Carta d’identità: Stefan Nikolic (presentato da Giuseppe Pisano)

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Il primo acquisto ufficiale della Virtus 2019/2020 è Stefan Nikolic. Più che un acquisto un ritorno alla base, visto che era già stato da queste parti, nel 2013/2014, laureandosi Campione d’Italia under 17 da MVP della competizione.

Classe 1997, 203 centimetri per 95 chili di peso. Arriva dalla GSA Udine, dove ha disputato una stagione di A2 in continuo crescendo, giocando al fianco di un altro giovane ex bianconero, Lollo Penna.

Per aiutarci a presentarlo abbiamo parlato con Giuseppe Pisano, che segue la GSA per il Messaggero Veneto.

“Stefan è arrivato a Udine in sordina, verso fine mercato. Nei piani era il nono uomo ma nel corso della stagione ha scalato le gerarchie. Ha sfruttato le occasioni che gli si sono presentate, soprattutto per via dei tanti infortuni che hanno colpito Udine e tolto di mezzo i vari Cortese, Powell, Amici. E’ stato il giocatore a cui ho dato il voto più alto nelle pagelle che faccio a fine anno. Unico con costanza di rendimento, spesso l’ultimo a mollare.”

Le statistiche tradizionali di Stefan Nikolic

LA CARRIERA

Stefan Nikolic nasce a Belgrado e si sviluppa nel settore giovanile della Stella Rossa. Qui la Virtus lo preleva nel 2013, dopo aver giocato il Jordan Brand Classic, torneo in cui si mettono in mostra i migliori talenti di tutto il mondo. Resta un altro anno, poi passa alla Stella Azzurra Roma, dove si alterna tra la formazione di DNG e la prima squadra in serie B, iniziando a giocare da senior.

Capo d’Orlando ci mette gli occhi sopra. I siciliani lo prelevano, mandandolo in prestito a Napoli, dove resta un anno e mezzo, conquistando la promozione in A2 e la Coppa di Lega, con annesso trofeo di MVP della Final Four. L’anno scorso, dopo aver iniziato, molto bene, la stagione in Campania, è passato a Montegranaro a metà campionato, dove però non ha trovato feeling con squadra e ambiente.

Finisce così a Udine, con la quale gioca una stagione molto solida, soprattutto nella seconda metà di campionato, dove il cambio di panchina (da Cavina a Martelossi) e tanti infortuni ai titolari aumentano sensibilmente i suoi minuti in campo. Che lui sfrutta molto bene, girando a 11 punti e 5 rimbalzi di media nelle ultime 14 partite disputate, col 54% dal campo.

CARATTERISTICHE FISICHE

Dotato di ottimo fisico, ben strutturato, specie nella parte superiore del corpo grazie alla quale assorbe i contatti meglio di quanto si potrebbe pensare. E’ un eccellente atleta, specialmente quando può liberarsi in campo aperto. Se ne ha l’opportunità è facile vederlo andare sopra al ferro.

La velocità di piedi non è il punto forte ma nemmeno una debolezza strutturale. In attacco comunque ha un primo passo che può sfruttare con efficacia contro avversari meno rapidi, mentre in difesa non è certo un plantigrado.

Si è alternato, e continuerà a farlo, nei ruoli di ala. Facile intuire che potrà sfruttare l’agilità per sfuggire a catturare qualche pallone sotto il canestro avversario, mentre in difesa dovrà lottare per non subire fisicamente avversari più dotati di chili.

“Può giocare i due ruoli di ala e avere anche una doppia dimensione, attacco/difesa. Forse deve togliersi un po’ di timidezza e quest’anno la crescita di minuti verso metà stagione lo ha aiutato in quel senso. A Bologna comunque viene da Djordjevic che è un idolo per lui.”

Le statistiche avanzate di Stefan Nikolic

ATTACCO

Giocatore ordinato, che sa stare al suo posto e nell’ultima stagione ha dato l’impressione di avere ben chiari i propri pregi e difetti. Lo scintillante 124.9 di offensive rating (12esimo in tutto il campionato) è frutto anche di questo. Il decsion making è sembrato buono in relazione alle sue capacità attuali: solo 9.7% di turnover rating, top 30 del campionato. Certo, senza prendersi particolari responsabilità (16,7% di usage).

In attacco vive di alcune situazioni specifiche. Come detto, quando può cerca di andare in campo aperto, dove ha stazza e atletismo che gli permettono di salire al ferro per schiacciare anche in spazi ridotti.

Il campo aperto è il suo habitat naturale. Con lo spazio per ricevere e staccare va al ferro con grande facilità

Non esagera nell’utilizzo dell’uno contro uno, ma ha un primo passo con il quale può tranquillamente battere difensori più lenti o fuori posizione. A rimbalzo d’attacco è una minaccia, anche perché va con grande continuità e intensità: 11esimo in A2 per offensive rebound percentage, 10.9%.

A rimbalzo prova ad andare sempre, cerca di toccare i palloni. Spesso se non li recupera lui può favorire un compagno. Con difensori poco propensi al tagliafuori, partendo da fuori i tre punti, può fare davvero male.

Il tiro è chiaramente dove sono richiesti i maggiori progressi. Nelle ultime due stagioni in A2 ha viaggiato col 27% da tre, mentre nell’anno in B con Napoli era a un più sostenibile 34%. La meccanica è piuttosto bruttina da vedere e ci sarà sicuramente da lavorare.

Sulla meccanica c’è decisamente da lavorare. Anche perché, in questo modo, il suo difensore può permettersi aiuti extra dentro l’area.

C’è però margine. I tiri liberi, considerati come buon indicatore per capire i potenziali margini di miglioramento di un tiratore, quest’anno sono andati dentro con un ottimo 79%. E il tiro dalla media, quando preso piedi a terra e con un minimo di spazio, comincia ad essere più fluido. Dell’arresto e tiro, invece, ancora poche tracce.

“Quest’anno ha dato il meglio da quattro, sfruttando l’atletismo e la verve a rimbalzo d’attacco. Il tiro al momento è quello che gli impedisce di essere un tre affidabile. Dovesse metterlo su credo potrebbe diventare un’ala molto pericolosa, specialmente se usato da quattro”.

DIFESA

In difesa non è un mastino ma neanche un buco nero. In un contesto di A2 aveva un mix di fisico e rapidità che gli consentiva di poter marcare, senza soffrire eccessivamente in nessuna delle due situazioni, sia i tre che i quattro. Condizione che, gioco forza, al piano di sopra diventerà più difficile da sostenere.

Non partirà certo con un ruolo di primo piano, anzi. Dovesse, però, dimostrare di portare un minimo di duttilità, tenendo difensivamente su almeno un paio di ruoli, potrebbe guadagnarsi minuti extra da mettere a frutto.

Commette ancora qualche errore di gioventù, specialmente quando deve difendere dal lato debole. Posizione e rotazioni non sono sempre ottimali. Errori che in A rischia di pagare ancora a più caro prezzo.

“Non è una sentinella difensiva. Però ha grande voglia e applicazione. Quando si è fatto male Powell, che ormai in difesa era disastroso, ha comunque portato un contributo positivo e migliorativo per la squadra.”

Piccoli errori di posizionamento, ritardi nella rotazione impercettibili. Che portano a punti subiti e falli spesi. Nell’ultima clip, poi, è in una posizione completamente errata in aiuto e subisce canestro da tre.

In conclusione, Nikolic è una scommessa. Interessante, ma su cui si dovrà lavorare senza fretta. Ha sulle spalle già un po’ di esperienza, ma il salto che gli si propone di fare non è indifferente.

Il tempo è dalla sua, nessuno gli correrà dietro. Partirà indietro nelle rotazioni, ma così avrà il vantaggio di poter limare i suoi difetti con calma. Sicuramente ogni tanto verrà chiamato in causa. E lì dovrà essere bravo a farsi trovare pronto, anche solo per un paio di minuti.

Tutto quello che verrà, quest’anno, sarà guadagnato.

Nickfiumi

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