Film Room: la nuova Virtus che apprende la difesa di coach Sacripanti

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Prime due partite della stagione. E prime due vittorie. Entrambe arrivate sudando, di fatica e lotta.

Messo in mostra tanto cuore e voglia di non mollare. Ma quello che ha fatto un po’ storcere il naso all’osservatore è stata una difesa non sempre sul pezzo. Che ha concesso qualcosa di troppo, più a Trieste che col Neptunas, dove la botta di energia firmata Cournooh-Martin ha ribaltato le sorti dell’incontro anche nella nostra metà campo, come sta a testimoniare l’ottimo 97,6 di defensive rating finale.

Come detto, però, nel mezzo si sono osservate diverse di quelle sviste già venute a galla nella prima di campionato. Per lo più errori di comunicazione, che hanno portato a concedere tante situazioni di tiri facili da sotto o aperti da fuori. E questo è anche conseguenza della difesa che vuole far giocare Pino Sacripanti. Una difesa attiva, che faccia molto leva sui cambi difensivi e che, per questo, richiede sempre grande attenzione da parte di tutti, non solo del difensore direttamente coinvolto sul proprio uomo.

Chiaramente è un meccanismo che richiede tempo. E pertanto, in una fase così prematura della stagione, può portare a errori. Che possono essere di varia natura: pigrizia difensiva, mancanza di comunicazione, eccesso di foga.

E nel video qua sotto si può vedere tutta la varietà delle situazioni.

Come si vede, c’è un po’ di tutto, ma quello che ricorre sono le tante incomprensioni tra i giocatori, che finiscono per non intendersi, andando in due sullo stesso avversario e concedendo spazi enormi a un altro. O che su semplici blocchi rimangono fermi, con il difensore del bloccato che si attende un cambio, che non arriva, dal difensore del bloccante.

Come detto, però, è una situazione che può essere considerata come transitoria. Non è matematico, nè certo, ma un tipo di atteggiamento difensivo simile è pensato per migliorare col passare del tempo e dei minuti che i giocatori passano in palestra e in campo assieme. Affinando la conoscenza reciproca e sviluppando il feeling che porta certi meccanismi ad essere automatici.

Al momento, infatti, la sensazione che si ha è che diversi errori avvengano perché i giocatori devono perdere quel mezzo secondo a pensare cosa fare. E, come dice il mantra, un giocatore che pensa invece di agire è un giocatore morto.

Ma ancora ripetiamo: tutto ciò è abbastanza fisiologico. Siamo alla seconda partita e davanti c’è tutto il tempo per crescere.

Intanto, però, si può notare come già dei progressi, rispetto a Trieste, ne siano stati fatti. Non a caso contro il Neptunas, alcune delle giocate più importanti sono arrivate proprio in difesa e proprio grazie a rotazioni e lavoro di squadra.

Insomma, mai come in questo caso torna buono il concetto di dare tempo al tempo.

Certo, ci sarà da mandar giù qualche boccone amaro. Capiterà ancora di vedere segnare indisturbato da sotto canestro o da tre l’avversario di turno.

Ma con la consapevolezza che dietro c’è un gruppo che sta lavorando davvero per costruire la miglior difesa possibile.

Nickfiumi

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