Carta d’identità: Devyn Marble

Marble
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Pensavate ce ne fossimo andati, vero? Vi eravamo mancati un pochino? Bene eccoci qua, dopo una pausa di riorganizzazione.

Si, perché nel frattempo, tra tutto quello che è successo, la Virtus è andata sul mercato a pescare quel giocatore mancante al proprio puzzle: Devyn Marble, ex seconda scelta NBA nel 2014, l’anno scorso a Trento dopo esserci passato già una prima volta nel 2016/17.

Curiosità: quest’estate era stato uno dei profili che avevamo inserito nella nostra “lista dei preferiti”.

E allora, come nostra abitudine, andiamo a conoscerlo meglio.

LA CARRIERA

Esce dal college di Iowa, dove spende i suoi quattro anni crescendo nel rendimento in maniera sistematica, dal 2010 al 2014. Sarà il capitano della squadra nelle sue due ultime stagioni e guadagnerà l’inclusione nel primo quintetto della Big Ten nell’anno da senior, chiuso a 17 punti di media, con oltre tre assist a incontro.

Va al draft, venendo scelto con la chiamata numero 56 dai Denver Nuggets, che lo cederanno agli Orlando Magic. Tra la stagione 2014/2015 e la successiva gioca 44 partite coi pro in maglia Magic, totalizzando poco più di 10 minuti di impiego medio. Intervallate da viaggi regolari verso Erie, dove hanno sede i BayHawks, squadra di G-League affiliata a Orlando.

Nell’estate 2016 viene scambiato ai Los Angeles Clippers, che lo tagliano immediatamente, ponendo fine, almeno per ora, alla sua carriera NBA.

Ad agosto firma in Grecia con l’Aris. Resiste 18 partite, tra campionato e Champions League, chiuse a 8.9 punti e 3.5 rimbalzi, prima di lasciare, verso fine 2016, a causa di mancati pagamenti da parte della società. Resta disoccupato per poco, però, perché arriva in meno di un mese la chiamata di Trento, dove giocherà assieme a Filippo Baldi Rossi.

Marble
Devyn Marble in maglia Iowa Hawkeyes

L’esperienza in Trentino, purtroppo, dura solo dieci partite: il 2 aprile 2017, in una vittoria contro Milano, si rompe il crociato anteriore del ginocchio destro. Perdendo così, non solo il resto della stagione, ma anche tutta quella successiva, passata in riabilitazione.

La buona impressione lasciata, però, è tale da fargli guadagnare un’altra chiamata da parte dell’Aquila nella stagione 2018/2019, con l’idea di sostituire il vuoto lasciato dalla partenza di Shavon Shields. Marble si dimostra recuperato fisicamente, giocando 44 gare a 27′ di impiego medio, segnando 12,2 punti a incontro anche se con percentuali dal campo molto rivedibili (39% complessivo, 29% da tre punti).

Quest’anno ha provato a rimettersi in gioco in NBA, militando nelle fila dei Santa Cruz Warriors, squadra di G-League affiliata a Golden State. 12,4 punti e quasi cinque rimbalzi di media in 30′ a partita per lui.

Prima della chiamata della Virtus, che già lo aveva cercato in estate.

Marble
I numeri in carriera

CARATTERISTICHE FISICHE

Guardia/ala di 196 centimetri per circa una novantina di chili. Filiforme, 206 centimetri l’apertura di braccia.

Una curiosità: dalle misurazioni pre draft effettuate dalla NBA nel 2014 risulta avere mani abbastanza piccole, se comparate agli altri giocatori di altezza simile alla sua presenti in quel draft. Per esempio, come dimensioni, risultò avere mani più piccole di giocatori come Lamar Patterson, KJ McDaniels, PJ Hairston, Dante Exum e Sean Kilpatrick, tutti più piccoli di lui in quanto a centimetri.

