Film Room: sulla vittoria di Brindisi la firma anche di Klaudio Ndoja

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Il buon successo di domenica contro Brindisi ha avuto scritto in grande la firma di Alessandro Gentile in calce. In una partita dalle difese molli, il figlio di Nandokan ha potuto approfittare a pieno degli spazi concessi da Brindisi per trovare maree di punti comodi e tiri dalle sue zone preferite.

Ma l’attacco Virtus ha girato non solo attorno a lui. Per una domenica è tornato a brillare come non faceva da un po’ Klaudio Ndoja, peraltro dopo la partita di stop con Brescia. Quindici minuti di utilizzo sfruttati alla grande, con dieci punti realizzati e un grande contributo offensivo. Che non si è limitato al tiro da tre, ma ha messo in mostra anche quanto l’ala di Scutari sappia creare vantaggi per sè e i compagni con piccole giocate di esperienza, poco appariscenti ma estremamente efficaci.

Nel video vediamo la tripla di Lawson, che però, alla base viene facilitata da una giocata intelligente proprio di Ndoja.

Nel momento in cui Lawson riceve palla Ndoja legge la situazione difensiva di Brindisi. Rimanendo fermo sul posto permetterebbe a Donta Smith di uscire sul tiro di Lawson disturbandolo, contemporaneamente avendo la possibilità di recuperare su uno scarico eventuale per lo stesso Ndoja e dando il tempo a Ianuzzi, a centro area, di recuperare sul tiratore.

L’ala albanese, così, effettua un semplice taglio dentro l’area che costringe la difesa a una scelta: Smith deve porsi il problema di uscire sul tiro o seguire Klaudio. Opta per quest’ultima scelta. A ruota gli va un difensore a dir poco sotto media come Iannuzzi, che non capisce il movimento del compagno, andando a sua volta a coprire il taglio di Ndoja invece di uscire forte sul perimetro.

Il risultato è una tripla completamente aperta che va a bersaglio.

Anche in questo secondo video Ndoja riesce a cogliere il massimo vantaggio da una rotazione difensiva brindisina approssimativa.

Il pick & roll Lafayette-Slaughter porta Lydeka a contenere il play bianconero, forzando Mesicek (il giocatore di Brindisi sotto canestro) a staccarsi dal suo uomo (Aradori in angolo) per aiutare sul taglio di Slaughter.

Di conseguenza, Cardillo, che marcherebbe Ale Gentile, deve scalare in angolo su Aradori, mentre l’uomo di Ndoja, Tepic (il numero 4) si ritrova a passare su Gentile. Lasciando libero proprio Ndoja.

Che anche in questo caso ha una lettura felice. Invece di rimanere in posizione centrale, dove comunque avrebbe una ricezione comoda da Lafayette, fa un ulteriore metro, verso la posizione di ala. Quanto basta per rendere, a quel punto, impossibile il recupero della difesa, che, senza quel piccolo movimento, avrebbe invece potuto contestare il tiro. Anche qui, tre punti.

Infine, un’ultima testimonianza dell’importanza offensiva di Ndoja sulla partita da questa transizione. Dove si vede molto chiaramente come risulti decisiva la sua capacità di non essere mai statico lontano dal pallone.

Basta un taglio per mandare in banana totale uno sperso Donta Smith, taglio sulla cui ricezione arriverà un fallo antisportivo di Lydeka. La grande attività offensiva di Ndoja ha avuto un ruolo chiave nella partita, facendo perdere ritmo a uno Smith che, in avvio, contro un Baldi Rossi con caratteristiche meno dinamiche, aveva fatto molto male alla Virtus, arrivando in attacco più lucido dopo difese in cui non aveva dovuto faticare troppo.

Tre indizi per fare una prova, come al solito: con la cura dei dettagli si costruiscono le buone prestazioni. E, per una volta, in una domenica dove sono mancati un po’ di dettagli difensivi, sono bastati quelli offensivi per ottenere i due punti in classifica.

Nickfiumi

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