Pre partita Virtus-Brindisi: inizia il ciclo terribile in campionato

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Sabato alla Segafredo Arena arriva ospite la Happy Casa Brindisi. Inizia un ciclo di partite veramente complicato che, con la trasferta di Monaco in Eurocup, proporrà due settimane di fuoco per la Virtus.

GAME INFO

Quando: sabato 14 dicembre 2019 ore 20.30

Dove: Segafredo Arena, Bologna

TV: Eurosport Player

Radio: Radio Bologna Uno

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUSBRINDISI
Stefan MarkovicDarius Thompson
Frank GainesAdrian Banks
Kyle WeemsRaphael Gaspardo
Giampaolo RicciTyler Stone
Julian GambleJohn Brown

Come sta Brindisi: momento delicato per i brindisini, che hanno giocato incompleti le ultime partite. Prima è mancato, per la nascita del figlio, il loro leader Adrian Banks, poi è arrivato l’infortunio di Kelvin Martin, che starà lontano dai campi almeno per quaranta giorni. Come al solito il calendario non ha aiutato, con le trasferte di Trento e Saragozza in Coppa e la partita casalinga con Sassari. Coincise con tre sconfitte, pur se tutte giocando fino alla fine. Mercoledì in Champions hanno rialzato la testa battendo 96-82 il Neptunas Klaipeda, con 22 e 10/13 dal campo di Banks, ma, soprattutto, nelle ultime ore è arrivata l’ufficialità della firma di Dominique Sutton e con essa il passaggio al 6+6. L’ex Trento, comunque, domani non sarà della partita.

Gli highlights della sconfitta con Sassari

Chi vincerà sabato?

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CINQUE APPUNTI SULLA PARTITA

1. Adrian Banks formato MVP

Il connubio Brindisi-Banks continua a funzionare a meraviglia. E se già l’anno scorso i risultati si erano visti, in questa stagione le cose sono addirittura migliorate. L’ex Varese e Avellino sta giocando una stagione da MVP del campionato ed è l’assoluto trascinatore della squadra. In campionato gira a 21 punti , 4 rimbalzi, 5 assist di media e un assurdo 48% da tre punti su oltre sei tiri a incontro. E’ il leader della squadra e gestisce, ovviamente, il maggior numero dei palloni. Lui sarà l’osservato speciale per la difesa bianconera.

2. Non hanno paura dei ritmi offensivi virtussini

Se la Virtus è seconda in campionato per numero di possessi giocati a partita (75.2), Brindisi è subito dietro, al terzo posto con 74.6. Squadra che fonda tanto del suo gioco sulla transizione e sul contropiede, da cui ricavano oltre 16 punti a partita. Un’abbondante percentuale di quello che, per punti realizzati ma non per offensive rating, è il primo attacco del campionato. Banks e il playmaker Thompson sguazzano in campo aperto, dove nessuno, se necessario, ha paura a prendere anche un tiro da tre punti. Ma pure lunghi atletici come Brown e Stone sanno riempire le corsie in maniera eccellente. Va detto, però, che il contropiede è talvolta rimedio per un attacco a metà campo non sempre impeccabile.

3. I migliori da dietro l’arco

Squadra pericolosissima al tiro da tre punti: prima in serie A per percentuali realizzative da dietro l’arco con il 39%, pur non abusando della soluzione. Muovono bene il pallone, usano tanto i tagli a canestro e sono una squadra che ama l’extra pass in favore di un tiro migliore. Oltre a Banks anche Gaspardo e Thompson tirano con oltre il 40% e con l’assenza di Kelvin Martin l’ex Baltur Cento Iris Ikangi sta trovando il modo di esaltarsi nel sistema di coach Vitucci.

4. Squadra fisica, ma pagano sotto canestro

I tratti distintivi di questa squadra sono l’atletismo e l’attività fisica. Per certi versi John Brown, con le sue dimensioni ridotte e l’enorme energia che mette, è l’emblema della Happy Casa. Che, specie sugli esterni, ha giocatori dinamici, capaci di permettere il cambio su quasi tutti i blocchi e mettere in difficoltà serie la circolazione sul perimetro. Sotto canestro, però, la mancanza di centimetri (Brown e Stone sono di poco sopra i due metri, Iannuzzi gioca meno di 10′ a partita) alla lunga si fa sentire. Spesso soffrono a rimbalzo e in attacco non hanno grandi finisher nei pressi del ferro. Con le percentuali da due punti che ne risentono.