Atleticamente Marble non è un verticalista eccezionale o dotato di grandissima esplosività. Ha però buon equilibrio che gli consente, comunque, di poter finire al ferro ovviando a un fisico non estremamente massiccio.

Per la sua taglia fisica è rapido negli spostamenti laterali. Cosa che lo rende buon difensore su almeno tre ruoli ed efficace anche nel recupero sui tiratori, viste anche le braccia piuttosto lunghe.

ATTACCO

I numeri della sua carriera parlano chiaro: non è un attaccante naturale. Ha percentuali di realizzazione abbastanza basse e, in generale, un’efficienza offensiva che nei suoi anni europei ha faticato spesso ad arrivare al punto per possesso.

Questo è dovuto, principalmente, alle sue difficoltà al tiro. Da tre punti si attesta circa al 30% di realizzazione. Sia piedi per terra che dal palleggio non è affidabile, anche quando prova a farlo da media distanza. Difetto che lo ha portato col tempo ad eliminare, quando possibile, questa soluzione dal suo arsenale, come si vede anche dalla mappa di tiro seguente, relativa alle nove partite giocate in Eurocup la passata stagione.

Marble
Da https://basketballguru.gr/

Ciò non toglie che abbia punti di forza non trascurabili nel suo gioco. Quelli che, probabilmente, la Virtus stava cercando maggiormente.

Buon ball handling, capacità di giocare lontano dal pallone, abilità di correre in contropiede. Tre caratteristiche ricercate, che vanno a sposarsi bene con la presenza di Teodosic e Markovic in squadra. Cui Marble potrà dare fiato di tanto in tanto nella gestione del pallone ma, sopratutto, a cui darà tante linee di passaggio aggiuntive grazie alla sua capacità di muoversi senza palla.

Come detto, sa riempire a dovere le corsie in contropiede, dove poi finisce con buona efficienza. Altra dote di grande valore nel contesto di questa squadra, che sul contropiede costruisce molte delle sue fortune.

Palla in mano, invece, la gestione non è sempre il massimo. L’anno scorso a Trento gli è stato chiesto troppo spesso di giocare il pick & roll, quasi sempre per trovare punti (cosa praticamente sparita quest’anno in G-League). Un carico che fatica a gestire, anche per i problemi al tiro di cui parlavamo sopra, che permettono alla difesa di poter speculare su di lui. Probabilmente, però, in una situazione dove questo gli verrà richiesto meno di frequente si potrebbe vedere la sua efficienza crescere. Specie se saprà sfruttare gli spazi per aprirsi linee di penetrazione dirette a canestro.

Il suo uomo lo “spinge dentro”, il lungo lo aspetta in area; Marble è costretto a prendere il tiro dal palleggio dalla media, che non è il piatto forte della casa.

DIFESA

Sul lato difensivo del campo sicuramente Djordjevic ha visto tante cose di suo gradimento.

Intanto le dimensioni fisiche mixate alla mobilità, che lo rendono difensore buono per tutti e tre i ruoli del back court. Dote importante quando servirà “nascondere” Teodosic nella propria metà campo.

L’anno scorso con Trento lo si è visto spesso francobollarsi al playmaker avversario, disturbandolo con i suoi centimetri e dimostrando di saper lottare bene sui blocchi, rivelandosi come ottimo difensore su situazione di pick & roll.

Lo vediamo alternarsi su Tony Taylor, MarQuez Haynes e Andrea De Nicolao; anche quando resta sul blocco può, in recupero, disturbare il tiro con le sue lunghe leve.

E’ un buon recupera palloni: 1,27 di media l’anno scorso tra campionato e coppa, tra i primi quindici nella specialità in Serie A. Frutto della sua attività in campo e di questo fisico longilineo con braccia sempre pronte a sporcare una linea di passaggio o a rendere difficoltoso un palleggio.

In generale, Devyn Marble può sicuramente essere ritenuto un buon difensore, individualmente e di squadra. Un giocatore che dovrebbe andare a inserirsi bene in un sistema oliato come quello virtussino, andando ad aggiungere ulteriori armi. Utili per affrontare con una coperta meno corta la parte di stagione davvero tosta che attende i bianconeri da qui in avanti.

