Le prime impressioni dall’amichevole con Ferrara

Tempo di lettura 3 minuti
884 letto

Prima uscita stagionale della Virtus. Per il secondo anno consecutivo è stata Ferrara a fare da sparring partner ai bianconeri nella sgambata che ha chiuso il ritiro di Sestola. 107-70 il finale, per la fredda cronaca.

Assenti Aradori (in Nazionale) e Baldi Rossi (leggero affaticamento muscolare, si è preferito non rischiare), la partita, come è ovvio che sia, non è stata un test particolarmente probante o da cui ci si aspettassero particolari indicazioni. Gli avversari erano di una categoria inferiore e senza uno dei due americani. E, in ogni caso, dopo una settimana di allenamenti è praticamente impossibile pensare di vedere cose incredibili.

Ci sono state, però, le prime sommarie indicazioni. Queste partite, infatti, possono essere interessanti per scrutare gli embrioni delle rotazioni ed alcuni esperimenti a livello di quintetti.

Sacripanti ha ruotato tanto i suoi giocatori riproponendo più di una volta solo un quintetto (Taylor-Cournooh-Martin-M’Baye-Qvale, in campo in due occasioni), cercando, giustamente, di dare minuti a tutti e iniziando a provare un po’ tutte le soluzioni. Per sua stessa ammissione questa è una squadra che, data la versatilità dei suoi giocatori, avrà la possibilità di indossare diverse vesti tattiche.

Martin può giostrare in tre ruoli, Cournooh dalla panchina è un jolly utile in tutto il back court, Taylor può essere spostato da guardia quando in campo con Pajola. E sotto canestro si è vista la coppia Qvale-Kravic in tre occasioni (per 4’32” complessivi). Frutto anche dell’assenza di Baldi Rossi, ma comunque una soluzione che il coach bianconero sta vagliando. Kravic, infatti, grande nota positiva della gara, ha mostrato la sua capacità atletica e difensivamente potrebbe avere le caratteristiche per correre dietro a qualche quattro avversario. Mentre in attacco è Qvale ad avere più caratteristiche da ala forte atipica.

Si parla di esperimenti, sia chiaro, e comunque di una situazione temporanea, magari da usare in casi particolari. Ma è un’arma che la Virtus potrebbe avere a disposizione.

Qualche nota sparsa sulla gara:

  • Kevin Punter ha subito mostrato la caratteristica che maggiormente lo ha contraddistinto: la capacità di accendersi con fiammate improvvise. Tredici punti quasi filati in apertura di gara. Altri nove nel terzo quarto con una scarica di triple. Ventidue punti arrivati tutti così. Grande naturalezza offensiva, ha fatto vedere di saper mettere anche la palla a terra con efficacia. Insomma, non è semplicemente un tiratore;
  • L’altra nota positiva ovviamente è stata Kravic. Grande attività, capacità di mettere palla in terra per attaccare l’uomo se necessario, ottima coordinazione nelle ricezioni in corsa. Quello che ci si aspettava meno era il tocco morbido dal post basso. Due o tre movimenti davvero pregevoli mostrati in un secondo tempo dove, va detto, il livello della partita era calato drasticamente. In difesa ci sono ancora un po’ di cose da aggiustare. Per esempio, in un paio di occasioni si è fatto spostare a “culate” un po’ troppo facilmente da Fantoni, non esattamente Shaquille O’Neal;
  • M’Baye è forse quello che ha avuto più problemi. Specialmente in difesa dove Hall lo ha letteralmente fatto ammattire nel primo tempo. Sicuramente con le gambe appesantite dai carichi di lavoro, dietro è stato spesso un mezzo giro in ritardo. Con il passare dei minuti ha preso fiducia in attacco ed è cresciuto anche nella propria metà campo;
  • Un po’ di difficoltà a fare arrivare la palla in post basso ai lunghi. In diverse situazioni il passaggio dal perimetro al giocatore interno è stato intercettato o sporcato. Meccanismi da oliare col passare degli allenamenti;
  • Pajola in campo praticamente sempre come cambio di Taylor (insieme solo un paio di minuti scarsi). Spesso, invece, con Cournooh (circa quindici minuti), che, come detto, è un jolly anche perché può giostrare diversi ruoli. L’ex Cantù può dare una mano a portar palla e difensivamente va a completare una coppia con grandissimo potenziale. Se poi vengono affiancati da Kelvin Martin (che si è preso la briga di andare a bagnare le polveri di Hall) allora la Virtus può davvero indirizzare le partite anche con la difesa;
  • Tornando a Pajola, la meccanica di tiro è apparsa più fluida che in passato. Ha segnato un paio di canestri da fuori in cui è sembrato più naturale nel movimento, su cui, a quanto pare, del lavoro è stato fatto;
  • 11 gradi fuori dal palasport alle 20, il 26 di agosto. Una ventata di freschezza assolutamente apprezzabile.

Sensazioni e prime impressioni, ripetiamo. Attendendo test più credibili che arriveranno a breve (torneo di Olbia nel week end con prima partita contro Avellino).

STEFANO SACRIPANTI AL TERMINE DELLA PARTITA

Nickfiumi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *