Che giocatore è Jamil Wilson

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La Virtus ha, infine, il suo nuovo americano. Risponde al nome di Jamil Wilson. Atleta che già conosce il nostro campionato per aver disputato la scorsa stagione in maglia Fiat Torino (13 punti e 6 rimbalzi di media, col 40% da tre senza saltare una partita, giocando sempre in quintetto).

Ala di 2.01 per 98 chilogrammi è dotato di una notevole apertura di braccia (211 centimetri), che ai tempi del college lo aveva anche messo nei radar degli scout NBA in ottica draft, a cui però finì non scelto dopo essere uscito da Marquette University. Nonostante questo, la sua chance, anche se parziale, tra i Pro USA l’ha avuto e quest’anno ha giocato quindici partite nei Los Angeles Clippers a 18 minuti di media, con 7 punti a incontro e il 43% da tre punti.

Le sue percentuali da tre sono certamente il dato più interessante per un motivo in particolare: la costanza. A qualsiasi livello abbia giocato (college, NBA, Europa) ha dimostrato di essere dotato di buona mira da dietro l’arco. 34% in carriera al college, 40% da tre a Torino, 43% ai Clippers, 37% in NBDL. Cifre assolutamente incoraggianti, che parlano di un atleta realmente pericoloso da dietro l’arco e non beneficiario di una stagione fortunata.

Wilson è al suo meglio quando può tiare piedi per terra sugli scarichi. Ha buone percentuali ma non è un tiratore di mestiere, quindi se deve prendere un tiro dal palleggio o comunque da una situazione dinamica in cui non ha i piedi già a posto le sue percentuali scendono parecchio. Poco male, perché non è quello che gli chiede la Virtus. Che invece ha proprio bisogno di un giocatore che, appostato sul perimetro, impedisca alla difesa di mandare aiuti sugli altri e, nel caso lo faccia, possa segnare con buona continuità.

Per il resto è un giocatore che fa bene tante cose senza eccellere in nessuna. Atleta di buon livello senza essere debordante, può chiudere con discreta efficacia al ferro, soprattutto grazie a tagli muovendosi senza palla, dato che il trattamento di palla non è di primissimo livello e non ha un primo passo fulminante che lo porti a battere sistematicamente il proprio uomo. In maniera simile ad Alessandro Gentile potrò ricavarsi spazi in post basso per sfruttare la sua taglia fisica nel caso in cui sia marcato da avversari più piccoli.

In difesa si batte mettendoci impegno. Ha buona rapidità di piedi e la sua taglia fisica particolare lo rende adatto a difendere i “3” e i “4” ma anche, volendo, le guardie. Chiaramente può soffrire il tonnellaggio di ali forti pesanti come può essere, per esempio, Hrvoje Peric. Ma è un problema che in Italia si porrà raramente. Non aspettiamoci un mastino (in carriera il suo defensive rating è attorno al 110, non esattamente un granché), quanto più che altro un jolly che possa dare a Ramagli un po’ di duttilità sul campo.

Ne parlano come di un ragazzo con ottima etica lavorativa, che in palestra e in campo si sbatte senza tirarsi indietro, cosa non secondaria in un gruppo che fa dell’effort e della coesione uno dei suoi punti di forza. A Torino giocò una gran seconda parte di campionato e, di fatto, da febbraio in poi fu uno dei leader della squadra. Chiuse la stagione con un net rating negativo (107.5 di rating offensivo, 109 difensivo), ma fu uno dei più determinanti della squadra, passando da +7.5 di net rating nelle vittorie a -8.4 nelle sconfitte. Segno di quanto fosse importante per gli equilibri di Torino.

Nota positiva: è un buon tiratore di liberi (75% in carriera). E visto che la Virtus è ultima in questa voce statistica non è cosa da trascurare.

Nota di colore: in gennaio ha avuto una disavventura… curiosa.

Nickfiumi

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