Eurocup, le avversarie della Virtus: Morabanc Andorra

Morabanc Andorra
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Terzo avversario per la Virtus in questa Eurocup: il Morabanc Andorra, che arriva al Paladozza domani per il terzo turno di regular season. Andiamo a conoscerlo meglio.

Squadra del microstato dei Pirenei, riuscì ad ottenere l’accesso ai campionati spagnoli negli anni ottanta. Da lì, pian piano, è cresciuta, arrivando in ACB per la prima volta nel 1992. Tornata nelle minors dopo quattro anni per via di problemi economici, ha rivisto la luce nel 2008, anno in cui è tornata in LEB, la seconda serie iberica. Il trionfo della stagione 2013/2014 l’ha riportata nella massima serie.

Si è guadagnata il primo storico accesso all’Eurocup nel 2017/2018, ma già al secondo tentativo, l’anno scorso, ha fatto benissimo, fermandosi solo in semifinale.

Gioca al Poliesportiu d’Andorra, palazzo dello sport da circa cinquemila posti.

LA SQUADRA

Allenati da Ibon Navarro, 43enne coach con un passato anche al Baskonia, gli andorrani sono da un paio di stagioni una delle novità più interessanti del panorama cestistico spagnolo. Arrivano a questa stagione con un roster profondamente rinnovato: solo quattro conferme a fronte di otto nuovi arrivi.

Prima della semifinale di Eurocup conquistata l’anno scorso, in una squadra dove trovava minuti importanti anche Michele Vitali, Andorra aveva conquistato il primo accesso ai playoff di campionato della propria storia, venendo eliminato ai quarti di finale, solo alla terza partita, dal Barcelona.

GLI ESTERNI

Clevin Hannah e Jeremy Senglin sono i due nomi principali del reparto guardie. Playmaker, entrambi non dotati di grande taglia fisica. Il primo viene da una stagione interlocutoria a Gran Canaria, dove, però, ha disputato l’Eurolega. Il secondo, invece, ha giocato la sua miglior stagione a Nanterre. Dalla loro capacità di creare, per sè e possibilmente per i compagni, passa molto della stagione del Morabanc. Squadra che gioca tanto pick & roll, se si pensa anche alla presenza di Dejan Todorovic. Altro nuovo arrivo da Murcia, dove ha passato praticamente un anno fermo per via della rottura del crociato a settembre. Guardiona di quasi due metri, gioca prevalentemente palla in mano, anche lui sfruttando tanto il pick & roll, uscendo dalla panchina. Completa la rotazione l’ex Oldenburg Frantz Massenat. In ala, infine, troviamo la coppia Walker-Jelinek, confermata dall’anno scorer. Il primo, in particolare, è un esterno con buon atletismo e discreta mano al tiro.

I LUNGHI

Nel reparto lunghi svetta il nome di Bandja Sy (ne avevamo già parlato qui), ala prelevata dal Partizan che porta in dote enorme atletismo e buona mano al tiro piazzato. Spazia il campo a Moussa Diagne, centro atletico che si dividerà i minuti col serbo Dejan Musli, meno mobile ma più solido rispetto al proprio compagno di reparto. Tyson Perez è la loro scommessa. MVP della seconda lega spagnola lo scorso anno è un’ala con grande atletismo e tiro da aggiustare che ancora si sta adeguando alla nuova realtà. Chiude il reparto Nacho Llovet, ruvido quattro arrivato dall’Obradoiro.

CHI TENERE D’OCCHIO

Detto che Andorra è una squadra che dovrà produrre attacco soprattutto partendo dalle proprie guardie, ci sarà da stare molto attenti a Dejan Todorovic. E’ il leader della second unit andorrana e tiene parecchio palla in mano. In particolare la sua taglia fisica potrebbe essere problematica da contenere per le guardie virtussine (in particolare Gaines e Cournooh che gli cedono diversi centimetri) e, pertanto, sarà un giocatore da non far entrare in partita contenendolo al meglio in difesa.