Pre partita Virtus-Brindisi: inizia il ciclo terribile in campionato

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Sabato alla Segafredo Arena arriva ospite la Happy Casa Brindisi. Inizia un ciclo di partite veramente complicato che, con la trasferta di Monaco in Eurocup, proporrà due settimane di fuoco per la Virtus.

GAME INFO

Quando: sabato 14 dicembre 2019 ore 20.30

Dove: Segafredo Arena, Bologna

TV: Eurosport Player

Radio: Radio Bologna Uno

PROBABILI QUINTETTI

VIRTUSBRINDISI
Stefan MarkovicDarius Thompson
Frank GainesAdrian Banks
Kyle WeemsRaphael Gaspardo
Giampaolo RicciTyler Stone
Julian GambleJohn Brown

Come sta Brindisi: momento delicato per i brindisini, che hanno giocato incompleti le ultime partite. Prima è mancato, per la nascita del figlio, il loro leader Adrian Banks, poi è arrivato l’infortunio di Kelvin Martin, che starà lontano dai campi almeno per quaranta giorni. Come al solito il calendario non ha aiutato, con le trasferte di Trento e Saragozza in Coppa e la partita casalinga con Sassari. Coincise con tre sconfitte, pur se tutte giocando fino alla fine. Mercoledì in Champions hanno rialzato la testa battendo 96-82 il Neptunas Klaipeda, con 22 e 10/13 dal campo di Banks, ma, soprattutto, nelle ultime ore è arrivata l’ufficialità della firma di Dominique Sutton e con essa il passaggio al 6+6. L’ex Trento, comunque, domani non sarà della partita.

Gli highlights della sconfitta con Sassari

Chi vincerà sabato?

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CINQUE APPUNTI SULLA PARTITA

1. Adrian Banks formato MVP

Il connubio Brindisi-Banks continua a funzionare a meraviglia. E se già l’anno scorso i risultati si erano visti, in questa stagione le cose sono addirittura migliorate. L’ex Varese e Avellino sta giocando una stagione da MVP del campionato ed è l’assoluto trascinatore della squadra. In campionato gira a 21 punti , 4 rimbalzi, 5 assist di media e un assurdo 48% da tre punti su oltre sei tiri a incontro. E’ il leader della squadra e gestisce, ovviamente, il maggior numero dei palloni. Lui sarà l’osservato speciale per la difesa bianconera.

2. Non hanno paura dei ritmi offensivi virtussini

Se la Virtus è seconda in campionato per numero di possessi giocati a partita (75.2), Brindisi è subito dietro, al terzo posto con 74.6. Squadra che fonda tanto del suo gioco sulla transizione e sul contropiede, da cui ricavano oltre 16 punti a partita. Un’abbondante percentuale di quello che, per punti realizzati ma non per offensive rating, è il primo attacco del campionato. Banks e il playmaker Thompson sguazzano in campo aperto, dove nessuno, se necessario, ha paura a prendere anche un tiro da tre punti. Ma pure lunghi atletici come Brown e Stone sanno riempire le corsie in maniera eccellente. Va detto, però, che il contropiede è talvolta rimedio per un attacco a metà campo non sempre impeccabile.

3. I migliori da dietro l’arco

Squadra pericolosissima al tiro da tre punti: prima in serie A per percentuali realizzative da dietro l’arco con il 39%, pur non abusando della soluzione. Muovono bene il pallone, usano tanto i tagli a canestro e sono una squadra che ama l’extra pass in favore di un tiro migliore. Oltre a Banks anche Gaspardo e Thompson tirano con oltre il 40% e con l’assenza di Kelvin Martin l’ex Baltur Cento Iris Ikangi sta trovando il modo di esaltarsi nel sistema di coach Vitucci.

