link a sue partite intere, che richiedono un po’ di tempo e pazienza in più, ma danno sempre un’idea ben più precisa del giocatore, rispetto ai semplici highlights.

AEK – Monaco (finale di Champions League 2017/18, qui il tabellino)

AEK – Murcia (semifinale di Champions League 2017/18, qui il tabellino)

Reyer Venezia – Rosa Radom (il suo high in stagione da 31 punti con otto triple, qui il tabellino)

Davide Trebbi

Più appassionato che blogger sulla palla spicchi. Bologna è dove sono nato a fine anni Ottanta. Virtussino fin dalla nascita.

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