Pesaro-Virtus: il post partita di VNera

Virtus
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Ancora una vittoria in scioltezza per la Virtus, che passa a Pesaro con il risultato finale di 94-79, forse nemmeno troppo rispondente all’andamento della gara. Bianconeri sempre in controllo e campo che ha mostrato due squadre, oggi, di livelli completamente diversi.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: vittoria per 94-79.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Avvio di partita con attacchi protagonisti. Gaines è il faro per la Virtus, Drell trascina Pesaro. I bianconeri, comunque, hanno sempre un’arma in più e, pur tardando ad avere impatto difensivo sulla gara, sono già avanti di sei alla prima sirena. Teodosic ispira il gioco con un paio di assisti incredibili. Hunter e Gamble sotto canestro dominano e in un attimo la forbice si spalanca fino al 51-28. Da lì in poi non c’è granchè da raccontare. Pesaro non ha le risorse per rientrare e la Segafredo controlla con tranquillità la partita, dando diversi minuti anche a Nikolic nell’ultimo quarto.

FATTORE X DELLA PARTITA: troppa la differenza di qualità e lunghezza del roster. Pesaro ruota i suoi giocatori e, comunque, cerca di fare le proprie cose. Ma gli interpreti virtussini sono troppo superiori da un punto di vista di esperienza e tecnica. Sotto canestro è un massacro, mentre in attacco fioccano i tiri aperti, con Gaines, in particolare, infallibile a infilare la seconda ottima partita dopo quella di mercoledì col Maccabi Rishon.

PROSSIME PARTITE: due partite casalinghe attendono ora la Virtus. Martedì arriva ospite Andorra, mentre sabato in campionato si anticipa con Varese. Due gare che cominciano ad alzare il livello medio delle avversarie che, poi, nelle gare successive salirà ulteriormente.

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Frank c’è

Si parlava, nelle settimane scorse, di come Frank Gaines dovesse recuperare fiducia e tranquillità. Beh, se col Maccabi Rishon l’ex Cantù ha segnato pur tirando maluccio dal campo, ieri sul campo di Pesaro Frank ha messo in piedi una prestazione balistica da stropicciarsi gli occhi: 19 punti con 6/6 dal campo in appena 14′ di utilizzo. Lo si è visto tornare a giocare con quella serenità che aveva avuto nelle prime due partite. Ha aspettato, come chiede Djordjevic, che la partita andasse da lui. E i risultati sono arrivati puntualmente.

2. Giornata record a rimbalzo

49 rimbalzi catturati. 67% di total rebound percentage. La Virtus continua a mettere assieme numeri di grande qualità nel pitturato. Ma la partita con Pesaro è stata davvero una giornata particolare. Dal ritorno in serie A, i bianconeri hanno fatto segnare il proprio record di squadra in entrambe le voci statistiche. Precedentemente il meglio lo avevano prodotto con 44 rimbalzi catturati, due volte, nel 2017 contro Cantù e a febbraio 2019 contro Avellino. In termine di total rebound, invece, il record dell’ultimo triennio era un 58.8% in una sconfitta casalinga con Venezia a ottobre 2017, numero, peraltro, già ritoccato verso l’alto altre due volte in questa stagione (con Roma e Pistoia).

3. La difesa continua a mordere

Quarta partita su sei incontri ufficiali con defensive rating sotto quota cento per la Virtus. Certo, obbligatoria la tara al fatto che si sia giocato contro avversari, tolta Venezia, non di primissimo livello. Ma rimane il fatto che anche a Pesaro si siano viste buone cose nella propria metà campo, specialmente in termini di rotazioni e collaborazioni di squadra che funzionano già discretamente, per essere solo metà ottobre. Che Djordjevic conti molto su di una difesa d’acciaio non è un mistero. Per ora le risposte dei suoi giocatori sono molto buone.

4. Cresce la fiducia in Pajola

Aggiornamento settimanale sull’andamento di Alessandro Pajola, come ben sapete, pupillo nostro da tempi non sospetti. Il fatto che lo staff tecnico conti su di lui è evidente e anche ieri Djordjevic ha speso parole di elogio a fine gara. C’è un dato, dalla partita di Pesaro, che da solo dimostra quanto, ad oggi, la panchina Virtus si fidi del ragazzo marchigiano: venti minuti in campo per lui. Nelle passate due stagioni Pajola aveva giocato più di venti minuti in una partita solo in quattro occasioni complessive.

5. Sotto canestro si fanno fortune

Ventotto canestri da due punti col 62% di realizzazione per la Virtus, che anche a Pesaro ha confermato la tendenza a cercare quanto più possibile il da dentro l’area. Se la gara col Maccabi era stata un po’ un’inversione di tendenza da questo punto di vista (più che giustificata dalle percentuali), a Pesaro si è tornati allo spartito che ha contraddistinto questo inizio di stagione. A oggi, in serie A, solo Trento ha un differenziale più alto tra conclusioni da due punti e tre punti tentate, parametrate su cento possessi. 55,7 contro 26,3 per la Dolomiti, 50,2 contro 25,5 per i bianconeri (dati Hack-a-Stat).

Virtus Bologna – Maccabi Rishon Lezion: il post partita di VNera

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Basta una decina di minuti di acceleratore alla Virtus, dal 23esimo al 33esimo, per avere ragione di un avversario ordinato ma modesto e restare a punteggio pieno nel girone di Eurocup.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: Vince la Virtus 96-77 contro il Maccabi Rishon LeZion

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Primo quarto interlocutorio, con la Virtus che prova ad andarsene ed il Maccabi che resta attaccata alla partita con il tiro da fuori ed un Hamilton attivo. La tendenza resiste anche nel soporifero secondo quarto. Vnere in ciabatte, rientro in campo pigretto anziché no, il Maccabi sorpassa sul 52-50. Finalmente la Virtus inizia a difendere forte, a mettere le mani addosso agli avversari, con Hunter che come al solito ha un impatto difensivo devastante, insieme ad un ottimo Pajola, mentre in attacco la V utilizza il tiro pesante, trovando una bella serata di tiro con Markovic, lo stesso Pajola, Gaines, Ricci e Baldi Rossi. Arriva la spallata, parziale di 29-10 in dieci minuti e partita chiusa.

FATTORE X DELLA PARTITA: L’impatto difensivo di Hunter e Pajola nel terzo quarto, dove il Maccabi sostanzialmente smette di segnare.

PROSSIME PARTITE: La Virtus va a Pesaro per una trasferta sentita, con una squadra in difficoltà e dove allungare la serie positiva propiziata da un calendario oggettivamente favorevole. In Eurocup, martedì prossimo arriva Andorra, reduce dalla vittoria interna contro Ulm, in una partita già molto importante per avvicinarsi alla qualificazione alla seconda fase.

LE PAROLE DEI PROTAGNISTI

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. La legge di Vince

Il centro della Virtus gioca, come gli sta capitando spesso, meno di 20 minuti. Il suo impatto è rinchiuso in due numeri: migliore per +/- (+15), migliore per net rating (un pazzesco 38.4). In campo nel break, decisivo anche facendo poco canestro rispetto al solito. 7 rimbalzi, di cui 4 offensivi, 2 stoppate e 4 assist completano i numeri di una prestazione i cui fiori all’occhiello sono però intangibili: un passo di aiuto, una difesa su un piccolo nel cambio di un P&R, la creazione di uno spazio in attacco, la linea di passaggio sporcata. Giocatore totale, determinante.

Statistiche avanzate dei due migliori in campo

2. L’uomo di coppa

Alessandro Pajola per la prima volta in doppia cifra in carriera è in campo praticamente sempre nei dieci minuti in cui la Virtus scappa. L’aiuta in difesa, come solito, limitando un Jordan Swing fin lì efficacissimo ma anche con un paio di aiuti efficacissimi sulle rotazioni sotto canestro, una mano a rimbalzo, due palle tenute in campo su assist un po’ al limite di Teodosic e Markovic. Aggiunge 11 punti, con due tiri da tre punti, e in generale l’impressione di non soffrire proprio mai il livello in campo.

