Correre con i lunghi: come la Virtus sviluppa il contropiede

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Pronti a rituffarsi nel ciclo di partite che attende la Segafredo in un dicembre che sarà veramente ostico, diamo un’occhiata a quello che è stato fin qua. Concentrandoci, oggi, su quella che è stata una delle armi che la Virtus ha meglio utilizzato: il contropiede.

Intanto i numeri: sia in campionato che in Eurocup la Virtus è seconda per punti prodotti in transizione. Quasi diciassette in serie A, poco meno di quindici in Europa. Che equivalgono a circa il 20% della produzione totale dei punti in Italia e il 17% in coppa.

Numeri altissimi, che facilitano un attacco a metà campo già con varie soluzioni, ma che così aumenta ulteriormente il proprio potenziale, producendo canestri che, per definizione, sono molto meno “difficoltosi” rispetto agli altri.

In questo contesto giocano un ruolo fondamentale Vince Hunter e Julian Gamble. Due lunghi. Giocatori che, solitamente, non ci si aspetta di vedere sfrecciare in campo aperto. E che, proprio per questo motivo, sono così determinanti.

Tanti dei punti che la Virtus produce in contropiede arrivano dalle mani di questa coppia, bravissima a correre il campo e dare linee di passaggio immediate ai propri compagni.

Gamble è molto abile a proseguire la corsa nei momenti in cui esce sul perimetro a disturbare la conclusione del tiratore avversario. Spesso il binomio perfetto è completato quando il rimbalzo viene catturato da uno tra Teodosic e Markovic, entrambi attorno ai tre rimbalzi di media, non pochi per una guardia. Lì il lancio lungo coi giusti giri parte in automatico.

Hunter, invece, che è lungo più atipico rispetto a Gamble, batte gli avversari sulla velocità. Sprintando da subito o anche improvvisamente a metà campo, dando la linea di passaggio direttamente al ferro, dove può far esplodere il suo atletismo.

La cosa che contraddistingue entrambi, però, è la capacità di coordinazione nella ricezione in corsa, quello che fa la differenza vera, perché consente di concludere in equilibrio. A maggior ragione per giocatori con fisici possenti come i loro.

Non ci sono però solo queste soluzioni nell’arsenale dei due. Che sono bravi a sfruttare le proprie caratteristiche peculiari.

Per esempio, Hunter sa utilizzare bene le sue capacità di trattamento del pallone per correre lungo il campo e trasformare un recupero automaticamente in un’occasione da punti.

Una situazione non semplice da gestire per la difesa, che vede arrivare un giocatore con quel tipo di fisico lanciato, in velocità ma al contempo in controllo del corpo.

Gamble, invece, sa dare linee di passaggio profonde per sfruttare la cosiddetta transizione secondaria, ossia quando la difesa ha effettuato il primo rientro ma non è ancora completamente schierata.

La capacità di usare la linea di fondo per muoversi e allungare la difesa dà la possibilità ai compagni di avere una linea di passaggio in più. Poi una volta ricevuto usa bene il proprio corpo massiccio per fare cuneo e costruirsi angoli di tiro funzionali.

Insomma, i due nuovi centri della Virtus si stanno confermando come acquisti molto azzeccati. Si sposano bene con le caratteristiche di due playmaker come Teodosic e Markovic, l’altra parte fondamentale nel discorso contropiede, a cui brillano gli occhi nel vedere le linee di passaggio che si aprono grazie alle loro volate.

Hanno caratteristiche complementari e allo stesso tempo delle particolarità che finiscono per cogliere impreparati gli avversari.

Ora sarà importante continuare a sfruttare questa caratteristica di gioco così marcata nei primi due mesi di partite, ma che sicuramente gli avversari cercheranno sempre più di limitare.

Nickfiumi

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