4. Squadra fisica, ma pagano sotto canestro

I tratti distintivi di questa squadra sono l’atletismo e l’attività fisica. Per certi versi John Brown, con le sue dimensioni ridotte e l’enorme energia che mette, è l’emblema della Happy Casa. Che, specie sugli esterni, ha giocatori dinamici, capaci di permettere il cambio su quasi tutti i blocchi e mettere in difficoltà serie la circolazione sul perimetro. Sotto canestro, però, la mancanza di centimetri (Brown e Stone sono di poco sopra i due metri, Iannuzzi gioca meno di 10′ a partita) alla lunga si fa sentire. Spesso soffrono a rimbalzo e in attacco non hanno grandi finisher nei pressi del ferro. Con le percentuali da due punti che ne risentono.

5. Quanto conta Kelvin Martin?

L’ex Virtus, come detto, è ai box per un infortunio. E Brindisi ne sta risentendo. Il suo ruolo non è troppo diverso da quello che aveva sotto le Due Torri l’anno scorso. Ma l’utilizzo è maggiore (30′ di media). Porta energia, difesa, punti in contropiede. E il suo impatto è stato innegabile: +12,5 il net rating di squadra con lui in campo, -6,9 con lui in panchina. Un’assenza che pesa e che, per fortuna della Virtus, domani ancora non sarà mitigata dall’ingresso in squadra di Dominique Sutton, il cui esordio per ora è rimandato.

Correre con i lunghi: come la Virtus sviluppa il contropiede

Virtus
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Pronti a rituffarsi nel ciclo di partite che attende la Segafredo in un dicembre che sarà veramente ostico, diamo un’occhiata a quello che è stato fin qua. Concentrandoci, oggi, su quella che è stata una delle armi che la Virtus ha meglio utilizzato: il contropiede.

Intanto i numeri: sia in campionato che in Eurocup la Virtus è seconda per punti prodotti in transizione. Quasi diciassette in serie A, poco meno di quindici in Europa. Che equivalgono a circa il 20% della produzione totale dei punti in Italia e il 17% in coppa.

Numeri altissimi, che facilitano un attacco a metà campo già con varie soluzioni, ma che così aumenta ulteriormente il proprio potenziale, producendo canestri che, per definizione, sono molto meno “difficoltosi” rispetto agli altri.

In questo contesto giocano un ruolo fondamentale Vince Hunter e Julian Gamble. Due lunghi. Giocatori che, solitamente, non ci si aspetta di vedere sfrecciare in campo aperto. E che, proprio per questo motivo, sono così determinanti.

Tanti dei punti che la Virtus produce in contropiede arrivano dalle mani di questa coppia, bravissima a correre il campo e dare linee di passaggio immediate ai propri compagni.

Gamble è molto abile a proseguire la corsa nei momenti in cui esce sul perimetro a disturbare la conclusione del tiratore avversario. Spesso il binomio perfetto è completato quando il rimbalzo viene catturato da uno tra Teodosic e Markovic, entrambi attorno ai tre rimbalzi di media, non pochi per una guardia. Lì il lancio lungo coi giusti giri parte in automatico.

Hunter, invece, che è lungo più atipico rispetto a Gamble, batte gli avversari sulla velocità. Sprintando da subito o anche improvvisamente a metà campo, dando la linea di passaggio direttamente al ferro, dove può far esplodere il suo atletismo.

La cosa che contraddistingue entrambi, però, è la capacità di coordinazione nella ricezione in corsa, quello che fa la differenza vera, perché consente di concludere in equilibrio. A maggior ragione per giocatori con fisici possenti come i loro.

Non ci sono però solo queste soluzioni nell’arsenale dei due. Che sono bravi a sfruttare le proprie caratteristiche peculiari.

Per esempio, Hunter sa utilizzare bene le sue capacità di trattamento del pallone per correre lungo il campo e trasformare un recupero automaticamente in un’occasione da punti.

