Focus: Virtus alla ventesima partita stagionale, la squadra

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Secondo articolo di approfondimento sulla Virtus e il suo andamento in questa stagione. Come avevamo visto nel primo appuntamento, ogni dieci partite andremo a fare il punto su come sta andando la squadra, spostandoci poi a vedere nel dettaglio il rendimento di ogni giocatore in quel lasso di tempo.

Qui trovate la prima puntata. Adesso tuffiamoci nel presente, concentrandoci in questo pezzo sulla squadra in generale. Queste le ultime dieci partite giocate:

Non serve neanche dirlo: il momento è negativo. Molto negativo dopo la sconfitta sul campo di Brindisi. Se l’ultima volta in cui ci eravamo aggiornati le cose andavano decisamente bene (sette vittorie in dieci partite, reduci dal successo sul campo del Besiktas), ora la musica è totalmente diversa. Anche comprensibilmente: la decima partita stagionale, quella appunto in trasferta a Istanbul, fu la prima senza Kelvin Martin. La Segafredo, nell’immediato, ha risposto alla grande all’infortunio del suo energizzatore principale: cinque vittorie consecutive tra campionato e coppa, segnando quasi novanta punti di media e vivendo, nettamente, il proprio miglior momento con le vittorie italiane su Torino e Cantù e europee con Strasburgo e Patrasso.

Filippo Baldi Rossi, uno degli osservati speciali del momento
(dalla pagina FB Virtus Segafredo Bologna)

Poi, comprensibilmente, è arrivato il calo. Coincidenza anche di un calendario che si è fatto improvvisamente molto più difficile. Sconfitta inopinata a Pesaro prima della pausa. Che non ha portato consiglio. Dal post Nazionali, infatti, sono arrivati altri quattro ko in cinque incontri, per una situazione che ora vede i bianconeri sempre primi in Champions con sette vittorie in nove incontri, ma un vantaggio ridotto a una partita sulle inseguitrici, e, soprattutto, sei sconfitte in undici partite in campionato, dove la caccia alle Final Eight di Coppa Italia ora è quanto mai in salita.

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori nelle ultime sei partite di campionato

L’attenzione, al momento, è giustamente tutta sul lato difensivo del campo, dove la Virtus sta mostrando una fragilità davvero impressionante. Le cifre dicono che, rispetto alla prima decina di partite, i bianconeri hanno fatto un po’ meglio in campionato, passando dal 116,8 di rating difensivo delle prime cinque gare, al 112,5 delle ultime sei, dove ci sono state discrete prove contro Cantù e Torino e un’ottima gara a Pistoia (100 di defensive rating). Dove la Segafredo è crollata è in Champions: se nelle prime cinque partite il rendimento difensivo era un incredibile (e poco sostenibile) 94.4 di defensive rating, nelle ultime quattro è scesa a un pessimo 116,1, inficiato soprattutto da quanto prodotto sui campi di Patrasso e Klaipeda, rispettivamente 121.4 e 125.7 di rating. Un passaggio che ha fatto diventare la Virtus da seconda miglior difesa del torneo a decima. In campionato, con 114.5 punti concessi per cento possessi, i bianconeri si mantengono nelle posizioni basse, al 14esimo posto in serie A (Venezia è primissima con 94.3).

Il dettaglio ON/OFF dei giocatori nelle ultime quattro partite di Champions League

Da dove vengono queste difficoltà? Una seconda tranche di dieci partite ha rafforzato l’idea che, attualmente, la Virtus sia spaccata in due tronconi: uno prettamente offensivo, quello titolare, e uno spiccatamente difensivo, quello che esce dalla panchina. In particolare, le tre prime punte bianconere, Aradori-Punter-M’Baye, che catalizzano su di sè la maggior parte dei possessi offensivi, difensivamente sono un problema. Specie quando schierati insieme. I dati parlano abbastanza chiaro: i peggiori rating difensivi la Virtus li registra quando sono in campo Aradori (115.5), Punter (113.7) e M’Baye (112.1, di poco dietro a Dejan Kravic), dato che si amplifica in campionato, mentre risulta più mitigato, specie per M’Baye, in Coppa.

Andando più nel dettaglio: quando Aradori-Punter-M’Baye condividono il campo la Virtus incassa 116,5 punti per cento possessi. Quando tutti e tre sono in panca il dato scende a 90,8. Ovviamente sono molti più i possessi giocati (527) con i tre in campo, piuttosto che quelli con loro in panchina (109), ma ormai la sostanza è chiara: quando giocano insieme la Virtus diventa particolarmente vulnerabile in difesa e se in attacco i meccanismi si inceppano è notte fonda.

La soluzione sulla carta potrebbe essere quella, già citata diverse volte, di mischiare un po’ i quintetti, magari in partenza spostando uno dei tre da sesto uomo. Cosa che in parte sta succedendo con David Cournooh, che dopo essere quasi uscito dalle rotazioni, nelle ultime tre partite ha giocato 24′ di media, partendo in quintetto a Klaipeda e dando risultati interessanti. Altro potenziale candidato potrebbe essere Filippo Baldi Rossi, un altro dei giocatori in grande difficoltà di questa squadra. Provare a dargli fiducia con qualche minuto extra in avvio di partita potrebbe giovare a lui e dare un po’ di equilibrio alla squadra. Con tutti i suoi limiti, comunque, è il giocatore della cui presenza la Virtus giova di più difensivamente: 103.6 il rating difensivo della Segafredo con lui in campo, il dato migliore (Martin a parte).

Momento di flessione anche per Taylor e Punter (dalla pagina FB Virtus Segafredo Bologna)

Vale poi la pena spostare l’attenzione sulla questione lunghi. Brian Qvale è attualmente il giocatore più bersagliato dalle critiche di tifosi e addetti ai lavori. Prima i problemi alla schiena, poi un rendimento che, a quanto pare, lascia scontenti molti. Ma, guardando alle sue cifre, ci si accorge che i suoi numeri non si discostano particolarmente da quelli dell’anno scorso, quando fu finalista di Eurocup con il Lokomotiv Kuban. Ergo, il problema non risiede solo nel capitano bianconero, quanto in tutto il reparto. Lui e Kravic, come da progetti estivi, si stanno alternando in maniera regolare: quando rende uno fatica l’altro e viceversa. Quello che è costante, però, è la fatica a rimbalzo: nessuno dei due è uno specialista e questo si vede. Kravic si fa spostare troppo facilmente, Qvale perde molti rimbalzi dove gli avversari sono più agili di lui.

L’andamento del net rating di Qvale e Kravic nella ultime dieci partite: se sale uno scende l’altro

Certo, l’essere sollecitati spesso da una difesa che sul perimetro concede tantissime penetrazioni, non li aiuta ad essere nella posizione ideale, dovendo spesso muoversi per aiutare. Da qui l’idea ormai ben chiara di cercare sul mercato un 4/5 atletico, che possa dare impatto fisico a difesa e a rimbalzo. Lato su cui anche Amath M’Baye e Filippo Baldi Rossi faticano.

Infine un piccolo appunto su una sensazione avuta nelle ultime partite: ossia che alcuni giocatori siano un po’ col fiato corto. Dettaglio non di poco conto. Che dopo venti partite in circa settanta giorni può anche essere fisiologico, ma deve essere assolutamente tenuto d’occhio.

Nickfiumi

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