5. Quanto conta Kelvin Martin?

L’ex Virtus, come detto, è ai box per un infortunio. E Brindisi ne sta risentendo. Il suo ruolo non è troppo diverso da quello che aveva sotto le Due Torri l’anno scorso. Ma l’utilizzo è maggiore (30′ di media). Porta energia, difesa, punti in contropiede. E il suo impatto è stato innegabile: +12,5 il net rating di squadra con lui in campo, -6,9 con lui in panchina. Un’assenza che pesa e che, per fortuna della Virtus, domani ancora non sarà mitigata dall’ingresso in squadra di Dominique Sutton, il cui esordio per ora è rimandato.

Correre con i lunghi: come la Virtus sviluppa il contropiede

Virtus
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Pronti a rituffarsi nel ciclo di partite che attende la Segafredo in un dicembre che sarà veramente ostico, diamo un’occhiata a quello che è stato fin qua. Concentrandoci, oggi, su quella che è stata una delle armi che la Virtus ha meglio utilizzato: il contropiede.

Intanto i numeri: sia in campionato che in Eurocup la Virtus è seconda per punti prodotti in transizione. Quasi diciassette in serie A, poco meno di quindici in Europa. Che equivalgono a circa il 20% della produzione totale dei punti in Italia e il 17% in coppa.

Numeri altissimi, che facilitano un attacco a metà campo già con varie soluzioni, ma che così aumenta ulteriormente il proprio potenziale, producendo canestri che, per definizione, sono molto meno “difficoltosi” rispetto agli altri.

In questo contesto giocano un ruolo fondamentale Vince Hunter e Julian Gamble. Due lunghi. Giocatori che, solitamente, non ci si aspetta di vedere sfrecciare in campo aperto. E che, proprio per questo motivo, sono così determinanti.

Tanti dei punti che la Virtus produce in contropiede arrivano dalle mani di questa coppia, bravissima a correre il campo e dare linee di passaggio immediate ai propri compagni.

Gamble è molto abile a proseguire la corsa nei momenti in cui esce sul perimetro a disturbare la conclusione del tiratore avversario. Spesso il binomio perfetto è completato quando il rimbalzo viene catturato da uno tra Teodosic e Markovic, entrambi attorno ai tre rimbalzi di media, non pochi per una guardia. Lì il lancio lungo coi giusti giri parte in automatico.

Hunter, invece, che è lungo più atipico rispetto a Gamble, batte gli avversari sulla velocità. Sprintando da subito o anche improvvisamente a metà campo, dando la linea di passaggio direttamente al ferro, dove può far esplodere il suo atletismo.

La cosa che contraddistingue entrambi, però, è la capacità di coordinazione nella ricezione in corsa, quello che fa la differenza vera, perché consente di concludere in equilibrio. A maggior ragione per giocatori con fisici possenti come i loro.

Non ci sono però solo queste soluzioni nell’arsenale dei due. Che sono bravi a sfruttare le proprie caratteristiche peculiari.

Per esempio, Hunter sa utilizzare bene le sue capacità di trattamento del pallone per correre lungo il campo e trasformare un recupero automaticamente in un’occasione da punti.

Una situazione non semplice da gestire per la difesa, che vede arrivare un giocatore con quel tipo di fisico lanciato, in velocità ma al contempo in controllo del corpo.

Gamble, invece, sa dare linee di passaggio profonde per sfruttare la cosiddetta transizione secondaria, ossia quando la difesa ha effettuato il primo rientro ma non è ancora completamente schierata.

La capacità di usare la linea di fondo per muoversi e allungare la difesa dà la possibilità ai compagni di avere una linea di passaggio in più. Poi una volta ricevuto usa bene il proprio corpo massiccio per fare cuneo e costruirsi angoli di tiro funzionali.

Insomma, i due nuovi centri della Virtus si stanno confermando come acquisti molto azzeccati. Si sposano bene con le caratteristiche di due playmaker come Teodosic e Markovic, l’altra parte fondamentale nel discorso contropiede, a cui brillano gli occhi nel vedere le linee di passaggio che si aprono grazie alle loro volate.

Hanno caratteristiche complementari e allo stesso tempo delle particolarità che finiscono per cogliere impreparati gli avversari.

Ora sarà importante continuare a sfruttare questa caratteristica di gioco così marcata nei primi due mesi di partite, ma che sicuramente gli avversari cercheranno sempre più di limitare.

Le rotazioni di Aleksandar Djordjevic con e senza Weems

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Con diciassette partite già disputate, abbiamo la possibilità di analizzare la rotazione fin qua fatta dal nostro tecnico bianconero Aleksandar Djordjevic.