Una situazione non semplice da gestire per la difesa, che vede arrivare un giocatore con quel tipo di fisico lanciato, in velocità ma al contempo in controllo del corpo.

Gamble, invece, sa dare linee di passaggio profonde per sfruttare la cosiddetta transizione secondaria, ossia quando la difesa ha effettuato il primo rientro ma non è ancora completamente schierata.

La capacità di usare la linea di fondo per muoversi e allungare la difesa dà la possibilità ai compagni di avere una linea di passaggio in più. Poi una volta ricevuto usa bene il proprio corpo massiccio per fare cuneo e costruirsi angoli di tiro funzionali.

Insomma, i due nuovi centri della Virtus si stanno confermando come acquisti molto azzeccati. Si sposano bene con le caratteristiche di due playmaker come Teodosic e Markovic, l’altra parte fondamentale nel discorso contropiede, a cui brillano gli occhi nel vedere le linee di passaggio che si aprono grazie alle loro volate.

Hanno caratteristiche complementari e allo stesso tempo delle particolarità che finiscono per cogliere impreparati gli avversari.

Ora sarà importante continuare a sfruttare questa caratteristica di gioco così marcata nei primi due mesi di partite, ma che sicuramente gli avversari cercheranno sempre più di limitare.

Le rotazioni di Aleksandar Djordjevic con e senza Weems

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Con diciassette partite già disputate, abbiamo la possibilità di analizzare la rotazione fin qua fatta dal nostro tecnico bianconero Aleksandar Djordjevic.

Questo studio è stato fatto annotando minuti e situazioni (infortuni, problemi di falli, purtroppo anche lutto) di ogni singolo giocatore nelle gare fin qua disputate.

Playmaker:

La rotazione mi sembra abbastanza definita, il titolare è Stefan Markovic e il suo cambio predefinito è Alessandro Pajola.

Hanno giocato molte volte insieme e per diversi minuti, ma in un’ipotetica formazione Stefan è davanti ad Ale.


Markovic 30

Pajola 10


Guardia:

Il ruolo di Milos Teodosic. Frank Gaines parte in quintetto, ma le partite si concludono con il 44 in questa posizione/ ruolo in campo.

Non c’è differenza tra il playmaker e guardia, sono per giunta palleggiatori o creatori di gioco ma abbiamo diviso questi due ruoli per semplificarvi il concetto.

Senza Kyle Weems i minuti di Teodosic e Markovic aumentatano e molte volte troviamo anche Pajola in questa posizione.


Gaines 24 /no Weems 10′ Pajola 4

Teodosic 22 /no Weems 28′


Ala piccola:

Il ruolo occupato stabilmente da Kyle Weems.

Senza di lui le cose cambiano a differenza dell’avversario e della situazione: troviamo comunque David Cournooh, Frank Gaines spostato e abbiamo visto per pochissimi minuti Stefan Nikolic.


Weems 25′ / no Weems c’è Ricci 5′

Cournooh 14′ / no Weems 18′

Gaines 5’/ no Weems 16′


Ala grande:

Qua ci gioca Giampaolo Ricci e come con i play/guardia, non c’è tanta differenza offensivamente tra piccola e grandi, piuttosto in difesa.

Giampaolo Ricci è appunto il titolarissimo, con Filippo Baldi Rossi come cambio, ma anche qua dipende l’avversario e la situazione: oltre a Filo c’è anche Kyle Weems, provato più volte con scarsi risultati offensivi Vince Hunter.


Ricci 25′

Baldi Rossi 11′

Weems 3′

Hunter 2′


Centro:

Dopo le ultime prestazioni il titolare sembra essere Julian Gamble. Il centro ex Nanterre gioca tanti minuti e viene sostituito principalmente da Vince Hunter.

Marcos Delia se tra i 12 in campionato ruba qualche minutino a Vince Hunter ma al momento è chiaro il suo ruolo di terzo pivot della Virtus.


