Virtus Playbook: Spain Pick & Roll

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Con il mercato estivo in pieno fermento e la nuova stagione ancora lontana, torniamo sul campo, riavvolgendo il nastro del campionato 2019/2020 per andare a rivedere un po’ di pallacanestro giocata dalla Virtus.

Inauguriamo oggi una nuova rubrica, Playbook, con la quale andremo a conoscere nel dettaglio alcuni degli schemi e delle giocate ricorrenti della squadra di Sasha Djordjevic.

LO SPAIN PICK & ROLL (POLLICE BASSO)

Iniziamo il nostro viaggio da una delle giocate che ultimamente va più di moda tra gli allenatori: il pick & roll cosiddetto “Spain”, che, in parole povere, è un normale pick & roll seguito da un blocco cieco della guardia per il lungo bloccante.

Una giocata semplice ma che, se eseguita in modo ottimale, può risultare immarcabile per la difesa. Nel playbook virtussino identificata col segnale di Pollice Basso.

Il segnale di chiamata del gioco

Con due trattatori dal pallone come Markovic e Teodosic, ovviamente, è stato un schema di cui la Virtus ha fatto abbondante uso. Facile capirne il motivo: le abilità di passaggio e la pericolosità in termini realizzativi del duo sono state un’arma decisiva per aumentare l’efficacia di questa chiamata.

Un concetto mirabilmente centrato dal detto USA: “players over plays“. Ossia: uno schema o un gioco può essere buono quanto si vuole, ma la sua efficacia sarà sempre subordinata alla qualità e alle capacità dei giocatori che lo eseguono.

Tagli e movimento senza palla: il nuovo attacco della Virtus

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Avvio di stagione indubbiamente positivo per la Virtus. La sconfitta di Patrasso ha interrotto un filotto di otto successi, ma certo non incrinato quelle che sono state le ottime impressioni fatte fin qua dalla truppa di Djordjevic.

L’occhio del tifoso e dell’appassionato, ovviamente, è stato rapito da una manovra offensiva che ha fatto un evidente salto in avanti rispetto alle ultime due stagioni. La regia di Markovic e Teodosic, come da aspettative, sta elevando a dismisura rendimento e potenziale di un attacco che fino a martedì ancora non si era fermato sotto i settanta punti. E per farlo è dovuto incocciare in una giornata nerissima di tiro.

Risaltano gli 85 punti segnati di media con quasi 113 di rating offensivo e oltre venti assist serviti di media. Tutti si lustrano gli occhi per le intuizioni geniali dei due playmaker serbi e per quanto viene costruito dal pick & roll.

Ma c’è un’altra specifica situazione dove la Virtus è cresciuta a dismisura in questo avvio di stagione: i tagli e il gioco senza palla.

Prendiamo questo spezzone video.

In un’azione c’è il manifesto dell’attacco virtussino. Tre tagli e movimento di palla che portano a un appoggio al tabellone. Un attacco che si muove con intelligenza reagendo a quello che la difesa concede. Con compagni pronti a servire il passaggio coi tempi giusti.

Che Djordjevic stia puntando molto su questo aspetto del gioco è evidente sin dalla pre season.

La volontà di passarsi palla, in sé e per sé concetto abbastanza privo di reale significato, è accoppiata al fondamentale movimento degli uomini. Difficile vedere un attacco bianconero con palla in mano a un giocatore e attorno quattro pali della luce fermi ad aspettare.

Il coach virtussino ha instillato nei suoi giocatori quest’abitudine partendo da situazioni codificate, come, ad esempio, sul pick & roll laterale giocato verso il centro del campo.

Il taglio dell’esterno, in queste situazioni, coglie spesso la difesa impreparata, poiché, nel frattempo, impegnata ad adeguarsi al pick & roll che si sta sviluppando sull’altro lato di campo. Poi, al passaggio coi tempi giusti ci pensa la ditta Milos-Stefan, con Ale Pajola dietro che impara in fretta.

Non solo sul pick & roll si lavora, però. Anche, se non soprattutto, da situazioni di post basso, il movimento di uomini e palla è moltiplicato rispetto a quelle che erano le abitudini nelle ultime stagioni.

