Che Virtus sarà col rientro di Aradori?

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Lunedì 17 settembre 2018 è stata una buona giornata per il tifoso di basket italiano e della Virtus: gli Azzurri, vincendo a Debrecen contro l’Ungheria, si sono messi in tasca un’alta probabilità di partecipare ai prossimi Campionati del Mondo e, contestualmente, hanno chiuso questa benedetta finestra di partite di qualificazione. Che, in soldoni, significa che a breve la Virtus recupererà Pietro Aradori e sarà finalmente al completo.

Questo, allora, è il momento delle elucubrazioni e degli onanismi mentali: come cambierà la squadra che abbiamo visto in queste prime sei amichevoli con il rientro di Pietro? Quale comincerà ad essere il volto definitivo di questo gruppo?

LE ROTAZIONI

Il primo cambiamento lo si osserverà nelle rotazioni di coach Sacripanti. Ritorna un giocatore che sarà vitale nel suo scacchiere tattico. Uno dei migliori attaccanti del campionato, sicuramente il leader dell’attacco insieme a Kevin Punter. E qui, intanto, bisognerà capire se ci saranno stravolgimenti in quello che, al momento, è stato individuato come quintetto base, Taylor-Punter-Martin-M’Baye-Qvale. Lo schieramento più utilizzato fin qua, circa 33’ in quattro partite. Sulla carta l’uomo che Aradori dovrebbe andare a sostituire è Kelvin Martin, che è già partito dalla panchina l’anno scorso a Cremona con ottimi risultati, ma sul campo garantisce certamente un equilibrio migliore in termini di attacco/difesa. Martin è probabilmente il migliore della squadra nella propria metà campo e in attacco non chiede troppi palloni. Inserire Aradori in un back court con già Taylor e, soprattutto, Punter aumenterebbe esponenzialmente il potenziale offensivo della squadra, ma certo richiederebbe un bilanciamento attento dei possessi. Considerando anche M’Baye, altro giocatore che avrà bisogno di essere servito adeguatamente e che, come abbiamo visto, al momento ha la tendenza a fermare po’ la circolazione del pallone.

Quindi, la prima cosa da capire sarà come l’allenatore della Virtus deciderà di gestire la situazione. Teoricamente anche Punter è uscito dalla panchina, con eccellenti risultati, lo scorso anno all’AEK Atene, ma, come ci diceva quest’estate Alessio Teresi, si vocifera che uno dei motivi del suo addio ai greci sia stato anche il non gradire troppo quel ruolo. Quindi la questione andrà trattata abbastanza coi guanti (anche se, per chi vi scrive queste quattro righe, vale il buon detto che non conta chi comincia le partite ma chi le finisce).

Probabile cambi anche il ruolo di David Cournooh, che fin qui abbiamo visto impegnato praticamente solo da guardia o comunque in quintetti con Pajola e Taylor. La presenza di un altro esterno nelle rotazioni potrebbe portarlo a giocare più minuti da cambio del playmaker, magari in quelle situazioni in cui Pajola dovesse avere normali problemi dovuti all’esperienza.

La cosa sicura è che il ritorno di Aradori allungherà in maniera sensibile le rotazioni e la panchina si arricchirà di un uomo di grande valore, che sia Martin, Punter o lo stesso Aradori. E questo chiaramente permetterà ancora più soluzioni a una rosa di giocatori che già a questo punto ha dimostrato di poter garantire tante variazioni tattiche al suo allenatore.

IL CAMPO

Come l’anno scorso uno dei leit motiv della stagione fu la convivenza cestistica tra Aradori e Alessandro Gentile, di non minore importanza in questo campionato sarà quella tra Pietro e Kevin Punter. Come già detto, due giocatori dal potenziale offensivo enorme che, dovessero mixarsi nel migliore dei modi, garantirebbero alla squadra una pericolosità offensiva invidiabile.

Ovviamente bisognerà lavorare per costruire gli equilibri giusti a farli rendere, trovando spazi per ognuno, che garantiscano tiri e libertà a sufficienza, magari nelle loro zone di confort.

I pro della situazione: due giocatori che vedono il canestro da qualsiasi posizione, che già di partenza è una premessa non da poco, tiratori che aprono tanto il campo e sono obiettivi di primo livello per gli scarichi dei penetratori, anche un metro dietro l’arco. Aradori, per citare una possibile soluzione, rispetto all’anno scorso avrà al fianco almeno un paio di attaccanti dal palleggio di primo livello come Taylor e Martin, che potranno far collassare le difese e aprirgli spazi per tiri aperti.

I contro: entrambi sono attaccanti nel senso puro della parola. Palla in mano l’obiettivo primario è segnare. 28,5% di usage e 12% di assist percentage per Kevin Punter l’anno scorso, 23,4% e 12,9% (il dato più basso degli ultimi cinque anni) per Aradori.

Come detto, bisognerà costruire loro situazioni adeguate a creare tiri per entrambi, senza che nessuno dei due rischi di uscire dal gioco.

La base sicuramente c’è. Da un certo punto di vista, Punter e Aradori sono attaccanti complementari. L’ex AEK attacca soprattutto dal palleggio, magari giocando pick & roll che usa per costruirsi il tiro da tre o dalla media, o per andare al ferro. Aradori anche, ma ha nel suo arsenale, avendo un fisico più massiccio, il gioco spalle a canestro, specie se marcato da avversari più piccoli o leggeri.

Immaginiamo una situazione del genere:

Ora, pensiamo che il passaggio a Aradori, invece che da Pajola, arrivi da Punter. Con Taylor al posto di Lafayette in angolo e Baldi Rossi o M’Baye a spaziare il campo in punta e Kravic o Qvale al posto di Slaughter. Mandare un raddoppio su Aradori come accade inizialmente in questa azione sarebbe un suicidio per la difesa, perché vorrebbe dire concedere un tiro aperto a un tiratore letale.

Allo stesso tempo, come si vede bene nella prosecuzione del video, nel caso il raddoppio arrivasse dal difensore del centro, Pietro saprebbe come servire il suo compagno di squadra per un appoggio comodo. E, nel caso di extra rotazioni, ci sarebbero altri due competentissimi tiratori pronti a ricevere gli scarichi. Non arrivassero aiuti della difesa, infine, sappiamo che Aradori non avrebbe grossi problemi a crearsi un tiro ad alta percentuale dall’area.

E’ ovviamente solo un esempio, che non è detto rivedremo in campo. Ma rende l’idea di come i due possano convivere in campo.

Infine, altro punto di grande rilievo, sono entrambi in grado di guadagnarsi tanti tiri liberi (convertendoli con buone percentuali, entrambi sopra all’80%). Non solo andando al ferro, ma anche inducendo il difensore a spendere fallo su tiri in sospensione.

Tutto senza dimenticare che si tratta di due giocatori che danno un’ottima mano a rimbalzo difensivo (4,4 rimbalzi di media Aradori col 15,4% di rimbalzi difensivi totali catturati, 3,4 e 13,3% Punter), questione che abbiamo già avuto modo di vedere come sarà centrale in questa stagione bianconera.

 

Insomma, il ritorno di Aradori è una manna dal cielo per lo staff tecnico che finalmente, a venti giorni dal via del campionato, potrà cominciare a lavorare sulla squadra al completo. Ma anche per noi, che forse già da questo week end inizieremo a vedere la nuova Virtus col suo volto definitivo. Sperando che tutti gli ingranaggi girino a dovere e realizzino un potenziale che sembra davvero alto.

Nickfiumi

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