Cinque spunti statistici sulla vittoria della Virtus a Torino

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Serviva rialzarsi subito dopo il KO interno con Cantù. E la Virtus lo ha fatto. Senza Alessandro Gentile. In trasferta. Sul campo di una diretta concorrente con cui ora c’è un ottimo 2-0 negli scontri diretti. Magari non sarà stata la vittoria più bella della stagione, esteticamente parlando. Ma difficilmente qualcuno se ne potrà lamentare.

Andiamo, dunque, a vedere i classici cinque spunti statistici che la trasferta di Torino ci ha offerto.

CHI VA PIANO VA SANO E VEDE I PLAYOFF

Avevamo detto nelle ultime settimane di come la Virtus avesse spesso sbagliato a impostare i ritmi delle proprie partite. Permettendo la corsa e il campo aperto a squadre cui questo tipo di gioco aggradava parecchio. Torino, che per pace è tra le prime del campionato (76 possessi di media a partita), presentava alla Segafredo di nuovo la sfida di controllare i ritmi. E questa volta l’obiettivo è stato centrato in pieno. 65 possessi giocati. La partita con il ritmo più basso di tutta la stagione virtussina. Una scelta che ha pagato grandi dividendi. La Fiat si è persa nei meandri di una partita in cui, non trovando i punti comodi in campo aperto, non ha mai segnato a metà campo. Di contro, i bianconeri hanno imposto il proprio tasso atletico in difesa, portando la gara sui binari ideali. E alla fine, seppur con diversi affanni, questa si è rivelata una scelta decisiva.

Offensive e defensive rating dalla partita con Torino. Continua a fare molto bene Filippo Baldi Rossi e in Piemonte cose positive anche da un redivivo Stefano Gentile

DIFESA, DIFESA, DIFESA!

E’ tornata! Dopo tre gare da 113,7 di rating difensivo gli uomini di Ramagli sono tornati, per 40’, quelli visti fino a un mese fa (99,5 il rating difensivo sabato), quando la difesa virtussina era salita tra le primissime del campionato. Difesa forte sull’uno contro uno, pressione, impatto difensivo. Poi, certo, Torino non segnando mai da fuori ha agevolato il compito, ma non deve passare in secondo piano il lavoro, individuale e di squadra, che le V Nere hanno svolto in Piemonte. In particolare, da lodare la prova di Oliver Lafayette. Che ancora in attacco non ha incantato (pur mettendo un cesto pesantissimo nel finale), ma ha avuto l’enorme merito di togliere dalla partita Diante Garrett. Come avevamo visto, il play torinese era, attualmente, il giocatore più pericoloso della truppa di Galbiati (sempre in doppia cifra nelle ultime dodici partite, quasi 18 punti di media). Oliver gli si è incollato come un francobollo. Risultato: sette punti e 2/12 al tiro.

TIRA CHE HAI UN BEL TIRO

Altro focus della partita virtussina doveva essere quello di speculare sulle difficoltà di Torino al tiro da tre punti. La prestazione da 5/28, a livello di percentuali, infatti, non è certo una novità per i piemontesi, che sono una delle peggiori squadre del campionato per realizzazioni da dietro l’arco. Quello che è andato completamente contro corrente, anche per meriti della difesa virtussina, è stato il numero di tiri che la Fiat ha tentato da tre punti. Già, perché è vero che i gialloblù sono una delle peggiori squadre per percentuali da tre punti, ma sono anche una di quelle che, in relazione ai possessi giocati, tenta meno conclusioni da dietro l’arco. La squadra di Ramagli, invece, è stata brava (e fortunata) a portare gli avversari ad azzardare più del solito dalla lunga distanza. Il 32,8% dei tiri dei padroni di casa sono stati presi da dietro l’arco e solo in altri due casi avevano fatto registrare numeri più alti. Di conseguenza si è abbassato drasticamente il numero di tiri da due tentati: 43,3% dei tiri presi in relazione ai possessi, il secondo dato più basso della stagione torinese, quando i vincitori della Coppa Italia, d’abitudine, impostano molto del proprio gioco sui tiri in area. Insomma, per farla breve, la Virtus ha portato Torino a giocare al contrario di quelle che sono le proprie abitudini. E alla fine ha avuto ragione.

Offensive e defensive rating stagionali

TAGLIAFUORI, QUESTO SCONOSCIUTO

Ovviamente non può passare in secondo piano la trucidata presa a rimbalzo. 18 palloni concessi sotto il proprio canestro ai rimbalzisti torinesi. 46,2% dei rimbalzi offensivi disponibili catturati dalla Fiat, un numero mostruoso. I problemi fisici e di falli che ha avuto Marcus Slaughter (e l’assenza di Ale Gentile, rimbalzista difensivo più che competente) hanno esposto molto la Segafredo. Ma certo un tracollo del genere deve far suonare un campanello d’allarme. Soprattutto perché è mancato lavoro di squadra per tamponare le assenze in campo.

VALUTAZIONI ERRATE

Seconda vittoria consecutiva in cui la Virtus conquista i due punti in campo nonostante una valutazione complessiva inferiore agli avversari. Era già successo con Brindisi (94-98 le valutazioni complessive), si è ripetuto sabato sera in proporzioni ancora maggiori (66-75 per Torino). E’ più una curiosità che un vero rilievo. Anche se, a ben vedere, c’è una correlazione abbastanza chiara tra l’esito di una partita e chi, fra le due squadre, ottiene la miglior valutazione di squadra. E’ comunque un plauso al lavoro di squadra della Virtus. Che senza brillare è riuscita a tirar fuori il massimo dalla propria prestazione lavorando duro nella sua metà campo.

Nickfiumi

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