3. Uno sguardo agli assist

Una statistica su tutte descrive il modo di giocare insistentemente cercato dalla squadra di Djordjevic. La Virtus segna i suoi punti per il 64.6% su assist. Il Maccabi, ieri sera, non va oltre il 44% in questa voce. Alcuni giocatori sono naturalmente più portati a giocare in isolamento (Frank Gaines segna circa un canestro su due assistito, i lunghi ieri hanno segnato soprattutto su rimbalzo offensivo, pochi P&R conclusi con canestro del rollante). Ci sono però ben 4 giocatori (Teodosic, Ricci, Baldi Rossi e Pajola) che segnano oltre l’80% dei loro tiri su assistenza, con Markovic e Cornoouh a ruota (entrambi 66,7, due tiri su tre). Nei primi due turni di Eurocup la Virtus è in alto in questa voce statistica, molto indicativa della qualità della pallacanestro che si produce, seconda solo al Tofas Bursa.

Distribuzione degli assist nella partita della Virtus

4. Frank Gaines o la ricerca della felicità

Dopo le parole di Djordjevic del post Venezia, si è visto ieri un Gaines molto attivo – forse troppo, a volte – per mettersi in ritmo e trovare fiducia in attacco. Era la partita giusta, ma abbiamo bisogno di un Gaines che tiri meno di 19 volte a partita. Attendiamo con pazienza il suo adattamento al nuovo sistema in cui non è, e non è chiamato ad essere, la prima punta.

La serata di tiro di Frank Gaines

5. Gli esperimenti proseguono

Djordjevic ha riproposto, in una fase della partita in cui non era “necessario” come contro Venezia, il quintetto con i due centri. Non è andata benissimo, stavolta, nemmeno in difesa. In tre minuti, +1 di parziale con 8 punti subiti (parecchi), e 9 fatti (pure non male). L’impressione è che si tratti di un esperimento da testare per condizioni particolari in cui coprire 4 particolarmente esuberanti grazie alle attitudini difensive del 32 bianconero. Certamente non una bocciatura, comunque.

Recap Virtus-Maccabi Rishon Lezion: allenamento di tiro e vittoria in scioltezza

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Dopo aver un po’ faticato, anche per via di un impatto fisico ed emotivo sulla gara non proprio eccezionale, la Virtus prende il largo a metà secondo quarto contro il Maccabi Rishon Lezion e va a vincere dilagando.

Gaines ritrova fiducia in attacco, Markovic martella e anche Pajola è protagonista in attacco con la sua prima doppia cifra in carriera. Il tutto condito da sedici triple a bersaglio.

GAME INFO

RISULTATO FINALE: vittoria per 96-77.

STATISTICHE DI GIOCO

VIRTUS
MACCABI
96PUNTEGGIO FINALE77
24PRIMO QUARTO18
21 (45)SECONDO QUARTO22 (40)
26 (71)TERZO QUARTO19 (59)
25 (96)QUARTO QUARTO18 (77)
SUPPLEMENTARI
20MASSIMO VANTAGGIO3
4CAMBI VANTAGGIO3
35:54TEMPO IN VANTAGGIO1:45
15/29 (52%)Tiri da 216/47 (34%)
16/38 (42%)Tiri da 39/24 (38%)
18/23 (78%)Tiri liberi18/25 (72%)
33Rimbalzi difensivi25
14Rimbalzi offensivi14
47Rimbalzi totali39
25Assist13
13Palle perse10
8Palle recuperate10
2Stoppate4
23Falli24

FATTORE X DELLA PARTITA: la mira della Virtus da tre punti. 16/38, nettamente la miglior prestazione dell’anno. A segno un po’ tutti e parziale decisivo siglato da quattro canestri pesanti di Markovic e Pajola, non esattamente due cecchini. Dal 50-49 del 24esimo si va al 71-59 del 30esimo. Da lì partita praticamente finita.

Chi è stato l'MVP della Virtus?

