Cosa ci ha detto il Memorial Porelli

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Obiettivamente poco. E non poteva essere diversamente. Le amichevoli tra squadre di due categorie diverse, d’altronde, non sono mai particolarmente indicative a meno di cataclismi. Come la prima sgambata con Ferrara servì solo per avere qualche iniziale sommaria indicazione, anche questa partita contro la F è servita, tutt’al più, a rinforzare qualche convinzione che ci eravamo fatti nelle precedenti amichevoli.

  • Cappelletti c’è per davvero. Sacripanti ha gettato acqua sul fuoco in conferenza stampa, dicendo che vuole dargli un paio di mesi per essere al pieno della condizione fisica, ma lui per primo si sta rendendo conto di come l’ex Siena sia decisamente più avanti di quanto molti si aspettavano. Testa alta, “faccia come il culo” (ipse dixit), talento indiscutibile. L’infortunio di Pajola (colpo al mento chiuso con due punti di sutura) gli ha dato via libera, e lui ha giocato circa 15′ di grande dinamismo e presenza. Ancora una volta. Poi la difesa è ancora un problema, ma per quello ci sarà tempo. Per ora la certezza è che non sarà semplicemente l’undicesimo membro del roster;
  • Difensivamente la squadra sta lavorando forte. Non è di certo la Detroit dei Bad Boys, ma i progressi e la voglia di sbattersi dei giocatori in campo sono stati chiari anche ieri. Qualche fallo di troppo è arrivato dalla voglia di fare uno sforzo extra dietro. Buon segno. Poi ci sono ancora meccanismi da oliare, specialmente su comunicazione e cambi difensivi, ma l’intenzione di arrivarci c’è tutta;
  • M’Baye e Martin continuano ad essere un po’ in difficoltà in attacco. Sono i due giocatori che ancora faticano di più a trovare le proprie mattonelle. Se per Martin può starci, in quanto è di fatto un attaccante che vive di canestri sporchi, rubati in traffico o su recuperi difensivi, e a difesa schierata ha più difficoltà a gestire palloni magari in isolamento o in situazioni dove inventare dal palleggio, M’Baye non sta riuscendo a mettere le sue caratteristiche all’interno dell’attacco Virtus nel modo migliore. Il fatto è che se si decide di far passare l’attacco da lui, ha la tendenza a fermare abbastanza la palla, se, al contrario, gioca più lontano dal pallone, sparisce un po’. La nota positiva, però, è stata come abbia fatto il possibile per rendersi utile in difesa o, comunque, in altri modi, che è un punto d’attenzione da cui passerà molto dell’ammontare dei suoi minuti in campo;
  • Tony Taylor aveva una voglia matta di rifarsi del brutto finale giocato contro Brindisi domenica scorsa. Alla fine del Torneo Bertolazzi di Parma era il più abbattuto di tutti per la sconfitta. Ieri ha aggredito la partita dal primo possesso e da lui sono arrivati i canestri che hanno svegliato la Virtus da un avvio sonnolento;
  • Kravic e Qvale, nonostante buoni numeri, specie il secondo, hanno faticato più del necessario nei pressi del ferro, sbagliando parecchi appoggi (7/14 da due in coppia contro avversari di livello, fisico e tecnico, inferiore). Contro questa Fortitudo le chance di rimbalzo offensivo sono fioccate, ma quando gli avversari torneranno ad essere di pari livello questo lusso sparirà. E allora servirà maggior precisione.

Da qui in poi si comincia a fare sul serio, si entra nella parte finale della preparazione e, da circa metà della prossima settimana, alla truppa si riunirà Pietro Aradori, esauriti gli impegni con la Nazionale. Davanti ci sono due tornei di spessore: il prossimo week end a Jesolo, con prima partita sabato alle 18.30 contro la Dolomiti Energia Trento e, nell’altra semifinale, Venezia e Cremona. Poi, il 28 e 29 settembre, il Memorial Pajetta di Udine, con, oltre ai padroni di casa, Varese e Pistoia.

STEFANO SACRIPANTI NEL POST PARTITA (dal canale Youtube Virtus Bologna TV)

Nickfiumi

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