Film Room: l’analisi video di Virtus-Cremona

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Torniamo per un’ultima volta sulla partita di domenica contro Cremona. Oggi andremo ad analizzare l’incontro con l’ausilio di alcuni video per ripercorrere i momenti decisivi dell’incontro ed alcune situazioni interessanti, in positivo o in negativo, che sono venute a crearsi nel corso del match.

1° QUARTO
Senza dubbio il momento migliore della partita per la Virtus.
L’attacco ha girato bene andando ad attaccare con continuità Cremona nel suo principale punto debole: la difesa del pick & roll con Sims coinvolto.

Quasi solo giocando questa soluzione Lafayette e compagni hanno costruito più di metà dei propri punti, gestendo bene ogni situazione: cercando il tagliante direttamente, giocando di sponda, anche per guadagnare un fallo, o aprendo gli spazi per creare tiri da tre.

In questo modo, e con i falli iniziali di Johnson-Odom e le difficoltà di Sims, i bianconeri hanno condotto agilmente l’avvio di partita.

2° QUARTO

Qui sono arrivati i primi scricchiolii, dopo un approccio comunque positivo grazie alle uscite di Umeh e a un paio di canestri di talento di Lawson. Poi gli adeguamenti di Sacchetti, che ha reinserito i propri titolari, ottenendo due effetti: la marcatura su Umeh di Kelvin Martin, che con i suoi centimetri e chili in più gli ha impedito tiri puliti e costretto a errori del genere.

E poi l’ingresso di Milbourne, che con la sua versatilità ha potuto cambiare agilmente sulle situazioni di pick & roll viste prima, andando spesso a flottare in area sul tagliante, a costo di lasciare scoperto il tiratore sull’angolo, contando sul fatto che il passaggio diretto in angolo fosse difficile da completare per il palleggiatore. Di fatto togliendo questa soluzione all’attacco virtussino.

Come si vede dai fermo immagine, nel primo caso Milbourne lascia in anticipo Gentile per andare direttamente sul roll di Lawson, mentre dall’angolo è Martin a pre rotare, pur lasciando Umeh in angolo. Nel secondo, invece, è lo stesso Milbourne che si pianta in mezzo all’area, infischiandosene di Lafayette.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Senza le proprie due opzioni migliori in quel momento la Virtus ha provato ad andare a bussare alla porta di Ale Gentile, che però un po’ ha avuto letture errate (primo spezzone, dove non vede uno scarico aperto per Umeh), un po’ ha sbagliato tiri facili, mettendoci anche uno 0/2 dai liberi.

In questo modo il primo tempo si è chiuso su un 40-36 Virtus che è significato limitare molto i danni per una Cremona che dopo il primo quarto rischiava di affondare rapidamente.

3° QUARTO

L’approccio con il secondo tempo non è certo stato dei migliori per la Virtus, che ha continuato a faticare molto in attacco, ma soprattutto ha avuto cattivi rientri difensivi, letali, specialmente quando seguenti a tiri presi con poco equilibrio.

Notare come, dopo ogni tiro, ci siano sempre almeno tre giocatori Virtus dietro la palla, che non fanno granché per cercare di recuperare la distanza.

Finito fino a -6, Ramagli ha riacchiappato la partita provando per la prima volta la coppia Lawson-Slaughter (a spese di Ale Gentile). E i risultati sono stati pressoché immediati.

Le differenze radicali nel gioco dei due li rendono decisamente complementari. Così in un’azione un taglio di Slaughter in area su post basso di Aradori ha aperto lo spazio per la tripla dall’angolo di Lawson. Mentre su un pick & roll seguente, l’aprirsi dietro l’arco del centro californiano ha spalancato l’area all’ex Real Madrid per il più comodo degli appoggi.

Un esperimento fruttuoso che ha permessa alla Segafredo di tenere il muso avanti all’alba degli ultimi 10′ e che speriamo di continuare a vedere riproposto in futuro.

4° QUARTO

L’ultimo quarto è andato con le squadre a braccetto. Cremona ha abbassato il quintetto ottenendo buone cose da Ricci ma, di contro, subendo ancora la verve di Lawson. La Virtus così è rimasta a contatto, pur inseguendo spesso. Per poi staccarsi con una serie di giocate di energia, lanciate dalle difese di Stefano Gentile e Lafayette, da un recupero su rimessa dal fondo di Aradori e culminate in un bel canestro dello stesso Lafayette, simile in tutto e per tutto a quello decisivo di Pesaro.

A quel punto, poi, il crollo. Avvenuto per cause non dissimili a quelle viste in precedenza. Ovviamente l’episodio sul taccuino è uno: il tiro da tre affrettato di Lafayette sul 76-71 .

Occorre partire da una precisazione. Il tiro di Lafayette è di sicuro sbagliato come concetto. Squadra a +5 a 1’30” dalla fine, con inerzia positiva. Sei il playmaker, sai di dover gestire saggiamente il pallone. Perchè anche solo un libero può essere il punto della staffa. L’ex Milano, invece, decide di prendere un tiro da tre punti in uscita da un blocco. Sbagliando. Va detto, però, che Lafayette arrivava da un paio di ottime azioni difesa/attacco, sapeva di avere comunque un cuscinetto di cinque punti a suo favore e, rivedendo l’azione, prende un tiro comunque con equilibrio del corpo. Che sa di poter segnare. In effetti, sbaglia, ma non è certo una pietra la sua. Insomma, come detto, una scelta sbagliata, ma che alle spalle può avere un ragionamento con un senso logico.

Quello che, indubbiamente non va bene, è il rientro difensivo dopo quel tiro, che concede una tripla in transizione a Johnson-Odom. Dopo la quale la Virtus, trovandosi nuovamente con soli due punti di vantaggio, sprofonda nelle proprie paure. E genera altre due situazioni simili, con tiri mal presi, che generano brutti rimbalzi sui quali ci sono pessimi rientri difensivi. In un caso salva tutti ancora Lafayette prendendo sfondamento su Johnson-Odom, me nell’azione successiva arriva il più comodo dei pareggi in contropiede. Onestamente inaccettabile.

Alla fine poi i liberi di Slaughter, le dimenticanze di Sims (a proposito, non è invasione di Slaughter sul rimbalzo, perché è lo stesso Sims a invadere prima, per poi fermarsi e farsi soffiare il rimbalzo sotto il naso. Al massimo si può obiettare che andasse fatto ripetere il secondo libero di Gentile) e l’errore incredibile di Milbourne hanno giocato a favore della Virtus. Ma ci sono errori da analizzare ed eliminare al più presto dal campo.

Nickfiumi

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