Ancora di più è lampante la varietà di situazioni e soluzioni previste dai principi di gioco virtussini: tagli lato forte, lato debole, palla fuori e di nuovo di dentro, blocchi. La palla raramente staziona ferma nelle mani di un giocatore troppo a lungo. Soprattutto, quasi mai attorno i compagni di squadra sono in situazione statica.

Queste situazioni codificate, che comunque comportano da parte dei giocatori anche una lettura e un adeguamento a quella che è la disposizione della difesa, si ripercuotono positivamente anche sulle altre situazioni di gioco.

Dove ormai il movimento senza palla è abitudine e porta, a sua volta, a tante situazioni di punti facili.

La qualità dell’attacco Virtus così cresce e si aprono tante nuove soluzioni a favorire una squadra, comunque, con diversi buoni passatori: in campionato, al momento, dietro Markovic e Teodosic che assommano oltre tredici passaggi smarcanti a incontro, ci sono altri cinque giocatori che producono più di un assist di media, sette in Eurocup.

E anche di squadra i numeri non mentono: 71% di assist percentage in Italia, 66% in Europa. Un numero che tendeva al 40 la passata stagione.

Una novità assolutamente benvenuta. A maggior ragione considerando come lo scorso anno avesse mostrato un Djordjevic concentrato decisamente più sulla parte difensiva.

Ma che quest’anno sta rapidamente trovando la quadra anche nell’altra metà campo.

Contro la zona di Roma la Virtus pesca dagli schemi della Serbia

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Una curiosità dalla partita della Virtus di mercoledì sera.

Nel secondo tempo, quando Roma è passata a una difesa a zona 3-2, Sasha Djordjevic è andato a prendere un trucchetto dal libro degli schemi della Nazionale serba.

Una giocata che avevamo già visto alla fine della nostra presentazione video di Milos Teodosic quest’estate (la bonus track a fine pezzo).

Contro Roma Djordjevic ha riproposto il gioco ottenendo gli stessi risultati.

Semplice e spettacolare. Giocate del genere, per una Virtus che appare ancora un po’ arrugginita in attacco, sono manna dal cielo.

Come gioca Djordjevic in Nazionale?

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Dopo aver analizzato i giocatori adatti per Teodosic ora analizzeremo quali sono i giochi principali che usa Djordjevic in Nazionale serba e quindi con Teodosic.

Sono tre schemi molto utilizzati ma molto efficaci in nazionale grazie la presenza del talento serbo che può quindi esprimersi alla grande in campo.

Questi schemi sono stati appuntati e annotanti dalla Redazione guardando le gare di qualificazioni, dove la Serbia con Milos ha giocato contro Israele e Estonia.

1. Elevator

Personalmente è lo schema che più si addice alle nazionali balcaniche: portatore di palla in un lato, esterno nell’altro, i due lunghi portano un blocco frontale (di lato insomma dove tira meglio) liberando il tiratore che passerà in mezzo ai propri compagni liberandosi per il tiro.

Insomma i due interni si comportano con il difensore del tiratore come una porta di un ascensore che si sta per chiudere.

Lo schema l’abbiamo già visto con Djordjevic verso la fine e con un vantaggio considerevole nella gara di ritorno contro il Nanterre, ma Punter non era un tiratore puro infatti quel mezzo secondo in più con il palleggio per sistemarsi i piedi dopo la corsa, non creava il vantaggio di questo set.

C’è anche la variante Iverson con il blocco a trenino per liberarlo in un lato ma non lo metto che vi faccio già troppa confusione…

2. Punch wiper

Il classico schema visto in nazionale per rubare due punti o forse tre.

Praticamente il palleggiatore sceglie un lato dove c’è un uomo in post; l’uomo in post prende un blocco dall’esterno partito dal lato debole e lo fa liberare sul gomito; nel frattempo arriva il lungo in post e riceve palla; il palleggiatore quindi riceverà un blocco cieco dal giocatore liberandosi prima in lunetta e libero sul lato potrà decidere se colpire da tre o fare un arresto e tiro da due.

3. Zipper (hand off or Pick and Roll)

Quello che usa di più, quello che ha usato da quando è arrivato a differenza di Sacripanti, il suo schema in nazionale.

Ci sono tante varianti ma principalmente il palleggiatore sceglie un lato e la passa al primo esterno che si è liberato con un blocco cieco dall’ala grande e fa un dai e ricevi sull’esterno dal lato debole.