Gamble 22′ / 20′ se c’è Delia

Hunter 18′ / 16′ se c’è Delia


Eccovi un riepilogo della rotazione Virtus:

Markovic 30 Pajola 10

Teodosic 22 Gaines 24

Weems 25 Cournooh 14 Gaines 5

Ricci 25 Baldi Rossi 11 Weems 5

Gamble 22 (20 con Delia) Hunter 18 (16′ con Delia)


Rotazione Virtus senza Kyle Weems

Markovic 30 Pajola 10

Teodosic 22 Cournooh 11 Gaines 7

Gaines 20 Ricci 5 Cournooh 10 Pajola 5

Ricci 25 Hunter 4 Baldi Rossi 11

Gamble 22 (20 con Delia) Hunter 18 (16′ con Delia)


Cosa serve in più a questa Virtus?

Sicuramente abbiamo notato come gli esperimenti di Vince Hunter e Alessandro Pajola in difesa siano stati buoni ma poco redditizi in attacco.

Situazione completamente ribaltata invece per Frank Gaines dove in attacco se in ritmo è pericoloso, mentre in difesa subisce la differenza d’altezza con le ali.

Serve secondo noi di VNera un ala che possa far riposare Weems e Ricci e mettere Gaines e Cournooh nel loro ruolo naturale, non usurando e chiedendo troppo dal giocatore più importante della Virtus: Milos Teodosic.

Ipotetica nuova rotazione V

Markovic 30 Pajola 10

Teodosic 18 Gaines 20 Cournooh 6

Weems 25 NUOVO 14 Cournooh 5

Ricci 25 NUOVO 5 Baldi Rossi 11

Gamble 22 Hunter 18 (se Delia si abbassano i minuti)


Insomma un giocatore con venti minuti in campo capace di colpire da fuori e difendere duro.

Italiano straniero può anche non importare, l’importante è risolvere questo problema di questa stagione, buona ricerca per identikit perfetto.

VNera Numbers: i team record stagionali e di sempre dopo 17 gare

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Ieri abbiamo parlato di record personali, oggi invece parliamo di quelli di squadra fin qua realizzati e magari i prossimi ad esser superati, dopo 17 partite.

In campionato il record di punti sono i 94 contro Pesaro la seconda giornata, mentre in Eurocup sono i 96 punti contro Maccabi Rishon Lezion
dell’andata al Paladozza ad un passo dai 98 realizzati nel 2003 contro Bonn.

Contro Varese la Segafredo ha messo a segno 10 triple, mentre il record sono le 16 bombe messe sempre contro i Rishon in casa.

Parliamo di liberi segnati in lunetta, 22 contro Ulm in casa
con la Virtus che si è nuovamente riavvicinata al record in Eurocup di 23 liberi realizzati contro Badalona nel 2003.
In campionato sono 20 contro Treviso all’esordio al PalaFiera.

La Virtus contro Patrasso nonostante la sconfitta ha fatto registrare il record di squadra in Eurocup con 49 rimbalzi catturati.
Sono 54 sempre contro Pesaro in campionato, 4 in meno del record contro la Vanoli Braga Cremona del 2010 (58).

Parliamo di Assist 25 contro Reggio Emilia in Legabasket è record di sempre, così come 26 contro Ulm in trasferta in Eurocup, a sottolineare quanto è stato fatto finora d’importante dalla Virtus.

6 le stoppate record alltime in coppa contro Andorra all’andata, 5 contro Pesaro ma lontani dal primato di tutti i tempi.

La Virtus contro Treviso ha rubato 13 palloni come suo massimo stagionale, mentre 14 in trasferta contro il Maccabi Rishon Lezion

Infine sono 20 le palle perse
purtroppo nelle ultime due partite d’Eurocup

e 19 sempre contro Pesaro molto presente come statitistiche complessive a partita

Una virtus che sta continuando a lavorare, con tutti a pieno regime in preparazione della sfida al Palafiera contro Cantù di domenica 1 dicembre.