Questo studio è stato fatto annotando minuti e situazioni (infortuni, problemi di falli, purtroppo anche lutto) di ogni singolo giocatore nelle gare fin qua disputate.

Playmaker:

La rotazione mi sembra abbastanza definita, il titolare è Stefan Markovic e il suo cambio predefinito è Alessandro Pajola.

Hanno giocato molte volte insieme e per diversi minuti, ma in un’ipotetica formazione Stefan è davanti ad Ale.


Markovic 30

Pajola 10


Guardia:

Il ruolo di Milos Teodosic. Frank Gaines parte in quintetto, ma le partite si concludono con il 44 in questa posizione/ ruolo in campo.

Non c’è differenza tra il playmaker e guardia, sono per giunta palleggiatori o creatori di gioco ma abbiamo diviso questi due ruoli per semplificarvi il concetto.

Senza Kyle Weems i minuti di Teodosic e Markovic aumentatano e molte volte troviamo anche Pajola in questa posizione.


Gaines 24 /no Weems 10′ Pajola 4

Teodosic 22 /no Weems 28′


Ala piccola:

Il ruolo occupato stabilmente da Kyle Weems.

Senza di lui le cose cambiano a differenza dell’avversario e della situazione: troviamo comunque David Cournooh, Frank Gaines spostato e abbiamo visto per pochissimi minuti Stefan Nikolic.


Weems 25′ / no Weems c’è Ricci 5′

Cournooh 14′ / no Weems 18′

Gaines 5’/ no Weems 16′


Ala grande:

Qua ci gioca Giampaolo Ricci e come con i play/guardia, non c’è tanta differenza offensivamente tra piccola e grandi, piuttosto in difesa.

Giampaolo Ricci è appunto il titolarissimo, con Filippo Baldi Rossi come cambio, ma anche qua dipende l’avversario e la situazione: oltre a Filo c’è anche Kyle Weems, provato più volte con scarsi risultati offensivi Vince Hunter.


Ricci 25′

Baldi Rossi 11′

Weems 3′

Hunter 2′


Centro:

Dopo le ultime prestazioni il titolare sembra essere Julian Gamble. Il centro ex Nanterre gioca tanti minuti e viene sostituito principalmente da Vince Hunter.

Marcos Delia se tra i 12 in campionato ruba qualche minutino a Vince Hunter ma al momento è chiaro il suo ruolo di terzo pivot della Virtus.


Gamble 22′ / 20′ se c’è Delia

Hunter 18′ / 16′ se c’è Delia


Eccovi un riepilogo della rotazione Virtus:

Markovic 30 Pajola 10

Teodosic 22 Gaines 24

Weems 25 Cournooh 14 Gaines 5

Ricci 25 Baldi Rossi 11 Weems 5

Gamble 22 (20 con Delia) Hunter 18 (16′ con Delia)


Rotazione Virtus senza Kyle Weems

Markovic 30 Pajola 10

Teodosic 22 Cournooh 11 Gaines 7

Gaines 20 Ricci 5 Cournooh 10 Pajola 5

Ricci 25 Hunter 4 Baldi Rossi 11

Gamble 22 (20 con Delia) Hunter 18 (16′ con Delia)


Cosa serve in più a questa Virtus?

Sicuramente abbiamo notato come gli esperimenti di Vince Hunter e Alessandro Pajola in difesa siano stati buoni ma poco redditizi in attacco.

Situazione completamente ribaltata invece per Frank Gaines dove in attacco se in ritmo è pericoloso, mentre in difesa subisce la differenza d’altezza con le ali.

Serve secondo noi di VNera un ala che possa far riposare Weems e Ricci e mettere Gaines e Cournooh nel loro ruolo naturale, non usurando e chiedendo troppo dal giocatore più importante della Virtus: Milos Teodosic.

Ipotetica nuova rotazione V

Markovic 30 Pajola 10

Teodosic 18 Gaines 20 Cournooh 6

Weems 25 NUOVO 14 Cournooh 5

Ricci 25 NUOVO 5 Baldi Rossi 11

Gamble 22 Hunter 18 (se Delia si abbassano i minuti)


Insomma un giocatore con venti minuti in campo capace di colpire da fuori e difendere duro.

Italiano straniero può anche non importare, l’importante è risolvere questo problema di questa stagione, buona ricerca per identikit perfetto.

VNera Numbers: i team record stagionali e di sempre dopo 17 gare

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Ieri abbiamo parlato di record personali, oggi invece parliamo di quelli di squadra fin qua realizzati e magari i prossimi ad esser superati, dopo 17 partite.

