La nuova Virtus tra tifo, struttura e ambizioni

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Al microfono è un amministratore delegato Luca Baraldi factotum: è energico contagioso molto ambizioso.

Disquisisce per filo per segno il piano di crescita della Virtus con la stampa uscendo alcune volte dal tema della domanda, ma solo per essere ancora più chiari senza l’aiuto di alcun personaggio al suo fianco.

Una VNera ambiziosa, invidiata, odiata e quindi molto trasparente, negli obbiettivi e nei suoi voleri.

Con un’idea di trasloco momentaneo costruendo una struttura raddoppiando il progetto originale del Paladozza per i grandi eventi legati al marchio Segafredo Virtus: un mese ospitati da BolognaFiera, come test per il futuro nuovo palazzetto.

Ogni malaugurata caduta è più dolorosa, più rumorosa, più fragorosa perché la pressione di queste parole non permettono sbagli, ma solo finalità.

Come gli agognati playoff scudetto e il bramare a voce la finale d’Eurocup: traguardi importanti senza giri di parole, bisogna raggiungerli secondo il disegno per arrivare in Eurolega: l’aspirata cima.

Si è parlato spiccio e chiaro più per “far capire al tifoso vero motore di tutto cosa sta per acquistare” e la sua opinione su i social è di sacrosanta importanza a volte più di qualche garanzia tecnica.

Non vi è alcuna distanza con Olimpia Milano, bensì una normale sfida sportiva e con Teodosic in squadra fa ben sperare.

Un piano pubblico feroce determinato, pronto a conquistare spazi e attenzioni cosa sai gradita e dalle ultime parole: siamo solo all’inizio.

Davide Trebbi

Più appassionato che blogger sulla palla spicchi. Bologna è dove sono nato a fine anni Ottanta. Virtussino fin dalla nascita.

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