Champions League, le avversarie della Virtus: Nanterre 92

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L’ultimo ostacolo sulla strada della Virtus verso la Final Four di Basketball Champions League è il Nanterre 92, che andiamo ad analizzare come già fatto per le altre avversarie già affrontate.

NANTERRE 92

L’andata si giocherà in Francia mercoledì 27 marzo alle ore 20.30; il ritorno al Paladozza il mercoledì successivo, 3 aprile, sempre alle 20.30.

Nanterre è un sobborgo di Parigi ed il suo palazzo dello sport, il Palais des Sport Maurice Thorais, ha una capienza di poco più di 3000 posti, praticamente privo di curve ma molto caldo e con il pubblico vicino al campo.

Il Nanterre è una società presente da meno di 10 anni nella élite della pallacanestro francese. Promossa nella massima serie nel 2011, vince lo scudetto a sorpresa nel 2013, la Coppa di Francia nel 2014 e nel 2017 e due competizioni internazionali, Eurochallenge nel 2015 e FIBA Europa Cup nel 2017. Fa della continuità la sua forza: Pascal Donnadieu è l’allenatore dal 1987, caso più unico che raro nello sport professionistico europeo, in un contesto dove il presidente è il padre Jean e, dal 2016, il GM il fratello Frederic.

LA SQUADRA

Sei Francesi e sei stranieri come da regolamento, Nanterre è priva per infortunio di uno dei suoi americani, Dominic Waters. Di seguito il roster completo:

Nanterre è in generale una squadra priva di vere stelle ma virtualmente senza punti deboli, molto equilibrata sia nel valore dei singoli che nel modo di stare in campo. Donnadieu alterna moltissimi quintetti, anche di partenza, per cui sarà prevedibilmente difficile per la Virtus avere punti di riferimento. Nessun giocatore passa i 30 minuti di media, ben 8 ne giocano almeno 20. Due i giocatori di complemento (Carne e Pansa), che comunque superano i 10 minuti di media.

I dati dei dieci quintetti più utilizzati da Nanterre in Champions League (dati da kpele.shinyapps.io/BCL-Lineups/)

GLI ESTERNI

Jeremy Senglin è il playmaker ed il leader offensivo ed emotivo della squadra, soprattutto in assenza di Dominic Waters, che era la prima opzione offensiva. Al suo fianco, Laouh Konate e l’Islandese Haukur Palsson giocano il maggior numero di minuti, condivisi dalla panchina con Juskevicius che si può considerare il “sesto uomo”, più per ruolo tattico che per minutaggio. In particolare, Konate è una guardia di interessante atletismo e buon impatto difensivo e Senglin è un handler affidabile e pare avere una eccellente capacità di controllare il ritmo. Juskevicius e Palsson sono tiratori da tre punti davvero mortiferi, con l’islandese che in Champions sta viaggiando con uno spaventoso 51.5% su quasi 4.5 tiri a partita. Come vedremo, proprio il tiro da tre punti è la principale arma offensiva dei francesi. Completano il reparto il ventiduenne Corentin Carne e Armand Mensah.

I LUNGHI

Diciamo subito che il reparto lunghi di Nanterre, vedendo le partite contro il Besiktas, ci è sembrato molto interessante. In particolare il 4 sottostazzato Hugo Invernizzi, giocatore intelligente, versatile, molto tosto, poco appariscente ma molto incisivo, che porta in dote tra l’altro un impressionante 49% da tre punti su oltre 4 tentativi. Giocano spesso abbastanza piccoli, con Treadwell che pur essendo un’ala di poco più di due metri, anche se molto tosta fisicamente, è il miglior rimbalzista della squadra e può occupare per minuti importanti lo spot di centro. Hanno comunque due 5 “veri”, Julian Gamble, giocatore mancino (attenzione) ancora una volta non eccellente in nulla ma fisicamente tosto, e ciononostante che corre bene il campo, pericoloso in post basso, ed il ventunenne Jean-Marc Pansa, molto atletico e con minutaggio in crescita. Nessun rimbalzista straordinario, tanti più che discreti in una divisione dei talenti e delle capacità che sembra essere il tratto distintivo di questa squadra.

COME GIOCANO

Ordine, circolazione di palla e intelligenza nelle scelte sembrano essere la cifra offensiva principale nell’attacco di coach Donnadieu, con i ritmi scelti e sapientemente alternati a seconda del momento della partita da Senglin. Non è raro vederlo spingere contropiedi e transizioni secondarie, sfruttando anche la capacità dell’attacco di spaziarsi molto velocemente. A metà campo, blocchi e circolazione veloce della palla con pochissimi palleggi e rarissimi isolamenti, mentre è molto frequente vedere un extrapass per cercare un giocatore libero sull’arco. L’attacco parte generalmente da un pick and roll centrale e prevede quasi sempre un ribaltamento con Senglin che gioca spessissimo in centro alto. In generale le spaziature sono ottime, con una configurazione a 4 fuori quando è in campo Invernizzi e due giocatori interni quando sono in campo insieme Treadwell e uno dei due centri. Il tiro da tre punti è senza dubbio la prima arma di Nanterre, che tira molto (oltre 26 tentativi a partita, settima in tutta la BCL) e tira molto bene (42,4%, dato davvero impressionante, seconda per percentuale in tutta la competizione).

La vera forza del Nanterre è però l’organizzazione difensiva, che parte con una efficacia impeccabile nei rientri da tiro sbagliato e accoppiamenti velocissimi per non concedere contropiede. Si basa su un meccanismo efficace di aiuti dei centri e comprende, almeno per le partite che abbiamo potuto vedere, almeno due tipi di zona. Una a fronte pari ed una, più interessante ed utilizzata, a fronte dispari dove il 5 viene impiegato in punta o in una delle posizioni del fronte. Gamble e Treadwell fra i centri (davvero ottimi in aiuto) e Konate fra gli esterni sono difensori assolutamente sopra media, anche grazie a un atletismo e ad una stazza notevoli.

Nicola Bonazzi

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