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LE PAROLE DEI PROTAGONISTI

Sasha Djordjevic nel post partita

PROSSIMO IMPEGNO

Virtus in campo domenica 13 ottobre alle 19 sul campo della Carpegna Pesaro, per la quarta giornata di campionato.

Virtus Bologna- Reyer Venezia: il post partita di VNera

Virtus
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Abbiamo aspettato alcune ore, ieri sera non era proprio il caso di scrivere. La pallacanestro per noi è sempre passione, a volte, come ieri sera, è anche poesia. Qui cerchiamo di raccontare anche l’altra faccia, quella dell’analisi. Ma ieri sera, dopo quella vittoria, dopo quell’esordio di Milos, non saremmo stati capaci. Ora, sapendo che ieri sera era solo la terza di campionato e che bisogna attendere ad esaltarsi, ma anche che insomma, è bello intanto goderci il momento, proviamoci!

GAME INFO

RISULTATO FINALE: La Virtus vince 75-70 contro i campioni d’Italia della Reyer Venezia.

ANDAMENTO DELL’INCONTRO: Parte fortissimo Venezia, che colpisce 5 volte dall’arco nei primi 7 minuti, 19-6. Entrano Teodosic e Hunter e gira la partita. Milos segna e ispira, si va al primo riposo sul 13-19. La difesa tiene all’inizio del secondo quarto, si segna poco, Teodosic lo fa più di tutti, sorpasso (31-30). Bramos risponde di là, Milos torna in panchina, Venezia riprende inerzia ma arriva il salvifico tè (cit.): 35-41. Fatica la Virtus in attacco all’inizio del terzo quarto, Venezia scappa sul 37-45. Rientrano Milos e Hunter, ed anche un Baldi Rossi efficace in difesa su Daye. Con Weems e Markovic riprendono la partita e di nuovo sorpassano, 46-45. Watt e Daye dall’area e Filloy da fuori tornano a fare male, Venezia avanti a fine terzo quarto 58-52, ma la Virtus c’è, nonostante parecchi tiri aperti sbagliati, grazie alla difesa che morde davvero. Gaines toglie il coperchio dal suo personale canestro con una tripla importantissima, meno 3. Salgono in cattedra Hunter e Weems che con quattro canestri consecutivi portano i nostri avanti di 5, 65-60. La difesa tiene, il quintetto con Hunter e Gamble paga dividendi nel contenere Watt sotto. Sono Bramos (sempre lui) e Filloy con due triple a ricucire, che solida questa Venezia, 67-66. Entra Teodosic a meno di tre minuti dalla fine: assisterà TUTTI gli 8 punti che porteranno la Virtus a quota 75. Weems, Hunter, Weems, Hunter, 4 assist di Milos. Ancora Hunter ruba il pallone decisivo. Festa.

FATTORE X DELLA PARTITA: Si può anche provare ad essere originali, ma quando entra uno che fa 22 in 21 minuti, con 3/3 da 2, 4/6 da 3, 4/4 ai liberi, 7 assist, di cui 4 negli ultimi 2 minuti e mezzo, 27 di valutazione, come fai? Milos Teodosic, sin duda.

PROSSIME PARTITE: La Virtus gioca mercoledì sera in coppa con il Maccabi Rishon e domenica prossima a Pesaro. Due partite con squadre oggettivamente di caratura inferiore, da non sottovalutare per continuare il momento positivo.

5 APPUNTI SULLA PARTITA

1. Big numbers

Noi di Vnera siamo appassionati di numeri. che a volte cantano, altre urlano, quello che succede in campo. Teodosic chiude con 170.8 di Offensive Rating, avete letto bene, centosettanta virgola otto. Significa che per ogni 100 possessi con Teodosic in campo la Virtus avrebbe segnato 170 punti abbondanti. Ma non è l’unico numero eclatante di una serata che ha avuto un altro grande protagonista silenzioso: Vince Hunter chiude con un mostruoso 84.2 di Defensive Rating. Nei minuti in cui è stato in campo, Venezia ha segnato con una proiezione che l’avrebbe portata a meno di 60 punti totali. Su questi due pilastri si è fondata la bella vittoria della Virtus. In sei dei sette migliori quintetti il numero 44 ed il numero 32 sono, non a caso, insieme.