Nel frattempo il lungo blocca cieco sull’aiuto del primo blocco e taglia a canestro generando un vantaggio 2-1 nella zona opposta del campo.

Questi infine sono i tre maggiori schemi utilizzati da Djordjevic in Nazionale, no è detto che siano quelli automaticamente utilizzati in Virtus, ma se avete visto non ci sono troppe distinzioni tra playmaker e guardie così come ala grande e ala piccola: conta solamente la velocità di esecuzione e la qualità dei blocchi.

Qual è la squadra ideale per Milos Teodosic?

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In attesa del solito, tanto atteso, approfondimento per spiegarvi la carriera e le caratteristiche di Milos Teodosic intanto vi parleremo con quale tipologia di giocatori secondo la redazione di VNera, il talento serbo si trova bene molto bene.

Si perché il regista serbo è il punto di riferimento di questa squadra e bisogna costruirgli un nucleo di giocatori per farlo esaltare in campo.

1- Argenteria maneggiare in difesa con cautela

Sicuramente bisognerà proteggerlo difensivamente: se pur Milos abbia buone doti di anticipo e lettura nella propria metà campo (sempre sopra 1,24 in steal% nei suoi ultimi periodi in Europa), visto il suo ruolo da leader in Virtus si necessita un maggior lavoro da parte degli altri 4 giocatori in campo, nelle vesti o quasi di body guard.

2- AAA cercasi supplente in campo

Uno pensa che le maggiori qualità di Milos sono esclusivamente posizionandolo come playmaker… non è vero, Teodosic ha giocato le sue migliori partite mascherato da guardia con un esterno come DeColo, Aaron Jackson in Russia o Papaloukas e Patrick Beverley all’Olympiakos e ai Los Angeles Clippers o Markovic e Jovic in Nazionale. Tiene mediamente palla in mano sempre sopra 25% di Usg: una stima percentuale dei possessi utilizzati dal singolo giocatore rispetto a quelli di squadra (non come Mike James che supera il 30%) e sono molto sottovalutate le sue qualità lontano dalla palla come semplice tiratore, è ancora oggi il miglior tiratore da tre della storia dell’Eurolega non per caso…

3- tu blocca bene al resto ci penso io

Inutile scriverlo ma se avete provato a digitare il suo nome su YouTube avete visto tantissimi passaggi spettacolari dopo la situazione di Pick and Roll o di blocco cieco per liberarlo dall’avversario. Milos rende felice tutti ( Kurbanov, Printezis, Bircevic o Milosavjelic) se vengono fatti blocchi di livello per liberare la sua fantasia in campo. Per screen (ve lo scriviamo pure in inglese) però non intendiamo solo appoggiar il corpo contro il difensore ma anche tagliare e se lo esegui bene con i giusti tempi puoi diventare ricco sul boxscore.

4-se hai un buon tiro piedi per terra ti farò felice

Il sogno per qualsiasi tiratore o giocatore con peculiarità al tiro e avere un compagno di squadra come Milos Teodosic. Perché che tu stia in angolo o sei frontale a canestro, un modo comunque te lo trova: passaggi con lo spin, no look, schiacciati a terra; il tuo compito è quello di prendere il passaggio e far canestro come hanno fatto i vari Siskaukas, Mantzaris Papanikolau, Weems. Parliamo di un giocatore che non è mai sceso sotto il 35% di %Assist (La percentuale di canestri “assistiti” dal giocatore/squadra. Si ripartiscono quindi gli assist sui canestri segnati per comprendere quanti tiri sono segnati a seguito di un passaggio smarcante.)

5- i rimbalzi e il lavoro sporco sono opera tua, ma so come ripagarti

Abbiamo scritto e avete visto delle grandi doti di passatore e altruismo da parte del futuro numero 44 bianconero, ma infine vogliamo soffermarci su un fondamentale tanto chiacchierato lo scorso anno: i rimbalzi. Nonostante l’altezza Teo non è mai stato un grande rimbalzista perché ha sempre avuto giocatori che si occupavano alla grande: Augustine, Raduljica, Hines DeAndre Jordan, Marjanovic, insomma tutti grandi nomi e giocatori che amano stare nei pressi dei due ferri e controllarli.