In campionato il record di punti sono i 94 contro Pesaro la seconda giornata, mentre in Eurocup sono i 96 punti contro Maccabi Rishon Lezion
dell’andata al Paladozza ad un passo dai 98 realizzati nel 2003 contro Bonn.

Contro Varese la Segafredo ha messo a segno 10 triple, mentre il record sono le 16 bombe messe sempre contro i Rishon in casa.

Parliamo di liberi segnati in lunetta, 22 contro Ulm in casa
con la Virtus che si è nuovamente riavvicinata al record in Eurocup di 23 liberi realizzati contro Badalona nel 2003.
In campionato sono 20 contro Treviso all’esordio al PalaFiera.

La Virtus contro Patrasso nonostante la sconfitta ha fatto registrare il record di squadra in Eurocup con 49 rimbalzi catturati.
Sono 54 sempre contro Pesaro in campionato, 4 in meno del record contro la Vanoli Braga Cremona del 2010 (58).

Parliamo di Assist 25 contro Reggio Emilia in Legabasket è record di sempre, così come 26 contro Ulm in trasferta in Eurocup, a sottolineare quanto è stato fatto finora d’importante dalla Virtus.

6 le stoppate record alltime in coppa contro Andorra all’andata, 5 contro Pesaro ma lontani dal primato di tutti i tempi.

La Virtus contro Treviso ha rubato 13 palloni come suo massimo stagionale, mentre 14 in trasferta contro il Maccabi Rishon Lezion

Infine sono 20 le palle perse
purtroppo nelle ultime due partite d’Eurocup

e 19 sempre contro Pesaro molto presente come statitistiche complessive a partita

Una virtus che sta continuando a lavorare, con tutti a pieno regime in preparazione della sfida al Palafiera contro Cantù di domenica 1 dicembre.

VNera Numbers: rimonte, svantaggi, clutch time

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È difficile analizzare i numeri dopo nove giornate di campionato senza sconfitte e primo posto in solitaria.

È difficile trovare aspetti negativi (nonostante l’ultima partitad’Eurocup) dopo quindici vittorie su diciassette.

Se l’ultima gara di coppa è stata persa, l’ultima di campionato invece è stata vinta con il solito Milos Teodosic ma con l’ennesima

rimonta.

La Virtus in campionato ha avuto un massimo svantaggio di

13 punti

contro la Reyer Venezia e appunto contro Alma Trieste.

In Eurocup il -14 è stato lo svantaggio più complesso non rimontato fin qua: contro il Morabanc Andorra in Eurocup (-13 invece l’altra sconfitta contro Patrasso).

La cifra più alta da recuperare in stagione invece sono stati i

17 punti

in trasferta contro il Maccabi Rishon in Coppa.

5 volte

è stato toccato lo svantaggio più di dieci punti:

-Monaco -11,
-Ulm in trasferta – 11
-Rishon in trasferta -17
-Andorra in casa -11
-Andorra in trasferta -14

6 volte

ha dovuto recuperare scarti sotto la doppia cifra:

-Roma -5,
-Ulm in casa -7,
-Rishon in casa -3,
-Varese -4,
-Brescia -5,
-Treviso -7

molte volte complice delle partenze un po’ a rilento:

-Ulm in casa,
-Andorra in casa,
-Reyer in casa
-Andorra in trasferta

Il suo massimo vantaggio fin qua in stagione è avvenuto contro Pesaro la quarta giornata ed è stato un

+26

Ora parliamo di “quarti regalati” la Virtus su 61 quarti fin qua disputati:

ne ha persi 18

e di questi solo 5 ha avuto svantaggi considerevoli:

-terzo quarto di Patrasso,
-primo quarto Andorra in casa,
-primo quarto contro Venezia,
-terzo quarto fuori a Rishon,
-terzo quarto contro Ulm

Aver Milos Teodosic aiuta ed infine parliamo di quante volte nei momenti più caldi e importanti e conclusivi della partita (Clutch Time) ha influito:

5 su 6 momenti

l’esterno di Valjevo ha segnato o deciso per la Virtus in questa stagione.

-Varese in casa

-Brescia in casa

-Monaco in casa

-Treviso in casa

-Trieste in trasferta

-Tranquilli ho detto cinque perché il sesto è di Kyle Weems com’è successo contro Ulm in casa ma Teodosic era in campo eccome!!!

La stagione è lunga ma senza dubbio queste diciassette partite sono state esaltanti in questo inizio di stagione.