2. La pazienza di Weems

Djordjevic ha parlato in conferenza stampa della bravura di Kyle Weems a farsi trovare pronto nel finale, quando la partita è andata da lui. 10 dei suoi 14 punti e 3 dei suoi 5 rimbalzi sono stati collezionati nell’ultimo quarto, segno anche di una condizione fisica eccellente. Sarà importante individuare, anche all’interno dei giocatori già presenti a roster, alternative al numero 34 che possano consentirgli un riposo più prolungato. Ieri ad esempio qualche minuto a Pajola nel secondo tempo si sarebbe forse potuto dare, visto l’ottimo impatto che ha avuto nel primo.

3. Il quintetto con i due lunghi

Djordjevic si trova a dover risolvere un problema che fino a quel momento l’aveva tenuto in scacco. A Daye non puoi dare un centimetro, è in serata, e Watt punisce tutti, ma proprio tutti, i cambi. Predilige quindi un quintetto in cui questi due accoppiamenti gli diano certezze, usa Hunter e Gamble insieme sui due lunghi avversari e l’attacco di Venezia si impalla. Dal 52-58 al 67-66, i problemi in attacco sono risolti prima da Weems e poi dallo stesso Hunter, veramente immarcabile sul P&R. Non sappiamo quanto si potrà vedere questo quintetto, che nemmeno Djordjevic – come ha detto poi in conferenza stampa – si aspettava di usare, ma ieri di certo ha pagato.

4. Entusiasmo: istruzioni per l’uso

Milos Teodosic, intervistato dalla RAI, per primo ha avvertito sul fatto che non sarà sempre così, non segnerà sempre un punto al minuto. Per ridimensionare le aspettative ad un livello accettabile siamo andati a vedere i numeri della carriera europea del 44 bianconero.

Statistiche tradizionali nelle stagioni europee di Milos Teodosic

Nei suoi anni europei Teodosic viaggia sempre in doppia cifra abbastanza abbondante, in squadre di livello tendenzialmente più alto di questa Virtus e con attaccanti migliori. Probabilmente sono quelli i numeri che ci possiamo attendere, fatta anche la tara rispetto all’età ed alle condizioni fisiche. Diamo però un’occhiata alle avanzate:

Statistiche avanzate nelle stagioni europee di Milos Teodosic

L’Offensive Rating di Teodosic è stabilmente sopra quota 110, spesso oltre 115, per un paio di stagioni addirittura a quota 120. Questo è quello che crediamo di poterci attendere dal playmaker serbo, che, se sta bene, potrà elevare il livello offensivo complessivo della squadra.

5. Il tiro da tre avversario

Come alcuni nostri lettori hanno notato, la Virtus concede tendenzialmente percentuali alte agli avversari nel tiro da tre punti, e la partita di ieri non ha fatto eccezione, con un 42% di assoluta eccellenza. Analizzando le voci statistiche dei tiri complessivi e del tiro da due punti, però, si può ipotizzare che questa sia una scelta precisa dello staff tecnico e dare una lettura. Vediamo:

Percentuali di tiro concesse alle squadre avversarie. Fonte: Hackastat, grazie al grande Cappe.

La Virtus è la terza difesa del campionato per percentuali complessive concesse. Per il tiro da tre è di un punto sopra media rispetto alle squadre del campionato, ma sia per il tiro da due che per le percentuali complessive è ampiamente sotto media. Effettivamente, soprattutto con Julian Gamble in campo, la difesa pare collassare molto anche a costo di lasciare qualche spazio sull’arco. Questo dà anche vantaggi a rimbalzo, dove anche ieri la Virtus, pur non vincendo, ha tenuto contro una delle squadre migliori del campionato nella specialità. Numeri naturalmente da confermare con il tempo e non particolarmente significativi per ora, dopo sole tre giornate di campionato.